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Snorri Sturluson

PROSE EDDA

GYLFAGINNING

L'INGANNO DI GYLFI

▼ Snorri Sturluson, PROSE EDDA
Prose Edda. Edda in prosa
Fyrirsgn ok Formli, Rubrica e prologo
Gylfaginning, L'inganno di Gylfi
 Skldskaparml, Discorso sull'arte scaldica
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GYLFAGINNING - Testo
Note
Bibliografia
PROSE EDDA
GYLFAGINNING
L'INGANNO DI GYLFI
  1. Di re Gylfi e Gefjun
  2. Qui si racconta dell'inganno di Gylfi
  3. Delle domande di Gangleri
  4. Qui si narra di Mspellsheimr e di Surtr
  5. Qui si narra di quando gli di diedero forma al gigante Ymir
  6. Di quando sorse la vacca Auhumla
  7. Di quando i figli di Borr uccisero Ymir
  8. I figli di Borr formano la terra e il cielo
  9. I figli di Borr formano Askr ed Embla
  10. Del gigante Nǫrfi e di Ntt, sua figlia
  11. Del Sole e della Luna
  12. Il tormento di Sl
  13. Qui si narra di Bifrǫst
  14. La dimora degli di e la nascita dei nani
  15. Qui si narra del Santuario degli di
  16. Sul frassino Yggdrasill
  17. Qui si narra di lfheimr
  18. L'origine del vento
  19. La differenza tra estate e inverno
  20. Qui si narra dei nomi di inn e del suo potere
  21. Qui si narra di rr, del suo potere, e di Bilskrnir
  22. Di Baldr
  23. Di Njǫrr e Skai
  24. Dei figli di Njǫrr
  25. Di Tr
  26. Di Bragi e Iunn
  27. Di Heimdallr
  28. Di Hǫr
  29. Di Varr
  30. Di Vli
  31. Di Ullr
  32. Di Forseti
  33. Qui si narra dell'ss Loki
  34. Dei figli di Loki e la cattura del lupo Fenrir
  35. Delle synjur
  36. Delle valchirie
  37. Freyr conquista Gerr
  38. Del mangiare e del bere presso gli sir
  39. Della bevanda degli Einherjar
  40. L'imponenza di Valhǫll
  41. Il passatempo degli Einherjar
  42. Di quando Loki concep Sleipnir insieme con Svailfǿri
  43. Skblanir
  44. Qui interviene rii [?]
    Qui inizia la saga di rr e tgaraloki
  45. L'incontro fra rr e Skrmir
  46. Le imprese di rr e dei suoi compagni
  47. La separazione di rr e tgaraloki
  48. Qui si narra di quando rr and a pescare il Migarsormr
  49. Della dipartita di Baldr e del viaggio di Hermr nel regno di Hel
  50. Loki imprigionato
  51. Di fimbulvetr e di ragnarkr
  52. Le dimore dopo il ragnarkr
  53. Chi sopravvive al ragnarkr
  54. Gangleri
    Epilogo

GYLFAGINNING

L'INGANNO DI GYLFI

       
1 [Fr Gylfa konungi ok Gefjuni] [Di re Gylfi e Gefjun] NOTA
1a Gylfi konungr r ar lǫndum er n heitir Svj. Fr honum er at sagt at hann gaf einni farandi konu at launum skemtunar sinnar eitt plgsland rki snu at er fjrir xn drǿgi upp dag ok ntt. En s kona var ein at sa tt, hon er nefnd Gefjun. Hon tk fjra xn noran r Jǫtunheimum, en at vru synir jǫtuns ok hennar, ok setti fyrir plg. En plgrinn gekk sv hart ok djpt at upp leysti landit, ok drgu xninir at land t hafit ok vestr, ok nmu staar sundi nǫkkvoru. ar setti Gefjun landit ok gaf nafn ok kallai Selund. Ok ar sem landit hafi upp gengit, var ar eptir vatn. at er n Lǫgrinn kallar Svj, ok liggja sv vkr Leginum sem nes Selundi.

Re Gylfi regnava su quelle terre che oggi si chiamano Svj. Di lui si narra che diede a una girovaga, quale compenso per averlo intrattenuto, tanta terra nel suo regno quanta ne potessero arare quattro buoi in un giorno e una notte. Questa donna per era della stirpe degli sir e aveva nome Gefjun. Ella port da Jǫtunheimr, nel nord, quattro buoi che erano figli suoi e di uno jǫtunn. Li aggiog tutti e quattro a un aratro, ma il vomere penetr nel suolo con tanta forza e a tale profondit che la terra si stacc e i buoi la trascinarono a occidente sul mare, arrestandosi in uno stretto. L si ferm Gefjun, diede un nome a quella terra e la chiam Selund. E dove la terra era stata strappata, l'acqua form in seguito quel lago che oggi detto Lǫgrinn in Svj; ci sono infatti tante baie nel Lǫgrinn quanti promontori in Selund.

NOTA
1b Sv segir Bragi skld gamli:

Come dice il vecchio scaldo Bragi:

{1}

Gefjun dr fr Gylfa
glǫ djprǫul ǫla
sv at af rennirauknum
rauk, Danmarkar auka.
Bru xn ok tta
ennitungl ar er gengu
fyrir vineyjar vri
valrauf, fjǫgur hǫfu.

Gefjun trasse da Gylfi
lieta un sole profondo,
che per affanno di soma
crescesse la Danimarca.
In fronte avevano i buoi
otto lune quando fecero
di bell'isola ampio bottino:
quattro eran le teste.

NOTA
       
2 Hr hefr Gylva ginning fr v er Gylfi stti heim Allfǫr sgar me fjǫlkyngi, ok fr villu sa, ok fr spurningu Gylva. Qui si racconta dell'inganno di Gylfi, di quando Gylfi raggiunse la casa di Allfǫr in sgarr con la magia, degli sir ingannevoli e delle domande di Gylfi. NOTA
2a Gylfi konungr var mar vitr ok fjǫlkunnigr. Hann undraisk at mjǫk er saflk var sv kunnigt at allir hlutir gengu at vilja eira. at hugsai hann hvrt at mundi vera af eli sjlfra eira, ea mundi v valda gomǫgn au er eir bltuu. Hann byrjai fer sna til sgars ok fr me laun ok br sik gamals manns lki ok dulisk sv. En sir vru v vsari at eir hǫfu spdm, ok s eir fer hans fyrr en hann kom ok geru mti honum sjnhverfingar. En er hann kom inn borgina, s hann ar hva hǫll, sv at varla mtti hann sj yfir hana. ak hennar var lagt gyltum skjǫldum sv sem spnak.

Re Gylfi era un uomo sapiente ed esperto di magia. Si stupiva molto che il popolo degli sir avesse una tale abilit che riuscisse a far accadere tutto secondo il proprio volere. Si chiese se questo fosse dovuto alla loro natura o se dipendesse dal potere degli di a cui tributavano sacrifici. Si mise in cammino verso sgarr e viaggi in incognito, camuffato da vecchio cos da non farsi riconoscere. Ma gli sir erano pi saggi, in quanto avevano il dono della preveggenza: si accorsero che si era messo in viaggio prima che arrivasse, e lanciarono sjnhverfingar su di lui. Quando Gylfi entr nella rocca, vide una hǫll talmente alta che a stento ne scorgeva la sommit. Il tetto era ricoperto di scudi dorati disposti come tegole.

NOTA
2b Sv segir jlfr inn hvinverski at Valhǫll var skjǫldum ǫk: Cos dice jlfr di Hvnn che Valhǫll era coperta di scudi:

{2}

baki ltu blkja,
barir vru grjti,
Svfnis salnfrar
seggir hyggjandi.

Sul dorso facevano splendere,
mentr'eran da pietra colpiti,
i coppi della sala di Svfnir,
credendo di essere astuti.

NOTA
2c Gylfi s mann hallardurum, ok lk at handsǫxum ok hafi tlf senn lopti. S spuri hann fyrr at nafni. Hann nefndisk Gangleri ok kominn af refilstigum ok beiddisk at sǿkja til nttstaar, ok spuri hverr hǫllina tti. Gylfi vide un uomo sulla porta che giostrava con dei pugnali e ne teneva sette in aria tutti insieme. Questi gli chiese innanzitutto il suo nome. Gylfi disse di chiamarsi Gangleri e di essere giunto per sentieri misteriosi; chiese ospitalit per la notte e domand di chi fosse la hǫll. NOTA
2d Hann svarar at at var konungr eira, en ek m fylgja r at segja hann. Skaltu sjlfr spyrja hann nafns, ok snerisk s mar fyrir honum inn hǫllina. En hann gekk eptir, en egar lauksk hurin hla honum. L'uomo rispose che era del loro re. Posso condurti a vederlo e potrai chiedergli tu stesso il suo nome. E subito quell'uomo entr nella sala. Gylfi lo segu e la porta si chiuse alle loro spalle.
2e ar s hann mǫrg glf ok margt flk, sumt me leikum, sumir drukku, sumir me vpnum ok bǫrusk. litaisk hann um ok ttu margir hlutir trligir eir er hann s.

L egli vide molte stanze e una gran folla di gente; alcuni giocavano, altri bevevano, altri, armati, si battevano. Gylfi si guardava intorno e molto di quel che vedeva gli sembrava incredibile.

2f mlti hann: Disse quindi:
{3}

Gttir allar
r gangi fram
um skygnask skyli,
vat vst er at vita
hvar vinir
sitja fleti fyrir.

Tutte le porte
prima di varcarle
vanno scrutate,
ch dubbio sovviene
se nemici siedano
nella sala [che ti sta] davanti.

NOTA

2g

Hann s rj hsti ok hvert upp fr ǫru, ok stu rr menn, sinn hverju. spuri hann hvert nafn hǫfingja eira vri. S svarar er hann leiddi inn, at s er inu nezta hsti sat var konungr ok heitir Hr, en ar nst s er heitir Jafnhr, en s ofarst er rii heitir. spyrr Hr komandann hvrt fleira er eyrindi hans, en heimill er matr ok drykkr honum sem ǫllum ar Hva hǫll. Hann segir at fyrst vil hann spyrja ef nǫkkvorr er frr mar inni. Hr segir at hann komi eigi heill t nema hann s frari, Vide tre troni, l'uno sopra l'altro, e su ciascuno sedeva un uomo. Allora domand che nome avessero quei signori. Colui che lo aveva condotto fin l gli rispose che quello seduto sul trono pi basso era il re e si chiamava Hr, quello vicino Jafnhr e quello pi in alto rii. Allora Hr domand al nuovo venuto che cosa desiderasse e gli disse che poteva mangiare e bere come tutti gli altri nella hǫll di Hr. Egli rispose che per prima cosa voleva sapere se fosse presente qualche erudito. Hr gli rispose che non se ne sarebbe andato sano di l se non fosse divenuto pi sapiente,
{4}

ok stattu frammi
mean fregnar,
sitja skal s er segir.

e resta in piedi
mentre domandi;
sieder colui che parla.

       

3

Fr spurningu Ganglera

Delle domande di Gangleri  
3a

Gangleri hf sv ml sitt: Hverr er ǿztr ea elztr allra goa?

Gangleri inizi quindi a dire: Chi il sommo o il pi antico di tutti gli di?
3b Hr segir: S heitir Allfǫr at vru mli, en sgari inum forna tti hann tlf nǫfn. Eitt er Allfǫr, annat er Herran ea Herjan, rija er Nikarr ea Hnikarr, fjra er Nikuz ea Hnikur, fimta Fjǫlnir, stta ski, sjaunda mi, tta Biflii ea Biflindi, nunda Sviarr, tunda Svirir, ellipta Virir, tlfta Jlg ea Jlkr. Hr disse: Egli chiamato Allfǫr nella nostra lingua, ma anticamente in sgarr aveva dodici nomi. Il primo Allfǫr, il secondo Herran o Herjan, il terzo Nikarr o Hnikarr, il quarto Nikur o Hnikur, il quinto Fjǫlnir, il sesto ski, il settimo mi, l'ottavo Biflii o Biflindi, il nono Sviurr, il decimo Svirir, l'undicesimo Virir, il dodicesimo Jlg o Jlkr.
3c spyrr Gangleri: Hvar er s gu, ea hvat m hann, ea hvat hefir hann unnit framaverka?

Allora chiese Gangleri: Dov' questo dio? Qual il suo potere? Quali grandi opere ha compiuto?

3d

Hr segir: Lifir hann of allar aldir ok stjrnar ǫllu rki snu ok rr ǫllum hlutum, strum ok smm.

Hr disse: Egli vive in tutti i tempi e regge tutto il suo regno e governa tutte le cose, grandi e piccole.
3e

mlti Jafnhr: Hann smai himin ok jǫr ok loptin ok alla eign eira.

Allora parl Jafnhr: Egli ha forgiato il cielo e la terra e l'aria e tutto quanto vi si trova.
3f mlti rii: Hitt er mest, er hann geri manninn ok gaf honum ǫnd er lifa skal ok aldri tnask, tt lkaminn fni at moldu ea brenni at ǫsku. Ok skulu allir menn lifa eir er rtt eru siair ok vera me honum sjlfum ar sem heitir Giml ea Vinglf, en vndir menn fara til Heljar ok aan Niflhel, at er nir inn nunda heim.

Allora parl rii: Ma quel che di pi grande egli ha compiuto stata la creazione dell'uomo a cui ha donato il respiro affinch viva e mai muoia, bench il corpo si dissolva in polvere o bruci fino a diventare cenere. Tutti gli uomini giusti vivranno e abiteranno insieme a lui in quel luogo che chiamato Giml o Vinglf. Gli uomini malvagi andranno invece da Hel e da l nel Niflhel, che si trova in basso, gi, nel nono mondo.

3g mlti Gangleri: Hvat hafisk hann r at en himinn ok jǫr vri gǫr? Allora disse Gangleri: Che cosa faceva egli prima che il cielo e la terra venissero creati?
3h svarar Hr: var hann me hrmussum. Hr rispose: In quel tempo egli si trovava con i hrmursar, i giganti di brina.
       

4

Hr segir fr Muspells heimi, ok fr Surti

Qui si narra di Mspellsheimr e di Surtr  
4a Gangleri mlti: Hvat var upphaf ea hversu hfsk, ea hvat var r?

Gangleri disse: Come fu il principio? Che cosa avvenne e cosa c'era prima?

4b Hr svarar: Sv sem segir Vǫlusp: Hr rispose: Cos come detto nella Vǫlusp:
{5}

r var alda
at er ekki var.
Vara sandr n sr
n svalar unnir.
Jǫr fannsk eigi
n upphiminn,
gap var ginnunga,
en gras ekki.

Al principio era il tempo,
quando nulla esisteva.
Non c'era sabbia n mare
n gelide onde.
Non c'era terra
n cielo in alto:
un vuoto si spalancava
ma nulla cresceva.

NOTA
4c mlti Jafnhr: Fyrr var at mǫrgum ǫldum en jǫr var skǫpu, er Niflheimr var gǫrr, ok honum mijum liggr brur s er Hvergelmir heitir, ok aan af falla r r er sv heita: Svǫl, Gunnr, Fjǫrm, Fimbul, ul, Slr ok Hr, Sylgr ok Ylgr, V, Leiptr, Gjǫll er nst Helgrindum.

Allora disse Jafnhr: Erano quei tempi antichi, prima che la terra venisse foggiata, quando venne fatto il Niflheimr, al cui centro stava la sorgente chiamata Hvergelmir; da l sgorgavano i fiumi che cos si chiamano: Svǫl, Gunnr, Fjǫrm, Fimbulul, Slr e Hr, Sylgr e Ylgr, V, Leiptr e Gjǫll, che il pi prossimo ai cancelli di Hel.

4d mlti rii: Fyrst var s heimr surhlfu er Muspell heitir. Hann er ljss ok heitr. S tt er logandi ok brennandi, er hann ok fǿrr eim er ar eru tlendir ok eigi eigu ar ul.

Allora disse rii: Ma prima di ogni cosa vi fu quel mondo, a sud, chiamato Mspell. luminoso e caldo, questo paese che arde e divampa, impervio agli stranieri e a coloro che non vi sono nati.

4e S er Surtr nefndr er ar sitr lands enda til landvarnar. Hann hefir loganda sver, ok enda veraldar mun hann fara ok herja ok sigra ǫll goin ok brenna allan heim me eldi. Surtr il nome di colui che risiede ai confini di quella terra, di cui il guardiano. Egli impugna una spada fiammeggiante e alla fine dei tempi giunger, combatter, vincer tutti gli di e brucer il mondo intero con il fuoco.
4f Sv segir Vǫlusp: Cos infatti detto nella Vǫlusp:
 
{6}

Surtr ferr sunnan
me sviga lvi.
Sknn af sveri
sl valtva.
Grjtbjǫrg gnata
en gfr rata.
Troa halir helveg
en himinn klofnar.

Surtr viene da sud
col veleno dei rami.
Splende la spada,
sole degli di caduti.
Le rocce si frangono,
crollano gigantesse;
gli uomini vanno ad Hel,
il cielo si schianta.

NOTA
       

5

Hr segir er guin skǫpuu Ymi jǫtun

Qui si narra di quando gli di diedero forma al gigante Ymir  
5a Gangleri mlti: Hversu skipaist, r en ttirnar yri ea aukaist mannflkit?

Gangleri disse: Che cosa avvenne prima che si formassero le varie stirpi e che il genere umano prosperasse?

5b mlti Hr: r r er kallaar eru livgar, er r vru sv langt komnar fr uppsprettunni at eitrkvikja s er ar fylgi harnai sv sem sindr at er renn r eldinum, var at ss, ok er s ss gaf staar ok rann eigi, hldi yfir annig r at er af st eitrinu ok fraus at hrmi, ok jk hrmit hvert yfir annat allt Ginnungagap.

Allora parl Hr: Accadde che quei fiumi che sono chiamati livgar arrivarono cos lontano dalla loro sorgente che la schiuma velenosa da loro recata s'indur come la scoria che scappa dal fuoco, divenendo ghiaccio. E l dove quel ghiaccio si arrest e non and oltre, i vapori levatisi dal veleno gelarono in brina, e la brina si stese sopra ogni altra cosa nel Ginnungagap.

5c mlti Jafnhr: Ginnungagap, at er vissi til norrs ttar, fyltisk me unga ok hǫfugleik ss ok hrms ok inn fr r ok gustr. En hinn syri hlutr Ginnungagaps lttisk mti gneistum ok sum eim er flugu r Muspellsheimi.

Allora disse Jafnhr: Ginnungagap, nella parte che volge verso il nord, si ricopr di strati di ghiaccio e di brina, e da esso si levavano bruma e vento, mentre la parte a sud del Ginnungagap ne fu preservata dalla lava e dalle scintille che scaturivano da Mspellsheimr.

NOTA
5d mlti rii: Sv sem kalt st af Niflheimi ok allir hlutir grimmir, sv var at er vissi nmunda Muspelli heitt ok ljst, en Ginnungagap var sv hltt sem lopt vindlaust. Ok er mǿttisk hrmin ok blr hitans, sv at brnai ok draup, ok af eim kvikudropum kviknai me krapti ess er til sendi hitann ok var manns lkandi ok var s nefndr Ymir. En hrmussar kalla hann Aurgelmi, ok eru aan komnar ttir hrmussa, sv sem segir Vǫlusp hinni skǫmmu:

Allora disse rii: Cos come il freddo proveniva da Niflheimr insieme a tutto ci che temibile, quanto si volgeva verso Mspell era caldo e luminoso e Ginnungagap era mite come aria priva di vento. Quando la brina fu investita dal vento caldo, si sciolse e gocciol, e in quelle gocce, grazie alla forza di colui che aveva mandato il calore, nacque la vita ed essa assunse forma d'uomo. Costui fu detto Ymir, ma i hrmursar  lo chiamano Aurgelmir ed da lui che discende la loro stirpe di giganti, come dice la Vǫlusp inni skǫmmu:

NOTA
{7}

Eru vǫlur allar
fr Vilfi,
vitkar allir
fr Vilmeii,
en seiberendr
fr Svarthǫfa,
allir jǫtnar
fr Ymi komnir

Le veggenti tutte
da Violfr,
i maghi tutti
da Vilmeir,
gli stregoni
da Svarthǫfi,
gli jǫtnar tutti
da Ymir discendono.

NOTA
5e En hr segir sv Vafrnir jǫtunn: E qui dice cos il gigante Vafrnir:
{8}

Hvaan Aurgelmir kom
me jǫtna sonum
fyrst inn fri jǫtunn:
r livgum
stukku eitrdropar
ok x unz var r jǫtunn,
ar rar ttir
komu allar saman,
v er at allt ea atalt.

Da dove Aurgelmir venne
tra i figli degli jǫtnar
per primo, il sapiente gigante?
Dagli livgar
scatur in gocce il veleno
e crebbe finch nacque un gigante.
Da l le nostre stirpi
vennero tutte insieme,
per cui sempre feroci saranno.

NOTA
5f mlti Gangleri: Hvernig xu ttir aan ea skapaisk sv at fleiri menn uru? Ea trir ann gu er n sagir fr?

Allora disse Gangleri: Ma come fecero a nascere da lui le stirpi e come accadde che nacquero tanti uomini? Ritieni che fosse un dio, colui di cui mi hai ora parlato?

5g svarar Hr: Fyr ngan mun jtum vr hann gu. Hann var illr ok allir hans ttmenn, kǫllum vr hrmursa. En sv er sagt at er hann svaf fekk hann sveita. x undir vinstri hendi honum mar ok kona, ok annarr ftr hans gat son vi ǫrum. En aan af kmu ttir, at eru hrmursar. Hinn gamli hrmurs, hann kǫllum vr Ymi. Allora disse Hr: Non lo riteniamo affatto un dio. Egli era malvagio e lo era tutta la sua progenie, che noi chiamiamo dei hrmursar. Cos si racconta, che mentre egli dormiva si mise a sudare. Sotto la sua mano sinistra crebbero un uomo e una donna, e un piede concep un figlio con l'altro e da qui discesero le stirpi che divennero i giganti di brina. Quell'antico hrmurs noi lo chiamiamo Ymir.  
       

6

Fr v er skǫpu var krin Auumla

Di quando prese forma la vacca Auhumla  
6a mlti Gangleri: Hvar byggi Ymir, ea vi hvat lifi hann?

Allora disse Gangleri: Dove dimorava Ymir? di che cosa viveva?

6b Hr svarar: Nst var at er hrmit draup at ar var af kr s er Auhumla ht, en fjrar mjlkr runnu r spenum hennar, ok fǿddi hn Ymi.

Hr rispose: Non appena la brina si sciolse, da essa prese forma una vacca, chiamata Auhumla; quattro fiumi di latte sgorgavano dalle sue mammelle e in questo modo essa nutr Ymir.

NOTA
6c mlti Gangleri: Vi hvat fǿddisk krin?

Allora disse Gangleri: Di che cosa si nutriva la vacca?

6d Hr svarar: Hon sleikti hrmsteina er saltir vru. Ok hinn fyrsta steinanna er hon sleikti, kom r steininum at kveldi manns hr, annan dag manns hǫfu, rija dag var at allr mar. S er nefndr Bri. Hann var fagr litum, mikill ok mttigr. Hann gat son ann er Borr er nefndr. Hann fekk eirar konu er Bettla ht, dttir Bǫlorns jǫtuns, ok fengu au rj sonu. Ht einn inn, annarr Vili, rii V. Ok at er mn tra at s inn ok hans brǿr munu vera strandi himins ok jarar. at tlum vr at hann muni sv heita, sv heitir s mar er vr vitum mestan ok gztan, ok vel megu r hann lta sv heita. Hr rispose: Leccava le rocce brinate, che erano salate, e nel primo giorno in cui essa le lecc, da quelle pietre spuntarono a sera i capelli di un uomo, il giorno dopo la testa e il terzo giorno vi fu l'uomo intero. Il suo nome era Bri. Era di bell'aspetto, grande e possente. Gener un figlio chiamato Borr; questi prese in moglie quella donna che si chiamava Bestla, figlia del gigante Bǫlorn ed ebbero tre figli. Il primo si chiamava inn, il secondo Vili, il terzo V, e io so per verit, che inn e i suoi fratelli saranno i signori del cielo e della terra. Noi questo crediamo, che cos debba chiamarsi colui che sappiamo essere il maggiore e il supremo, e anche voi potete chiamarlo cos. NOTA
       
7

Fr v er synir Burs drpu Ymi

Di quando i figli di Borr uccisero Ymir  
7a

mlti Gangleri: Hvat var um eira stt, ea hvrir vru rkari?

Allora disse Gangleri: Ci fu un patto fra loro? Quali furono i pi potenti?
7b svarar Hr: Synir Bors drpu Ymi jǫtun, en er hann fell, hljp sv mikit bl r srum hans at mer v dreku eir allri tt hrmursa, nema einn komsk undan me snu hski. ann kalla jǫtnar Bergelmi. Hann fr upp lr sinn ok kona hans ok helzk ar, ok eru af eim komnar hrmursa ttir, sv sem hr segir: Hr rispose: I figli di Borr uccisero il gigante Ymir, ma quando egli cadde dalle sue ferite usc tanto sangue, che in esso affogarono tutta la stirpe dei hrmursar, tranne uno che fugg con la sua famiglia. Costui gli jǫtnar lo chiamano Bergelmir. Si arrampic sul suo mulino, sua moglie con lui, e cos si salvarono. Da loro sono discese le stirpi dei hrmursar, come cos detto: NOTA
{9}

Ǫrfi vetra
r vri jǫr of skǫpu,
var Bergelmir borinn.
at ek fyrst of man
er s hinn fri jǫtunn
var lr of lagir.

Innumerevoli inverni,
prima che la terra avesse forma,
Bergelmir era gi nato.
Questo per primo ricordo:
vidi quel saggio jǫtunn
ch'era steso su un mulino.

NOTA
       
8

[Borssynir skpu iǫr ok himinn]

[I figli di Borr formano la terra e il cielo]  
8a segir Gangleri: Hvat hǫfusk at Bors synir, ef trir at eir s gu?

Quindi disse Gangleri: Cosa fecero dunque i figli di Borr, se tu credi che siano di?

8b Hr segir: Eigi er ar ltit af at segja. eir tku Ymi ok fluttu mitt Ginnungagap ok geru af honum jǫrina, af bli hans sinn ok vǫtnin. Jǫrin var gǫr af holdinu, en bjǫrgin af beinunum. Grjt ok urir geru eir af tǫnnum ok jǫxlum ok af eim beinum er brotin vru.

Hr disse: Su questo non c' poco da raccontare. Essi presero Ymir e lo posero nel mezzo del Ginnungagap e da lui trassero la terra, dal suo sangue il mare e le acque. La terra era fatta della sua carne, le rocce delle sue ossa. I sassi e le pietre le crearono dai suoi denti, dai molari, e dalle ossa che erano spezzate.

8c mlti Jafnhr: Af v bli er r srum rann ok laust fr, ar af geru eir sj ann er eir geru ok festu saman jǫrina ok lǫgu ann sj hring tan um hana, ok mun at flestum manni fǿra ykkja at komask ar yfir.

Quindi parl Jafnhr: Dal sangue che, corso dalle sue ferite, sgorgava fuori, essi fecero il mare. E quando ebbero formato e saldato insieme la terra, vi disposero intorno il mare come un anello; ed esso sembrer impossibile da attraversare alla maggior parte degli uomini.

8d mlti rii: Tku eir ok haus hans ok geru ar af himin ok settu hann upp yfir jǫrina me fjrum skautum, ok undir hvert horn settu eir dverg. eir heita sv: Austri, Vestri, Norri, Suri. tku eir sur ok gneista er lausir fru ok kastat hafi r Muspellsheimi, ok settu mijan Ginnungahimin, bi ofan ok nean til at lsa himin ok jǫr. eir gfu staar ǫllum eldingum, sumum himni, sumar fru lausar undir himni, ok settu eim sta ok skǫpuu gǫngu eim. Sv er sagt fornum vsindum at aan af vru dǿgr greind ok ratal.

Quindi parl rii: Presero anche il suo cranio, ne fecero il cielo e lo posero sopra la terra con quattro angoli, e sotto ciascun angolo posero un nano. I nani si chiamano cos: Austri, Vestri, Norri, Suri. Poi presero le scintille e le fiammelle che correvano libere, spruzzate fuori dal Mspellsheimr, e le posero nel mezzo del Ginnungahiminn, sia in alto che in basso, affinch illuminassero cielo e terra. Diedero un posto a tutti gli astri: ad alcuni fisso nel cielo, mentre ad altri, che correvano liberi sotto la volta celeste, stabilirono un luogo, dando forma al loro percorso. Nelle antiche testimonianze detto che da allora furono contati i giorni e il numero degli anni.

NOTA
8e Sv sem segir Vǫlusp: Cos dice la Vǫlusp:
 
{10}

Sl at ne vissi
hvar hon sali tti.
Mni at ne vissi
hvat hann megins tti.
Stjǫrnur at ne vissu
hvar r stai ttu.

Il sole non sapeva
dov'era la sua casa;
la luna non sapeva
qual era il suo potere;
le stelle non sapevano
di avere una dimora.

NOTA
8f V var r en etta vri of jǫr.

Questo accadeva prima che esistesse la terra.

8g

mlti Gangleri: etta eru mikil tindi er n heyri ek. Furu mikil sm er at ok hagliga gert. Hvernig var jǫrin httu?

Quindi disse Gangleri: Sono grandi eventi quelli di cui ora odo. Questa un'opera mirabile e abilmente realizzata. Quale forma fu data alla terra?

8h svarar Hr: Hon er kringltt tan, ok ar tan um liggr hinn djpi sjr, ok me eiri sjvarstrǫndu gfu eir lǫnd til bygar jǫtna ttum. En fyrir innan jǫrunni geru eir borg umhverfis heim fyrir frii jǫtna, en til eirar borgar hǫfu eir brr Ymis jǫtuns ok kǫlluu borg Migar. eir tku ok heila hans ok kǫstuu lopt ok geru af skin, sv sem hr segir:

Quindi rispose Hr: Essa circolare all'esterno e tutt'attorno c' un mare profondo. Lungo le rive di quel mare [i figli di Borr] diedero dimora alle stirpi degli jǫtnar perch vi abitassero. Ma nell'entroterra, innalzarono un bastione a circondare il mondo, contro l'ostilit degli jǫtnar. Usarono, per il loro recinto, le ciglia del gigante Ymir, e chiamarono quella fortezza Migarr. Presero anche il suo cervello, lo lanciarono in cielo e ne fecero le nuvole, cos come qui detto:

8i
{11}

r Ymis holdi
var jǫr of skǫpu,
en r sveita sjr,
bjǫrg r beinum,
bamr r hri,
en r hausi himinn

Dalla carne di Ymir
fu la terra formata,
dal sangue i mari,
montagne dalle ossa,
alberi dai capelli
e dal cranio il cielo.

NOTA
{12}

En r hans brm
geru bl regin
Migar manna sonum,
en r hans heila
vru au hin harmgu
sk ǫll of skǫpu.

Con le sue ciglia
fecero gli di gentili
Migarr per i figli degli uomini;
e dal suo cervello
furono le impetuose
nuvole tutte create.

       

9

[Borssynir skpu Ask ok Emblu]

[I figli di Borr formano Askr ed Embla]  
9a

mlti Gangleri: Mikit tti mr eir hafa snit til leiar er jǫr ok himinn var gert ok sl ok himintungl vru sett ok skipt dǿgrum. Ok hvaan kmu menninir eir er heim byggja?

Quindi parl Gangleri: Grandi cose mi sembra che essi abbiano compiuto, quando terra e cielo furono creati, ebbero il loro posto il sole e gli astri, e inizi il conto dei giorni. Ma da dove giunsero gli uomini che abitano il mondo?

9b svarar Hr: er eir Bors synir gengu me svarstrǫndu, fundu eir tr tvau, ok tku upp trin ok skǫpuu af menn. Gaf hinn fyrsti ǫnd ok lf, annarr vit ok hrǿring, rii sjnu, mlit ok heyrn ok sjn; gfu eim kli ok nǫfn. Ht karlmarinn Askr en konan Embla, ok lusk aan af mannkindin, eim er bygin var gefin undir Migari. Rispose Hr: Mentre i figli di Borr andavano lungo la riva del mare trovarono due alberi, li raccolsero e li mutarono in uomini. Il primo diede loro respiro e vita, il secondo ragione e movimento, il terzo aspetto, parola, udito e vista. Diedero poi loro vesti e nomi. Il maschio si chiam Askr, la femmina Embla; da loro nacque l'umanit, a cui fu data dimora entro Migarr.  
9c ar nst geru eir sr borg mijum heimi er kallar er sgarr. at kǫllum vr Troja. ar bygu guin ok ttir eira ok gerusk aan af mǫrg tindi ok greinir bi jǫru ok lopti. ar er einn star er Hliskjlf heitir, ok er inn settisk ar hsti, s hann of alla heima ok hvers manns athǿfi ok vissi alla hluti er hann s. Kona hans ht Frigg Fjǫrgvinsdttir, ok af eira tt er s kynsl komin er vr kǫllum sa ttir, er bygt hafa sgar hinn forna ok au rki er ar liggja til, ok er at allt gokunnig tt. Ok fyrir v m hann heita Allfǫr at hann er fair allra goanna ok manna ok alls ess er af honum ok hans krapti var fullt gert. Jǫrin var dttir hans ok kona hans. Af henni geri hann hinn fyrsta soninn, en at er sarr. Honum fylgi afl ok sterkleikr, ar af sigrar hann ǫll kvikvendi. Poi [i figli di Borr] costruirono per s stessi, nel centro del mondo, una rocca che fu chiamata sgarr, sebbene noi la chiamiamo Troja. L abitano gli di e le loro stirpi e da allora molti avvenimenti e vicissitudini sono accaduti sia in cielo che in terra. L c' un posto chiamato Hliskjlf e, quando inn si insediava l nell'alto seggio, osservava tutto il mondo e le azioni di ogni uomo, e comprendeva tutto ci che vedeva. Sua moglie si chiamava Frigg figlia di Fjǫrgynn e dalla loro discendenza proviene la stirpe degli sir, che ha popolato l'antica sgarr e quei regni che le appartengono. Per questo egli deve essere chiamato Allfǫr, perch padre di tutti gli di, degli uomini e di tutto ci che stato compiuto grazie a lui e alla sua potenza. Jǫr fu sua figlia e sposa. Da essa ebbe il primo figlio, che sarr: lo accompagnano virt e forza, e per questo egli sopravanza tutti gli altri esseri viventi. NOTA
       
10

Fr Nra jǫtni ok Ntt, dttur hans

Del gigante Nǫrfi e di Ntt, sua figlia  
10a

Nǫrfi ea Narfi ht jǫtunn er bygi Jǫtunheimum. Hann tti dttur er Ntt ht. Hon var svǫrt ok dkk sem hon tti tt til. Hon var gipt eim manni er Naglfari ht. eira sonr ht Ur. v nst var hon gipt eim er Annarr ht. Jǫr ht eira dttir. Sarst tti hana Dellingr, var hann sa ttar. Var eira sonr Dagr. Var hann ljss ok fagr eptir faerni snu. tk Allfǫr Ntt ok Dag, son hennar, ok gaf eim tv hesta ok tvr kerrur ok setti au upp himin, at au skulu ra hverjum tveim dǿgrum umhverfis jǫrina. Rr Ntt fyrri eim hesti er kallar er Hrmfaxi, ok at morni hverjum dggvir hann jǫrina af mldropum snum. S hestr er Dagr heitir Skinfaxi, ok lsir allt lopt ok jǫrina af faxi hans.

Nǫrfi o Narfi si chiamava uno jǫtunn che abitava in Jǫtunheimr. Egli aveva una figlia di nome Ntt, la quale era scura di carnagione e nera di capelli, come si addiceva alla sua stirpe. Ella era moglie di un uomo chiamato Naglfari. Loro figlio fu Aur. In seguito fu sposata a uno che si chiamava nnarr. Loro figlia si chiam Jǫr. Infine ebbe Dellingr, che era della stirpe degli sir. Loro figlio fu Dagr. Questi era luminoso e bello come suo padre. Quindi Allfǫr prese Ntt e Dagr, figlio di lei, diede loro due cavalli e due carri e li mand su in cielo, affinch cavalcassero ogni dodici ore attorno alla terra. Ntt corre per prima su quel cavallo che si chiama Hrmfaxi e ogni mattino esso bagna la terra con la schiuma del suo morso. Il cavallo che possiede Dagr si chiama Skinfaxi perch col suo manto illumina tutto il cielo e la terra. NOTA
       
11

[Fr Sl ok Mna]

[Del Sole e della Luna]  
11a mlti Gangleri: Hversu strir hann gang slar ok tungls?

Quindi parl Gangleri: In che modo egli governa il corso del sole e della luna?

11b

Hr segir: S mar er nefndr Mundilfǿri er tti tvau bǫrn. au vru sv fǫgr ok fr at hann kallai annat Mna en dttur sna Sl, ok gipti hana eim manni er Glenr ht. En guin reiddusk essu ofdrambi ok tku au systkin ok settu upp himin, ltu Sl keyra hesta er drgu kerru slarinnar, eirar er guin hǫfu skapat til at lsa heimana af eiri su er flaug r Muspellsheimi. eir hestar heita sv: rvakr ok Alsvir. En undir bgum hestanna settu guin tv vindbelgi at kǿla , en sumum frǿum er at kallat sarnkol.

Hr disse: Un uomo che si chiamava Mundilfǿri aveva due figli. Erano cos belli e gentili che egli chiam suo figlio Mni e sua figlia Sl, e diede questa in sposa all'uomo chiamato Glenr. Ma gli di si adirarono per questa insolenza, presero i due fratelli e li posero in cielo, costringendo Sl a cavalcare i cavalli che tirano il carro del sole, creato dagli di per illuminare il mondo con una favilla sfuggita dal Mspellsheimr. Quei cavalli si chiamano rvakr e Alsvir: sotto le loro spalle gli di misero, per rinfrescarli, due otri di vento, detti negli antichi poemi sarnkol. NOTA
11c Mni strir gǫngu tungls ok rr njum ok nium. Hann tk tvau bǫrn af jǫrunni er sv heita: Bil ok Hjki, er au gengu fr brunni eim er Byrgir heitir ok bru ǫxlum sr s er heitir Sǿgr, en stǫngin Smul. Vifinnr er nefndr fair eira. essi bǫrn fylgja Mna, sv sem sj m af jǫru. Mni dirige il corso della luna e governa le sue fasi. Egli prese dalla terra due fanciulli, chiamati Bil e Hjki, mentre si allontanavano dalla fonte chiamata Byrgir e portavano sulle loro spalle il secchio detto Sǿgr e il bastone Smul. Vifinnr si chiama loro padre. Questi fanciulli seguono Mni, come si pu vedere dalla terra.  
       
12

[Fr lfakreppu Slar]

[Del tormento di Sl]  
12a mlti Gangleri: Skjtt ferr slin ok nr sv sem hon s hrdd, ok eigi mundi hon meir hvata gǫngunni at hon hrddisk bana sinn.

Quindi parl Gangleri: Il sole viaggia veloce, quasi come se Sl avesse paura, e non potrebbe andare pi in fretta se temesse la propria morte.

12b

svarar Hr: Eigi er at undarligt at hon fari kafliga. Nr gengr s er hana sǿkir, ok ngan tveg hon nema renna undan.

Rispose Hr: Non c' da stupirsi che corra precipitosamente. Il suo inseguitore le vicino ed ella non ha altro scampo se non fuggire.

12c

mlti Gangleri: Hverr er s er henni gerir ann maka?

Quindi parl Gangleri: Chi colui che le procura questo affanno?

12d

Hr segir: at eru tveir lfar, ok heitir s er eptir henni ferr Skǫll. Hann hrisk hon, ok hann mun taka hana. En s heitir Hati Hrvitnisson er fyrir henni hleypr, ok vill hann taka tunglit, ok sv mun vera.

Disse Hr: Ci sono due lupi: quello che corre dietro di lei si chiama Skoll. Egli la spaventa e alla fine la raggiunger. Si chiama invece Hati figlio di Hrvitnir quello che corre davanti a lei, il quale vuole prendere la luna, e anche questo accadr.

12e

mlti Gangleri: Hverr er tt lfanna?

Quindi disse Gangleri: Da dove deriva la stirpe dei lupi?

12f

Hr segir: Ggr ein br fyrir austan Migar eim skgi er Jrnvir heitir. eim skgi byggja r trǫllkonur er Jrnvijur heita. In gamla ggr fǿir at sonum marga jǫtna ok alla vargs lkjum, ok aan af eru komnir essir lfar. Ok sv er sagt at af ttinni verr s einn mtkastr er kallar er Mnagarmr. Hann fyllisk me fjǫrvi allra eira manna er deyja, ok hann gleypir tungl ok stkkvir bli himin ok lopt ǫll. aan tnir sl skini snu, ok vindar eru kyrrir ok gnja hean ok handan.

Rispose Hr: Una strega abita a est di Migarr, nella foresta che si chiama Jrnvir. In quella foresta abitano le femmine trǫll dette Jrnvijur. La vecchia strega ha partorito molti giganti, tutti in forma di lupo, e da qui sono giunti questi [due] lupi. Si dice che da questa stirpe ne ne verr uno pi forte di tutti, detto Mnagarmr. Si nutrir della carne di tutti gli uomini che muoiono, inghiottir la luna, imbratter di sangue il cielo e tutta l'aria. Allora il sole perder la sua luce, i venti saranno inquieti ed echeggeranno avanti e indietro.

NOTA
12g Sv segir Vǫlusp: Cos dice la Vǫlusp:
 
{13}

Austr br in aldna
Jrnvii
ok fǿir ar
Fenris kindir.
Verr r eim ǫllum
einna nǫkkurr
tungls tjgari
trǫlls hami.

A oriente la vecchia
vive in Jrnvir
e ivi partorisce
la prole di Fenrir.
Verr fra tutti loro
l'unico e solo
divoratore della luna
in aspetto di trǫll.

NOTA
{14}

Fyllisk fjǫrvi
feigra manna,
rr ragna sjǫt
rauum dreyra.
Svǫrt vera slskin
of sumur eptir,
ver ǫll vlynd.
Vitu r enn ea hvat?

Sazio della vita
dei condannati,
arrossa i seggi divini
con sangue scarlatto.
Si oscura la luce del sole
nelle estati venture:
il tempo minaccia.
Volete saperne ancora?

       
13

Hr segir fr Bifrǫst

Qui si narra di Bifrǫst  
13a mlti Gangleri: Hver er lei til himins af jǫru?

Quindi parl Gangleri: Cos' che porta dalla terra al cielo?

13b

svarar Hr ok hl vi: Eigi er n frliga spurt. Er r eigi sagt at at guin geru br til himins af jǫru, ok heitir Bifrǫst? Hana muntu st hafa, kann vera at at kallir regnboga. Hon er me rim litum ok mjǫk sterk ok ger me list ok kunnttu meiri en arar smir. Ok sv sem hon er sterk, mun hon brotna er Muspells megir fara ok ra hana, ok svima hestar eira yfir strar r. Sv koma eir fram.

Rispose allora Hr, ridendo forte: La tua domanda non saggia. Non ti stato detto che gli di hanno costruito un ponte dalla terra al cielo, chiamato Bifrǫst? Dovresti averlo visto, e forse lo chiami arcobaleno. di tre colori, molto robusto ed fatto con pi arte e sapienza di qualunque altra opera. Ma resistente com', nondimeno si romper quando i figli di Mspell lo attraverseranno cavalcando e guadando i grandi fiumi coi loro cavalli. Cos essi avanzeranno.

NOTA
13c

mlti Gangleri: Eigi tti mr goin gera af trnai brna, er hon skal brotna mega, er au megu gera sem au vilja.

Allora Gangleri disse: Non mi sembra che gli di siano stati onesti, costruendo un ponte che potr crollare, quando potevano farne uno come volevano.

13d mlti Hr: Eigi eru goin hallmlis ver fyrir essa sm. G br er Bifrǫst, en engi hlutr er s essum heimi er sr megi treystask er Muspells synir herja. Rispose allora Hr: Non sono da biasimare gli di per quest'opera. Bifrǫst un buon ponte, ma niente abbastanza sicuro in questo mondo da poter reggere alla devastazione dei figli di Mspell.
       

14

[Um bstai goa ok upphaf dverga]

[La dimora degli di e la nascita dei nani]  
14a mlti Gangleri: Hvat hafisk Allfǫr at er gǫrr var sgarr?

Quindi parl Gangleri: Cosa fece Allfǫr quando sgarr fu costruita?

14b Hr segir: upphafi setti hann stjrnarmenn sti ok beiddi at dǿma me sr rlǫg manna ok ra um skipun borgarinnar. at var ar sem heitir Iavǫllr miri borginni. Var at hit fyrsta eira verk at gǫra hof at er sti eira standa , tlf ǫnnur en hstit at Allfǫr . at hs er bezt gǫrt jǫru ok mest, allt er at innan ok tan sv sem gull eitt. eim sta kalla menn Glasheim. Annan sal gǫru eir, at var hǫrgr er gyjurnar ttu, ok var hann allfagrt hs. Hann kalla menn Vinglf. ar nst geru eir at at eir lgu afla, ok ar til geru hamar ok tǫng ok steja ok aan af ǫll tl ǫnnur, ok v nst smuu eir mlmstein ok tr ok sv gngliga ann mlm er gull heitir, at ǫll bsgǫgn ok ǫll reiigǫgn hǫfu eir af gulli, ok er s ǫld kǫllu gullaldr, r en spiltisk af tilkvmu kvennanna. r kmu r Jǫtunheimum. ar nst settusk guin upp sti sn ok rttu dma sna ok mintusk hvaan dvergar hǫfu kviknat moldunni ok niri jǫrunni sv sem makar holdi. Dvergarnir hǫfu skipazk fyrst ok tekit kviknan holdi Ymis ok vru makar, en af atkvi guanna uru eir vitandi mannvits ok hǫfu manns lki, ok ba jǫru ok steinum. Msognir var ǿztr ok annarr Durinn.

Disse Hr: Per prima cosa, egli stabil dei governatori sui seggi e ordin loro di con lui il destino degli uomini e di deliberare sulle disposizioni della fortezza. Questo accadde nel campo chiamato Iavǫllr, al centro della cittadella. La loro prima opera fu la costruzione di quella corte in cui porre i loro seggi, dodici insieme all'alto trono che appartiene ad Allfǫr. Questo edificio il migliore costruito sulla terra e il pi grande. Qui tutto, dentro e fuori, d'oro puro. Questo luogo gli uomini lo chiamano Glasheimr. Essi costruirono [poi] un'altra sala: il santuario delle dee, meraviglioso; gli uomini lo chiamano Vinglf. In seguito costruirono un edificio ove posero delle fucine, poi fecero martelli, tenaglie, incudini e tutti gli altri utensili. Quindi lavorarono il metallo, la pietra e il legno, e v'era tale abbondanza di quel metallo che si chiama oro che tutti i loro arnesi e le loro suppellettili erano d'oro. Quel tempo fu chiamato et dell'oro, prima che fosse rovinato dall'avvento delle donne giunte da Jǫtunheimr. Poi gli di s'insediarono sui loro troni, si riunirono in consiglio e ricordarono in che modo i dvergar avessero preso vita nel fango e sotto terra, come i vermi nella carne. Dapprima i dvergar si erano formati e avevano presa vita nella carne di Ymir, ed erano proprio vermi, ma per decisione degli di avevano ricevuto la conoscenza del sapere umano e l'aspetto degli uomini; nondimeno abitavano nella terra e nelle rocce. Móðsognir fu il primo e il secondo Durinn.

NOTA
14c Sv segir Vǫlusp: Cos dice la Vǫlusp:
{15}

gengu regin ǫll
rǫkstla,
ginnheilug go,
ok um at gttusk,
at skyldi dverga
drtt of skepja
r Brimis bli
ok r Blins leggjum

Allora andarono tutti i potenti
ai seggi del giudizio,
gli altissimi di,
e tennero consiglio:
chi dovesse dei dvergar
le stirpi foggiare
dal sangue di Brimir
e dalle ossa di Blinn.

NOTA
{16}

ar mannlkun
mǫrg of gǫrusk,
dvergar jǫru
sem Durinn sagi.

Allora in forma d'uomo
ne nacquero molti,
dvergar nella terra,
come disse Durinn.

14d

Ok essi segir hon nǫfn eira:

E questi, disse [la vǫlva], erano i loro nomi:

{17}

Ni, Nii,
Norri, Suri,
Austri, Vestri,
Aljlfr, Dvalinn,
Nr, Ninn,
Nipingr, Dinn,
Bifurr, Bfurr,
Bǫmburr, Nri,
rinn, narr,
inn, Mjǫvitnir.

Ni, Ni,
Norri, Suðri,
Austri, Vestri,
Aljfr, Dvalinn,
Nr, Ninn,
Npingr, Dinn,
Bfurr, Bfurr,
Bǫmburr, Nri,
[rinn], narr,
inn, Mjǫvitnir.

NOTA
{18}

Vigr ok Gandlfr,
Vindlfr, orinn,
Fili, Kili,
Fundinn, Vali,
rr, rinn,
ttr, Litr, Vitr,
Nr, Nrr,
Rekkr, Rsvir.

Vigr e Gandlfr,
Vindlfr, orinn,
Fili, Kili,
Fundinn, Vli,
rr, Þróinn,
ekkr, Litr, Vitr,
Nr, Nýráðr,
Rekkr, Ráðsviðr.

14e

En essir eru ok dvergar ok ba steinum, en inir fyrri moldu:

Anche questi erano nani e abitavano nelle rocce; mentre i primi, invece, nel fango:

{19}

Draupnir, Dolgvari,
Haur, Hugstari,
Hleiolfr, Glinn,
Dri, ri,
Dfr, Andvari,
Heftifili,
Hr, Svarr.

Draupnir, Dlgvari,
Hǫrr, Hugstari,
Hleðjólfr, Glinn,
Dri, ri,
Dfr, Andvari,
Heptifili,
Hrr, Svarr.

NOTA
14f En essir kmu fr Svarinshaugi til Aurvanga Jǫruvǫllu, ok eru komnir aan Lofarr. essi eru nǫfn eira:

E questi invece vennero da Svarinshaugr fino ad Aurvangar, nello Jǫruvellir, e da questi giunsero i Lovarr. Questi erano i loro nomi:

{20}

Skirfir, Virfir,
Skfir, i,
Alfr, Yngvi,
Eikinskialdi,
Falr, Frosti,
Fir, Ginnarr.

Skirfir, Virvir,
Skfir, i,
Alfr
, Ingi,
Eikinskjaldi,
Falr, Frosti,
Fir, Ginnarr.

NOTA
       

15

Hr segir fr helgista guanna

Qui si narra del santuario degli di  
15a mlti Gangleri: Hvar er hǫfustarinn ea helgistar guanna?

Quindi parl Gangleri: Dove si trova la residenza principale o il luogo pi sacro degli di?

15b Hr segir: at er at aski Yggdrasils. ar skulu guin eiga dma sna hvern dag.

Rispose Hr: Si trova presso il frassino Yggdrasill. L gli di devono tenere il loro consiglio ogni giorno.

NOTA
15c mlir Gangleri: Hvat er at segja fr eim sta?

Quindi parl Gangleri: Cosa c' da dire di questo luogo?

15d segir Jafnhr: Askrinn er allra trj mestr ok beztr. Limar hans dreifask yfir heim allan ok standa yfir himni. rjr rǿtr trsins halda v upp ok standa afar breitt. Ein er me sum, ǫnnur me hrmursum, ar sem forum var Ginnungagap. In rija stendr yfir Niflheimi, ok undir eiri rt er Hvergelmir, en Nhangr nagar nean rtina. En undir eiri rt er til hrmursa horfir, ar er Mmisbrunnr, er spek ok mannvit er flgit, ok heitir s Mmir er brunninn. Hann er fullr af vsindum, fyrir v at hann drekkr af brunninum af horninu Gjallarhorni. ar kom Allfǫr ok beiddisk eins drykkjar af brunninum, en hann fekk eigi fyrr en hann lagi auga sitt at vei.

Allora disse Jafnhr: Il frassino di tutti gli alberi il pi imponente e il migliore; i suoi rami si estendono su tutto il mondo e sovrastano il cielo. Tre radici sostengono l'albero e si protendono per vasti spazi: una va fra gli sir; un'altra fra i Hrmursar, l dove un tempo c'era il Ginnungagap. La terza si stende sopra Niflheimr; sotto questa radice si trova Hvergelmir e Nhǫggr la rosicchia dal basso. Sotto la radice che si dirige verso i Hrmursar c' Mmisbrunnr, ove sono conservate saggezza e intelligenza. Si chiama Mmir colui che possiede la fonte: egli pieno di sapienza, poich beve alla sorgente con il corno Gjallarhorn. L and Allfǫr e chiese di bere dalla fonte, ma non gli fu concesso prima di aver lasciato in pegno un suo occhio.

NOTA
15e Sv segir Vǫlusp: Cos dice la Vǫlusp:
{21}

Allt veit ek inn
hvar auga falt
hinum mra
Mmis brunni.
Drekkr mjǫ Mmir
morgin hverjan
af vei Valfǫrs.
Vitu r enn ea hvat?

Tutto so io, inn,
dove un occhio celasti
l, nella famosa
Mmisbrunnr!
Beve Mmir l'idromele
ogni mattino
sopra il pegno di Valfǫr.
Volete saperne ancora?

NOTA
15f rija rt asksins stendr himni, ok undir eiri rt er s brunnr er mjǫk er heilagr ok heitir Urarbrunnr. ar eigu guin dmsta sinn. Hvern dag ra sir angat upp um Bifrǫst, hon er kǫllu sbr. Hestar sanna heita sv: Sleifnir er beztr, hann inn, hann hefir tta fǿtr. Annarr er Glar, rii Gyllir, fjri Glenr, fimti Skeibrimir, stti Silfrintoppr, sjaundi Sinir, tti Gils, nundi Falhfnir, tundi Gulltoppr, ellipti Lttfeti. Baldrs hestr var brendr me honum. En rr gengr til dmsins ok ver r r er sv heita:

La terza radice del frassino si protende nel cielo e sotto di essa si trova quella sorgente, sommamente sacra, che si chiama Urarbrunnr; l gli di tengono il loro consiglio. Ogni giorno gli sir vi giungono a cavallo attraverso Bifrǫst, che perci detto anche sbr. I cavalli degli sir si chiamano cos: Sleipnir il migliore, appartiene a inn e possiede otto zampe. Il secondo Glar, il terzo Gyllir, il quarto Glenr , il quinto Skeibrimir, il sesto Silfrintoppr, il settimo Sinir, l'ottavo Gils, il nono Falhfnir, il decimo Gulltoppr, l'undicesimo Lttfeti. Il cavallo di Baldr fu bruciato insieme al padrone. rr invece si reca al consiglio guadando quei fiumi che cos si chiamano:

NOTA
{22}

Kǫrmt ok Ǫrmt
ok Kerlaugar tvr,
r skal rr vaa
dag hvern
er hann dǿma ferr
at aski Yggdrasils,
vat sbr
brennr ǫll loga,
heilug vǫtn hla.

Kǫrmt e Ǫrmt
e i due Kerlaugar,
questi deve rr guadare
ogni giorno,
quando in consiglio si reca
al frassino Yggdrasill,
poich sbr
arde tutto di fiamme,
ribollono le sacre acque.

15g mlti Gangleri: Brenn eldr yfir Bifrǫst?

Quindi parl Gangleri: Arde dunque un fuoco su Bifrǫst?

15h Hr segir: at er sr rautt boganum er eldr brennandi. Upp himin mundu ganga hrmursar ok bergrisar ef ǫllum vri fǿrt Bifrǫst eim er fara vilja. Margir stair eru himni fagrir, ok eru ar allt guleg vǫtn fyrir. ar stendr salr einn fagr undir askinum vi brunninn, ok r eim sal koma rjr meyjar r er sv heita: Urr, Verandi, Skuld. essar meyjar skapa mǫnnum aldr, r kǫllum vr nornir. Enn eru fleiri nornir, r er koma til hvers manns er borinn er at skapa aldr, ok eru essar gokunnigar, en arar lfa ttar, en inar riju dverga ttar, sv sem hr segir:

Disse Hr: Quel rosso che vedi nell'arco fuoco che arde. Su in cielo arriverebbero i hrmursar e i bergrisar, se la via fosse aperta a tutti coloro che vogliono passare. Molti meravigliosi posti si trovano in cielo e ciascuno sotto la protezione divina. L, sotto al frassino, davanti alla fonte, si trova una bellissima sala. Da essa vengono tre fanciulle che si chiamano Urr, Verandi e Skuld. Queste fanciulle assegnano la vita agli uomini e noi le chiamiamo Nornir. Esistono per altre nornir, le quali giungono presso ogni bambino che nasce per stabilirne la vita e queste sono di discendenza divina; altre sono della stirpe degli lfar, e altre ancora sono della stirpe dei dvergar, cos come qui si dice:

NOTA
{23}

Sundrbornar mjǫk
hygg ek at nornir s,
eigut r tt saman.
Sumar eru skunnigar,
sumar lfkunnigar,
sumar dǿtr Dvalins.

Di molte origini
ti dico sono le Nornir
e non di stirpe comune.
Alcune dagli sir,
alcune dagli lfar,
alcune figlie di Dvalinn.

15i mlti Gangleri: Ef nornir ra rlǫgum manna, skipta r geysi jafnt, er sumir hafa gott lf ok rkuligt en sumir hafa ltit ln ea lof, sumir langt lf, sumir skamt.

Quindi parl Gangleri: Se le Nornir governano le fortune degli uomini, allora esse le dividono troppo inegualmente, poich alcuni hanno una vita bella e ricca, mentre altri ricevono pochi beni e poca gloria; alcuni hanno lunga vita, altri breve.

15j Hr segir: Gar nornir ok vel ttaar skapa gan aldr. En eir menn er fyrir skǫpum vera, valda v illar nornir. Disse Hr: Le Nornir benevole, di buona stirpe, donano una buona vita. Ma quegli uomini a cui tocca la malasorte, lo devono alle Nornir malvagie.
       

16

Fr aski Yggdrasill

Sul frassino Yggdrasill  
16a mlti Gangleri: Hvat er fleira at segja strmerkja fr askinum? Quindi parl Gangleri: Cosa c' ancora da dire intorno alle meraviglie del frassino?
16b Hr segir: Mart er ar af at segja. Ǫrn einn sitr limum asksins, ok er hann margs vitandi, en milli augna honum sitr haukr s er heitir Verfǫlnir. korni s er heitir Ratatoskr renn upp ok nir eptir askinum, ok berr ǫfundaror milli arnarins ok Nhǫggs. En fjrir hirtir renna limum asksins ok bta barr, eir heita sv: Dinn, Dvalinn, Duneyrr, Durarr. En sv margir ormar eru Hvergelmi me Nhǫgg at engi tunga m telja.

Disse Hr: C' molto da dire. Un'aquila siede sui rami del frassino; essa conosce molte cose e in mezzo ai suoi occhi sta quel falco che si chiama Verfǫlnir. Lo scoiattolo chiamato Ratatoskr corre su e gi per il frassino e riporta le calunnie fra l'aquila e Nhǫggr, mentre quattro cervi corrono per i rami del frassino e ne brucano gli aghi. Essi si chiamano Dinn, Dvalinn, Duneyrr, Durarr. Ci sono poi in Hvergelmir cos tanti serpenti, insieme a Nhǫggr, che nessuna lingua pu contarli.

NOTA
16c Sv segir hr Cos qui si dice:
{24}

Askr Yggdrasils
drgir erfii
meira en menn um viti.
Hjǫrtr btr nean,
en hliu fnar,
skerir Nhǫggr nean

Il frassino di Yggdrasill
deve patire
pi di quanto gli uomini sappiano:
il cervo lo bruca in alto,
da un lato marcisce,
lo rode Nhǫggr da sotto.

NOTA
16d

Sv er enn sagt:

Cos ancora si dice:

{25}

Ormar fleiri
liggja und aski Yggdrasils
en at of hyggi hverr svira afa.
Ginn ok Minn,
eir eru Grafvitnis synir,
Grbakr ok Grafvǫllur,
fnir ok Svfnir
hygg ek at muni
meis kvistum m.

Pi serpenti
stanno sotto il frassino Yggdrasill,
di quanto credino gli insavi;
Ginn e Minn
(sono figli di Grafvitnir),
Grbakr e Grafvǫllur,
Ofnir e Svafnir
io credo che per sempre
ne roderanno le fronde.

NOTA
16e Enn er at sagt, at nornir r er byggja vi Urarbrunn taka hvern dag vatn brunninum ok me aurinn ann er liggr um brunninn, ok ausa upp yfir askinn til ess at eigi skulu limar hans trna ea fna. En at vatn er sv heilagt at allir hlutir eir er ar koma brunninn vera sv hvtir sem hinna s er skjall heitir, er innan liggr vi eggskurn, sv sem hr segir:

Si dice inoltre che quelle Nornir che abitano a Urarbrunnr ogni giorno attingono l'acqua dalla sorgente e vi irrorano il frassino, insieme all'argilla che si trova intorno alla fonte, affinch i suoi rami non secchino o marciscano. Quell'acqua cos sacra che tutte le cose immerse l nella fonte diventano bianche come la membrana detta skjall, che si trova sotto il guscio dell'uovo, cos come qui si dice:

{26}

Ask veit ek ausinn,
heitir Yggdrasill,
hrr bamr heilagr,
hvta auri,
aan koma dǫggvar,
er dali falla;
stendr hann yfir grnn
Urarbrunni.

Un frassino conosco
chiamato Yggdrasill,
alto e sacro albero,
di bianca argilla asperso.
Di l viene la rugiada
che cade nella valle,
si erge sempre verde
sopra Urarbrunnr.

NOTA
16f S dǫgg er aan af fellr jǫrina, at kalla menn hunangfall, ok ar af fǿask blflugur. Fuglar tveir fǿask Urarbrunni, eir heita svanir, ok af eim fuglum hefir komit at fugla kyn er sv heitir. Quella rugiada che da l cade sulla terra gli uomini la chiamano hunangfall e di essa si nutrono le api. Due uccelli si rifocillano a Urarbrunnr, si chiamano cigni e da essi venuta quella specie di volatili che porta questo nome. NOTA
       

17

Hr segir fr lfheimum

Qui si narra di lfhemir  
17a mlti Gangleri: Mikil tindi kanntu at segja af himninum. Hvat er ar fleira hǫfustaa en at Urarbrunni? Quindi parl Gangleri: Tu sai dire molte cose sul cielo. Quali altri mirabili luoghi si trovano oltre Urarbrunnr?
17b

Hr segir: Margir stair eru ar gǫfugligir. S er einn star ar er kallar er lfheimr. ar byggir flk at er Ljslfar heita, en Dkklfar ba niri jǫru, ok eru eir lkir snum ok miklu lkari reyndum. Ljslfar eru fegri en sl snum, en Dkklfar eru svartari biki. ar er enn s star er Breiablik er kallar, ok er engi ar fegri star. ar er ok s star er Glitnir heitir ok eru veggir hans ok stoir allar ok stlpar af rauu gulli, en ak hans af silfri. ar er enn s star er Himinbjǫrg heita. S stendr himins enda vi brarspor, ar er Bifrǫst kemr til himins. ar er enn mikill star er Valaskjlf heitir. ann sta inn, ann gǫru guin ok ǫku skru silfri, ok ar er Hliskjlfin essum sal, at hsti er sv heitir. Ok Allfǫr sitr v sti, sr hann um alla heima. sunnanverum himins enda er s salr er allra er fegrstr ok bjartari en slin, er Gimli heitir. Hann skal standa er bi himinn ok jǫr hefir farisk, ok byggja ann sta gir menn ok rttltir of allar aldir.

Disse Hr: Vi sono molti luoghi grandiosi. Vi un luogo chiamato lfheimr, dove abita quel popolo detto dei Ljslfar; sotto terra abitano invece i Dkklfar, che sono dissimili dai primi nell'apparenza, ma ancor pi nella realt. I Ljslfar sono d'aspetto pi belli del sole, mentre i Dkklfar sono pi neri della pece. C' inoltre un posto chiamato Breiablik e non esiste luogo pi radioso. Poi ancora c' Glitnir, i cui muri, stipiti e colonne sono d'oro rosso, mentre il suo tetto d'argento. C' anche quel luogo chiamato Himinbjǫrg, che si trova al limite del cielo, sulla soglia del ponte, l dove Bifrǫst giunge nel firmamento. C' poi un grande posto che si chiama Valaskjlf, [dimora] che appartiene a inn. La costruirono gli di e la ricoprirono di argento puro; in quella sala si trova Hliskjlf, l'alto seggio, cos come chiamato, e quando Allfǫr siede su quel trono, vede tutto il mondo. Nella parte meridionale del cielo c' quella sala, pi bella e pi splendente del sole, che si chiama Giml. Essa resister quando cielo e terra saranno entrambi crollati e vi abiteranno gli uomini buoni e giusti di tutte le epoche. NOTA
17c Sv segir Vǫlusp: Cos dice la Vǫlusp:
{27}

Sal veit ek standa
slu fegra,
gulli betra
Giml.
ar skulu dyggvar
drttir byggja
ok of aldrdaga
ynis njta.

Una corte so ergersi
pi bella del sole,
d'oro ricoperta,
in Giml.
L abiteranno
schiere di giusti
e per sempre
vivranno felici.

NOTA
17d mlti Gangleri: Hvat gtir ess staar er Surtalogi brennir himin ok jǫr? Quindi parl Gangleri: Cosa difender questo posto quando la fiamma di Surtr brucer il cielo e la terra?
17e Hr segir: Sv er sagt at annarr himinn s sur ok upp fr essum himni, ok heitir s himinn Andlangr, en hinn rii himinn s enn upp fr eim, ok heitir s Vblinn, ok eim himni hyggjum vr enna sta vera. En Ljslfar einir hyggjum vr at n byggvi stai. Hr disse: detto che un altro cielo si trovi a sud, al di sopra di questo, chiamato Andlangr; ma ancora sopra c' il terzo cielo, detto Vblinn, e in questo cielo noi crediamo che si trovi tale dimora. Ma pensiamo che ora vi abitino solo i Ljslfar. NOTA
       

18

[Um uppruna vindsins]

[L'origine del vento]  
18a mlti Gangleri: Hvaan kemr vindr? Hann er sterkr sv at hann hrǿrir str hǫf, ok hann ǿsir eld, en sv sterkr sem hann er, m eigi sj hann. v er hann undarliga skapar. Quindi parl Gangleri: Da dove viene il vento? Esso tanto forte da agitare vasti mari e da suscitare il fuoco. Tuttavia, forte com', nessuno pu vederlo perch di natura prodigiosa.
18b

segir Hr: at kann ek vel segja r. noranverum himins enda sitr jǫtunn s er Hrsvelgr heitir. Hann hefir arnarham, en er hann beinir flug, standa vindar undan vngum honum.

Disse Hr: Questo posso ben dirtelo. Al confine settentrionale del cielo siede invero uno jǫtunn chiamato Hrsvelgr. Ha l'aspetto di un'aquila e quando si alza in volo allora sorgono i venti sotto le sue ali.

18c Hr segir sv: Qui cos si dice:
{28}

Hrsvelgr heitir,
er sitr himins enda,
jǫtunn arnarham.
Af hans vngjum
kvea vind koma
alla menn yfir.

Hrsvelgr si chiama
chi siede alla fine del cielo,
jǫtunn in forma d'aquila:
dalle sue ali,
dicono, giunga il vento
sopra tutti gli uomini.

NOTA
       

19

[Um mismun Sumars ok Vetrar]

[La differenza fra estate e inverno]  
19a mlti Gangleri: Hv skilr sv mikit at sumar skal vera heitt en vetr kaldr?

Quindi parl Gangleri: Perch c' tanta differenza fra l'estate, cos calda e l'inverno, cos freddo?

19b Hr segir: Eigi mundi sv frr mar spyrja, vat etta vitu allir at segja. En ef ert einn orinn sv fvss at eigi hefir etta heyrt, vil ek at vel vira at heldr spyrir eitt sinn frliga en gangir lengr dulir ess er skylt er at vita. Svsur heitir s er fair Sumars er, ok er hann sllfr, sv at af hans heiti er at kallat svsligt er bltt er. En fair Vetrar er mist kallar Vindlni ea Vindsvalr. Hann er Vsaarson, ok vru eir ttungar grimmir ok svalbrjstair, ok hefir Vetr eira skaplyndi. Disse Hr: Questo non dovrebbe chiederlo un uomo cos saggio, poich tutti conoscono la risposta. Ma se tu sei l'unico talmente disinformato da non averla mai sentita, allora voglio concederti l'opportunit di fare una domanda stupida per una volta, piuttosto che tu rimanga ancora ignorante su una cosa che si dovrebbe sapere. Svsur si chiama il padre di Sumar ed egli cos gioioso che dal suo nome viene chiamato svsligt tutto ci che piacevole. Invece il padre di Vetr alternativamente chiamato Vindlni o Vindsvalr. Egli figlio di Vsar; sono una famiglia crudele e dal cuore gelido, e Vetr possiede il loro stesso temperamento. NOTA
       

20

Hr segir fr nǫfnum ins ok rki

Qui si narra dei nomi di inn e del suo potere  
20a mlti Gangleri: Hverir eru sir eir er mǫnnum er skylt at tra ? Quindi parl Gangleri: Quali sono gli sir a cui gli uomini dovrebbero credere?
20b

Hr segir: Tlf eru sir gokunnigir.

Disse Hr: Dodici sono i divini sir.
20c

mlti Jafnhr: Eigi eru synjurnar helgari, ok eigi megu r minna.

Quindi parl Jafnhr: Non sono meno sacre le synjur, e il loro potere non inferiore.
20d

mlti rii: inn er ǿztr ok elztr sanna. Hann rr ǫllum hlutum, ok sv sem ǫnnur guin eru mttug, jna honum ǫll sv sem bǫrn fǫur. En Frigg er kona hans, ok veit hon rlǫg manna tt hon segi eigi spr, sv sem hr er sagt at inn mlti sjlfr vi ann s er Loki heitir:

Quindi parl rii: inn il pi eccelso e il pi antico degli sir. Egli governa tutte le cose e, bench anche gli altri di siano potenti, tutti lo servono come i figli [fanno] con padre. Frigg sua moglie ed ella conosce tutte le sorti degli uomini, sebbene ella non emetta mai profezie, cos come qui detto, quando lo stesso inn parl all'ss di nome Loki:
{29}

ǿrr ertu, Loki,
ok rviti,
hv ne legskau, Loptr?
Ǫrlǫg Frigg
hygg ek at ǫll viti,
tt hon sjlfgi segi.

Folle sei Loki,
e dissennato
perch non la smetti, Loptr?
Il fato Frigg
io credo tutto conosca
sebbene lei stessa non dica.

NOTA
20e inn heitir Allfǫr, vat hann er fair allra goa. Hann heitir ok Valfǫr, vat hans skasynir eru allir eir er val falla. eim skipar hann Valhǫll ok Vinglf, ok heita eir Einherjar. Hann heitir ok Hangagu ok Haptagu, Farmagu, ok enn hefir hann nefnzk fleiri vega er hann var kominn til Geirrar konungs: inn si chiama Allfǫr, perch il padre di tutti gli di. Egli si chiama anche Valfǫr perch sono suoi figli adottivi tutti coloro che cadono in battaglia. A loro assegna Valhǫll e Vinglf e l essi si chiamano Einherjar. Egli si chiama anche Hangagu, Haptagu e Farmagu: e fu chiamato in molti modi ancora, quando giunse presso re Geirrr: NOTA
{30}

Htumsk Grmr
ok Gangleri,
Herjan, Hjlmberi,
ekkr, rii,
ur, Ur,
Helblindi, Hr,
Sar, Svipall,
Sanngetall,
Herteitr, Hnikarr,
Bileygr, Bleygr,
Bǫlverkr, Fjǫlnir,
Grmnir, Glapsvir, Fjǫlsvir,
Shǫttr, Sskeggr,
Sigfǫr, Hnikur,
Alfǫr, Atrr, Farmatr,
ski, mi,
Jafnhr, Biflindi,
Gǫndlir, Hrbarr,
Sviurr, Svirir,
Jlkr, Kjalarr, Viurr,
rr, Yggr, undr,
Vakr, Skilfingr,
Vfur, Hroptatr,
Gautr, Veratr.

Fui chiamato Grmr,
e Gangleri,
Herjan, Hjlmberi,
ekkr, rii,
ur, Ur,
Helblindi, Hr,
Sar, Svipall
Sanngetall,
Herteitr, Hnikarr,
Bileygr, Bleygr,
Bǫlverkr, Fjǫlnir,
Grmnir, Glapsvir, Fjǫlsvir,
Shǫttr, Sskeggr,
Sigfǫr, Hnikur,
Allfǫr, Atrr, Farmatr,
ski, mi,
Jafnhr, Biflindi,
Gǫndlir, Hrbarr,
Sviurr, Svirir,
Jlkr, Kjalarr, Viurr,
rr, Yggr, undr,
Vakr, Skilfingr,
Vfur, Hroptatr,
Gautr, Veratr.

NOTA
20f mlti Gangleri: Geysimǫrg heiti hafi r gefit honum! Ok at veit tra mn at at mun vera mikill frleikr s er hann kann skyn ok dǿmi hverir atburir hafa orit sr til hvers essa nafns! Quindi parl Gangleri: Straordinario il numero di appellativi che gli avete dato! In fede mia, dev'essere una grande sapienza quella che riesca a comprendere e discernere tutti gli eventi che hanno portato a ciascuno di questi nomi!
20g segir Hr: Mikil skynsemi er at rifja vandliga at upp. En er r at skjtast at segja at flest heiti hafa verit gefin af eim atbur at sv margar sem eru greinir tungnanna verǫldunni, ykkjask allar jir urfa at breyta nafni hans til sinnar tungu til kalls ok bna fyrir sjlfum sr. En sumir atburir til essa heita hafa gerzk ferum hans, ok er at fǿrt frsagnir, ok muntu eigi mega frr mar heita, ef skalt eigi kunna segja fr eim strtindum.

Quindi disse Hr: Occorre in effetti una grande intelligenza per comprenderli correttamente. Tuttavia in breve ti dico che molti nomi gli furono dati perch al mondo vi sono diverse lingue e tutti i popoli pensarono che occorresse tradurre il suo nome nella propria lingua per poterlo invocare e pregare essi stessi. Alcuni di questi nomi hanno tuttavia origine dai suoi viaggi, che sono tramandati nelle cronache, e non puoi essere chiamato saggio se non sei capace di raccontare questi grandi eventi.

       

21

Hr segir fr r ok rki hans ok Bilskrni

Qui si narra di rr, del suo potere, e di Bilskrnir  
21a mlti Gangleri: Hver eru nǫfn sanna annarra, ea hvat skulu eir at hafask, ea hvat hafa eir gǫrt til frama? Quindi parl Gangleri: Quali sono i nomi degli altri sir? Qual il loro ruolo e cos'hanno compiuto di importante?
21b

Hr segir: rr er eira framast, s er kallar er sarr ea Ǫkurr. Hann er sterkastr allra guanna ok manna. Hann ar rki er rvangar heita, en hǫll hans heitir Bilskrnir. eim sal eru fimm hundra glfa ok fjrir tigir, at er hs mest sv at menn hafa gert.

Disse Hr: rr tra loro il pi importante, ed detto sarr o Ǫkurr. Egli pi forte fra tutti gli di e gli uomini. Suo quel regno chiamato rvangar e la sua hǫll si chiama Bilskrnir. In quella corte ci sono cinquecento e quaranta stanze, ed la casa pi grande che gli abbiano innalzato. NOTA
21c Sv segir Grmnismlum: Cos si dice nel Grmnisml:
{31}

Fimm hundru glfa
ok um fjrum tigum,
sv hygg ek Bilskrni me bugum.
Ranna eira
er ek rept vita
mns veit ek mest magar.

Cinquecento stanze
e ancora quaranta
credo vi siano in Bilskrnir, ricca d'archi.
Fra quelle case
che io so avere un tetto
quella di mio figlio la pi grande.

NOTA
21d rr hafra tv er sv heita: Tanngnjstr ok Tanngrisnir, ok rei er hann ekr, en hafrarnir draga reina. v er hann kallar Ǫkurr. Hann ok rj kostgripi. Einn eira er hamarrinn Mjǫlnir, er hrmursar ok bergrisar kenna er hann kemr lopt, ok er at eigi undarligt: hann hefir lamit margan haus ferum ea frndum eira. Annan grip hann beztan, megingjarar, ok er hann spennir eim um sik, vex honum smegin hlfu. Inn rija hlut hann, ann er mikill gripr er , at eru jrnglfar. eira m hann eigi missa vi hamarsskaptit. En engi er sv frr at telja kunni ǫll strvirki hans. En segja kann ek r sv mǫrg tindi fr honum at dveljask munu stundirnar r en sagt er allt at er ek veit.

rr ha due caproni che si chiamano Tanngnjstr e Tanngrisnir e il carro su cui viaggia tirato dai due caproni. Per questo viene chiamato Ǫkurr. [rr] possiede altri tre tesori di grande valore. Uno il martello Mjǫllnir che i hrmursar e i bergrisar ben conoscono quando sollevato in aria, e non c' da sorprendersene: esso ha frantumato molte teste fra i loro padri e congiunti. Egli possiede anche un secondo tesoro, ancora migliore, la cintura Megingjarar. Quando si cinge i fianchi con essa, il suo smegin cresce della met. Ed egli possiede ancora un terzo oggetto, in cui risiede una grande virt: i suoi guanti di ferro; [rr] non pu farne a meno quando afferra il manico del martello. Nessuno tanto saggio da poter narrare tutte le sue grandi imprese. Io potrei raccontarti di lui tante cose che occorrerebbe molto tempo prima di dire tutto quello che so.

NOTA
       

22

[Fr Baldri]

[Di Baldr]  
22a

mlti Gangleri: Spyrja vil ek tinda af fleirum sunum.

Quindi parl Gangleri: Voglio sapere di pi riguardo ad altri sir.

22b Hr segir: Annarr son ins er Baldr, ok er fr honum gott at segja. Hann er beztr, ok hann lofa allir. Hann er sv fagr litum ok bjartr sv at lsir af honum, ok eitt gras er sv hvtt at jafnat er til Baldrs brr. at er allra grasa hvtast, ok ar eptir mtu marka hans fegr bi hr ok lki. Hann er vitrastr sanna ok fegrst talar ok lknsamastr. En s nttra fylgir honum at engi m haldask dmr hans. Hann br ar sem heitir Breiablik, at er himni. eim sta m ekki vera hreint, sv sem hr segir: Rispose Hr: Il secondo figlio di inn Baldr, e di lui si deve davvero parlar bene. il pi buono e tutti lo elogiano. cos bello d'aspetto, e cos lucente, da irradiare splendore. C' un fiore cos bianco da essere paragonato alle sopracciglia di Baldr. Esso fra tutti i fiori il pi candido e da questo puoi intuire la bellezza di Baldr, sia dei capelli che del sembiante. Egli il pi saggio degli sir, il pi raffinato nel parlare e il pi gentile. Possiede questa virt naturale: che nessuno pu opporsi al suo giudizio. Egli abita a Breiablik, che si trova in cielo. In quel posto non pu esistere nulla di impuro, come qui si dice: NOTA
{32}

Breiablik heita
ar er Baldr hefir
sr of gerva sali,
v landi
er ek liggja veit
fsta feiknstafi.

Breiablik si chiama
l dove Baldr ha
per s innalzato una corte.
In quella terra
dove io so che si trovano
poche rune funeste.

NOTA
       

23

[Fr Njǫri ok Skaa]

[Di Njǫrr e Skai]  
23a

Hinn rii ss er s er kallar er Njǫrr, hann br himni ar sem heitir Natn. Hann rr fyrir gǫngu vinds ok stillir sj ok eld. hann skal heita til sfara ok til veia. Hann er sv auigr ok fsll at hann m gefa eim au landa ea lausafjr er hann heita til ess. Eigi er Njǫrr sa ttar. Hann var upp fǿddr Vanaheimum, en vanir gsluu hann gounum ok tku mt at sa gslingu ann er Hǿnir heitir. Hann var at stt me gounum ok vǫnum. Njǫrr konu er Skai heitir, dttir jaza jǫtuns. Skai vill hafa bsta ann er tt hafi fair hennar, at er fjǫllum nǫkkvorum ar sem heitir rymheimr, en Njǫrr vill vera nr s. au sttusk at at au skyldu vera nu vetr rymheimi, en ara nu at Natnum. En er Njǫrr kom aptr til Natna af fjallinu, kva hann etta:

Il terzo ss chiamato Njǫrr. Egli abita in cielo, nel luogo chiamato Natn. Governa il corso dei venti e placa il mare e il fuoco. lui che si deve invocare per navigare e per cacciare. Egli cos opulento e prospero che pu generosamente donare terre e armenti, ed per questo che lo si invoca. Njǫrr non della stirpe degli sir. stato allevato nel Vanaheimr, ma i Vanir lo diedero in ostaggio agli di e presero in cambio in ostaggio colui che si chiama Hǿnir. Egli fu il simbolo di riconciliazione fra gli di e i Vanir. Njǫrr ha in moglie la donna chiamata Skai, figlia del gigante jazi. Skai vuole abitare nella dimora che ricevette da suo padre, che si trova fra certe montagne, nel luogo chiamato rymheimr, ma Njǫrr vuole stare vicino al mare. Essi stabilirono che sarebbero stati per nove notti a rymheimr e altre nove in Natn. Ma quando Njǫrr torn a Natn dai monti, allora cant queste strofe:

23b
{33}

Lei erumk fjǫll,
varka ek lengi :
ntr einar nu.
lfa ytr
mr tti illr vera
hj sǫngvi svana.

Sgraditi mi sono i monti
non vi rimasi a lungo:
nove sole notti.
L'ululare dei lupi
soave non mi parve
come il canto dei cigni.

NOTA
23c

kva Skai etta:

Quindi Skai cant:

{34}

Sofa ek ne mttak
svar bejum
fugls jarmi fyrir.
S mik vekr
er af vi kmr
morgun hverjan mr.

Dormire non posso
su guanciali di mare
per lo stridor d'uccelli;
sveglia mi tiene
chi da lungi vola
il gabbiano ogni mattino.

23d

fr Skai upp fjallit ok bygi rymheimi, ok ferr hon mjǫk skum ok me boga ok sktr dr. Hon heitir Ǫndurgu ea Ǫndurds. Sv er sagt:

In seguito Skai torn ad abitare sui monti, in rymheimr, dove scia per la maggior parte del tempo e abbatte le fiere. Ella si chiama Ǫndurgo o Ǫndurds. Cos detto:

NOTA
{35}

rymheimr heitir
er jazi bj,
s hinn mtki jǫtunn,
en n Skai byggvir
skr brr gua
fornar toptir fǫur.

rymheimr si chiama
dove jazi abitava,
quel tremendo jǫtunn.
Ma ora Skai vi dimora,
pura sposa degli di,
nell'antica dimora del padre.

NOTA
       
24

Fr bǫrnum Njarar

Dei figli di Njǫrr  
24a

Njǫrr Natnum gat san tvau bǫrn, ht sonr Freyr en dttir Freyja. au vru fǫgr litum ok mttug. Freyr er hinn gtasti af sum. Hann rr fyrir regni ok skini slar, ok ar me vexti jarar, ok hann er gott at heita til rs ok friar. Hann rr ok fslu manna. En Freyja er gtust af synjum, hon ann bǿ himni er Flkvangar heita, ok hvar sem hon rr til vgs, hon hlfan val, en hlfan inn, sv sem hr segir:

Njǫrr a Natn gener in seguito due figli. Il maschio si chiam Freyr, la femmina Freyja. Erano belli d'aspetto e potenti. Freyr il pi illustre fra gli sir: governa la pioggia e la luce del sole e quindi anche i frutti della terra. il dio che bisogna invocare per l'abbondanza e la pace. Egli governa anche la prosperit degli uomini. Freyja invece la pi illustre delle synjur. Possiede quella residenza in cielo che si chiama Flkvangr e, dovunque lei cavalchi in battaglia, riceve met dei caduti, mentre l'altra di inn, come qui detto:

{36}

Flkvangr heitir,
en ar Freyja rr
sessa kostum sal.
Hlfan val
hon kss hverjan dag,
en hlfan inn .

Flkvangr ha nome
l dove ordina Freyja
i seggi al banchetto.
Lei met dei caduti
sceglie ogni giorno,
e met prende inn.

NOTA
24b Salr hennar, Sessrmnir, hann er mikill ok fagr. En er hon ferr, ekr hon kǫttum tveim ok sitr rei. Hon er nkvmust mǫnnum til at heita, ok af hennar nafni er at tignar nafn er rkiskonur eru kallaar freyjur. Henni lkai vel mansǫngr. hana er gott at heita til sta. La sua sala, Sessrmnir, grande e bella. Quando viaggia, ella siede su un carro tirato da due gatti. molto premurosa verso gli uomini che la invocano e dal suo nome deriva l'onorevole titolo con cui le nobildonne sono chiamate: freyjur. A [Freyja] sono gradite le canzoni d'amore ed buona cosa rivolgersi a lei per le questioni dicuore. NOTA
       

Hversu bija skal sinn, ok fr Braga ok Heimdall

Come si debbano pregare gli di, di Bragi e di Heimdallr

25

[Fr T]

[Di Tr]  
25a

mlti Gangleri: Miklir ykkja mr essir fyrir sr sirnir, ok eigi er undarligt at mikill kraptr fylgi yr, er r skulu kunna skyn goanna ok vita hvert bija skal hverrar bǿnarinnar. Ea eru fleiri enn goin?

Quindi parl Gangleri: Grandiosi mi sembrano questi sir e non stupisce che abbiate un grande potere anche voi, che avete avuto in sorte di conoscere a fondo gli di e sapete quali di essi debbano essere invocati a seconda del bisogno. Esistono altri di ancora?

25b

Hr segir: S er enn ss er Tr heitir. Hann er djarfastr ok bezt hugar, ok hann rr mjǫk sigri orrostum. hann er gott at heita hreystimǫnnum. at er ortak at s er thraustr, er um fram er ara menn ok ekki ssk fyrir. Hann var vitr sv at at er mlt at s er tspakr er vitr er. at er eitt mark um djarfleik hans, er sir lokkuu Fenrislf til ess at leggja fjǫturinn hann, Gleipni, tri hann eim eigi at eir mundu leysa hann, fyrr en eir lǫgu honum at vei hǫnd Trs munn lfsins. En er sir vildu eigi leysa hann, beit hann hǫndina af, ar er n heitir lflir, ok er hann einhendr ok ekki kallar sttir manna.

Disse Hr: Vi ancora quell'ss chiamato Tr. Egli il pi ardito e coraggioso e possiede il grande potere di ottenere la vittoria in battaglia. A lui bene che si rivolgano i guerrieri. C' un detto secondo cui viene chiamato trhraustr colui che si mostra superiore agli altri uomini e non teme nulla. Egli anche sapiente, difatti detto tspakr chi si rivela essere il pi saggio. Questa fu una prova del suo coraggio: quando gli sir persuasero il lupo Fenrir a farsi legare con il laccio Gleipnir, l'animale non si fid [della promessa] che poi lo avrebbero liberato, finch Tr non gli mise la mano in bocca come pegno. Quando per gli sir decisero di non liberare il lupo, questi strapp con un morso la mano nel punto che ora detto lflir. Per questo Tr ha una mano sola e non pu certo dirsi un riconciliatore per gli uomini. NOTA
       

26

[Fr Braga ok Iunni]

[Di Bragi e Iunn]  
26a

Bragi heitir einn, hann er gtr at speki ok mest at mlsnild ok orfimi. Hann kann mest af skldskap, ok af honum er bragr kallar skldskapr, ok af hans nafni er s kallar bragr karla ea kvenna er orsnild hefir framar en arir, kona ea karlmar. Kona hans er Iunn, hon varveitir eski snu epli au er goin skulu bta er au eldask, ok vera allir ungir, ok sv mun vera allt til ragnarkrs.

Bragi si chiama un dio, famoso per la sua saggezza, ma soprattutto per la sua eloquenza e abilit con le parole. Conosce benissimo l'arte poetica, che da lui chiamata bragr e dal suo nome viene infatti chiamato bragr karl, se uomo, o bragr kvenna, se donna, chi possieda un'eloquenza superiore agli altri. Sua moglie Iunn, che conserva nel suo scrigno di frassino le mele che gli di, quando invecchiano, devono mangiare per poter tornare tutti giovani, e cos sar sempre, fino al ragnarkkr.

NOTA
26b

mlir Gangleri: Allmikit ykki mr guin eiga undir gzlu ea trnai Iunnar.

Quindi parl Gangleri: Io penso che gli di abbiano affidato alla custodia e alla buona fede di Iunn una cosa di grande valore.

26c mlir Hr ok hl vi: Nr lagi at fǿru einu sinni. Kunna mun ek ar af at segja, en skaltu n fyrst heyra fleiri nǫfn sanna. Quindi parl Hr, ridendo forte: Una volta si corse un grave rischio. Te lo potr raccontare in seguito, ma prima devi prima ascoltare il nome degli altri  sir.
       

27

[Fr Heimdalli]

[Di Heimdallr]  
27a

Heimdallr heitir einn, hann er kallar hvti ss, hann er mikill ok heilagr. Hann bru at syni meyjar nu ok allar systr. Hann heitir ok Hallinski ok Gulltanni, tenn hans vru af gulli. Hestr hans heitir Gulltoppr. Hann br ar er heita Himinbjǫrg vi Bifrǫst. Hann er vǫrr gua ok settr ar vi himins enda at gta brarinnar fyrir bergrisum. Hann arf minna svefn en fugl. Hann sr jafnt ntt sem dag hundra rasta fr sr. Hann heyrir ok at er gras vex jǫru er ull sauum ok allt at er hra ltr. Hann hefir lr ann er Gjallarhorn heitir, ok heyrir blstr hans alla heima. Heimdalar sver er kallat hǫfu manns.

Un altro dio si chiama Heimdallr. chiamato il bianco ss; grande e venerabile. Lo misero alla luce nove fanciulle, tutte sorelle. anche detto  Hallinski e Gullintanni, poich i suoi denti erano d'oro. Il suo destriero si chiama Gulltoppr. Abita presso Bifrǫst, in quel posto chiamato Himinbjǫrg, presso Bifrǫst. il guardiano degli di: risiede lass, al limite del cielo, a guardia del ponte perch non vi arrivino i bergrisar. Necessita di meno sonno di un uccello e vede ugualmente bene tanto di notte quanto di giorno, fino a cento leghe di distanza. Ode l'erba crescere sulla terra e la lana sul dorso pecore, e tutto ci che ha suono pi alto. Possiede quel corno che si chiama Gjallarhorn, il cui squillo si ode in tutti i mondi. La spada di Heimdallr chiamata testa umana.

NOTA
27b Sv segir hr: Cos qui detto:
{37}

Himinbjǫrg heita,
en ar Heimdall
kvea valda vum.
ar vǫrr gua
drekkr vru ranni
glar hinn ga mjǫ.

Himinbjǫrg si chiama
l dove Heimdallr
dicono governi i templi.
L il divino custode
beve nella comoda dimora,
felice, il buon mjǫr.

NOTA
27c

Ok enn segir hann sjlfr Heimdallargaldri:

E ancora dice lui stesso nell'Heimdallargaldr:

{38}

Nu em ek mǿra mǫgr,
nu em ek systra.

Da nove madri io sono nato,
di nove sorelle io sono il figlio.

NOTA
       

28

[Fr Hei]

[Di Hǫr]  
28a Hǫr heitir einn ssinn, hann er blindr. Ǿrit er hann sterkr, en vilja mundu guin at enna s yrfti eigi at nefna, vat hans handaverk munu lengi vera hǫf at minnum me guum ok mǫnnum.

Un ss si chiama Hǫr. cieco, la sua forza straordinaria, ma gli di vorrebbero che questo ss non fosse neppure nominato, poich il suo intervento rimarr a lungo impresso nella memoria degli di e degli uomini.

NOTA
       

29

[Fr Vari]

[Di Varr]  
29a Varr heitir inn ǫgli ss. Hann hefir sk ykkan. Hann er sterkr nst v sem rr. Af honum hafa guin mikit traust allar rautir.

Varr si chiama l'ss silenzioso. Calza una scarpa pesante. forte quasi come rr e di lui gli di hanno grande fiducia per tutte le imprese pi ardue.

NOTA
       

30

[Fr Vla]

[Di Vli]  
30a li ea Vli heitir einn, sonr ins ok Rindar. Hann er djarfr orrostum ok mjǫk happskeytr.

li o Vli si chiama un ss figlio di inn e di Rindr. coraggioso in battaglia e un esperto tiratore.

       

31

[Fr Ulli]

[Di Ullr]  
31a Ullr heitir einn, sonr Sifjar, stjpsonr rs. Hann er bogmar sv gr ok skfǿrr sv at engi m vi hann keppask. Hann er ok fagr litum ok hefir hermanns atgervi. hann er ok gott at heita einvgi.

Ullr si chiama un ss, figlio di Sif e figliastro di rr. un arciere cos capace, ed cos abile ad andare sugli sci, che nessuno pu contendere con lui. anche bello d'aspetto e ha il valore di un guerriero. bene invocarlo nei duelli.

       
32

[Fr Forseta]

[Di Forseti]  
32a

Forseti heitir sonr Baldrs ok Nǫnnu Nepsdttur. Hann ann sal himni er Glitnir heitir, en allir er til hans koma me sakarvandri, fara allir sttir braut. S er dmstar beztr me guum ok mǫnnum.

Forseti si chiama il figlio di Baldr e di Nanna figlia di Nepr. Sua quella corte in cielo che si chiama Glitnir. Tutti coloro che da lui si recano per risolvere controversie, fanno ritorno riconciliati. Quel luogo il miglior tribunale fra gli di e gli uomini.

 
32b Sv segir hr: Cos qui detto:
{39}

Glitnir heitir salr,
hann er gulli studdr
ok silfri akr it sama,
en ar Forseti
byggir flestan dag
ok svfir allar sakar.

Glitnir si chiama la sala
incolonnata d'oro
e ricoperta d'argento
Proprio l Forseti
abita l'intero giorno
e appiana ogni contesa.

NOTA
       

33

Hr segi fr si Loka

Qui si narra dell'ss Loki  
33a S er enn talr me sum er sumir kalla rgbera sanna ok frumkvea flranna ok vǫmm allra gua ok manna. S er nefndr Loki ea Loptr, son Frbauta jǫtuns. Mir hans heitir Laufey ea Nl, brǿr hans eru eir Bleistr ok Helblindi. Loki er frr ok fagr snum, illr skaplyndi, mjǫk fjǫlbreytinn at httum. Hann hafi speki umfram ara menn er slǿg heitir ok vlar til allra hluta. Hann kom sum jafnan fullt vandri ok opt leysti hann me vlrum. Kona hans heitir Sigyn, son eira Nari ea Narfi Si annovera ancora fra gli sir colui che taluni chiamano il calunniatore degli sir, origine degli inganni, e disgrazia di tutti, di e uomini. Questi chiamato Loki o Loptr, figlio del gigante Frbauti. Sua madre Laufey o Nl, suoi fratelli sono Bleistr ed Helblindi. Loki bello e avvenente alla vista, malvagio nell'animo e molto volubile nel temperamento. Ricevette pi di ogni altro quella capacit che si chiama astuzia e ordisce inganni in tutte le occasioni. Mise ripetutamente gli sir in gravi difficolt, anche se poi spesso li soccorse con i suoi inganni. Sua moglie si chiama Sigyn e loro figlio Nari o Narfi.
       

34

[Fr bǫrnum Loka ok bundinn Fenrislfr]

[Dei figli di Loki e la cattura del lupo Fenrir]  
34a

Enn tti Loki fleiri bǫrn. Angrboa heitir ggr Jǫtunheimum. Vi henni gat Loki rj bǫrn. Eitt var Fenrislfr, annat Jǫrmungandr (at er Migarsormr), rija er Hel.

Ma Loki ebbe ancora altri figli. Angrboa si chiama una gigantessa dello Jǫtunheimr. Da lei Loki ebbe tre figli. Uno fu il lupo Fenrir, il secondo Jǫrmungandr (che il Migarsormr), la terza Hel.

NOTA
34b

En er goin vissu til at essi rj systkin fǿddusk upp Jǫtunheimum ok goin rǫku til spdma at af systkinum essum mundi eim mikit mein ok happ standa, ok tti ǫllum mikils ills af vni, fyrst af merni ok enn verra af faerni. sendi Allfǫr til guin at taka bǫrnin ok fǿra sr. Ok er au kmu til hans, kastai hann orminum inn djpa s, er liggr um lǫnd ǫll, ok x s ormr sv at hann liggr miju hafinu of lǫnd ǫll ok btr spor sr. Hel kastai hann Niflheim ok gaf henni vald yfir nu heimum, at hon skyldi skipta ǫllum vistum me eim er til hennar vru sendir, en at eru sttdauir menn ok ellidauir. Hon ar mikla blstai ok eru garar hennar forkunnar hvir ok grindr strar. ljnir heitir salr hennar, Hungr diskr hennar, Sultr knfr hennar, Ganglati rllinn, Ganglǫt ambtt, Fallandafora reskǫldr hennar er inn gengr, Kǫr sing, Blkjandabǫl rsali hennar. Hon er bl hlf en hlf me hǫrundarlit, v er hon aukend ok heldr gnpleit ok grimmlig.

Gli di seppero per che questi tre fratelli venivano allevati nello Jǫtunheimr e scoprirono, grazie a un vaticinio, che da essi sarebbero arrivati gravi danni e sventure. A tutti sembrava si annunciasse un grande male, per prima dalla madre, ma ancora peggio dal padre. Allora Allfǫr invi gli di a prendere i fanciulli e condurli da lui. Quando arrivarono al suo cospetto, egli scagli il serpente nelle profondit dell'oceano che circonda tutte le terre; questo serpente crebbe cos tanto che ora giace in mezzo al mare, avvolge tutte le terre e morde la sua stessa coda. Gett quindi Hel nel Niflheimr e le diede potere sopra i Nove Mondi, affinch dividesse il cibo fra coloro che le venivano mandati, gli uomini morti per malattia o di vecchiaia. Laggi ella dispone di un vasto territorio, dalle mura altissime e gli enormi cancelli. ljnir si chiama la sua corte, Hungr il suo piatto, Sultr il suo coltello, Ganglati il suo servo, Ganglǫt la sua serva, Fallandafora la sua soglia di ingresso, Kǫr il suo letto, Blkjandabǫl il suo ornamento. Il suo colorito per met di livido e per met color carne, per cui ha un aspetto ben riconoscibile, severo e terribile.

NOTA
34c

lfinn fǿddu sir heima ok hafi Tr einn djarfleik til at ganga at lfnum ok gefa honum mat. En er guin s hversu mikit hann x hvern dag, ok allar spr sǫgu at hann mundi vera lagr til skaa eim, fengu sir at r at eir geru fjǫtur allsterkan er eir kǫlluu Lǿing, ok bru hann til lfsins ok bu hann reyna afl sitt vi fjǫturinn. En lfinum tti sr at ekki ofrefli ok lt fara me sem eir vildu. It fyrsta sinn er lfrinn spyrndi vi, brotnai s fjǫturr. Sv leystisk hann r Lǿingi.

Gli sir portarono il lupo nella loro dimora e solo Tr aveva il coraggio di avvicinarlo e di nutrirlo. Quando per gli di lo videro crescere ogni giorno, e considerando che tutte le profezie lo indicavano destinato a distruggerli, attuarono uno stratagemma. Realizzarono una catena resistentissima, che chiamarono Lǿingr, la portarono al lupo e gli chiesero di provare con essa la sua forza. Al lupo non sembr che la cosa fosse al di l delle proprie forze e quindi li lasci fare quello che volevano. Al primo sforzo, il lupo spezz la catena e fu cos libero da Lǿingr.

34d v nst geru sirnir annan fjǫtur hlfu sterkara er eir kǫlluu Drma, ok bu enn lfinn reyna ann fjǫtur ok tǫlu hann vera mundu gtan mjǫk at afli, ef slk strsmi mtti eigi halda honum. En lfrinn hugsai at essi fjǫturr var sterkr mjǫk, ok at me at honum hafi afl vaxit san er hann braut Leying. Kom at hug at hann mundi vera at leggja sik httu ef hann skyldi frgr vera, ok lt leggja sik fjǫturinn. Ok er sir tǫlusk bnir, hristi lfrinn sik ok laust fjǫtrinum jǫrina ok knisk fast at, spyrndi vi, braut fjǫturinn sv at fjarri flugu brotin. Sv drap hann sik r Drma. at er san haft fyrir ortak at leysi r Leyingi ea drepi r Drma, er einnhverr hlutr er kafliga sttr. Allora gli sir fecero un'altra catena, di met pi forte, che chiamarono Drmi, e chiesero al lupo di provare anche quella, dicendogli che sarebbe diventato molto famoso per la sua forza, se una catena fatta con tale maestria non fosse stata in grado di trattenerlo. Il lupo pens che questa catena fosse piuttosto resistente, ma anche che la sua forza era cresciuta da quando aveva spezzato Lǿingr. Concluse quindi che, se voleva diventare famoso, doveva esporsi al pericolo e si lasci incatenare. Quando gli sir si dissero pronti, allora il lupo si scosse, sbatt la catena per terra, la agit con forza, scalci e la ruppe, scagliando i frammenti lontano, e cos sfugg da Drmi. da allora che esiste il detto liberarsi di Lǿingr o sfuggire da Drmi per indicare chi ottenga qualcosa con grande energia.
34e Eptir at ttuusk sirnir at eir mundu eigi f bundit lfinn. sendi Allfǫr ann er Skrnir er nefndr, sendimar Freys, ofan Svartlfaheim til dverga nǫkkurra ok lt gera fjǫtur ann er Gleipnir heitir. Hann var gjǫrr af sex hlutum: af dyn kattarins ok af skeggi konunnar ok af rtum bjargsins ok af sinum bjarnarins ok af anda fisk[s]ins ok af fogls hrka. Dopo di ci, gli sir temettero di non poter legare il lupo. Allfǫr mand il messaggero di Freyr, che si chiama Skrnir, gi nello Svartlfaheimr, presso certi nani, perch forgiassero il laccio detto Gleipnir. Questo era fatto di sei cose: rumore di gatto, barba di donna, radice di roccia, tendini d'orso, respiro di pesce e saliva di uccello.
34f Ok ttu vitir eigi r essi tindi, mttu n finna skjtt hr sǫnn dmi at eigi er logit at r: st munt [hafa] at konan hefir ekki skegg ok engi dynr verr af hlaupi kattarins ok eigi eru rǿtr undir bjarginu. Ok at veit tra mn at jafnsatt er at allt er ek hefi sagt r, tt eir s sumir hlutir er mtt eigi reyna. E sebbene prima d'ora tu non sapessi queste cose, potrai subito avere la prova che nessuna menzogna ti stata raccontata: avrai visto che le donne non hanno la barba, che privo di suono il balzo del gatto e che non v' radice sotto la roccia. E, in fede mia, ugualmente vero tutto ci che ti ho detto, anche se di tali cose non puoi avere alcuna esperienza.
34g

mlti Gangleri: etta m ek at vsu skilja at satt er. essa hluti m ek sj er hefir n til dǿma tekit. En hvernig var fjǫturrinn smar?

Quindi parl Gangleri: Posso comprendere che tutto questo sia per certo vero. Lo capisco anche dagli argomenti che hai portato come prova. Ma in che modo venne forgiato il laccio?

34h

Hr segir: at kann ek r vel segja. Fjǫturrinn var slttr ok blautr sem silkirǿma en sv traustr ok sterkr sem n skaltu heyra. er fjǫturrinn var fǿrr sunum, ǫkkuu eir vel sendimanni sitt eyrindi. fru sirnir t vatn at er msvartnir heitir, hlm ann er Lyngvi er kallar, ok kǫlluu me sr lfinn, sndu honum silkibandit ok bu hann slta ok kvu vera nǫkkvoru traustara en lkindi ǿtti fyrir digrleiks sakar, ok seldi hverr ǫrum ok treysti me handa afli, ok slitnai eigi. En kvu eir lfinn slta mundu.

Disse Hr: Questo te lo posso ben dire. Il laccio era leggero e morbido come un nastro di seta, ma solido e resistente, come ora puoi udire. Quando fu portato agli sir, essi ringraziarono di cuore il messaggero per il suo servigio. Poi se ne andarono presso quel lago chiamato msvartnir, sull'isola detta Lyngvi e, chiamato il lupo, gli mostrarono la striscia di seta e gli chiesero di spezzarla, avvertendolo che era un po' pi resistente di quanto non apparisse dal suo spessore. Se la passarono l'un l'altro provandola con la forza delle mani ed essa non si strappava. Dissero per che il lupo avrebbe potuto romperla.

34i

svarar lfrinn: Sv lzk mr enna dregil sem nga frg munak af hljta tt ek slta sundr sv mjtt band. En ef at er gǫrt me list ok vl, tt at snisk ltit, kemr at band eigi mna fǿtr.

Il lupo rispose: Io credo che non otterr alcuna gloria facendo a pezzi un nastro cos sottile. Se per stato fatto con inganni e artifizi, allora quel nastro, sebbene appaia sottile, non legher mai le mie zampe.

34j

sǫgu sirnir at hann mundi skjtt sundr slta mjtt silkiband, er hann hafi fyrr brotit stra jrnfjǫtra, en ef fr eigi etta band slitit, muntu ekki hra mega goin, enda skulum vr leysa ik.

Ma gli sir risposero che avrebbe potuto facilmente strappare quel sottile nastro di seta, lui che gi era riuscito a infrangere robuste catene di ferro, ma se non sei capace di spezzare questa striscia, non farai pi alcuna paura agli di, e quindi ti libereremo.

34k

lfrinn segir: Ef r bindi mik sv at ek fk eigi leyst mig, skollit r sv at mr mun seint vera at taka af yr hjlp. fss em ek at lta etta band mik leggja. En heldr en r fri mr hugar, leggi einnhverr hǫnd sna munn mr at vei at etta s falslaust gert.

Disse il lupo: Se mi legate in modo che io non riesca pi a liberarmi, passer molto tempo prima di ricevere il vostro aiuto. Io non voglio essere legato con questo nastro. Ma invece di sfidare il mio coraggio, qualcuno di voi metta piuttosto la propria mano nella mia bocca come pegno della vostra buona fede.

34l

En hverr sanna s til annars ok tti n vera tvau vandri, ok vildi engi sna hǫnd fram selja fyrr en Tr lt fram hǫnd sna hǿgri ok leggr munn lfinum. En er lfrinn spyrnir, harnai bandit, ok v harara er hann brauzk um, v skarpara var bandit. hlgu allir nema Tr. Hann lt hǫnd sna.

Gli sir si guardarono l'un l'altro e a ciascuno parve che le difficolt fossero raddoppiate. Nessuno voleva offrire la propria mano, finch Tr stese la destra e la mise nella bocca del lupo. Quando il lupo prese a scalciare, il nastro si tese, e pi forte egli tirava, pi il nastro si stringeva. Allora tutti risero, tranne Tr: egli aveva perso la mano.

34m

er sirnir s at lfrinn var bundinn at fullu, tku eir festina er r var fjǫtrinum, er Gelgja heitir, ok drgu hana gǫgnum hellu mikla, s heitir Gjǫll, ok festu helluna langt jǫr nir. tku eir mikinn stein ok skutu enn lengra jǫrina, s heitir viti, ok hǫfu ann stein fyrir festarhlinn. lfrinn gapi kafliga ok feksk um mjǫk ok vildi bta . eir skutu munn honum sveri nǫkkvoru. Nema hjǫltin vi nera gmi, en efra gmi blrefill. at er gmsparri hans. Hann grenjar illiliga ok slefa renn r munni hans, at er s er Vn heitir. ar liggr hann til ragnarkrs.

Quando gli sir videro che il lupo era saldamente legato, presero la fune che spuntava dal nastro, detta Gelgja, e la legarono attorno a un enorme macigno, chiamato Gjǫll, il quale fu fissato in profondit nella terra. Poi presero una grossa pietra, chiamata viti, e la conficcarono ancora pi profondamente nel terreno, come fosse un piolo. Il lupo spalancava orribilmente le fauci, dava zampate tutto intorno e tentava di azzannarli. Gli sir gli infilarono in bocca una certa spada, la cui elsa premeva sulla mascella e la punta sul palato, che quindi divenne il suo gmsparri. Da allora il lupo ulula paurosamente e dalla sua bocca esce una bava che forma quel fiume chiamato Vn. Egli rester cos fino al ragnarkkr.

34n

mlti Gangleri: Furu illa barnaeign gat Loki, en ǫll essi systkin eru mikil fyrir sr. En fyrir hv drpu sir eigi lfinn er eim er ills vn af honum?

Quindi parl Gangleri: Loki ha generato dei figli straordinariamente malvagi, e i fratelli sono tutti molto potenti. Perch gli sir non hanno subito ucciso il lupo, se da esso non avevano previsto che male?

34o Hr svarar: Sv mikils viru goin v sn ok griastai at eigi vildu au saurga me bli lfsins, tt sv segi sprnar at hann muni vera at bana ni. Rispose Hr: Tanto rispetto avevano gli di per la loro dimora e santuario, che mai avrebbero voluto lordarla col sangue del lupo, bench le profezie dicessero che sarebbe divenuto l'uccisore di inn.
       

35

Fr synjum

Delle synjur  
35a mlti Gangleri: Hveriar eru syniurnar? Quindi parl Gangleri: Quali sono le synjur?
35b Hr segir: Frigg er ǿzt, hon ann bǿ er Fensalir heita ok er hann allvegligr. Disse Hr: Frigg la principale e possiede quella magnificente dimora che si chiama Fensalir.
35c Ǫnnur er Sga, hon br Skkvabekk ok er at mikill star. La seconda Sga, che abita a Skkvabekkr, un grande luogo. NOTA
35d rija er Eir, hon er lknir beztr. La terza Eir, la migliore guaritrice.
35e Fjra er Gefjun, hon er mr, ok henni jna r er meyjar andask. La quarta Gefjun. vergine, e divengono sue servitrici coloro che muoiono vergini. NOTA
35f Fimta er Fulla, hon er enn mr ok ferr laushr ok gullband um hǫfu. Hon berr eski Friggjar ok gtir skkla hennar ok veit launr me henni. La quinta Fulla. Anch'ella vergine, porta i capelli sciolti e un nastro dorato attorno al capo. Porta lo scrigno di frassino di Frigg, si prende cura dei suoi calzari e conosce i suoi segreti.
35g Freyja er tignust me Frigg, hon giptisk eim manni er r heitir. Dttir eira heitir Hnoss, hon er sv fǫgr at af hennar nafni eru hnossir kallaar at er fagrt er ok gersemligt. r fr braut langar leiir, en Freyja grtr eptir, en tr hennar er gull rautt. Freyja mǫrg nǫfn, en s er sǫk til ess at hon gaf sr mis heiti er hon fr me kunnum jum at leita s. Hon heitir Mardǫll ok Hǫrn, Gefn, Sr. Freyja tti Brsingamen. Hon er kǫllu Vanads. Freyja insieme a Frigg la pi venerata. Ha sposato l'uomo chiamato r. Loro figlia si chiama Hnoss, ed talmente bella che dal suo nome viene chiamato hnossir tutto ci che bello e prezioso. r andava via per viaggi lontani e Freyja piangeva per lui lacrime d'oro rosso. Freyja possiede svariati nomi e lei stessa se ne diede molti mentre viaggiava fra genti sconosciute in cerca di r. Si chiama Mardǫll, Hǫrn, Gefn, Sr. Freyja possiede la collana Brsingamen ed anche chiamata Vanads. NOTA
35h Sjaunda Sjǫfn, hon gtir mjǫk til at sna hugum manna til sta, kvenna ok karla. Af hennar nafni er elskuginn kallar sjafni. La settima Sjǫfn, la quale si occupa principalmente di indurre l'animo delle persone all'amore, sia uomini che donne, e dal suo nome il sentimento amoroso chiamato sjafni. NOTA
35i tta Lofn, hon er sv mild ok g til heita at hon fr leyfi af Alfǫr ea Frigg til manna samgangs, kvenna ok karla, tt r s bannat ea vertekit. Fyrir v er af hennar nafni lof kallat, ok sv at er lofu er mjǫk af mǫnnum. L'ottava Lofn; lei cos gentile e buona verso chi la invoca, che ottenne il permesso da Allfǫr e da Frigg di unire uomini e donne in matrimonio, anche quando questo sia loro proibito o interdetto. dal suo nome che tale concessione si chiama lof e per ottenerla gli uomini la pregano molto. NOTA
35j Nunda Vr, hon hlir eia manna ok einkaml er veita sn milli konur ok karlar. v heita au ml vrar. Hon hefnir ok eim er briga. La nona Vr, che ode le promesse e gli accordi che stringono fra loro donne e uomini. Per questo tali accordi sono detti vrar. Ella punisce inoltre chi non li rispetta. NOTA
35k Tunda Vǫr, hon er ok vitr ok spurul sv at engi hlut m hana leyna. at er ortak at kona veri vǫr ess er hon verr vs. La decima Vǫr; saggia e indagatrice, e non le si pu nascondere nulla. C' un'espressione secondo cui una donna viene detta vǫr quando diventa consapevole di qualcosa. NOTA
35l Ellipta Syn, hon gtir dura hǫllinni ok lkr fyrir eim er eigi skulu inn ganga, ok hon er sett til varnar ingum fyrir au ml er hon vill sanna. v er at ortak at syn s fyrir sett er hann neitar. L'undicesima Syn, che sta di guardia alle porte della hǫll e le chiude davanti a coloro che non devono entrare. In assemblea, ella si leva contro le accuse che si vogliono respingere. Da qui il detto che si pone una smentita [syn] quando si nega [un'accusa]. NOTA
35m Tlfta Hln, hon er sett til gzlu yfir eim mǫnnum er Frigg vill fora vi hska nǫkkvorum. aan af er at ortak at s er forask hleinir. La dodicesima Hln; ella custodisce coloro che Frigg desidera salvare da qualche pericolo, da cui si chiama hleinir colui che si salva. NOTA
35n

rettnda Snotra, hon er vitr ok ltpr. Af hennar heiti er kallat snotr kona ea karlmar s er vitr mar er.

La tredicesima Snotra, che saggia e di modi gentili. Dal suo nome viene detto snotr l'uomo o la donna di mite temperamento. NOTA
35o Fjrtnda Gn, hana sendir Frigg msa heima at eyrindum snum. Hon ann hest, er renn lopt ok lǫg, er heitir Hfvarpnir. at var eitt sinn er hon rei at vanir nǫkkvorir s rei hennar loptinu. La quattordicesima Gn, che viene mandata da Frigg in contrade lontane per le proprie ambasciate. Ella va su quel destriero che galoppa nell'aria e sul mare, chiamato Hfvarpnir. Una volta mentre cavalcava, uno dei Vanir vide la sua corsa attraverso l'aria. NOTA
35p mlti einn: Allora disse cos:
{40}

Hvat ar flgr?
Hvat ar ferr
ea at lopti lr?

Chi vola in alto?
Cos' che corre
e in aria sfreccia?

35q

Hon svarar:

Ella rispose:

{41}

Ne ek flg,
ek fer
ok at lopti lk
Hfvarpni
eim er Hamskerpir
gat vi Garrofu.

Non volo in alto
sebbene corra
e in aria sfrecci
su Hfvarpnir
che Hamskerpir
ebbe con Garrofa.

35r Af Gnr nafni er sv kallat at at gnefar er htt ferr. Dal nome di Gn deriva il verbo gnfa, volare in alto.
35s Sl ok Bil eru talar me synjum, en sagt er fyrri eli eira. Sl e Bil sono annoverate fra le synjur, ma di loro si gi detto prima. NOTA
       

36

[Fr valkyrium]

[Delle valkyrjur]  
36a

Enn eru r arar er jna skulu Valhǫll, bera drykkju ok gta borbnaar ok ǫlgagna.

Ci sono ancora altre [dee] che si occupano di servire nella Valhǫll, portando da bere, occupandosi delle portate e dei boccali da birra.

36b Sv eru r nefndar Grmnismlum: Cos esse vengono nominate nel Grmnisml:
{42}

Hrist ok Mist
vil ek at mr horn beri,
Skeggjǫld ok Skǫgul,
Hildr ok rr,
Hlǫkk ok Herfjǫtur,
Gǫll ok Geirahǫ,
Randgr ok Rgr
ok Reginleif;
r bera einherjum ǫl.

Hrist e Mist,
voglio che mi portino il corno,
Skeggjǫld e Skǫgul,
Hildr e rr,
Hlǫkk e Herfjǫtur,
Gǫll e Geirahǫ.
Randgrr e Rgrr,
e Reginleif,
agli Einherjar portano birra.

NOTA
36c essar heita valkyrjor, r sendir inn til hverrar orrostu. r kjsa feig menn ok ra sigri. Gur, Rta ok norn in yngsta, er Skuld heitir, ra jafnan at kjsa val ok ra vgum. Esse si chiamano valkyrjur e inn le invia a ogni battaglia. Esse scelgono coloro che dovranno morire e assegnano [a chi spetti] la vittoria. Gur, Rota e la pi giovane delle nornir, chiamata Skuld, accorrono sempre per scegliere i caduti e decidere le battaglie. NOTA
36d Jǫr, mir rs, ok Rindr, mir Vla, eru talar me synjum. Jǫr, madre di rr, e Rindr, la madre di Vli, sono annoverate fra le syniur.
       
37

Freyr fekk Gerar

Freyr conquista Gerr  
37a

Gymir ht mar en kona hans Aurboa, hon var bergrisa ttar. Dttir eira er Gerr, er allra kvenna er fegrst. at var einn dag er Freyr hafi gengit Hliskjlf ok s of heima alla. En er hann leit norrtt, s hann einum bǿ mikit hs ok fagrt, ok til ess hss gekk kona, ok er hon tk upp hǫndum ok lauk hur fyrir sr lsti af hǫndum hennar bi lopt ok lǫg, ok allir heimar birtusk af henni. Ok sv hefndi honum at mikla mikillti er hann hafi sezk at helga sti at hann gekk braut fullr af harmi. Ok er hann kom heim, mlti hann ekki, hvrki svaf hann n drakk. Engi ori ok krefja hann ora.

Un tale si chiamava Gymir e sua moglie Aurboa, la quale era della stirpe dei bergrisar. Loro figlia era Gerr, la pi bella fra tutte le donne. Un giorno Freyr si era assiso su Hliskjlf e osservava tutto il mondo. Guardando verso nord, vide in una fattoria una casa grande e bella verso cui avanzava una donna. E quando ella sollev le braccia e apr la porta davanti a s, dalle sue mani eman una luce che si diffuse nell'aria e sul mare, e tutti i mondi ne furono illuminati. La grande presunzione di Freyr, di essersi seduto su quel sacro seggio, gli si rivolt contro, ed egli se ne and via pieno di dolore. Quando torn a casa non parl, non mangi e non bevve. Nessuno si attent a rivolgergli una parola.

37b lt Njǫrr kalla til sn Skrni, sksvein Freys, ok ba hann ganga til Freys ok beia hann ora ok spyrja hverjum hann vri sv reir at hann mlti ekki vi menn. En Skrnir kvazk ganga mundu, ok eigi fss, ok kva illra svara vera vn af honum. En er hann kom til Freys, spuri hann hv Freyr var sv hnipinn ok mlti ekki vi menn. svarar Freyr ok sagi at hann hafi st konu fagra, ok fyrir hennar sakar var hann sv harmsfullr at eigi mundi hann lengi lifa ef hann skyldi eigi n henni. Ok n skaltu fara ok bija hennar mr til handa ok hafa hana heim hingat hvrt er fair hennar vill ea eigi, ok skal ek at vel launa r. Njǫrr fece quindi chiamare Skrnir, servitore di Freyr, e gli disse di andare da lui e chiedergli udienza, domandandogli perch fosse tanto adirato da non parlare pi con nessuno. Skrnir disse che sarebbe andato, ma non volentieri, e aggiunse che da Freyr c'erano da aspettarsi brutte risposte. Quando arriv da Freyr, gli chiese perch fosse cos avvilito da non parlare con nessuno. Allora Freyr rispose e disse di aver visto una bellissima donna; a causa sua era cos triste che non sarebbe vissuto a lungo se non l'avesse posseduta. E ora dovrai andare e corteggiarla da parte mia e condurla qui, che suo padre voglia o no. Ti ricompenser bene.
37c svarar Skrnir, sagi sv at hann skal fara sendifer en Freyr skal f honum sver sitt. at var sv gott sver at sjlft vsk. En Freyr lt eigi at til skorta ok gaf honum sverit. Skrnir rispose che sarebbe andato a compiere il suo incarico, ma Freyr avrebbe dovuto donargli la sua spada. Essa era una spada cos valida che combatteva da sola. Freyr non volle negargliela e gli consegn la spada.
37d fr Skrnir ok ba honum konunnar ok fekk heitit hennar, ok nu nttum sar skyldi hon ar koma er Barrey heitir ok ganga at brullaupinu me Frey. En er Skrnir sagi Frey sitt eyrindi, kva hann etta: Skrnir quindi part, corteggi la donna per Freyr e ottenne da lei una promessa: nove notti dopo ella si sarebbe recata nel luogo chiamato Barrey e avrebbe celebrato le nozze con Freyr. Quando per Skrnir rifer la sua missione a Freyr, lui recit queste strofe: NOTA
{43}

Lǫng er ntt,
lǫng er ǫnnur,
hv mega ek reyja rjr?
Opt mr mnar
minni tti
en sj hǫlf hntt.

Lunga una notte,
lunga una seconda,
come potr patirne una terza?
Spesso un mese
mi parso pi breve
di questa mezza notte di attesa.

37e

essi sǫk er til er Freyr var sv vpnlauss er hann barisk vi Belja ok drap hann me hjartarhorni.

Questa fu la ragione per cui Freyr era disarmato quando combatt contro Beli e lo uccise con un corno di cervo.

NOTA
37f

mlti Gangleri: Undr mikit er vlkr hǫfingi sem Freyr er vildi gefa sver sv at hann tti eigi annat jafngott. Geysimikit mein var honum at er hann barisk vi ann er Beli heitir. at veit tra mn at eirar gjafar mundi hann irask.

Quindi parl Gangleri: un grande disonore che un condottiero come Freyr abbia voluto cedere la propria spada senza averne un'altra di pari fattura. Fu un enorme svantaggio per lui, mentre combatteva contro colui che si chiama Beli. In fede mia, dev'essersi pentito di aver fatto quel dono.

37g svarar Hr: Ltit mark var at er eir Beli hittusk. Drepa mtti Freyr hann me hendi sinni. Vera mun at er Frey mun ykkja verr vi koma er hann missir sversins er Muspellssynir fara ok herja. Rispose quindi Hr: Fu poca cosa quando lui e Beli si scontrarono. Freyr avrebbe potuto vincerlo con una mano sola. Ma capiter a Freyr un momento che gli parr assai peggiore, quando gli mancher la spada nel giorno in cui giungeranno, furiosi, i figli di Mspell.
       
38

Fr vist ok drykk me sum

Del mangiare e del bere presso gli sir  
[Fr vist Einherja ok ins] [Del cibo degli Einherjar e di inn]
38a

mlti Gangleri: at segir at allir eir menn er orrostu hafa fallit fr upphafi heims eru n komnir til ins Valhǫll. Hvat hefir hann at f eim at vistum? Ek huga at ar skyldi vera allmikit fjǫlmenni.

Quindi disse Gangleri: Tu dici che tutti gli uomini caduti in battaglia dall'inizio del mondo sono ora giunti nella Valhǫll, da inn. Cos'ha egli da offrire loro per sostentarli? Immagino che l vi sia una folla immensa.

38b svarar Hr: Satt er at er segir, allmikit fjǫlmenni er ar, en miklu fleira skal enn vera, ok mun ofltit ykkja er lfrinn kemr. En aldri er sv mikill mannfjǫli Valhǫll at eigi m eim endask flesk galtar ess er Shrmnir heitir. Hann er soinn hvern dag ok heill at aptni. En essi spurning er n spyrr , ykki mr lkara at fir muni sv vsir vera at hr kunni satt af at segja. Andhrmnir heitir steikarinn, en Eldhrmnir ketillinn. Rispose quindi Hr: Ci che dici vero. Una grande folla si trova l e diverr sempre pi grande, ma sembrer comunque troppo piccola quando arriver il Lupo. Mai per la moltitudine di Valhǫll sar grande abbastanza da finire la carne del cinghiale detto Shrmnir. Esso viene cotto ogni giorno, ma alla sera di nuovo intero. Riguardo a ci che ora domandi, credo proprio che pochi siano abbastanza sapienti da rispondere correttamente. Andhrmnir si chiama il cuoco ed Eldhrmnir il calderone.
38c Sv er hr sagt: Cos qui detto:
{44}

Andhrmnir ltr
Eldhrmni
Shrmni soinn,
fleska bazt,
at at fir vitu
vi hvat einherjar alask.

Fa Andhrmnir
in Eldhrmnir
Shrmnir bollire,
la carne migliore.
Pochi per sanno,
di cosa gli Einherjar si nutrano.

NOTA
38d mlti Gangleri: Hvrt hefir inn at sama borhald sem einherjar? Quindi parl Gangleri: inn consuma lo stesso pasto degli Einherjar?
38e Hr segir: vist er hans bori stendr gefr hann tveim lfum er hann , er sv heita: Geri ok Freki, ok nga vist arf hann: vn er honum bi drykkr ok matr. Disse Hr: Il cibo sul suo tavolo egli lo d ai due lupi che possiede, i quali si chiamano Geri e Freki. Non ha bisogno di mangiare: il vino per lui sia bevanda che cibo.
38f Sv segir hr: Cos qui detto:
{45}

Gera ok Freka
ser gunntamir
hrigr Herjafǫr,
en vi vn eitt
vpngafigr
inn lifir.

Geri e Freki
li sazia, avvezzo alla guerra,
Herjafǫr glorioso.
Ma di solo vino
in armi splendente,
inn vive per sempre.

NOTA
38g

Hrafnar tveir sitja ǫxlum honum ok segja eyru honum ǫll tindi au er eir sj ea heyra, eir heita sv: Huginn ok Muninn. sendir hann dagan at fljga um allan heim ok koma eir aptr at dǫgurarmli. ar af verr hann margra tinda vss. v kalla menn hann hrafnagu, sv sem sagt er:

Due corvi stanno sulle sue spalle e nell'orecchio gli raccontano tutte le le cose che vedono e odono. Si chiamano Huginn e Muninn. Durante il giorno, [inn] li manda a volare per tutto il mondo ed [essi] tornano al dǫgurarmli. In questo modo egli al corrente di molte cose. Perci gli uomini lo chiamano Hrafnagu, cos come qui detto:

NOTA
{46}

Huginn ok Muninn
fljga hverjan dag
jǫrmungrund yfir.
ttumk ek Hugin
at hann aptr komi,
sjmk ek meir um Munin.

Huginn e Muninn
volano ogni giorno
sopra la vasta terra.
Paura ho che Huginn
indietro non ritorni,
sebbene ancor pi tema per Muninn.

NOTA
       

39

[Fr drykk Einherja]

[Della bevanda degli Einherjar]  
39a

mlti Gangleri: Hvat hafa einherjar at drykk at er eim endisk jafngngliga sem vistin, ea er ar vatn drukkit?

Quindi chiese Gangleri: Per gli Einherjar c' qualcosa da bere che possa bastare per accompagnare il cibo, oppure l si beve acqua?

39b segir Hr: Undarliga spyru n, at Allfǫr mun bja til sn konungum ea jǫrlum ea ǫrum rkismǫnnum ok muni gefa eim vatn at drekka, ok at veit tra mn at margr kemr s til Valhallar er drt mundi ykkjask kaupa vatnsdrykkinn ef eigi vri betra fagnaar angat at vitja, s er r olir sr ok svia til banans. Disse quindi Hr: strano che tu chieda se Allfǫr possa invitare a s regnanti, jrlar e altri uomini di rango e dar loro da bere dell'acqua! E in fede mia, tanti giungerebbero nella Valhǫll pensando di aver pagato a caro prezzo quel sorso d'acqua, se non fosse un miglior desco per chi ha sofferto atroci dolori nel momento del trapasso.
39c Annat kann ek r aan segja. Geit s er Heirn heitir stendr uppi Valhǫll ok btr barr af limum trs ess er mjǫk er nafnfrgt, er Lrar heitir, en r spenum hennar rennr mjǫr s er hon fyllir skapker hvern dag. at er sv mikit at allir einherjar vera fulldruknir af. Posso raccontarti ancora una cosa. Quella capra che si chiama Heirn sta nella parte alta di Valhǫll e bruca le foglie dai rami di quel famosissimo albero chiamato Lrar. Dalle sue mammelle l'idromele scorre copioso, tanto che ogni giorno ne riempie un barile. Questo cos capiente da ubriacare tutti gli Einherjar. NOTA
39d mlti Gangleri: at er eim geysihaglig geit. Forkunnar gr vir mun at vera er hon btr af! Quindi parl Gangleri: proprio una capra utile! Dev'essere poi prodigioso l'albero da cui bruca.
39e mlti Hr: Enn er meira mark at of hjǫrtinn Eiryrni, er stendr Valhǫll ok btr af limum ess trs, en af hornum hans verr sv mikill dropi at nir kemr Hvergelmi, en aan af falla r r er sv heita: S, V, Sekin, Ekin, Svǫl, Gunnr, Fjǫrm, Fimbulul, Gipul, Gǫpul, Gǫmul, Geirvimul, essar falla um sabygir. essar eru enn nefndar: yn, Vin, ǫll, Bǫll, Gr, Gunnrin, Nt, Nǫt, Nǫnn, Hrǫnn, Vna, Veg, Svinn, jnuma. Quindi disse Hr: Ancora pi notevole il cervo Eikyrnir: anche lui si trova in Valhǫll e bruca i rami dell'albero [Lrar]. Dalle sue corna stillano tantissime gocce che cadono in Hvergelmir e da qui originano i fiumi che cos si chiamano: S, V, Sekin, Ekin, Svǫl, Gunnr, Fjǫrm, Fimbulul, Gipul, Gǫpul, Gǫmul, Geirvimul. Questi ultimi scorrono attorno alla dimora degli sir. E si annoverano ancora questi: yn, Vin, ǫll, Hǫll, Gr, Gunnrin, Nt, Nǫt, Nǫnn, Hrǫnn, Vna, Vegsvinn, jnuma.
       
40

[Um stǿr Valhallar]

[L'imponenza di Valhǫll]  
40a

mlti Gangleri: etta eru undarlig tindi er n sagir . Geysimikit hs mun Valhǫll vera, allrǫngt mun ar opt vera fyrir durum.

Quindi disse Gangleri: Mi racconti cose straordinarie. Valhǫll dev'essere un meraviglioso edificio e dev'esservi spesso una gran folla davanti alle sue porte.

40b svarar Hr: Hv spyrr eigi ess hversu margar dyrr eru Valhǫll ea hversu strar? Ef heyrir at sagt muntu segja at hitt er undarligt ef eigi m ganga t ok inn hverr er vill. En at er me sǫnnu at segja at eigi er rngra at skipa hana en ganga hana. Rispose quindi Hr: Perch non chiedi piuttosto quante porte ci siano a Valhǫll o quanto grandi? Se tu lo udissi, diresti che sarebbe sorprendente se non potesse entrare e uscire chiunque lo voglia. Tuttavia si pu rettamente dire che non vi sia pi affollamento nel trovar posto di quanto ve ne sia nell'entrare.
40c Hr mttu heyra Grmnismlum: Puoi sentir dire nel Grmnisml:
{47}

Fimm hundru dura
ok of fjrum tugum,
sv hygg ek Valhǫll vera.
tta hundru einherja
ganga senn r einum durum
er eir fara me vitni at vega.

Cinquecento porte
e ancora quaranta
credo vi siano nella Valhǫll.
Ottocento Einherjar
da ciascuna porta usciranno insieme
quando andranno a battersi col lupo.

NOTA
       
41

[Fr skemtan Einherja]

[Il passatempo degli Einherjar]  
41a

mlti Gangleri: Allmikill mannfjǫli er Valhǫll, sv njta tr minnar at allmikill hǫfingi er inn er hann strir sv miklum her. Ea hvat er skemtun einherjanna er eir drekka eigi?

Quindi parl Gangleri: Un'enorme folla si trova nella Valhǫll. E per quanto posso comprendere, inn un grandissimo condottiero, lui che comanda un esercito cos grande. Ma qual il passatempo degli Einherjar quando non bevono?

41b Hr segir: Hvern dag er eir hafa klzk, herva eir sik ok ganga t garinn ok berjask ok fellr hverr annan. at er leikr eira. Ok er lr at dǫgurarmli, ra eir heim til Valhallar ok setjask til drykkju, sv sem hr segir: Disse Hr: Ogni giorno, dopo essersi vestiti, si armano ed escono nel cortile, dove lottano e si abbattono l'un l'altro. Questo il loro svago. Quando si avvicina l'ora del dagverr, allora tornano alla Valhǫll, la loro casa, e siedono a bere, cos come qui si dice:
{48}

Allir einherjar
ins tnum
hǫggvask hverjan dag.
Val eir kjsa
ok ra vgi fr,
sitja meir um sttir saman.

Tutti gli Einherjar
alla corte di inn
si battono ogni giorno.
Scelgono i caduti,
poi dalla battaglia cavalcano via
e in concordia siedono insieme

NOTA
41c En satt er at er sagir: mikill er inn fyrir sr. Mǫrg dǿmi finnask til ess. Sv er hr sagt orum sjlfra sanna: Ci che dici comunque vero: inn assai potente e molti segni vi sono a prova di questo. Cos detto nelle parole degli stessi sir:
{49}

Askr Yggdrasils
hann er ǿztr via,
en Skblanir skipa,
inn sa,
en ja Sleipnir,
Bifrǫst bra,
en Bragi sklda,
Hbrk hauka,
en hunda Garmr.

Il frassino Yggdrasill
il migliore degli alberi
e Skblanir delle navi,
inn degli sir,
e dei cavalli Sleipnir,
Bifrǫst dei ponti
e Bragi degli scaldi,
Hbrk dei falchi,
e dei cani Garmr.

NOTA
       
42

Fr v er er Loki gat Sleipni vi Svailfǿra

Di quando Loki concep Sleipnir insieme con Svailfǿri  
42a mlti Gangleri: Hverr ann hest Sleipni? Ea hvat er fr honum at segja?

Quindi parl Gangleri: Chi possiede quel cavallo, Sleipnir, e cosa c' da dire su di esso?

42b Hr segir: Eigi kanntu deili Sleipni ok eigi veiztu atburi af hverju hann kom, en at mun r ykkja frsagnar vert. Disse Hr: Tu non puoi conoscere le abilit di Sleipnir e le circostanze della sua nascita, ma la cosa ti parr degna di esser narrata.
42c at var snimma ǫndvera byg goanna, er goin hǫfu sett Migar ok gert Valhǫll, kom ar smir nǫkkvorr ok bau at gera eim borg rim misserum sv ga at tr ok rugg vri fyrir bergrisum ok hrmursum tt eir komi inn um Migar. En hann mlti sr at til kaups at hann skyldi eignask Freyju, ok hafa vildi hann sl ok mna. gengu sirnir tal ok ru rum snum, ok var at kaup gert vi smiinn at hann skyldi eignask at er hann mlti til ef hann fengi gert borgina einum vetri. En hinn fyrsta sumarsdag, ef nǫkkvorr hlutr vri gjǫrr at borginni, skyldi hann af kaupinu. Skyldi hann af ngum manni li iggja til verksins. Ok er eir sǫgu honum essa kosti, beiddisk hann at eir skyldu lofa at hann hefi li af hesti snum er Svailfǿri heitir. En v r Loki er at var til lagt vi hann. Si era agli inizi, nei primi tempi in cui gli di si erano insediati nella loro dimora, quando avevano appena stabilito Migarr e costruito la Valhǫll. Un giorno giunse un artigiano che offr loro di costruire in tre misseri una cittadella cos ben fatta da essere solida e sicura contro i bergrisar e i hrmursar, anche qualora fossero penetrati nel Migarr. Egli chiese per, quale ricompensa, di poter avere Freyja e di prendersi anche il sole e la luna. Gli sir si riunirono in assemblea e fu pattuito con l'artigiano che avrebbe avuto ci che chiedeva se avesse costruito la cittadella in un solo inverno; se per il primo giorno d'estate qualche parte [della fortificazione] fosse rimasta incompiuta, avrebbe perso la ricompensa. Inoltre, nessuno avrebbe dovuto aiutarlo nel suo lavoro. Quando gli proposero queste condizioni, [l'artigiano] chiese il permesso di poter essere aiutato dal suo cavallo, che si chiamava Svailfǿri, e dietro consiglio di Loki, gli fu concesso. NOTA
42d Hann tk til hinn fyrsta vetrardag at gera borgina, en of ntr dr hann til grjt hestinum. En at tti sunum mikit undr hversu str bjǫrg s hestr dr, ok hlfu meira rekvirki g[er]i hestrinn en smirinn. En at kaupi eira vru sterk vitni ok mǫrg sǿri, fyrir v at jǫtnum tti ekki trygt at vera me sum grialaust ef rr kvmi heim, en var hann farinn austrveg at berja trǫll. En er lei vetrinn, sttisk mjǫk borgargerin ok var hon sv h ok sterk at eigi mtti at leita. En er rr dagar vru til sumars, var komit mjǫk at borghlii. Egli inizi a costruire la cittadella il primo giorno d'inverno, e durante la notte trasportava le pietre con il cavallo. Agli sir parve tuttavia straordinario quanto grandi fossero le pietre trainate dal cavallo, il quale svolgeva pi di met del lavoro dell'artigiano. Il loro accordo per era stato stretto con testimonianze inoppugnabili e numerosi giuramenti, dal momento che gli jǫtnar non si sentivano al sicuro quando si trovavano fra gli sir senza garanzie, soprattutto se fosse tornato a casa rr, che quei giorni era andato a est a combattere i trǫll. Cos, mentre l'inverno volgeva al termine, l'edificazione della fortezza procedeva, ed essa era divenuta talmente alta e solida da risultare inespugnabile. Quando mancavano tre giorni all'estate, i cancelli della citt erano quasi terminati.
42e settusk guin dmstla sna ok leituu ra, ok spuri hverr annan hverr v hefi rit at gipta Freyju Jǫtunheima ea spilla loptinu ok himninum sv at taka aan sl ok tungl ok gefa jǫtnum. En at kom samt me ǫllum at essu mundi rit hafa s er flestu illu rr, Loki Laufeyjarson, ok kvu hann veran ills daua ef eigi hitti hann r til at smirinn vri af kaupinu, ok veittu Loka atgǫngu. En er hann var hrddr svari hann eia at hann skyldi sv til haga at smirinn skyldi af kaupinu, hvat sem hann kostai til. Gli di allora si sedettero in assemblea e si chiesero l'un l'altro chi avesse consigliato di consegnare Freyja al Jǫtunheimr o di mandare in rovina aria e cielo privandoli del sole e della luna per consegnarli agli jǫtnar. Convennero che dovesse averlo suggerito colui che sempre malconsiglia, Loki figlio di Laufey, e decretarono di condannarlo a una morte orribile se non avesse fatto in modo che l'artigiano rinunciasse al proprio compenso. Loki fu quindi aggredito e, siccome ebbe una gran paura, giur che avrebbe fatto in modo, a qualunque costo, che l'artigiano non adempisse all'impegno preso.
42f Ok it sama kveld er smirinn k t eptir grjtinu me hestinn Svailfǿra, hljp r skginum nǫkkvorum merr at hestinum ok hrein vi. En er hestrinn kendi hvat hrossi etta var, ǿddisk hann ok sleit sundr reipin ok hljp til merarinnar, en hon undan til skgar ok smirinn eptir ok vill taka hestinn. En essi hross hlaupa alla ntt ok dvelsk smin ntt. Ok eptir um daginn var ekki sv smat sem fyrr hafi orit. Ok er smirinn sr at eigi mun lokit vera verkinu, fǿrisk smirinn jǫtunm. En er sirnir s at til vss at ar var bergrisi kominn, var eigi yrmt eiunum, ok kǫlluu eir r, ok jafnskjtt kom hann, ok v nst fr lopt hamarrinn Mjǫlnir, galt smarkaupit ok eigi sl ok tungl, heldr synjai hann honum at byggva Jǫtunheimum ok laust at hit fyrsta hǫgg er haussinn brotnai smn mola ok sendi hann nir undir Niflhel. Quella stessa sera, mentre l'artigiano trasportava delle pietre con Svailfǿri, usc fuori dal bosco una giumenta che corse nitrendo verso il cavallo. Quando lo stallone si avvide che era una cavalla, s'imbizzarr, strapp le redini, corse dalla giumenta e scapp con essa nel bosco, e l'artigiano dietro per riprendersi il cavallo. I due cavalli per galopparono tutta la notte e tutta la notte l'artigiano dovette fermarsi. Cos il giorno dopo il lavoro non procedette come prima. Quando l'artigiano vide che il lavoro non poteva essere completato, fu preso dallo jǫtunmr. Quando gli sir si avvidero chiaramente che era un bergrisi, non onorarono la loro promessa e chiamarono rr, il quale giunse immediatamente vibrando in aria il martello Mjǫllnir. In questo modo pag il compenso dell'artigiano: non col sole o la luna, e non gli concesse nemmeno di abitare nello Jǫtunheimr: col primo colpo gli frantum la testa in mille schegge e lo sprofond gi oltre il Niflheimr. NOTA
42g En Loki hafi fer haft til Svailfǿra at nǫkkvoru sar bar hann fyl. at var grtt ok hafi tta fǿtr, ok er s hestr beztr me goum ok mǫnnum. Nel frattempo Loki si era accoppiato con Svailfǿri e in seguito diede alla luce un puledro. Era grigio e aveva otto zampe: ed il miglior cavallo fra gli di e gli uomini.
42h Sv segir Vǫlusp: Cos dice la Vǫlusp:

{50}

gengu regin ǫll
rǫkstla,
ginnheilug go,
ok of at gttusk,
hverr hefi lopt allt
lvi blandit
ea tt jǫtuns
s mey gefna.

Andarono allora tutti i potenti
ai seggi del giudizio,
gli altissimi di,
e tennero consiglio:
chi avesse l'aria tutta
avvolta di sventura
e alla stirpe degli jǫtunn
dato la fanciulla di r.

NOTA
{51}

gengusk eiar,
or ok sǿri,
ml ǫll meginlig
er meal fru.
rr einn at vann,
runginn mi,
hann sjaldan sitr
er hann slkt of fregn.

Si ruppero i patti,
la parole e i voti,
tutti i giuramenti
fra loro stabiliti.
Solo rr si lev
terribile nell'ira:
non pazient un istante
quando apprese tali fatti.

       

43

[Fr Skblani]

[Skblanir]  
43a mlti Gangleri: Hvat er at segja fr Skblani er hann er beztr skipa? Hvrt er ekki skip jafngott sem hann er ea jafnmikit? Quindi parl Gangleri: Cosa c' da dire di Skblanir, che la migliore delle navi? C' qualche altra nave che la eguagli in grandezza?
43b Hr segir: Skblanir er beztr skipanna ok me mestum hagleik gerr, en Naglfari er mest skip, at er Muspell. Dvergar nǫkkvorir, synir valda, geru Skblani ok gfu Frey skipit. Hann er sv mikill at allir sir megu skipa hann me vpnum ok herbnai, ok hefir hann byr egar er segl er dregit, hvert er fara skal. En er eigi skal fara me hann s, er hann gǫrr af sv mǫrgum hlutum ok me sv mikilli list at hann m vefja saman sem dk ok hafa pung snum. Disse Hr: Skblanir la migliore delle navi ed costruita con grande arte, ma Naglfar la nave pi grande, che sta in Mspell. Alcuni nani, figli di valdi, costruirono Skblanir e la diedero a Freyr. Essa era cos grande che tutti gli sir potevano salirvi con armi e armature; e quando la vela issata, ha sempre vento propizio, ovunque debba andare. Essa fatta con materiali cos portentosi e con tale ingegno che, quando non c' bisogno di viaggiare per mare, la si pu ripiegare come un panno e metterla in una borsa.
      NOTA

44

Hr egir rii Qui rii tace
44a mlti Gangleri: Gott skip er Skblanir en allmikil fjǫlkyngi mun vi vera hǫf r sv fi gert. Hvrt hefir rr hvergi sv farit at hann hafi hitt fyrir sr sv rkt ea ramt at honum hafi ofrefli verit fyrir afls sakar ea fjǫlkyngi? Quindi parl Gangleri: Skblanir una buona nave, e una grande magia dev'essere stata impiegata per conferirle tali propriet. mai capitato a rr di trovarsi davanti a qualcosa di cos potente e forte da sovrastarlo per forza o magia?  
44b mlti Hr: Fr mar vttir mik at fr v kunni segja, en margt hefir honum harfǿrt tt. En tt sv hafi verit at nǫkkvorr hlutr hafi sv verit ramr ea sterkr at rr hafi eigi sigr fengit unnit, er eigi skylt at segja fr, fyrir v at mǫrg dǿmi eru til ess ok v eru allir skyldir at tra at rr er mtkastr. Quindi parl Hr: Bench credo siano pochi in grado di dirlo, egli ha incontrato molti ostacoli ardui da superare. Ma se vi fosse stato qualcosa di talmente potente e forte che nemmeno rr sia riuscito a vincerlo, non sarebbe necessario parlarne, poich vi sono molte prove a conforto del fatto che sia rr il pi potente, ed questo che tutti sono tenuti a credere.  
44c mlti Gangleri: Sv lzk mr sem ess hlutar mun ek yr spurt hafa er engi er til fǿrr at segja. Quindi parl Gangleri: Mi pare di avervi chiesto qualcosa di cui nessuno sia capace di parlare.  
44d mlti Jafnhr: Heyrt hǫfum vr sagt fr eim atburum er oss ykkja trligir at sannir muni vera. En hr mun sj sitja nr er vita mun sǫnn tindi af at segja, ok muntu v tra at hann mun eigi ljga n it fyrsta sinn er aldri laug fyrr. Quindi parl Jafnhr: Abbiamo udito narrare di eventi che riteniamo incredibili, ma che potrebbero tuttavia essere veri. Qui accanto siede per chi sapr raccontare la verit e tu potrai ben credere che non mentir ora, per la prima volta, chi non ha mai mentito in precedenza.  
44e mlti Gangleri: Hr mun ek standa ok hla ef nǫkkvor rlausn fr essa mls, en at ǫrum kosti kalla ek yr vera yfirkomna ef r kunni eigi at segja at er ek spyr. Quindi disse Gangleri: Star qui e ascolter i vostri discorsi, se mai riceva qualche risposta. Ma se invece non potrete replicare a ci che vi chiedo, vi dichiarer sconfitti.  
       
Hr hefr sǫgu rs ok tgaraloka Qui inizia la saga di rr e tgaraloki  
44f mlti rii: Ausnt er n at hann vill essi tindi vita tt oss ykki eigi fagrt at segja. En r er at egja. at er upphaf essa mls at Ǫkurr fr me hafra sna ok rei, ok me honum s ss er Loki er kallar. Koma eir at kveldi til eins banda ok f eir nttsta. En um kveldit tk rr hafra sna ok skar ba, eptir at vru eir flegnir ok bornir til ketils. En er soit var, settisk rr til nttverar ok eir lagsmenn. rr bau til matar me sr bandanum ok konu hans ok bǫrnum eira. Sonr ba ht jlfi, en Rǫskva dttir. lagi rr hafrstǫkurnar tar fr eldinum ok mlti at bandi ok heimamenn hans skyldu kasta hafrstǫkurnar beinunum. jlfi, son banda, helt lrlegg hafrsins ok spretti knfi snum ok braut til mergjar. rr dvalisk ar of nttina, en ttu fyrir dag st hann upp ok klddi sik, tk hamarinn Mjǫlni ok br upp ok vgi hafrstǫkurnar. Stu upp hafrarnir ok var annarr haltr eptra fǿti. at fann rr ok tali at bandinn ea hans hjn mundi eigi skynsamliga hafa farit me beinum hafrsins. Kennir hann at brotinn var lrleggrinn. Allora parl rii: Ora chiaro che costui vuole conoscere questa vicenda, nonostante sia sgradita da raccontare. Ora per dovrai tacere. Questa storia inizi quando Ǫkurr part con i suoi caproni e il suo carro, e insieme a lui c'era l'ss chiamato Loki. All'imbrunire essi giunsero alla casa di un fattore e ricevettero alloggio per la notte. Nel corso della serata, rr prese i suoi caproni e li uccise entrambi, dopodich vennero scuoiati e arrostiti nel calderone. Quando furono cotti, rr sedette a cena con i compagni e invit a mangiare anche il fattore, sua moglie e i loro figli. Il figlio del fattore si chiamava jlfi, e la figlia Rǫskva. rr mise le pelli dei caproni lontani dal fuoco e disse al fattore e ai suoi servi di gettarvi sopra le ossa. jlfi, figlio del fattore, si tenne per il femore di uno dei caproni, che incise col suo coltello e spezz per estrarne il midollo. rr si ferm l per la notte, ma quando giunse tta, prima del giorno, si alz, si vest e prese il martello Mjǫllnir, lo fece roteare e benedisse le pelli dei caproni. Gli animali allora si alzarono, ma uno di essi era zoppo a una delle zampe posteriori. rr lo not e disse che il fattore o un suo servo non erano stati attenti con le ossa del caprone. Se ne accorgeva poich l'osso della coscia era rotto. NOTA
44g

Eigi arf langt fr v at segja, vita megu at allir hversu hrddr bandinn mundi vera er hann s at rr lt sga brnnar ofan fyrir augun, en at er s augnanna, hugisk hann falla mundu fyrir sjninni einni samt. Hann heri hendrnar at hamarskaptinu sv at hvtnuu knarnir, en bandinn geri sem vn var ok ǫll hjnin, kǫlluu kafliga, bu sr friar, buu at fyrir kvmi allt at er au ttu. En er hann s hrzlu eira, gekk af honum mrinn ok sefaisk hann ok tk af eim stt bǫrn eira, jlfa ok Rǫsku, ok gerusk au skyldir jnustumenn rs ok fylgja au honum jafnan san.

Non occorre parlarne a lungo: tutti possono immaginare quanto spaventato potesse essere il fattore quando vide che rr aggrottava le sopracciglia sopra gli occhi e, quando intravide quegli occhi, riusc solamente a cadere bocconi davanti al suo sguardo. rr serr le mani attorno al martello con tanta forza che le nocche imbiancarono. Il fattore e tutto il suo seguito fecero allora ci che c'era da aspettarsi: implorarono misericordia a gran voce, e offrirono come ricompensa tutto quello che avevano. Quando rr vide il loro terrore, la furia lo abbandon; si plac e come compenso prese con s i figli [del fattore], jalfi e Rǫskva, i quali divennero i suoi servitori e da allora lo seguono sempre.  
       
45 [Fr skiptum rs ok Skrmis] [L'incontro fra rr e Skrmir]  
45a Lt hann ar eptir hafra ok byrjai ferina austr Jǫtunheima ok allt til hafsins, ok fr hann t yfir hafit at it djpa. En er hann kom til lands, gekk hann upp ok me honum Loki ok jlfi ok Rǫskva. rr si lasci i caproni alle spalle e cominci il suo viaggio a est, verso lo Jǫtunnheimr e dritto fino al mare, del quale attravers le profondit. Giunto a terra, con lui approdarono Loki, jalfi e Rǫskva.  
45b er au hǫfu ltla hr gengit, var fyrir eim mǫrk str. Gengu au ann dag allan til myrkrs. jlfi var allra manna fthvatastr. Hann bar kl rs, en til vista var eigi gott. Dopo che ebbero camminato per un poco, si trovarono davanti una grande foresta e proseguirono per tutto il giorno fino all'imbrunire. jalfi di tutti gli uomini era il pi lesto. Egli portava la borsa di rr, ma dentro non c'era nulla di buono da mangiare.  
45c er myrkt var orit, leituu eir sr til nttstaar ok fundu fyrir sr skla nǫkkvorn mjǫk mikinn. Vru dyrr enda ok jafnbreiar sklanum. ar leituu eir sr nttbls. En of mija ntt var landskjlpti mikill, gekk jǫrin undir eim skykkjum ok skalf hsit. st rr upp ok ht lagsmenn sna ok leituusk fyrir ok fundu afhs til hǿgri handar mijum sklanum ok gengu anneg. Settisk rr dyrnar, en ǫnnur au vru innar fr honum ok vru au hrdd, en rr helt hamarskaptinu ok hugi at verja sik. heyru au ym mikinn ok gn. Quando arriv il buio, cercarono un riparo per la notte e si trovarono davanti a un rifugio piuttosto grande. Vi era una porta a un'estremit, larga quanto l'intera costruzione, e l essi stabilirono il loro alloggio notturno. Attorno a mezzanotte vi fu per un gran terremoto. La terra sotto di loro trem con violenza e la casa si scosse. rr allora si lev in piedi e chiam i suoi compagni. Avanzarono nel buio e, in mezzo al salone, sulla destra, trovarono una camera laterale, dove entrarono. rr ristette sulla porta, mentre gli altri si rifugiarono all'interno, dietro di lui. Erano terrorizzati, ma rr impugnava il martello, pronto a difendersi. Allora udirono un forte gemito, quindi un frastuono.  
45d En er kom at dagan, gekk rr t ok sr hvar l mar skamt fr honum skginum, ok var s eigi ltill. Hann svaf ok hraut sterkliga. ttisk rr skilja hvat ltum verit hafi of nttina. Hann spennir sik megingjǫrum ok x honum smegin, en v vaknar s mar ok st skjtt upp. En er sagt at r var bilt einu sinni at sl hann me hamrinum, ok spuri hann at nafni, en s nefndisk Skrmir, en eigi arf ek, sagi hann, at spyrja ik at nafni. Kenni ek at ert sarr. En hvrt hefir dregit braut hanzka minn? Quando si fece giorno, rr and fuori e vide che nella foresta, non molto lontano, c'era un uomo, non certo piccolo, che dormiva e russava sonoramente. rr quindi pot comprendere quale fosse il rumore che avevano udito durante la notte. Si cinse la cintura della forza e crebbe in lui l'smegin. In quel mentre l'uomo si dest e si alz subito in piedi. Fu allora, si dice, che per la prima volta a rr manc il coraggio di colpire col martello. Gli chiese dunque il suo nome e quello disse di chiamarsi Skrmir. Io invece non ho bisogno, disse, di chiedere il tuo. So che tu sei sarr. Ma perch hai portato via il mio guanto? NOTA
45e Seildisk Skrmir til ok tk upp hanzka sinn. Sr rr at at hafi hann haft of nttina fyrir skla, en afhsit, at var umlungrinn hanzkans. Skrmir allung la mano e si riprese il guanto. rr si accorse allora che cosa avesse usato come rifugio durante la notte: la stanza laterale era il pollice del guanto.  
45f Skrmir spuri ef rr vildi hafa fǫruneyti hans, en rr jtti v. tk Skrmir ok leysti nest bagga sinn ok bjsk til at eta dǫgur, en rr ǫrum sta ok hans flagar. Skrmir bau at eir legi mǫtuneyti sitt, en rr jtti v. batt Skrmir nest eira allt einn bagga ok lagi bak sr. Hann gekk fyrir of daginn ok steig heldr strum. En san at kveldi leitai Skrmir eim nttstaar undir eik nǫkkvorri mikilli. mlti Skrmir til rs at hann vill leggjask nir at sofna, en r taki nestbaggann ok bi til ntturar yr. Skrmir chiese se rr desiderasse la sua compagnia, e rr disse di s. Skrmir prese allora il proprio tascapane, lo apr e si apprest a fare colazione, mentre rr si post altrove insieme ai suoi compagni. Skrmir propose quindi di condividere le provviste e rr acconsent. Allora Skrmir mise insieme tutto il cibo in un'unica borsa e se lo caric in spalla. S'incammin davanti a loro e procedette per tutto il giorno a grandi passi. Quando fu tarda sera, Skrmir trov un riparo per la notte sotto una grande quercia e disse a rr che intendeva sdraiarsi e dormire, ma voi prendete il tascapane e preparatevi la cena.  
45g v nst sofnar Skrmir ok hraut fast, en rr tk nestbaggann ok skal leysa. En sv er at segja, sem trligt mun ykkja, at engi knt fekk hann leyst ok engi larendann hreyft sv at vri lausari en r. Ok er hann sr at etta verk m eigi ntask var hann reir, greip hamarinn Mjǫlni tveim hǫndum ok steig fram ǫrum fǿti at ar er Skrmir l ok lstr hǫfu honum. En Skrmir vaknar ok spyrr hvrt laufsbla nakkvat felli hǫfu honum, ea hvrt eir hefi matazk ok s bnir til rekna. rr segir at eir munu sofa ganga. Ganga au undir ara eik. Er at r satt at segja at ekki var ttalaust at sofa. Skrmir si mise a dormire e a russare forte, mentre rr prendeva il tascapane e faceva per aprirlo. E sembrer una cosa incredibile da raccontarsi: [rr] non riusc a sciogliere alcun nodo, n ad allentare, seppur di poco, i capi delle corde. Quando vide che i suoi sforzi erano inutili, divenne furioso, afferr a due mani il martello Mjǫllnir, and a grandi passi nel posto dove giaceva Skrmir e lo colp al capo. Skrmir si svegli e domand se una foglia gli fosse caduta sulla testa, poi chiese loro se avessero mangiato e fossero pronti per riposare. rr rispose che stavano giusto per andare a dormire. Essi andarono sotto un'altra quercia ed giusto dirti che tutti erano troppo spaventati per dormire.  
45h En at miri ntt heyrir rr at Skrmir hrtr ok sefr fast, sv at dunar skginum. stendr hann upp ok gengr til hans, reiir hamarinn ttt ok hart ok lstr ofan mijan hvirfil honum. Hann kennir at hamarsmurinn skkr djpt hǫfuit. En v bili vaknar Skrmir ok mlti: Hvat er n, fell akarn nǫkkvot hǫfu mr? Ea hvat er ttt um ik, rr? A mezzanotte rr ud che Skrmir russava e dormiva profondamente, facendo rintronare la foresta. Allora si alz, si rec da lui, sollev in alto il martello e lo abbatt con forza nel mezzo del suo cranio, vedendolo affondare profondamente nella testa. In quel momento Skrmir si svegli e chiese: E ora cosa c'? Mi caduta una ghianda sulla testa? Cosa succede, rr?  
45i En rr gekk aptr skyndiliga ok svarar at hann var nvaknar, sagi at var mi ntt ok enn vri ml at sofa. hugsai rr at ef hann kvmi sv fǿri at sl hann it rija hǫgg, at aldri skyldi hann sj sik san; liggr n ok gtir ef Skrmir sofnai fast. rr arretr rapidamente; rispose che si era appena svegliato, disse che era mezzanotte e che era tempo di dormire. rr pensava che se fosse riuscito a sferrare al gigante un terzo colpo, quello non si sarebbe mai pi visto; quindi sedette, attento che Skrmir riprendesse a dormire profondamente.  
45j

En litlu fyrir dagan, hann heyrir at Skrmir mun sofnat hafa, stendr upp ok hleypr at honum, reiir hamarinn af ǫllu afli ok lstr unnvangann ann er upp vissi. Skkr hamarrinn upp at skaptinu, en Skrmir settisk upp ok strauk of vangann ok mlti: Hvrt munu foglar nǫkkvorir sitja trnu yfir mr? Mik grunar er ek vaknaa at tros nǫkkvot af kvistunum felli hǫfu mr. Hvrt vakir , rr? Ml mun vera upp at standa ok klask, en ekki eigu r n langa lei fram til borgarinnar er kallat er tgarr. Heyrt hefi ek at r hafi kvisat milli yvar at ek vra ekki ltill mar vexti, en sj skulu r ar stǿrri menn ef r komi tgar. N mun ek ra yr heilri: lti r eigi strliga yfir yr. Ekki munu hirmenn tgaraloka vel ola vlkum kǫgursveinum kǫpuryri. En at ǫrum kosti hverfi aptr, ok ann tla ek yr betra af at taka. En ef r vili fram fara, stefni r austr, en ek n norr lei til fjalla essa er n munu r sj mega.

Poco prima del giorno sent che Skrmir si era addormentato, quindi si alz, balz su di lui, sollev il martello e con tutta la forza colp la tempia rivolta verso l'alto. Questa volta il martello sprofond fino al manico, ma Skrmir si alz e si sfreg le guance chiedendo: Qualche uccello era per caso appollaiato sull'albero sopra di me? Mi parso, mentre mi svegliavo, che qualche frasca mi cadesse in testa. Tu sei sveglio, rr? ora di di alzarsi e di vestirsi. Non vi resta ancora molto per arrivare alla rocca chiamata tgarr. Vi ho sentito mormorare tra voi che io non sarei un uomo di piccola levatura, ma se arriverete a tgarr, vedrete uomini ancora pi grandi. E ora vi do un consiglio assennato: non comportatevi in modo arrogante, poich gli hirmenn di tgaraloki non accettano facilmente le beffe di piccoletti come voi. Oppure tornate indietro e penso che sarebbe la cosa migliore da fare. Se per volete andare avanti, allora dirigetevi a est. Io invece ora vado a nord, verso i monti che potete scorgere laggi. NOTA
45k Tekr Skrmir nestbaggann ok kastar bak sr ok snr vers braut skginn fr eim, ok eigi er ess getit at sirnir bi heila hittask. Skrmir prese il tascapane, se lo gett sulla schiena, andandosene via per la foresta e si suppone che in quel momento gli sir non gli augurassero certo buona fortuna. NOTA
       
46 Fr rttum rs ok flaga hans [Le imprese di rr e dei suoi compagni]  
46a rr fr fram lei ok eir flagar ok gekk fram til mis dags. s eir borg standa vǫllum nǫkkvorum ok settu hnakkann bak sr aptr r eir fengu st yfir upp, ganga til borgarinnar ok var grind fyrir borghliinu ok lokin aptr. rr gekk grindina ok fekk eigi upp lokit, en er eir reyttu at komask borgina smugu eir milli spalanna ok kmu sv inn, s hǫll mikla ok gengu annig. Var hurin opin. gengu eir inn ok s ar marga menn tv bekki ok flesta ǿrit stra. v nst koma eir fyrir konunginn, tgaraloka, ok kvǫddu hann, en hann leit seint til eira ok glotti um tǫnn ok mlti: Seint er um langan veg at spyrja tinda. Ea er annan veg en ek hygg, at essi sveinstauli s Ǫkurr? En meiri muntu vera en mr lzk . Ea hvat rtta er at er r flagar ykkisk vera vi bnir? Engi skal hr vera me oss s er eigi kunni nǫkkurs konar list ea kunnandi um fram flesta menn. rr prese la sua strada coi compagni e prosegu fino a mezzogiorno. Allora essi videro una rocca che sorgeva in mezzo a una pianura e dovettero inarcare il collo fino alla schiena prima di riuscire a scorgerne la sommit. Giunsero fino alla rocca, davanti alle porte, che erano chiuse da un cancello. rr and al cancello ma non riusc ad aprirlo. Decisi a penetrare nella rocca, essi strisciarono fra le sbarre e cos riuscirono a passare. Trovarono allora una grande hǫll, dove entrarono, poich la porta era aperta. Si addentrarono e videro molti uomini seduti su due panche, molti dei quali erano davvero enormi. Giunsero infine davanti al re tgaraloki e lo salutarono. Egli volse lentamente lo sguardo su di loro, sogghign mostrando i denti e disse: tardi per chiedere notizie a chi ha percorso una lunga via. Ma mi sbaglio o questo giovanotto Ǫkurr? Immagino tu sia migliore di quanto non mi sembri. Per quali prove tu e i tuoi compagni pensate di esser pronti? Non rester in mezzo a noi chi non conosce un'arte di qualche tipo o sia pi abile della maggioranza degli uomini.  
46b

segir s er sarst gekk, er Loki heitir: Kann ek rtt er ek em albinn at reyna, at engi er hr s inni er skjtara skal eta mat sinn en ek.

Quindi parl quello che veniva per ultimo, che si chiamava Loki: Io posseggo quest'abilit, che sono disposto a mettere alla prova: nessuno qui pu mangiare cibo pi velocemente di me.  
46c svarar tgaraloki: rtt er at ef efnir, ok freista skal essar rttar, kallai tar bekkinn at s er Logi heitir skal ganga glf fram ok freista sn mti Loka. Rispose tgaraloki: Sar un'abilit se riuscirai a dimostrarla, mettendola alla prova. Chiam dall'altra estremit della panca un tale chiamato Logi, affinch avanzasse nella sala e si misurasse con Loki.  
46d var tekit trog eitt ok borit inn hallarglfit ok fyllt af sltri. Settisk Loki at ǫrum enda en Logi at ǫrum, ok t hvrtveggi sem tast ok mǿttusk miju troginu. Hafi Loki etit sltr allt af beinum, en Logi hafi ok etit sltr allt ok beinin me ok sv trogit, ok sndisk n ǫllum sem Loki hefi ltit leikinn. Venne allora preso un trogolo, fu posto sul pavimento della sala e riempito di carne. Loki sedette a un capo e Logi all'altro; ciascuno mangi pi veloce che poteva e s'incontrarono nel mezzo del trogolo. Mentre per Loki aveva mangiato tutta la carne fino alle ossa, Logi aveva mangiato la carne e anche le ossa e perfino il trogolo. Parve quindi a tutti che Loki avesse perso la sfida.  
46e spyrr tgaraloki hvat s hinn ungi mar kunni leika, en jlfi segir at hann mun freista at renna skei nǫkkvor vi einhvern ann er tgaraloki fr til. Hann segir, tgaraloki, at etta er g rtt ok kallar ess meiri vn at hann s vel at sr binn of skjtleikinn ef hann skal essa rtt inna, en ltr hann skjtt essa skulu freista. Stendr upp tgaraloki ok gengr t, ok var ar gott skei at renna eptir slttum velli. kallar tgaraloki til sn sveinstaula nǫkkvorn, er nefndr er Hugi, ok ba hann renna kǫpp vi jlfa. taka eir it fyrsta skei, ok er Hugi v framar at hann snsk aptr mti honum at skeisenda. tgaraloki chiese allora cosa fosse in grado di fare il giovane e jlfi disse che si sarebbe impegnato a gareggiare nella corsa con chiunque tgaraloki avesse scelto. Allora tgaraloki disse che si trattava di una bella idea e che da lui si aspettava che fosse dotato di una buona velocit, sempre che fosse in grado di dimostrarlo, e volle subito predisporre la prova. Perci tgaraloki si alz e usc. Fuori c'era un buon posto per correre, lungo una zona pianeggiante. Chiam allora un giovane chiamato Hugi e gli chiese di gareggiare con jlfi. Essi fecero la prima corsa e Hugi era cos avanti che, giunto al traguardo, si volt indietro, in direzione [di jlfi].  
46f mlti tgaraloki: urfa muntu, jlfi, at leggja ik meir fram ef skalt vinna leikinn, en er at satt at ekki hafa hr komit eir menn er mr ykkir fthvatari en sv. Quindi parl tgaraloki: Bisogner, jlfi, che ti sforzi maggiormente se vuoi vincere la gara. tuttavia vero che qui non mai giunto nessuno che corresse pi veloce di cos.  
46g taka eir aptr annat skei, ok er Hugi er kominn til skeisenda ok hann snsk aptr, var langt klfskot til jlfa. Fecero un'altra gara e quando Hugi era arrivato al traguardo e si era voltato indietro, lo separava ancora un lungo tiro d'arco da jlfi.  
46h mlti tgaraloki: Vel ykki mr jlfi renna skeiit, en eigi tri ek honum n at hann vinni leikinn. En n mun reyna er eir renna it rija skeiit. Parl quindi tgaraloki: Mi sembra che jlfi abbia corso bene, ma non credo abbia vinto la gara. Questo per verr deciso ora, correndo il terzo giro.  
46i taka eir enn skei, en er Hugi er kominn til skeisenda ok snsk aptr, ok er jlfi eigi kominn mitt skeiit. segja allir at reynt er um enna leik. Fecero quindi una terza gara, ma quando Hugi arriv al traguardo e si volt, jlfi non era ancora giunto a met del percorso. Tutti dissero quindi che la gara aveva avuto il suo esito.  
46j spyrr tgaraloki r hvat eira rtta mun vera er hann muni vilja birta fyrir eim, sv miklar sǫgur sem menn hafa gǫrt um strvirki hans. mlti rr at helzt vill hann at taka til at reyta drykkju vi einhvern mann. tgaraloki chiese dunque a rr in quali prove avesse voluto misurarsi davanti a loro, dato che gli uomini avevano narrato grandi saghe sulla sua potenza. rr disse che pi di tutto gli sarebbe piaciuto cimentarsi in una gara di bevute con chiunque.  
46k tgaraloki segir at at m vel vera ok gengr inn hǫllina ok kallar skutilsvein sinn, bir at hann taki vtishorn at er hirmenn eru vanir at drekka af. v nst kemr fram skutilsveinn me horninu ok fr r hǫnd. tgaraloki disse che poteva farlo senza problemi. Si rec nella hǫll, chiam il suo coppiere e gli ordin di prendere il vtishorn da cui solitamente bevevano i suoi hirmenn. Il coppiere torn subito dopo col corno e lo diede in mano a rr. NOTA
46l mlti tgaraloki: Af horni essu ykkir vel drukkit ef einum drykk gengr af, en sumir menn drekka af tveim drykkjum. En engi er sv ltill drykkjumar at eigi gangi af rimr. Disse quindi tgaraloki: Riteniamo che una buona bevuta da questo corno significhi vuotarlo in un sol sorso. Ad alcuni occorrono due sorsi, ma nessun bevitore cos scarso da seccarlo in tre.  
46m rr ltr hornit ok snisk ekki mikit, ok er heldr langt. En hann er mjǫk yrstr, tekr at drekka ok svelgr allstrum ok hyggr at eigi skal urfa at lta optar at sinni hornit. En er hann raut eyrindit ok hann laut r horninu ok sr hvat lei drykkinum, ok lzk honum sv sem allltill munr mun vera at n s lgra horninu en r. rr guard il corno: non gli parve grande, anche se era piuttosto lungo. Aveva molta sete, quindi si mise a bere con gran foga e pens che non avrebbe avuto bisogno di calare il corno a s pi di una volta. Quando per il fiato gli venne meno, abbass il corno e guard quanto avesse bevuto: gli parve che il  livello fosse calato pochissimo rispetto a prima.  
46n mlti tgaraloki: Vel er drukkit ok eigi til mikit. Eigi mundak tra ef mr vri sagt fr at sarr mundi eigi meira drykk drekka, en veit ek at munt vilja drekka af ǫrum drykk. Allora disse tgaraloki: Una buona bevuta, ma non certo sostanziosa. Non avrei mai creduto, se me l'avessero detto, che sarr non potesse tracannare un sorso pi lungo. So tuttavia che vorrai vuotare [il corno] con una seconda bevuta.  
46o rr svarar ngu, setr hornit munn sr ok hyggr n at hann skal drekka meira drykk ok reytir drykkjuna sem honum vansk til eyrindi, ok sr enn at stikillinn hornsins vill ekki upp sv mjǫk sem honum lkar. Ok er hann tk hornit af munni sr ok sr , lzk honum n sv sem minna hafi orrit en inu fyrra sinni. Er n gott berandi bor horninu. rr non rispose, port il corno alla bocca; pens di dover tracannare un'abbondante sorsata e si sforz di bere finch non gli manc il respiro. Si accorse per che la punta del corno non si sollevava tanto quanto egli credeva. Quando stacc il corno dalle labbra e vi guard dentro, gli parve che il liquido fosse sceso ancor meno della prima volta, ma abbastanza da poter agitare [il corno] senza spanderlo.  
46p mlti tgaraloki: Hvat er n, rr? Muntu n eigi sparask til eins drykkjar meira en r mun hagr vera? Sv lzk mr, ef skalt n drekka af horninu hinn rija drykkinn sem essi mun mestr tlar. En ekki muntu mega hr me oss heita sv mikill mar sem sir kalla ik, ef gerir eigi meira af r um ara leika en mr lzk sem um enna mun vera. Quindi disse tgaraloki: Che c' ora, rr? Non vorrai risparmiarti per un'unica grande bevuta di cui pensi di essere capace? Se berrai un terzo sorso, credo converrai che dovr essere il pi profondo. Ma non potrai essere chiamato da noi un uomo valente, cos come ti ritengono gli sir, se non darai miglior prova di te stesso in altre imprese pi di quanto non risulti da questa.  
46q var rr reir, setr hornit munn sr ok drekkr sem kafligast m hann ok rtr sem lengst at drykknum. En er hann s hornit, hafi n helzt nǫkkut munr fengizk. Ok br hann upp hornit ok vill eigi drekka meira. rr allora divenne furioso, port il corno alla bocca e bevve quanto pi smisuratamente pot, sostenendo la bevuta per tantissimo tempo. Quando guard dentro il corno, vide che almeno era riuscito a ottenere una certa differenza. Allontan quindi il corno e non volle pi bere.  
46r mlti tgaraloki: Aust er n at mttr inn er ekki sv mikill sem vr hugum. En viltu freista um fleiri leika? Sj m n at ekki ntir hr af. Disse quindi tgaraloki: ora piuttosto evidente che la tua forza non cos grande come pensavamo. Vuoi affrontare qualche altra prova? Sembra chiaro che non ne otterrai alcun vantaggio.  
46s rr svarar: Freista m ek enn of nǫkkura leika. En undarliga mundi mr ykkja, er ek var heima me sum, ef vlkir drykkir vri sv litlir kallair. En hvat leik vili r n bja mr? Rispose rr: Io posso affrontare grandi sfide. Avrei comunque trovato strano, quand'ero a casa con gli sir, se simili bevute fossero ritenute piccole. Quale prova vuoi ora propormi?  
46t mlti tgaraloki: at gera hr ungir sveinar, er ltit mark mun at ykkja, at hefja upp af jǫru kǫtt minn. En eigi mundak kunna at mla vlkt vi sar ef ek hefa eigi st fyrr at ert miklu minni fyrir r en ek huga. Disse tgaraloki: Una cosa che qui fanno i giovani e che sembrer di ben poco conto: sollevare da terra il mio gatto. Non avrei certo proposto una cosa simile ad sarr, se prima non avessi visto che vali molto meno di quanto pensassi.  
46u v nst hljp fram kǫttr einn grr hallarglfit ok heldr mikill, en rr gekk til ok tk hendi sinni nir undir mijan kviinn ok lypti upp, en kǫttrinn beygi kenginn sv sem rr rtti upp hǫndina. En er rr seildisk sv langt upp sem hann mtti lengst, ltti kǫttrinn einum fǿti, ok fr rr eigi framit enna leik. Allora balz in mezzo alla sala un gatto grigio, piuttosto grosso. rr gli and vicino, gli mise la mano sotto la pancia e lo sollev. Ma tanto rr sollevava la mano, tanto il gatto inarcava la schiena. E quando rr ebbe rizzato il braccio pi in alto che poteva, il gatto aveva alzato solo una zampa e rr non riusc a ottenere un maggiore successo in questa prova.  
46v mlti tgaraloki: Sv fr essi leikr sem mik vari. Kǫttrinn er heldr mikill, en rr er lgr ok ltill hj strmenni v sem hr er me oss. Quindi parl tgaraloki: Questa prova andata come avevo previsto. Il gatto piuttosto grosso, mentre rr debole e piccolo in confronto ai grandi uomini che sono qui con noi.  
46w mlti rr: Sv ltinn sem r kalli mik, gangi n til einnhverr ok fisk vi mik! N em ek reir! Quindi disse rr: Per quanto tu mi chiami piccolo, venga avanti qualcuno e combatta con me! Ora sono furioso!  
46x svarar tgaraloki ok litask um bekkina ok mlti: Eigi s ek ann mann hr inni er eigi mun ltilri ykkja at fsk vi ik. Ok enn mlti hann: Sjm fyrst. Kalli mr hingat kerlinguna fstru mna, Elli, ok fisk rr vi hana ef hann vill. Fellt hefir hon menn er mr hafa litizk eigi sterkligri en rr er. tgaraloki guard fra le panche e comment: Non vedo qui chi non possa ritenere cosa da nulla un combattimento con te. Disse ancora: Ma vediamo; chiamate Elli, la mia vecchia levatrice, e rr combatta con lei, se vuole. Ella ha abbattuto uomini che non mi sono sembrati meno forti di quanto sia rr.  
46y v nst gekk hǫllina kerling ein gǫmul. mlti tgaraloki at hon skal taka fang vi sar. Ekki er langt um at gera. Sv fr fang at at v harara er rr knisk at fanginu, v fastara st hon. tk kerling at leita til braga, ok var rr lauss ftum, ok vru r sviptingar allharar ok eigi lengi r en rr fell kn ǫrum fǿti. Entr quindi nella sala una vecchia donna. tgaraloki le disse che doveva battersi con sarr. Non c' bisogno di dilungarsi: nello scontro, quanta pi forza usava rr, tanto pi ella resisteva. Poi la vecchia cominci a reagire, rr perse l'equilibrio e la lotta si fece violenta. Dopo non molto rr cadde su un ginocchio.  
46z gekk til tgaraloki, ba au htta fanginu ok sagi sv at rr mundi eigi urfa at bja fleirum mǫnnum fang hans hǫll. Var ok liit ntt. Vsai tgaraloki r ok eim flǫgum til stis ok dveljask ar nttlangt gum fagnai. Si fece allora avanti tgaraloki; impose loro di cessare lo scontro e disse che rr non avrebbe pi dovuto sforzarsi di combattere contro altri uomini della sua hǫll. Cos fu e giunse la notte. tgaraloki offr a rr e ai suoi compagni un posto e trascorsero la notte con gran tranquillit.  
       
47

Skilnar rs ok tgara-Loka

[La separazione di rr e tgaraloki]  
47a En at morgni egar dagai stendr rr upp ok eir flagar, kla sik ok eru bnir braut at ganga. kom ar tgaraloki ok lt setja eim bor. Skorti eigi gan fagna, mat ok drykk. En er eir hafa matazk, snask eir til ferar. tgaraloki fylgir eim t, gengr me eim braut r borginni. En at skilnai mlti tgaraloki til rs ok spyrr hvernig honum ykkir fer sn orin ea hvrt hann hefir hitt rkara mann nǫkkvorn en sik. rr segir at eigi mun hann at segja at eigi hafi hann mikla sǿm farit eira viskiptum, en veit ek at r munu kalla mik ltinn mann fyrir mr, ok uni ek v illa. Il mattino seguente, mentre albeggiava, rr si alz insieme ai suoi compagni, si vestirono e si prepararono a partire. Venne allora tgaraloki e fece imbandire per loro un tavolo. Non mancarono buona ospitalit, cibo e bevande, ma quando ebbero mangiato, si misero comunque in viaggio. tgaraloki li accompagn fuori, seguendoli a lungo fuori della fortezza e, al momento di separarsi, si rivolse a rr e gli chiese come pensasse fosse andato il suo viaggio e se avesse incontrato qualcuno pi forte di lui. rr rispose che non poteva negare di aver subito un grande disonore durante il loro incontro. So che dirai che sono uomo di poco conto e me ne dispiaccio.  
47b mlti tgaraloki: N skal segja r it sanna er ert t kominn r borginni, at ef ek lifi ok megak ra skaltu aldri optar hana koma. Ok at veit tra mn at aldri hefir hana komit, ef ek hefa vitat r at hefir sv mikinn krapt me r, ok hafir sv nr haft oss mikilli fǿru. Parl quindi tgaraloki: Ti dir la verit, ora che sei uscito dalla fortezza, e se vivr e vi avr potere, tu non dovrai pi entrarvi. In fede mia, non ci saresti mai entrato, se io avessi saputo prima che fossi dotato di tanta forza e che avresti potuto metterci in cos grave pericolo.  
47c En sjnhverfingar hefi ek gert r, sv at fyrsta sinn er ek fann ik skginum, kom ek til fundar vi yr. Ok er skyldir leysa nestbaggann, hafak bundit me grsjrni, en fant eigi hvar upp skyldi lka. En v nst laust mik me hamrinum rj hǫgg, ok var it fyrsta minzt, ok var sv mikit at mr mundi endask til bana ef hefi komit. En ar er stt hj hǫll minni setberg ok ar sttu ofan rj dali ferskeytta ok einn djpastan, ar vru hamarspor n. Setberginu br ek fyrir hǫggin, en eigi stt at. Sappi che ti ho illuso con sjnhverfingar fin dal primo incontro nella foresta, allorch giunsi a ricevervi. Quando tu facesti per aprire il tascapane, io l'avevo legato con un fil di ferro incantato e tu non trovasti il capo per slegarlo. Poi mi hai sferrato tre colpi col martello e il primo, il pi debole, era comunque talmente possente che avrebbe potuto uccidermi, se fosse arrivato a segno. Quando hai visto vicino alla mia hǫll un monte appiattito, con tre valli quadrate in cima, una delle quali assai profonda, ebbene, quelli erano i segni del tuo martello. Ho spostato io il monte piatto per parare il colpo, ma tu non te ne sei accorto. NOTA
47d Sv var ok of leikana er reyttu vi hirmenn mna. var at it fyrsta er Loki geri, hann var mjǫk soltinn ok t ttt. En s er Logi heitir, at var villieldr, ok brenndi hann eigi seinna trogit en sltrit. Cos stato anche per le prove che hai sostenuto contro i miei hirmenn. Il primo a gareggiare stato Loki. Era molto affamato e ha mangiato voracemente, ma colui che si chiama Logi era vilieldr, [il fuoco selvaggio], e ha bruciato il trogolo non pi lentamente della carne. NOTA
47e En er jlfi reytti rsina vi ann er Hugi ht, at var hugr minn, ok var jlfa eigi vnt at reyta skjtfǿri hans. Quando jalfi ha gareggiato con colui che si chiama Hugi, quello era il mio hugr, il pensiero, e non potevamo certo aspettarci che jalfi potesse misurarsi in velocit con esso. NOTA
47f En er drakt af horninu ok tti r seint la, en at veit tra mn at var at undr er ek munda eigi tra at vera mtti. Annarr endir hornsins var t hafi, en at sttu eigi. En n er kemr til sjvarins, muntu sj mega hvern ur hefir drukkit snum. Quando poi tu hai bevuto dal corno e ti sembrava di progredire lentamente, in fede mia, quello stato un prodigio che non avrei mai creduto potesse accadere. L'estremit del corno arrivava fino all'oceano, ma tu non te n'eri accorto. Quando arriverai al mare potrai vedere quanto l'hai abbassato bevendolo.  
47g at eru n fjǫrur kallaar. E questo ci che ora viene chiamato bassa marea. NOTA
47h Ok enn mlti hann: Eigi tti mr hitt minna vera vert er lyptir upp kettinum, ok r satt at segja hrddusk allir eir er s er lyptir af jǫru einum fǿtinum. En s kǫttr var eigi sem r sndisk: at var Migarsormr, er liggr um lǫnd ǫll, ok vansk honum varliga lengin til at jǫrina tǿki sporr ok hǫfu, ok sv langt seildisk upp at skamt var til himins. Disse egli ancora: N mi sembrato meno stupefacente quando hai sollevato il gatto, e invero ti dico che tutti si sono spaventati quando gli hai fatto staccare una zampa da terra. Quel gatto non era ci che appariva: era il Migarsormr, che circonda tutto il mondo, ma la sua lunghezza basta appena per tenergli a terra la coda e la testa; e tu hai allungato tanto il braccio che poco mancava al cielo.  
47i En hitt var ok mikit undr um fangit er sttt sv lengi vi ok felt eigi meir en kn ǫrum fǿti er fekzk vi Elli, fyrir v at engi hefir s orit ok engi mun vera ef sv gamall er at elli br, at eigi komi ellin ǫllum til falls. stato un grande prodigio anche la lotta che tu hai sostenuto tanto a lungo, senza cedere se non con un solo ginocchio, quando hai combattuto contro Elli, poich nessuno mai riuscito e mai riuscir a non crollare quando giunge la vecchiaia, se diviene abbastanza anziano da incontrarla. NOTA
47j Ok er n at satt at segja at vr munum skiljask, ok mun betr hvrratveggju handar at r komi eigi optar mik at hitta. Ek mun enn annat sinn verja borg mna me vlkum vlum ea ǫrum, sv at ekki vald munu r mr f. E ora bisogna proprio dire che dobbiamo separarci e sar meglio per entrambe le parti che tu non venga ancora a cercarmi. La prossima volta difender la mia fortezza con questi o altri artifici, in modo tale che non possiate avere potere su di me.  
47k En er rr heyri essa tǫlu greip hann til hamarsins ok bregr lopt, en er hann skal fram reia sr hann ar hvergi tgaraloka. Ok snsk hann aptr til borgarinnar ok tlask fyrir at brjta borgina. sr hann ar vǫllu va ok fagra en nga borg. Snsk hann aptr ok f[er]r lei sna til ess er hann kom aptr rvanga. En at er satt at segja at hafi hann rit fyrir sr at leita til ef saman mtti bera fundi eira Migarsorms, sem san var. All'udire queste parole, rr afferr il martello e lo sollev in aria, ma quando fece per lanciarlo non vide pi tgaraloki. Torn alla fortezza, deciso a ridurla in pezzi, ma al suo posto vide solo una vasta e bella pianura e nessuna cittadella. Si volt dunque indietro e se ne and per la sua strada, fino a quando non torn a rvangar. A dire il vero egli decise in cuor suo di affrontare ancora il Migarsormr, e cos in seguito avvenne.  
  N tla ek engan kunna r sannara at segja fr essi fer rs. Io ritengo che nessuno possa ora raccontarti pi fedelmente questo viaggio di rr.  
       
48 Hr segir fr v er rr fr at draga Migarsorminn Qui si narra di quando rr and a pescare il Migarsormr  
48a mlti Gangleri: Allmikill er fyrir sr tgaraloki, en me vlum ok fjǫlkyngi ferr hann mjǫk. En at m sj at hann er mikill fyrir sr at hann tti hirmenn er mikinn mtt hafa. Ea hvrt hefir rr ekki essa hefnt? Quindi parl Gangleri: tgaraloki davvero potente ed molto versato in astuzia e magia. La sua grandezza si pu vedere dal fatto che abbia degli hirmenn di siffatta potenza. Ma si mai vendicato rr per questo?  
48b Hr svarar: Eigi er at kunnigt, tt eigi s frǿimenn, at rr leirtti essa ferina er n var fr sagt, ok dvalisk ekki lengi heima r hann bjsk sv skyndiliga til ferarinnar at hann hafi eigi rei ok eigi hafrana ok ekki fǫruneyti. Gekk hann t of Migar sv sem ungr drengr ok kom einn aptan at kveldi til jǫtuns nǫkkurs, s er Ymir nefndr. rr dvalisk ar at gistingu of nttina. Rispose Hr: risaputo, anche presso chi non dotto, che rr rimedi a questo viaggio di cui si ora parlato e non rimase a casa molto a lungo; si prepar cos precipitosamente da partire senza carro, capri n scorta. Egli usc da Migarr camuffato come un robusto giovanotto e una sera giunse presso uno jǫtunn che aveva nome Hymir, presso cui venne ospitato per la notte. NOTA
48c En dagan st Ymir upp ok klddisk ok bjsk at ra s til fiskjar. En rr spratt upp ok var skjtt binn ok ba at Ymir skyldi hann lta ra s me sr, en Ymir sagi at ltil lisem mundi at honum vera, er hann var ltill ok ungmenni eitt, ok mun ik kala ef ek sit sv lengi ok tarliga sem ek em vanr. Quando fu giorno, Hymir si alz, si vest e si prepar per andare a pesca in barca. rr balz in piedi, fu subito pronto e chiese a Hymir di portarlo sul mare con lui. Hymir disse che gli sarebbe stato di scarso aiuto, poich era un uomo assai piccolo e giovane, e gelerai, disse, se mi tratterr al largo com' mia intenzione.  
48d En rr sagi at hann mundi ra mega fyrir v fr landi at eigi var vst hvrt hann mundi fyrr beiask at ra tan, ok reiddisk rr jǫtninum sv at var bit at hann mundi egar lta hamarinn skjalla honum, en hann lt at vi berask, v at hann hugisk at reyna afl sitt ǫrum sta. Hann spuri Ymi hvat eir skyldu hafa at beitum, en Ymir ba hann f sr sjlfan beitur. snerisk rr braut angat er hann s xnaflokk nǫkkvorn er Ymir tti. Hann tk hinn mesta uxann, er Himinhrjtr ht, ok sleit af hǫfuit ok fr me til sjvar. Hafi Ymir t skotit nǫkkvanum. rr gekk skipit ok settisk austrrm, tk tvr rar ok rri, ok tti Ymi skrir vera af rri hans. rr rispose [a Hymir] che avrebbe remato tanto a lungo e lontano dalla riva, che non sapeva se sarebbe stato lui il primo a chiedere di tornare indietro, ed era cos furioso con lo jǫtunn che stava per scagliargli addosso il martello, ma si trattenne poich aveva intenzione di provare altrove la sua forza. Chiese dunque a Hymir che cosa avrebbero usato come esca, e Hymir gli disse di procurarsi da solo la sua. rr si allontan e si rec dove aveva visto la mandria di buoi che apparteneva a Hymir. Prese il bue pi grande, chiamato Himinhrjtr, gli mozz la testa e la port con s verso il mare. Hymir aveva gi spinto in acqua il nǫkkvi. rr sal in barca e si sedette a poppa, prese due remi e cominci a remare. A Hymir parve che le sue vogate producessero una buona velocit. NOTA
48e

Hymir reri hlsinum fram ok sttisk skjtt rrinn. Sagi Hymir at eir vru komnir r vaztir er hann var vanr at sitja ok draga flata fiska. En rr kvezk vilja ra miklu lengra, ok tku eir enn snertirr. Sagi Ymir at eir vru komnir sv langt t at htt var at sitja tar fyrir Migarsormi. En rr kvezk mundu ra eina hr, ok sv geri, en Hymir var allktr.

Hymir remava a prua e la navigazione procedeva spedita. A un certo punto Hymir disse che erano giunti nelle acque dove intendeva fermarsi a pescare sogliole, ma rr disse che voleva spingersi ancora pi al largo e fecero un altro breve sforzo. Osserv allora Hymir che erano giunti cos lontano che sarebbe stato pericoloso spingersi oltre per via del Migarsormr, ma rr rispose che intendeva andare avanti ancora un poco, e procedette. Hymir era molto turbato.  
48f En er rr lagi upp rarnar, greiddi hann til va heldr sterkjan, ok eigi var ǫngullinn minni ea ramligri. ar lt rr koma ǫngulinn oxahǫfuit ok kastai fyrir bor, ok fr ǫngullinn til grunns. Ok er sv satt at segja at engu ginti rr mir Migarsorm en tgaraloki hafi spottat r, er hann hf orminn upp hendi sr. Quando rr ebbe tirato i remi in barca, prepar una lenza molto resistente, con un amo non meno grande e robusto. Quindi rr infil la testa del bue nell'amo e la lanci fuori bordo. L'amo giunse fino al fondale. E devo dirti che rr ingann il Migarsormr non meno di quanto tgaraloki avesse beffato rr, quando egli aveva sollevato il serpente con la propria mano.  
48g Migarsormr gein yfir oxahǫfuit en ǫngullinn v gminn orminum. En er ormrinn kendi ess, br hann vi sv hart at bir hnefar rs skullu t borinu. var rr reir ok fǿrisk smegin, spyrndi vi sv fast at hann hljp bum ftum gǫgnum skipit ok spyrndi vi grunni, dr orminn upp at bori. En at m segja at engi hefir s st gurligar sjnir, er eigi mtti at sj er rr hvesti augun orminn en ormrinn stari nean mt ok bls eitrinu. Il Migarsormr ingoi la testa del bue, ma l'amo si conficc nelle fauci del serpente. Quando il serpente se ne accorse, tir con tanta forza che entrambi i pugni di rr urtarono contro la frisata. rr era furioso, crebbe nel suo smegin e si piant con tanta forza che sfond la barca con entrambi i piedi e colp il fondale del mare e tir quindi il serpente su a bordo. Si pu ben dire che non abbia mai assistito a scene terribili chi non vide con quali occhi rr guardava il serpente, che lo fissava dal basso, stillando veleno.  
48h er sagt at jǫtunninn Hymir gerisk litverpr, fǫlnai ok hrddisk er hann s orminn ok at er srinn fell t ok inn of nǫkkvann. Ok v bili er rr greip hamarinn ok fǿri lopt, flmai jǫtunninn til agnsaxinu ok hj va rs af bori, en ormrinn sktisk sinn. En rr kastai hamrinum eptir honum, ok segja menn at hann lysti af honum hǫfuit vi grunninum, en ek hygg hitt vera r satt at segja at Migarsormr lifir enn ok liggr umsj. En rr reiddi til hnefann ok setr vi eyra Ymi, sv at hann steyptisk fyrir bor ok sr iljar honum. En rr til lands. Si dice che lo jǫtunn  Hymir divenne pallido, livido, e fu preso dal terrore quando vide il serpente, mentre l'acqua di mare si scaraventava dentro e fuori il nǫkkvi. Proprio quando rr afferr il martello e lo sollev in aria, il gigante prese il suo coltello da pesca e tagli la lenza di rr dal capo di banda, cos il serpente sprofond di nuovo nel mare. rr gli scagli dietro il martello e alcuni dicono che gli abbia staccato la testa sotto le onde, ma io penso invece che il Migarsormr sia ancora vivo e giaccia sul fondo del mare che circonda la terra. rr rote quindi il pugno e lo affibbi all'orecchio di Hymir, tanto da farlo volare fuori dalla barca e vedere le piante dei suoi piedi. Poi rr guad fino a terra.  
       
49 Fr lflti Baldrs ok fǫr Herms til Heljar Della dipartita di Baldr e del viaggio di Hermr nel regno di Hel NOTA
49a mlti Gangleri: Hafa nǫkkvor meiri tindi orit me sunum? Allmikit rekvirki vann rr essi fer. Quindi parl Gangleri: Tra gli sir sono capitati altri mirabili avvenimenti? rr ha dato prova di grande valore durante questo viaggio.  
49b Hr svarar: Vera mun at segja fr eim tindum er meira tti vert sunum. En at er upphaf essar sǫgu at Baldr inn ga dreymi drauma stra ok httliga um lf sitt. En er hann sagi sunum draumana, bru eir saman r sn, ok var at gert at beia gria Baldri fyrir alls konar hska. Ok Frigg tk svardaga til ess at eira skyldu Baldri eldr ok vatn, jrn ok alls konar mlmr, steinar, jǫrin, viirnir, sttirnar, drin, fuglarnir, eitr, ormar. Rispose Hr: Ci sono da raccontare fatti che parvero agli sir ben pi gravi. Questa storia ebbe inizio quando Baldr il buono fece terribili sogni premonitori che riguardavano la sua vita. Egli raccont questi sogni agli sir, quindi essi si riunirono in consiglio e fu deciso di proteggere Baldr da ogni tipo di pericolo. Frigg si fece giurare dal fuoco, dall'acqua, dal ferro e da ogni specie di metallo, pietre, terra, alberi, malanni, belve, uccelli, veleno e serpenti, che non avrebbero fatto alcun male a Baldr.  
49c En er etta var gert ok vitat, var at skemtun Baldrs ok sanna at hann skyldi standa upp ingum, en allir arir skyldu sumir skjta hann, sumir hǫggva til, sumir berja grjti. En hvat sem at var gert, sakai hann ekki, ok tti etta ǫllum mikill frami. Quando ci fu stabilito e garantito, Baldr e gli sir si misero a fare un gioco nel quale lui stava in piedi al centro del ing, mentre tutti gli altri dovevano colpirlo, trafiggerlo [con armi] o lanciargli pietre. Ma qualunque cosa gli si facesse, [Baldr] non veniva ferito, e questo parve a tutti un grande vantaggio. NOTA
49d En er etta s Loki Laufeyjarson, lkai honum illa er Baldr sakai ekki. Hann gekk til Fensalar til Friggjar ok br sr konu lki. spyrr Frigg ef s kona vissi hvat sir hǫfusk at inginu. Hon sagi at allir skutu at Baldri, ok at at hann sakai ekki. Quando per Loki figlio di Laufey se ne accorse, si indispett del fatto che nulla potesse ferire Baldr. Si rec dunque da Frigg, a Fensalir, in sembianze femminili. Quando vide la donna, Frigg le domand se sapesse cosa gli sir facessero nel ing. Ella rispose che tutti colpivano Baldr e che egli non riceveva alcun danno.  
49e mlti Frigg: Eigi munu vpn ea viir granda Baldri. Eia hefi ek egit af ǫllum eim. Disse allora Frigg: Nessun'arma o legno feriranno Baldr, me l'hanno giurato tutti. NOTA
49f spyrr konan: Hafa allir hlutir eia unnit at eira Baldri? Chiese quindi la donna: Tutte le cose hanno prestato giuramento di risparmiare Baldr?  
49g svarar Frigg: Vex viarteinungr einn fyrir vestan Valhǫll, s er mistilteinn kallar. S tti mr ungr at krefja eisins. Rispose Frigg: A ovest di Valhǫll cresce, solo, un virgulto d'albero chiamato vischio. Mi parve troppo giovane per pretendere da esso un giuramento.  
49h v nst hvarf konan brut. Subito dopo la donna se ne and via.  
49i En Loki tk mistiltein ok sleit upp ok gekk til ings. En Hǫr st tarliga mannhringinum, vat hann var blindr. mlti Loki vi hann: Hv sktr ekki at Baldri? Loki prese il vischio, lo estirp e si rec al ing. Qui Hǫr se ne stava fuori dalla cerchia di persone, poich era cieco. Loki gli chiese: Perch tu non colpisci Baldr?  
49j Hann svarar: vat ek s eigi hvar Baldr er, ok at annat at ek em vpnlauss. Rispose lui: Perch non vedo dove sia Baldr e anche perch sono senza un'arma.  
49k mlti Loki: Geru lking annarra manna ok veit Baldri sǿm sem arir menn. Ek mun vsa r til hvar hann stendr. Skjt at honum vendi essum. Disse quindi Loki: Comportati come gli altri e rendi onore a Baldr insieme a loro. Ti indicher io dov'. Tu colpiscilo con questo ramoscello.  
49l Hǫr tk mistiltein ok skaut at Baldri at tilvsun Loka. Flaug skotit gǫgnum hann ok fell hann daur til jarar. Ok hefir at mest happ verit unnit me goum ok mǫnnum. Hǫr prese il vischio e, al segnale di Loki, lo lanci contro Baldr. Il colpo lo trafisse ed egli cadde morto a terra. Si verificava allora  la maggiore sciagura mai accaduta fra di e uomini.  
49m er Baldr var fallinn, fellusk ǫllum sum ortǫk ok sv hendr at taka til hans, ok s hverr til annars ok vru allir me einum hug til ess er unnit hafi verkit. En engi mtti hefna, ar var sv mikill griastar. En er sirnir freistuu at mla, var hitt fyrr at grtrinn kom upp, sv at engi mtti ǫrum segja me orunum fr snum harmi. En inn bar eim mun verst enna skaa sem hann kunni mesta skyn hversu mikil aftaka ok missa sunum var frfalli Baldrs. Quando Baldr fu caduto, a tutti gli sir mancarono le parole e non avevano nelle mani la forza per sollevarlo. Si guardarono l'un l'altro e avevano un unico pensiero: chi avesse potuto ordire un tale misfatto. Ma nessuno pot vendicarsi poich si trovavano in un luogo assai sacro. Quando poi gli sir provarono a parlare, venne loro soltanto da piangere, cosicch nessuno pot esprimere agli altri il proprio dolore. Ma inn sofferse questa disgrazia pi d'ogni altro, poich era ben cosciente quale grande sventura e perdita fosse per gli sir la dipartita di Baldr.  
49n En er goin vitkuusk, mlti Frigg ok spuri hverr s vri me sum er eignask vildi allar stir hennar ok hylli, ok vili hann ra Helveg ok freista ef hann fi fundit Baldr ok bja Helju tlausn, ef hon vill lta fara Baldr heim sgar. En s er nefndr Hermr inn hvati, sveinn ins, er til eirar farar var. var tekinn Sleipnir, hestr ins, ok leiddr fram, ok steig Hermr ann hest ok hleypti braut. Quando gli di si riebbero, prese la parola Frigg e domand se fra gli sir vi fosse chi volesse ottenere tutto il suo amore e il suo favore, accettando di percorrere il sentiero di Hel alla ricerca di Baldr e offrire a Hel un riscatto per lasciarlo tornare a casa, nell'sgarr. Fu Hermr l'audace, figlio di inn, colui che si offr di intraprendere questo viaggio. Venne dunque preso Sleipnir, il cavallo di inn, fu condotto l, quindi  Hermr mont in groppa e galopp lontano.  
49o En sirnir tku lk Baldrs ok fluttu til svar. Hringhorni ht skip Baldrs. Hann var allra skipa mestr, hann vildu goin fram setja ok gera ar blfǫr Baldrs. En skipit gekk hvergi fram. var sent Jǫtunheima eptir ggi eiri er Hyrrokkin ht, en er hon kom ok rei vargi ok hafi hǫggorm at taumum, hljp hon af hestinum, en inn kallai til berserki fjra at gta hestsins, ok fengu eir eigi haldit nema eir feldi hann. gekk Hyrrokkin framstafn nǫkkvans ok hratt fram fyrsta vibragi, sv at eldr hraut r hlunnunum ok lǫnd ǫll skulfu. var rr reir ok greip hamarinn ok myndi brjta hǫfu hennar, r en goin ǫll bu henni friar. Poi gli sir presero il corpo di Baldr e lo condussero al mare. Hringhorni si chiamava la nave di Baldr e di tutte era la pi grande. Gli di vollero portarla avanti ed erigervi la pira di Baldr, ma la nave non si muoveva. Allora fu mandata a chiamare in Jǫtunheimr la gigantessa chiamata Hyrrokkin, la quale giunse in groppa a un lupo, usando una vipera per briglia. Ella scese dalla sua cavalcatura e inn chiam quattro berserkir per badare [al lupo], ma essi non riuscirono a tenerlo fermo finch non lo abbatterono. Quindi Hyrrokkin and alla prua del nǫkkvi e al primo urto lo smosse, tanto che il fuoco si sprigion dai tronchi di traino e tutta la terra trem. Allora rr si infuri, afferr il martello e avrebbe spaccato la testa [alla gigantessa], se tutti gli di non l'avessero implorato di risparmiarla.  
49p var borit t skipit lk Baldrs, ok er at s kona hans, Nanna Nepsdttir, sprakk hon af harmi ok d. Var hon borin blit ok slegit eldi. st rr at ok vgi blit me Mjǫlni, en fyrir ftum hans rann dvergr nǫkkurr, s er Litr nefndr, en rr spyrndi fǿti snum hann ok hratt honum eldinn, ok brann hann. At essi brennu stti margs konar j: fyrst at segja fr ni, at me honum fr Frigg ok valkyrjur ok hrafnar hans. En Freyr k kerru me gelti eim er Gullinbursti heitir ea Slrugtanni. En Heimdallr rei hesti eim er Gulltoppr heitir, en Freyja kǫttum snum. ar kmr ok mikit flk hrmursa ok bergrisar. inn lagi blit gullhring ann er Draupnir heitir. Honum fylgi san s nttra at hina nundu hverja ntt drupu af honum tta gullhringar jafnhǫfgir. Hestr Baldrs var leiddr blit me ǫllu reii. Venne allora posto sulla nave il corpo di Baldr e quando sua moglie, Nanna figlia di Nepr, lo vide, il cuore le cedette per il dolore, e mor. Fu deposta anche lei sulla pira e venne appiccato il fuoco. rr si rec alla pira e la consacr con Mjǫllnir, ma davanti ai suoi piedi corse un nano chiamato Litr. rr gli diede un calcio, scagliandolo nel fuoco, e questi bruci. Il rogo fu visitato da genti di ogni stirpe: il primo da menzionare inn, con cui andarono Frigg, le Valkyrjur e i suoi corvi. Freyr vi arriv sul carro trainato dal cinghiale Gullinbursti o Slrugtanni; Heimdallr cavalcando il destriero chiamato Gulltoppr, e Freyja [sul carro tirato] dai suoi gatti. Giunsero inoltre molti hrmursar e bergrisar. inn pose sulla pira l'anello d'oro chiamato Draupnir, il quale di natura tale che ogni nove notti gocciolano da esso otto anelli d'oro di uguale peso. Il cavallo di Baldr fu infine deposto sulla pira con tutte le bardature.  
49q En at er at segja fr Hermi at hann rei nu ntr dkkva dala ok djpa sv at hann s ekki fyrr en hann kom til rinnar Gjallar ok rei Gjallarbrna. Hon er ǫkt lsigulli. Ma c' da raccontare di Hermr, il quale cavalc nove notti per valli oscure e profonde, tanto che non vedeva nulla, finch non giunse al fiume Gjǫll e cavalc sul Gjallarbr, il ponte ricoperto d'oro splendente. NOTA
49r Mgur er nefnd mr s er gtir brarinnar. Hon spuri hann at nafni ea tt ok sagi at hinn fyrra dag riu um brna fimm fylki daura manna, en eigi dynr brin jafnmjǫk undir einum r, ok eigi hefir lit daura manna. Hv rr hr Helveg? Mgur si chiama la fanciulla che sta a guardia del ponte. Essa gli chiese il suo nome e la sua stirpe e disse che il giorno prima erano passati a cavallo cinque eserciti di uomini morti, ma il ponte non vibra di meno sotto te soltanto, e tu non hai l'aspetto dei morti. Perch stai andando sul sentiero di Hel?  
49s Hann svarar at ek skal ra til Heljar at leita Baldrs. Ea hvrt hefir nakkvat st Baldr Helvegi? Egli rispose: Io devo recarmi da Hel per trovare Baldr. Non hai visto Baldr sul sentiero di Hel?  
49t En hon sagi at Baldr hafi ar riit um Gjallarbr, en nir ok norr liggr Helvegr. Ella disse che Baldr era passato sul Gjallarbr, e in basso e verso nord si snoda il sentiero di Hel.  
49u rei Hermr ar til er hann kom at Helgrindum. st hann af hestinum ok gyri hann fast, steig upp ok keyri hann sporum, en hestrinn hljp sv hart ok yfir grindina at hann kom hvergi nr. rei Hermr heim til hallarinnar ok steig af hesti, gekk inn hǫllina, s ar sitja ǫndugi Baldr brur sinn, ok dvalisk Hermr ar um nttina. En at morni beiddisk Hermr af Helju at Baldr skyldi ra heim me honum, ok sagi hversu mikill grtr var me sum. En Hel sagi at at skyldi sv reyna hvrt Baldr var sv stsll sem sagt er, ok ef allir hlutir heiminum, kykvir ok dauir, grta hann skal hann fara til sa aptr, en haldask me Helju ef nakkvarr mlir vi ea vill eigi grta. Hermr cavalc fino a quando non giunse ai cancelli di Hel. Smont da cavallo, strinse le cinghie, rimont in sella e diede di sprone. Il destriero salt oltre i cancelli con tale impeto che nemmeno li sfior. Hermr cavalc verso un edificio, scese da cavallo ed entr nella hǫll. Qui vide, seduto sul trono, suo fratello Baldr, e qui trascorse la notte. Al mattino, Hermr preg Hel di lasciar tornare Baldr a casa con lui, e raccont quale grande lutto vi fosse tra gli sir. Hel per disse che si doveva prima dimostrare se Baldr fosse tanto amato come si diceva, e se tutti gli esseri del mondo, vivi o morti, lo piangeranno, allora egli potr tornare fra gli sir; ma rimarr con Hel se qualcuno si opporr o se non vorr piangerlo.  
49v st Hermr upp, en Baldr leiir hann t r hǫllinni ok tk hringinn Draupni ok sendi ni til minja, en Nanna sendi Frigg ripti ok enn fleiri gjafar, Fullu fingrgull. rei Hermr aptr lei sna ok kom sgar ok sagi ǫll tindi au er hann hafi st ok heyrt. Hermr dunque si alz e Baldr lo accompagn fuori della hǫll. Preso l'anello Draupnir, lo invi a inn come ricordo, mentre Nanna mand a Frigg della stoffa e altri doni. A Fulla mand invece un anello d'oro. Quindi Hermr riprese la sua strada, giunse ad sgarr e raccont tutte le cose che aveva visto e udito.  
49w v nst sendu sir um allan heim rindreka at bija at Baldr vri grtinn r Helju. En allir geru at, menninir ok kykvendin ok jǫrin ok steinarnir ok tr ok allr mlmr, sv sem munt st hafa at essir hlutir grta er eir koma r frosti ok hita. Gli sir subito mandarono messaggeri per tutto il mondo a pregare che Baldr fosse pianto affinch [si potesse] liberarlo da Hel. Tutti lo fecero: gli uomini e gli animali, la terra, le pietre, gli alberi e tutti i metalli, questi nel modo in cui li avrai visti gemere quando passano dal gelo al calore.  
49x er sendimenn fru heim ok hǫfu vel rekit sn eyrindi, finna eir helli nǫkkvorum hvar ggr sat, hon nefndisk ǫkk. eir bija hana grta Baldr r Helju. Quando poi gli ambasciatori tornarono a casa, dopo aver ben divulgato il loro messaggio, trovarono in una certa grotta una ggr chiamata ǫkk, che si rifiut di piangere Baldr e liberarlo da Hel.  
49y Hon segir: Disse:  
 
{52}

ǫkk mun grta
urrum trum
Baldrs blfarar.
Kyks n daus
nautka ek karls sonar:
haldi Hel v er hefir.

Aride lacrime
ǫkk pianger
sulla pira di Baldr.
N vivo n morto
amai il figlio del karl:
tenga Hel quello che ha.

NOTA
49z En ess geta menn at ar hafi verit Loki Laufeyjarson, er flest hefir illt gert me sum. Si dice che ella fosse in realt Loki figlio di Laufey, che molti danni arrec agli sir.  
       
50 [Loki bundin] [Loki imprigionato]  
50a mlti Gangleri: Allmiklu kom Loki lei er hann olli fyrst v er Baldr var veginn, ok sv v er hann var eigi leystr fr Helju. Ea hvrt var honum essa nakkvat hefnt? Disse allora Gangleri: Un atto gravissimo comp Loki, innanzitutto poich fu la causa dell'uccisione di Baldr e poi perch fece s che questi non potesse essere liberato da Hel. Fu punito in qualche modo?  
50b Hr segir: Goldit var honum etta sv at hann mun lengi kennask. er guin vru orin honum sv rei sem vn var, hljp hann braut ok fal sik fjalli nǫkkvoru, geri ar hs ok fjrar dyrr at hann mtti sj r hsinu allar ttir. En opt um daga br hann sr lax lki, ok falsk ar sem heitir Frnangrsfors. hugsai hann fyrir sr hverja vl sir mundu til finna at taka hann forsinum. En er hann sat hsinu, tk hann lngarn ok rei rxna, sv sem net er san, en eldr brann fyrir honum. s hann at sir ttu skamt til hans, ok hafi inn st r Hliskjlfinni hvar hann var. Hann hljp egar upp ok t na ok kastai netinu fram eldinn. Disse Hr: Fu punito per questi misfatti in modo che se ne ricorder a lungo. Quando gli di divennero furibondi con lui, come ci si aspettava, [Loki] fugg lontano, si nascose su un monte e vi costru una casa con quattro porte, in modo da poter guardare fuori in tutte le direzioni. Spesso, durante il giorno, egli si tramutava in salmone e si nascondeva nella cascata detta Frnangrsfors. Egli pensava a come gli sir avrebbero potuto catturarlo in quelle cascate. Un giorno, mentre sedeva in casa, con il fuoco che gli scoppiettava davanti, prese un filo di lino e lo intrecci ottenendone un tessuto a maglie, cos come da allora si fanno le reti. A un tratto si accorse che gli sir gli erano vicini, poich inn, dal [trono di] Hliskjlf, aveva visto dove si trovava. Immediatamente si alz e fugg al fiume, gettando la rete nel fuoco.  
50c En er sir koma til hssins gekk s fyrst inn er allra var vitrastr, er Kvasir heitir, ok er hann s eldinum fǫlskann er netit hafi brunnit, skili hann at at mundi vl vera til at taka fiska, ok sagi sunum. v nst tku eir ok geru sr net eptir v sem eir s fǫlska at Loki hafi gert. Ok er bit var netit, fara sir til rinnar ok kasta neti forsinn. Helt rr enda ǫrum ok ǫrum heldu allir sir, ok drgu netit. En Loki fr fyrir ok legsk nir milli steina tveggja. Drgu eir netit yfir hann ok kendu at kykt var fyrir, ok fara annat sinn upp til forsins ok kasta t netinu ok binda vi sv ungt at eigi skyli undir mega fara. Ferr Loki fyrir netinu, en er hann sr at skamt var til svar, hleypr hann upp yfir inulinn ok rennir upp forsinn. N s sirnir hvar hann fr, fara enn upp til forsins ok skipta liinu tv stai, en rr ver eptir miri nni, ok fara sv til svar. En er Loki sr tv kosti, var at lfshski at hlaupa sinn, en hitt var annarr at hlaupa enn yfir netit, ok at geri hann, hljp sem snarast yfir netinulinn. rr greip eptir honum ok tk um hann, ok rendi hann hendi honum sv at staar nam hǫndin vi sporinn. Ok er fyrir sǫk laxinn aptrmjr. Quando gli sir giunsero alla casa, vi entr per primo il pi saggio, chiamato Kvasir, il quale vide vicino al fuoco la bianca cenere, dov'era bruciata la rete. Comprese che quella poteva essere usata per prendere i pesci e lo disse agli sir. [Questi] si misero subito al lavoro e annodarono una rete come quella che avevano visto incenerita, fatta da Loki. Quando la rete fu pronta, gli sir si recarono al fiume e la lanciarono nelle cascate. rr teneva un'estremit e tutti gli altri sir tenevano l'altra. La rete fu trascinata, ma Loki la precedette e si nascose sul fondo, fra due pietre. Essi tirarono allora la rete sopra di lui e si accorsero che qualcosa guizzava davanti a essa. Tornarono quindi un'altra volta alle cascate, lanciarono la rete ma vi legarono dei pesi tali che nulla poteva passarvi sotto. Loki nuotava davanti alla rete, ma quando vide che era poco lontano dal mare, salt in alto, sopra il bordo della rete, e fugg indietro, verso le cascate. Gli sir videro per dove era andato. Tornarono alle cascate e si divisero in due gruppi: mentre rr guadava in mezzo al fiume, [gli altri] andarono fino al mare. Allora Loki vide due possibilit: rischiare la vita precipitandosi in mare, oppure saltare oltre la rete. E cos egli fece: balz sopra il bordo della rete, pi in alto che pot. rr lo raggiunse e lo prese, ma gli scivol di mano, tanto che dovette afferrarlo per la coda ed per questa ragione che il salmone ha il dorso affusolato.  
50d N var Loki tekinn grialauss ok farit me hann helli nǫkkvorn. tku eir rjr hellur ok settu egg ok lustu rauf hellunni hverri. vru teknir synir Loka, Vli ok Nari ea Narfi. Brugu sir Vla vargslki ok reif hann sundr Narfa, brur sinn. tku sir arma hans ok bundu Loka me yfir rj eggsteina, einn undir herum, annarr undir lendum, rii undir knsftum, ok uru au bǫnd at jrni. tk Skai eitrorm ok festi upp yfir hann sv at eitrit skyldi drjpa r orminum andlit honum. En Sigyn kona hans stendr hj honum ok heldr mundlaugu undir eitrdropa, en er full er munnlaugin, gengr hon ok slr t eitrinu, en mean drpr eitrit andlit honum. kippisk hann sv hart vi at jǫr ǫll skelfr. at kalli r landskjlpta. ar liggr hann bǫndum til ragnarkrs. Ormai imprigionato senza scampo, Loki e fu portato in una caverna. Qui gli sir presero tre lastre di pietra, le appoggiarono su un lato e fecero un foro su ciascuna. Furono quindi presi i portati di Loki, Vli e Nari o Narfi. Gli sir tramutarono in lupo Vli, il quale strazi immediatamente Narfi, suo fratello. Ne presero poi le budella e le usarono per legare Loki sulle tre lastre: una sotto le sue spalle, la seconda sotto i reni e la terza sotto le caviglie; e quelle corde divennero di ferro. Skai, poi, prese un serpente velenoso e lo fiss sopra di lui, in modo che il veleno gocciolasse dal serpente e gli cadesse sul volto. Sigyn, moglie di Loki, gli sta vicino e tiene una bacinella sotto la pioggia velenosa. Quando la bacinella piena, ella si alza per vuotarla, ma nel frattempo il veleno cade sulla faccia di Loki, il quale si agita cos violentemente che tutta la terra ne trema. Questi scuotimenti voi li chiamate terremoti. Laggi Loki rester legato fino al ragnarkr.  
       
51 Fr fimbulvetri og ragnarkkrum Di fimbulvetr e di ragnarkr  
51a mlti Gangleri: Hver tindi eru at segja fr um ragnarkr? ess hefi ek eigi fyrr heyrt getit. Quindi parl Gangleri: Quali avvenimenti ci sono da raccontare riguardo al ragnarkr? Non ne ho mai sentito parlare prima. NOTA
51b Hr segir: Mikil tindi eru aan at segja ok mǫrg. au in fyrstu at vetr s kemr er kallar er Fimbulvetr. drfr snr r ǫllum ttum, frost eru mikil ok vindar hvassir. Ekki ntr slar. eir vetr fara rr saman ok ekki sumar milli. En r ganga sv arir rr vetr at er um alla verǫld orrostur miklar, drepask brǿr fyrir girni sakar, ok engi yrmir fǫur ea syni manndrpum ea sifjasliti. Disse Hr: Grandi avvenimenti ci sono da raccontare in proposito, e importanti. Innanzitutto, giunger quell'inverno chiamato fimbulvetr, durante il quale la neve arriver da tutte le direzioni, il ghiaccio sar spesso e i venti taglienti. Il sole non recher alcun conforto. Quest'inverno durer per tre stagioni di seguito, senza l'estate in mezzo, ma prima ci saranno altri tre inverni in cui tutto il mondo sar scosso da grandi battaglie. Allora i fratelli si uccideranno l'un l'altro per avidit e nessuno risparmier il padre o il figlio dall'omicidio e dall'incesto. NOTA
51c Sv segir Vǫlusp: Cos dice la Vǫlusp:  
 
{53}

Brǿr munu berjask
ok at bǫnum verask,
munu systrungar
sifjum spilla.
Hart er me hǫlum,
hrdmr mikill,
skeggjǫld, sklmǫld,
skildir klofnir,
vindǫld, vargǫld,
r verǫld steypisk.

I fratelli si aggrediranno
e alla morte giungeranno,
tradiranno i cugini
i vincoli di stirpe,
prova dura per gli uomini,
immane l'adulterio.
Tempo di asce, tempo di spade
s'infrangeranno scudi,
tempo di venti, tempo di lupi,
prima che il mondo crolli.

NOTA
51d verr at er mikil tindi ykkja at lfrinn gleypir slna, ok ykkir mǫnnum at mikit mein. tekr annarr lfrinn tunglit, ok gerir s ok mikit gagn. Stjǫrnurnar hverfa af himninum. er ok at til tinda at sv skelfr jǫr ǫll ok bjǫrg at viir losna r jǫru upp, en bjǫrgin hrynja, en fjǫtrar allir ok bǫnd brotna ok slitna. verr Fenrislfr lauss. geysisk hafit lǫndin fyrir v at snsk Migarsormr jǫtunm ok sǿkir upp landit. Accadr in seguito una cosa che sembrer spaventosa: il lupo inghiottir il sole e questo per gli uomini sar un'immensa sciagura. Il secondo lupo prender la luna, suscitando grande rovina. Le stelle cadranno dal cielo. Accadr poi che la terra tutta tremer e cos i monti, finch i boschi si sradicheranno dalla terra, le montagne crolleranno, mentre tutte le catene e tutti i vincoli si scioglieranno e si spezzeranno. Ecco che il lupo Fenrir sar libero. Il mare dilagher sulla terraferma, poich in esso il Migarsormr si agiter in preda allo jǫtunmr e assalir la terra.  
51e verr ok at at Naglfar losnar, skip at er sv heitir. at er gert af nǫglum daura manna, ok er at fyrir v varnanar vert ef mar deyr me skornum nǫglum at s mar eykr mikit efni til skipsins Naglfars, er goin ok menn vildi seint at gert yri. En essum svargang fltr Naglfar. Hrymr heitir jǫtunn er strir Naglfara. En Fenrislfr ferr me gapanda munn ok er hinn efri kjǫptr vi himni en hinn neri vi jǫru, gapa myndi hann meira ef rm vri til. Eldar brenna r augum hans ok nǫsum. Migarsormr blss sv eitrinu at hann dreifir lopt ǫll ok lǫg, ok er hann allgurligr, ok er hann ara hli lfinum. Avverr anche che Naglfar, la nave che cos si chiama, salper libera. Essa costruita con le unghie dei morti e per questo occorre tenere a mente che, se un uomo muore con le unghie non tagliate, apporta molto materiale alla nave Naglfar, la cui costruzione gli di e gli uomini vogliono ritardare il pi possibile. Su queste immani onde Naglfar inesorabilmente navigher. Hrymr si chiama il gigante che governer la nave, mentre il lupo Fenrir avanzer con la bocca spalancata: avr la mascella inferiore contro la terra e quella superiore contro il cielo, ma la aprirebbe anche di pi se vi fosse ancora spazio. Dai suoi occhi e dalla sue narici baleneranno fiamme. Il Migarsormr stiller cos tanto veleno che ammorber tutta l'aria e le acque. Esso sar tremendo e sar a fianco del lupo.  
51f essum gn klofnar himinninn ok ra aan Muspellssynir. Surtr rr fyrst, ok fyrir honum ok eptir bi eldr brennandi. Sver hans er gott mjǫk, af v sknn bjartara en af slu. En er eir ra Bifrǫst brotnar hon, sem fyrr er sagt. Muspellsmegir sǿkja fram ingvǫll er Vgrr heitir, ar kemr ok Fenrislfr ok Migarsormr. ar er ok Loki kominn ok Hrymr ok me honum allir hrmursar, en Loka fylgja allir Heljar sinnar. En Muspellssynir hafa yfir sr fylking, er s bjǫrt mjǫk. Vǫllrinn Vgrr er hundra rasta vr hvern veg. In questo frastuono il cielo si fender e avanzeranno allora i Mspelssynir. Surtr cavalcher per primo, con un fuoco ardente davanti e dietro di lui; la sua spada formidabile, da essa emana un chiarore pi brillante del sole. Quando cavalcheranno su Bifrǫst, essi lo demoliranno, com' stato detto in precedenza. Le schiere di Mspell avanzeranno fino al campo chiamato Vgrr, ove arriveranno anche il lupo Fenrir e il Migarsormr. Anche Loki giunger insieme a Hrymr e con lui tutti i hrmursar, ma sar a Loki che tutti i seguaci di Hel si uniranno. I Mspelssynir formeranno invece una legione separata e sar molto luminosa. Il campo di Vgrr largo cento rastir in ogni direzione.  
51g En er essi tindi vera, stendr upp Heimdallr ok blss kafliga Gjallarhorn ok vekr upp ǫll guin ok eiga au ing saman. rei inn til Mmisbrunns ok tekr r af Mmi fyrir sr ok snu lii. skelfr askr Yggdrasils ok engi hlutr er ttalauss himni ea jǫru. sir herva sik, ok allir einherjar, ok sǿkja fram vǫlluna. Quando si verificheranno questi avvenimenti, Heimdallr si erger e suoner vigorosamente il Gjallarhorn. Tutti gli di si desteranno e si aduneranno in consulta. inn cavalcher fino a Mmisbrunnr e si consiglier con Mmir per s e il suo seguito. Allora il frassino di Yggdrasill tremer e nulla, in cielo o in terra, sar libero dal terrore. Gli sir si armeranno insieme a tutti gli einherjar e avanzeranno sul campo.  
51h Rr fyrstr inn me gullhjlm ok fagra brynju ok geir sinn er Gungnir heitir. Stefnir hann mti Fenrislf, en rr fram ara hli honum, ok m hann ekki duga honum, vat hann hefir fullt fang at berjask vi Migarsorm. Per primo cavalcher inn con l'elmo dorato, una bellissima cotta di maglia e la sua lancia, che si chiama Gungnir. Egli avanzer contro il lupo Fenrir, mentre rr combatter al suo fianco, ma non potr aiutarlo poich sar completamente impegnato ad affrontare il Migarsormr.  
51i Freyr bersk mti Surti ok verr harr samgangr r Freyr fellr. at verr hans bani er hann missir ess hins ga svers er hann gaf Skrni. Freyr sfider Surtr e un arduo duello avr luogo prima che Freyr cada. Egli morir poich sar privo della sua buona spada, che aveva dato a Skrnir.  
51j er ok lauss orinn hundrinn Garmr er bundinn er fyrir Gnipahelli, hann er it mesta fora. Hann vg mti T ok verr hvrr ǫrum at bana. Sar libero anche il cane Garmr, che legato davanti a Gnipahellir: il pi grande dei mostri. Esso combatter contro Tr e ciascuno uccider l'altro. NOTA
51k rr berr banaor af Migarsormi ok stgr aan braut nu fet, fellr hann daur til jarar fyrir eitri v er ormrinn blss hann. rr sconfigger il Migarsormr, ma quando vi si allontaner di nove passi cadr morto a terra a causa del veleno che il serpente gli avr soffiato addosso.  
51l lfrinn gleypir in, verr at hans bani. En egar eptir snsk fram Varr ok stgr ǫrum fǿti nera keypt lfsins. Il lupo inghiottir inn e questa sar la sua fine. Subito dopo arriver Varr che metter un piede sulla mascella inferiore del lupo.  
51m [ eim fǿti hefir hann ann sk er allan aldr hefir verit til samnat, at eru bjrar eir er menn sna r skm snum fyrir tm ea hl. v skal eim bjrum braut kasta s mar er at v vill hyggja at koma sunum at lii.] [A quel piede egli porta quella scarpa che stata fabbricata nel corso di tutte epoche coi brani di pelle che gli uomini tagliano dalla punta o dal tacco; perci deve gettar via quei ritagli chi vorr essere d'aiuto agli sir.]  
51n Annarri hendi tekr hann inn efra keypt lfsins ok rfr sundr gin hans, ok verr at lfsins bani. Loki orrostu vi Heimdall, ok verr hvrr annars bani. v nst slyngr Surtr eldi yfir jǫrina ok brennir allan heim. Con l'altra mano, [Varr] prender la mascella superiore del lupo e gli spaccher la gola: questa sar la fine del lupo. Loki combatter contro Heimdallr e ciascuno diverr l'uccisore dell'altro. Poi Surtr appiccher fuoco alla terra e tutto il mondo brucer.  
51o Sv er sagt Vǫlusp: Cos detto nella Vǫlusp: NOTA
 
{54}

Htt blss Heimdallr,
horn er lopti;
mlir inn
vi Mms hǫfu.
Skelfr Yggdrasils
askr standandi,
ymr it aldna tr,
en jǫtunn losnar.

Forte soffia Heimdallr,
il corno nell'aria.
Discorre inn
con la testa di Mmir.
Trema di Yggdrasill,
il frassino eretto,
geme l'antico albero,
lo jǫtunn libero.
 
 
{55}

Hvat er me sum?
Hvat er me lfum?
Ymr allr Jǫtunheimr,
sir ro ingi.
Stynja dvergar
fyrir steindurum,
veggbergs vsir.
Vitu r enn ea hvat?

Che ne degli sir?
Che ne degli lfar?
Risuona tutto Jǫtunheimr,
gli sir sono a consiglio.
Gemono i dvergar
alle soglie di pietra,
delle rupi esperti.
Volete saperne ancora?
 
 
{56}

Hrymr ekr austan,
hefisk lind fyrir,
snsk Jǫrmungandr
jǫtunmi.
Ormr knr unnir,
ǫrn mun hlakka,
sltr ni nifǫlr,
Naglfar losnar.

Da est viene Hrymr,
con lo scudo innanzi;
si attorce Jǫrmungandr
nello jǫtunmr.
Il serpente flagella le onde;
fiera stride l'aquila:
dilania i cadaveri, pallida.
Naglfar salpa.
 
 
{57}

Kjll ferr austan,
koma munu Muspells
of lǫg lir,
en Loki strir.
ar ro fflmegir
me freka allir,
eim er brir
Bleists fǫr.

Da est avanza una chiglia:
verranno di Mspell
sul mare le genti,
e Loki tiene il timone.
Mostruosi figli
tutti insieme con il lupo.
Con loro il fratello
di Bleistr in viaggio.
NOTA
 
{58}

Surtr ferr sunnan
me sviga lvi.
sknn af sveri
sl valtva.
Grjtbjǫrg gnata,
en gfr rata,
troa halir Helveg,
en himinn klofnar.

Surtr viene da sud
col veleno dei rami.
Splende la spada,
sole degli di caduti.
Le rocce si frangono,
crollano gigantesse;
gli uomini vanno ad Hel,
il cielo si schianta.
 
 
{59}

kmr Hlnar
harmr annarr fram,
er inn ferr
vi lf vega,
en bani Belja
bjartr at Surti.
ar mun Friggjar
falla angan.

Ecco viene a Hln
un secondo lutto,
quando inn va
a combattere il lupo,
e l'uccisore di Beli
affronta, fulgido, Surtr.
Ecco di Frigg
abbattuta la gioia.
 
 
{60}

Gengr ins son
vi lf vega,
Varr of veg
at valdri.
Ltr hann megi Hverungs
mund of standa
hjǫr til hjarta.
er hefnt fǫur.

Va il figlio di inn
a combattere col lupo,
Varr combatte
la bestia dei morti.
Al figlio di Hverungr
di sua mano la spada
conficca fino al cuore.
Cos il padre vendicato.
 
 
{61}

Gengr inn mri
mǫgr Hlǫynjar
nepr at nari
ns kvnum.
Munu halir allir
heimstǫ ryja,
er af mi drepr
Migars vorr.

Va il famoso
figlio di Hlǫyn,
stremato, contro il serpe,
che disonore non merita.
Tutti gli uomini dovranno
sgombrare il mondo
quando infuriato colpisce
il difensore di Migarr.
 
 
{62}

Sl mun sortna,
skkr fold mar,
hverfa af himni
heiar stjǫrnur.
Geisar eimi
ok aldrnari,
leikr hr hiti
vi himin sjlfan.

Il sole si oscura
la terra sprofonda nel mare,
cadono dal cielo
le stelle lucenti.
Erompe il vapore
e chi nutre la vita;
gioca alta la vampa
con il cielo stesso.
 
51p Hr segir enn sv: Qui ancora si dice:  
 
{63}

Vgrr heitir vǫllr
er finnask vgi at
Surtr ok in svsu gu.
Hundra rasta
hann er hverjan veg,
s er eim vǫllr vitar.

Vgrr si chiama il campo
dove si daranno battaglia
Surtr e gli di soavi.
Cento rastar
misura da ogni lato
il campo a loro destinato.

NOTA
       
52 [Vistaverur eftir ragnarkr] [Le dimore dopo il ragnarkr]  
52a mlti Gangleri: Hvat verr eptir er brendr er himinn ok jǫr ok heimr allr ok dau goin ǫll ok allir einherjar ok allt mannflk? Ok hafit r r sagt at hverr mar skal lifa nǫkkvorum heimi um allar aldir? Disse quindi Gangleri: Cosa succeder in seguito, quando il fuoco avr bruciato il cielo, la terra e tutto il mondo, e morti saranno tutti gli di, gli einherjar e l'umanit intera? Non avete detto prima che vi sar un mondo in cui ogni uomo vivr per sempre?  
52b svarar rii: Margar eru vistir gar ok margar illar. Bazt er at vera Giml himni, ok allgott er til gs drykkjar eim er at ykkir gaman eim sal er Brimir heitir, hann stendr ok himni [ klni]. S er ok gr salr er stendr Niafjǫllum, gǫrr af rauu gulli, s heitir Sindri. essum sǫlum skulu byggja gir menn ok siltir. Rispose allora ri: Molte saranno allora le dimore buone e molte quelle cattive. La cosa migliore sar trovarsi a Giml, nel cielo; l ci sar abbondanza di buone bevande per coloro che ne vorranno, nella sala chiamata Brimir, anch'essa nel cielo [in klnir]. C' un'altra buona sala che si trova sui Niafjǫll, fatta di oro rosso, chiamata Sindri. In queste sale dimoreranno gli uomini buoni e giusti. NOTA
52c Nstrǫndum er mikill salr ok illr, ok horfa norr dyrr, hann er ok ofinn allr ormahryggjum sem vandahs, en ormahǫfu ǫll vitu inn hsit ok blsa eitri, sv at eptir salnum renna eitrr, ok vaa r r eirofar ok morvargar, sv sem hr segir: A Nstrandir c' una sala grande e orribile, le cui porte guardano a nord. Essa interamente fatta di dorsi di serpenti, intrecciati come le canne di una capanna. Le teste dei serpenti guardano tutte all'interno della casa e stillano veleno, per cui lungo la sala scorrono fiumi velenosi. Guadano quei fiumi gli spergiuri e gli assassini, come qui detto: NOTA
52d
{64}

Sal veit ek standa
slu fjarri
Nstrǫndu ,
norr horfa dyrr.
Falla eitrdropar
inn of ljra.
S er undinn salr
orma hryggjum.

Una sala so ergersi
lontana dal sole
in Nstrandir,
le porte rivolte a nord.
Gocce di veleno cadono
dentro, dal tetto:
questa sala un intreccio
di dorsi di serpenti.
NOTA
 
{65}

Skulu ar vaa
unga strauma
menn meinsvara
ok morvargar.

L guaderanno
difficili correnti
uomini spergiuri
ed assassini.
 
52e En Hvergelmi er verst: Ma in Hvergelmir peggio:  
 
{66}

ar kvelr Nhǫggr
ni framgengna.

L succhia Nhǫggr
i corpi dei trapassati.

NOTA
       
53 [Hverir lifa af ragnarǫkr] [Chi sopravvive al ragnarkr]  
53a mlti Gangleri: Hvrt lifa nǫkkvor goin , ea er nǫkkvor jǫr ea himinn? Quindi parl Gangleri: Ma qualche dio sopravvivr e in seguito ci saranno [ancora] una terra e un cielo?  
53b Hr segir: Upp sktr jǫrunni r snum ok er grǿn ok fǫgr, vaxa akrar snir. Varr ok Vli lifa, sv at eigi hefir srinn ok Surtalogi grandat eim, ok byggja eir Iavelli, ar sem fyrr var sgarr, ok ar koma synir rs, Mi ok Magni, ok hafa ar Mjǫlni. v nst koma ar Baldr ok Hǫr fr Heljar, setjask allir samt ok talask vi ok minnask rnar snar ok rǿa of tindi au er fyrrum hǫfu verit, of Migarsorm ok um Fenrislf. finna eir grasinu gulltǫflur r er sirnir hǫfu tt. Disse Hr: a terr emerger dal mare e sar allora verde e bella. I campi cresceranno senza esser stati seminati. Varr e Vli vivranno poich n il mare n la fiamma di Surtr avranno arrecato loro danno e abiteranno a Iavǫllr, l dove prima sorgeva sgarr. Giungeranno poi i figli di rr, Mi e Magni, e avranno con loro Mjǫllnir. Ritorneranno anche Baldr e Hǫr da Hel, allora tutti siederanno insieme e converseranno, ricorderanno la loro rune e parleranno degli avvenimenti passati, del Migarsormr e del lupo Fenrir. Troveranno poi nell'erba le pedine dorate che erano appartenute agli sir. NOTA
53c Sv er sagt: Cos detto:  
 
{67}

Varr ok Vli
byggja v goa
er sortnar Surtalogi.
Mi ok Magni
skulu Mjǫlni hafa
Vingnis at vgroti.

Varr e Vli
abiteranno i santuari degli di
quando si spegner il fuoco di Surtr.
Mi e Magni
possederanno Mjǫllnir
di Vingnir, alla fine delle battaglie

NOTA
53d En ar sem heitir Hoddmmisholt leynask menn tveir Surtaloga er sv heita: Lf ok Leifrasir, ok hafa morgindǫggvar fyrir mat. En af essum mǫnnum kemr sv mikil kynsl at byggvisk heimr allr, sv sem hr segir: Nel bosco detto di Hoddmmir, due persone si nasconderanno dalla fiamma di Surtr. Cos si chiameranno: Lf e Leifrasir. Essi avranno la rugiada del mattino come cibo e da loro verr una progenie cos grande che popoler tutto il mondo, come qui detto: NOTA
53e
{68}

Lf ok Leifrasir,
en au leynask munu
holti Hoddmmis.
Morgindǫggvar
au sr at mat hafa,
en aan af aldir alask.

Lf e Leifrasir,
si nasconderanno
nel bosco di Hoddmmir.
Le rugiade del mattino
avranno come cibo;
da qui torneranno a sorgere le stirpi.

NOTA
53f Ok hitt mun r undarligt ykkja er slin hefir getit dttur eigi fegri en hon er, ok ferr s stigu mur sinnar, sem hr segir: E ti sembrer straordinario che il sole abbia partorito una figlia non meno bella di lei; ed ella seguir lo stesso corso della madre, come qui si dice: NOTA
53g
{69}

Eina dttur
berr lfrǫul
r hana Fenrir fari.
S skal ra
er regin deyja
mur brautir mr.

Una sola figlia
genera lfrǫull,
prima che Fenrir la divori;
Cavalcher
quando i potenti morranno,
i sentieri della madre, la fanciulla.

NOTA
53h En n, ef kant lengra fram at spyrja, veit ek eigi hvaan r kemr at, fyrir v at ngan mann heyra ek lengra segja fram aldarfarit. Ok njttu n sem namt. E adesso, se tu volessi fare altre domande, io non saprei davvero come potresti, dacch nessun uomo ud mai narrare pi a lungo dei fati del mondo. Fai ora buon uso di ci che hai appreso.  
       
54 [Fr Ganglera] [Gangleri]  
54a v nst heyri Gangleri dyni mikla hvern veg fr sr ok leit t hli sr, ok er hann ssk meir um stendr hann ti slttum velli, sr nga hǫll ok nga borg. Gengr hann lei sna braut ok kemr heim rki sitt ok segir au tindi er hann hefir st ok heyrt. Ok eptir honum sagi hverr mar ǫrum essar sǫgur. Subito dopo, Gangleri ud un grande rombo da ogni parte, tutto intorno a s, si guard in-torno e, quando vide meglio, si ritrov in una vasta pianura e non vide pi n una hǫll n una fortezza. Allora part per la propria strada e torn a casa, nel suo regno, e raccont quanto aveva visto e udito. E dopo di lui, ogni uomo tramand ad altri queste saghe  
       
[Eptimli]  [Epilogo]  
Ep En sir setjask tal ok ra rum snum ok minnask essar frsagnir allar er honum vru sagar, ok gefa nǫfn essi hin sǫmu, er r eru nefnd, mǫnnum ok stǫum eim er ar vru, til ess at er langar stundir lii, at menn skyldu ekki ifask at allir vri einir, eir sir er n var fr sagt ok essir er vru au sǫmu nǫfn gefin. ar var rr kallar, ok er s sarr hinn gamli, s er Ǫkurr, ok honum eru kend au strvirki er rr, er Ector, geri Troju. En at hyggja menn at Tyrkir hafi sagt fr Ulixes ok hafi eir hann kallat Loka, vat Tyrkir vru hans hinir mestu vinir. Gli sir sedettero allora a discutere, tennero consiglio e ricordarono tutte le storie che erano state raccontate a Gylfi e quegli stessi nomi che prima furono menzionati li diedero a persone e a luoghi esistenti, affinch quando fosse trascorso molto tempo gli uomini non dubitassero che quegli sir di cui si narrato e coloro a cui furono dati quegli stessi nomi fossero gli stessi. Venne dunque dato il nome di rr a colui che in effetti era l'antico sarr, o anche Ǫkurr, e a lui sono attribuite quelle grandi imprese che rr, o Ettore, comp a Troia. Ma gli uomini ritengono che i Turchi abbiano raccontato di Ulisse e che lo chiamassero Loki, poich i Turchi erano i suoi pi grandi nemici.  
       

NOTE

Gylfaginning

1 ― Questo primo capitolo non sembra avere particolari relazioni con il resto dell'Edda ed forse stato aggiunto successivamente al termine dell'opera (Dolfini 1975). Sembra infatti ripreso dal capitolo V della Ynglinga saga.

1a ― L'inganno con cui Gefjun porta via a Gylfi una parte considerevole del suo territorio ricorda l'analoga impresa compiuta dalla regina Dido, narrata nell'neis. Giunta con i suoi uomini sulle coste dell'Africa, nel territorio della futura Cartagine, Dido chiese a Iarbas, re dei Getuli, un tratto di terra per potervi costruire la sua sede. Il re, in segno di scherno, gliene concesse tanta quanta ne poteva contenere una pelle di bue. Dido allora tagli la pelle in strisce sottilissime che, congiunte insieme, circondarono un zona di territorio abbastanza ampia perch ella potesse fondarvi la citt di Byrsa (pelle), la futura Cartagine ①. Notava Isidorus Hispalensis: Il territorium stato cos chiamato quasi a dire tauritorium, in quanto calpestato [tritum] dai buoi e dall'aratro: gli antichi infatti delimitavano i territori e i possedimenti tracciando un solco [Territorium autem vocatum quasi tauritorium, tritum bubus et aratro. Antiqui enim sulco ducto et possessionum et territoriorum limites designabant] (Etymologi [XIV: v: 22]). Al proposito, Ludovica Koch ricorda che la legge islandese prevedeva che alle vedove andasse assegnato un campo che fosse possibile arare in un sol giorno (Koch 1984). ― I buoi di Gefjun sono quattro nella redazione del Codex Regius [s] e in quella del Codex Wormianus []; sono per sette nel Codex Trajectinus []. ― Svj: la Svezia, da Svar e j, popolo degli Svei. Questi sono attestati in Tacitus come Suiones: Proprio nell'Oceano abitano le trib dei Suioni, potenti, oltre che per gli uomini e le armi, per la loro flotta. La forma delle loro navi differisce dalle altre perch presentano una prua sulle due estremit, con la fronte sempre pronta all'approdo [Suionum hinc civitates ipso in Oceano praeter viros armaque classibus valent. Forma navium eo differt, quod utrimque prora paratam semper adpulsui frontem agit] (Germania [44]). Gi in epoca romana, dunque, le navi scandinave presentavano forme anfidrome, come i dreki vichinghi di mille anni dopo. ― Sjǫland/Seland: l'attuale isola di Sjlland (Zelanda) in Danimarca. ― Lǫgrinn: letteralmente il mare, ma anche termine generico per uno specchio d'acqua. Sicuramente si tratta dell'odierno lago Mlar in Svezia, che confluisce nel mar Baltico.

1b {1} Questi versi, citati da Snorri sia qui che nella Ynglinga saga [5], sono dello scaldo Bragi Boddason (XI sec.) e appartengono alla Ragnarsdrpa. In esso Bragi descrive le immagini di di ed eroi raffigurate su uno scudo a lui dato da un certo Ragnarr Sigursson. Il testo, lambiccato e concettuoso come quasi tutta la poesia scaldica, di difficile interpretazione. ― {1b} La parola djprǫul stata variamente intesa dai traduttori. Elias Wessn intende sole degli abissi, da cui la resa poetica sole del mare (Wessn 1964, Isnardi 1975); Anne Holtsmark traduce profonda ruota, intendendo l'aratro che penetra nei solchi della terra (Holtsmark 1970), interpretazione seguita da Ludovica Koch nella sua traduzione del poema (Koch 1984). Pi particolarmente, il sostantivo rǫull indica l'aureola o la gloria regale, ma viene anche usato nei costrutti poetici col significato di sole (Vigfsson-Cleasby 1874). Si tratta di un concetto-chiave del pensiero indoeuropeo col quale viene intesa l'aura di maest che ammantava i legittimi sovrani; ne troviamo un perfetto parallelo in antico persiano, dove questo concetto veniva indicata col termine xvarənāh, a cui corrispondeva il termine xvarə- sole. Poich djpr vuol dire profondo (cfr. inglese deep), ci si pu interrogare su quale tipo di profondit faccia riferimento il testo, se gli abissi marini da cui sorge il sole (come intendono Wessn e la Isnardi) o la profondit della terra scavata dall'aratro (come interpretano la Holtsmark e la Koch). La nostra interpretazione che djprǫul gloria profonda o sole profondo sia probabilmente una kenning per oro, a sua volta riferita a ǫla dono, premio. ― {1f} Le otto lune in fronte sono forse gli occhi dei quattro buoi, o pi verosimilmente le loro corna (cfr. l'immagine delle vacche dalle corna lunate evocata da Omero).

2 ― Questo sembra essere l'effettivo capitolo originario dell'opera, quando appunto inizia l'inganno di Gylfi perpetrato dagli sir.

2a Sjnhverfingar: letteralmente visioni ingannevoli, l'inganno magico a cui fa appunto riferimento il titolo, dell'opera: Gylfaginning. In islandese moderno la parola si mantenuta inalterata col significato di illusioni ottiche. ― Hǫll: sala, edificio principale dell'abitazione nordica in cui si ricevevano gli ospiti e si svolgevano pasti e festeggiamenti.

2b {2} Cfr. Hrafnsml [11a-d]. Questa strofa, che Snorri erroneamente attribuisce a jlfr r Hvni (ca. 860-935), tratta, in realt, dal Hrafnsml, Discorso del corvo di orbjǫrn Hornklofi (ca. 855-920). Il componimento tratta della battaglia di Hafrsfjǫrr (885?), vinta da Haralr Hrfagri (Aroldo Bellachioma) contro una coalizione dei sovrani delle province norvegesi meridionali. Il brano citato da Snorri si riferisce ai guerrieri che lasciano la nave e fuggono con gli scudi sul dorso. ― Svfnir: epiteto di inn.

2cGangleri stanco del cammino: l'epiteto usato qui da re Gylfi un altro dei molti nomi di inn, citato in Grmnisml [45b]. Quindi Hr, Jafnhr, rii e Gangleri sono le apparenze continuamente mentite di un dio, le dramatis person del suo pensiero immutabile [...] e rappresentano la memoria degli di (Dolfini 1975) ①.

2f {3} Cfr. Hvaml [1], mancante del terzo semiverso. significativo che Gangleri pronunci qui proprio questi versi, attribuiti allo stesso inn.

4b {5} Cfr. Vǫlusp [3]. La strofa riportata da Snorri presenta delle interessanti variazioni rispetto a quella contenuta nel poema tramandato dal Codex Regius. Ad esempio, i primi due semiversi nel testo eddico suonano: Al principio era il tempo | Ymir vi dimorava [r vas alda | ars Ymir byggi] (Vǫlusp [3a-3b]), mentre cos Snorri li riporta: Al principio era il tempo | quando nulla esisteva [r var alda | at er ekki var] (Gylfaginning [4c {5a-5b}]). Citando frammenti di poemi eddici, come spesso fa nel corso della sua Edda, non di rado Snorri riporta delle interessanti variazioni dei testi rispetto a quelle tramandate dagli altri codici. Talvolta tali variazioni testimoniano redazioni pi antiche di quelle a noi tramandate; in un caso tramandano alcuni versi del Vafrnisml non altrimenti conservati (cfr. Gylfaginning [5g]) [infra]▼. anche possibile che in certi punti le variazioni siano opera dello stesso Snorri, che pu aver adattato il testo dei poemi eddici alle esigenze del suo racconto.

4f {6} Cfr. Vǫlusp [52]. Questa strofa ripetuta in [51o: {58}]Sviga lvi rovina dei rami: kenning per fuoco.― Sknn af sveri | sl valtva: questi due versi vengono resi da altri traduttori intendendo sl soggetto di sknn, ovvero: splende sulla spada | il sole degli di caduti. Va per detto che la locuzione skna af spesso impersonale e il costrutto poetico sembra effettivamente confermare tale uso. Secondo la nostra interpretazione sl quindi un dativo ed predicato di sveri, mentre l'espressione sl valtva una kenning per la spada di Surtr. (Sl valtva: letteralmente il sole degli di caduti o anche il sole degli di dei caduti. Il riferimento ovviamente all'ultimo giorno, quando gli di scendono in battaglia.)

5c Mspell e Mspellsheimr sono termini di non facile interpretazione. Sembrano indicare l'incendio universale, la distruzione del mondo per mezzo del fuoco. In antico sassone si trova la forma mūtspelli (Hēliand [2591 | 4358]) e in antico alto tedesco attestato mūspilli (Mūspilli [113]) nel significato di incendio universale, ecpirosi, fine del mondo. Mūspilli anche il titolo assegnato dai filologi a un poemetto bavarese sulla fine del mondo ①. I Mspells megir o Mspells synir, figli di Mspell, sono giganti che devasteranno l'universo guidati da Surtr. Schedario: [Mspell]►

Biblioteca: [Mūspilli]

5dSchedario: [Ymir]► ― Vǫlusp inni skǫmmu, Breve profezia della Veggente il titolo che Snorri attribuisce all'Hyndlulj, poema mitologico escluso dalla collezione del Codex Regius. ― {7} Cfr. Hyndlulj [33].

5e {8} Cfr. Vafrnisml [30-31]. Questa citazione del poema eddico preziosissima in quanto gli ultimi quattro semiversi, qui riportati da Snorri, mancano nel testo della versione del poema riportata dal Codex Regius. La provvidenziale citazione di Snorri ci permette dunque di colmare una lacuna del codice originale. ― Schedario: [Aurgelmir]►

6bAuhumla: forse da intendere mucca prosperosa, fortunata. Schedario: [Auhumla]►

6dinn: da un protonorreno *WōđinaR, a sua volta dal protogermanico *Wōđanaz o *Wōđinaz. Anglosassone Wōden, antico alto tedesco Wodan o Wotan, longobardo Godan. Probabilmente da identificare col regnator omnium deus che, secondo Tacito, i Semnoni veneravano in un boschetto sacro (Germania [39]). Lo stesso Tacito lo descrive come un Mercurio germanico, a cui venivano tributati sacrifici umani (Germania [9]). ①

7b Lr una parola problematica, di difficile interpretazione. Pu innanzitutto indicare un antico strumento musicale a fiato, un corno simile al Gjallarhorn di Heimdallr, ma pu essere anche la cassa di una macina o di un mulino, significato che il termine conserva tuttora nella zona sudorientale dell'Islanda, dove indica la macina o il mulino stesso. La traduzione canonica secondo la quale Bergelmir sia fuggito con una barca un fraintendimento che risale al XVII secolo. Preferiamo interpretare il passo nel senso che Bergelmir si sarebbe salvato dal diluvio di sangue arrampicandosi sul suo mulino, anche sulla linea interpretativa di Giorgio De Santillana ed Hertha Von Dechend (De Santillana ~ Von Dechend 1969). Schedario: [Bergelmir]►. ― {9} Cfr. Vafrnisml [35].

8d ― I nomi dei nani, Austri, Vestri, Norri, Suri sono quelli dei quattro punti cardinali: est, ovest, nord e sud.

8e {10} Cfr. Vǫlusp [5]. Nel poema eddico, gli ultimi due versi sono invertiti tra loro.

8i {11-12} Cfr. Grmnisml [40-41].

9c sarr: altro nome di rr, letteralmente rr degli sir.

10a Ntt: notte. Aur: fortunato. Jǫr: terra. Dellingr: probabilmente da *deglingr e dagr giorno, quindi diurno, luminoso, personificazione della luce. Hrmfaxi: brina-manto. Skinfaxi: brilla-manto.

11bMni: luna. Sl: sole. Glenr: splendore. rvakr: subito desto (nel senso di mattiniero). Alsvir: tutto fiamme (forse ben temprato). ― Vindbelgr, letteralmente otre [belgr] del vento [vindr]. Diversi traduttori preferiscono intenderlo come mantice (Isnardi 1975), nonostante il fatto che il testo non citi nessuno preposto ad azionare tali mantici sotto le spalle dei cavalli. Preferiamo otre, sulla reminescenza classica del dio Eolo che racchiudeva i venti nei suoi sacchi di pelle (cfr. inglese windbag, il sacco di pelle delle cornamuse). ― sarnkol, letteralmente: ferro freddo: espressione che pu nascere dall'osservazione che i metalli, come il ferro, solitamente sono freddi al tatto. Zoga, indubbiamente facendo riferimento a questo episodio e al precedente termine vinbelgr, riferisce anche il significato di mantice [bellows] (Zoga 1910). Nelle traduzioni della Isnardi e di Dolfini si presume che il vinbelgr fosse un mantice di ferro (Isnardi 1975, Dolfini 1975), ma l'etimologia del termine resta ancora insoluta. Secondo lo Zoga, sarnkol deriva da sarn ferro, che pi spesso si trova nella forma contratta jrn, e da kol, che sarebbe una forma di kaldr freddo (Zoga 1910). Questa interpretazione si giustificherebbe in riferimento al mantice come un ferro da freddo, ossia un utensile che produce aria. Tuttavia pi di un dubbio sorge non solo circa la ricostruzione appena vista, ma anche sul fatto che una poema alto-medievale come l'Edda potesse citare uno strumento cos specifico, tanto pi che i mantici nell'antichit non erano fatti con parti di ferro: pare che fossero veri e propri otri o bisacce di pelle. Non un caso che persino il termine italiano mantice derivi dal latino medievale manticum, ovvero borsa, bisaccia.

12f Jrnvir: bosco di ferro. Mnagarmr: cane della luna.

12g {13-14} Cfr. Vǫlusp [40-41]. ― Tungl significa letteralmente luminare (cfr. latino sidus), indicando indifferentemente il sole o la luna, e i vari traduttori hanno proposto via via l'una o l'altra delle interpretazioni. Mario Polia traduce sole segnalando in nota l'ambiguit del termine (Polia 1983). Piergiuseppe Scardigli e Marcello Meli traducono astro segnalando in nota che si tratta del sole (Scardigli ~ Meli 1982). Gianna Chiesa Isnardi traduce invece luna (Isnardi 1975), cos come Giorgio Dolfini (Dolfini 1975). Se preferiamo qui intendere tungl con sole per la semplice ragione che alcuni versi pi sotto si parla del lupo destinato a divorare il sole, il significato di luna quello maggiormente attestato nella letteratura islandese, dove il termine ha spesso sostituito il pi poetico mni luna (Cleasby ~ Vigfsson 1874).

13b Bifrǫst: tremula via, da bifast tremare. Il termine attestato nella Lja Edda nella lezione Bilrǫst (Grmnisml [44] | Ffnisml [15]). Snorri identifica Bifrǫst con l'arcobaleno, interpretazione meno chiara nella Lja Edda. Secondo altre ipotesi, si tratterebbe della Via Lattea (De Santillana ~ Von Dechend 1969).

14b Iavǫllr: campo del vortice, campo al centro di sgarr dove gli di decisero per la prima volta l'ordinamento del loro regno e, dunque, di tutto l'universo. Qui si riuniranno di nuovo gli sir sopravvissuti al ragnarkkr all'inizio del ciclo che verr, per stabilire il nuovo ordine cosmico. Il riferimento al vortice, simbolo di inizio e di fine, oltre che metafora astronomica della rotazione del cielo, insieme al fatto che Iavǫllr sia l'unica parte di sgarr che non verr distrutta, ne suggeriscono l'identificazione con il nord celeste o con una proiezione terrestre di esso. La stella polare infatti il punto del cielo che, pur cambiando posizione a causa della precessione degli equinozi, rappresenta in ogni epoca il centro della rotazione celeste, dunque il vortice che emana il movimento e d ordine al cosmo. ― Glasheimr la casa della gioia; Vinglf la stanza degli amici. ― Le donne che giunsero dallo Jǫtunheimr sono sicuramente da identificare con le fanciulle dei giganti [ursa meyjar] della Vǫlusp [8]. Non si pu tuttavia dir molto sulla loro identit. Karl Mllenhoff ritiene siano le tre Nornir, di cui si parla nel 15 (Mllenhoff 1908), seguito in questo da Giorgio Dolfini, che commenta in tal senso la sua traduzione (Dolfini 1975), ma senza una reale certezza. Si tratta del rimasuglio di un mito perduto, probabilmente non chiaro allo stesso Snorri.

14c {15-16} Cfr. Vǫlusp [9-10]. ― Brimir: da brim onda. Blinn: scuro da blr blu, livido, nero. Solo nel Codex Wormianus [W] si trova il nome Blinn, negli altri tre codici si trova invece Blm, che tuttavia pare una cacografia (m al posto di in un lapsus calami piuttosto comune nei codici medievali, in cui non usava mettere ancora il puntino sulla i).

14d {17-18} Cfr. Vǫlusp [11-12].

14e {19} Cfr. Vǫlusp [15], con varie differenze rispetto all'originale. ― Draupnir: curioso che il nome di questo nano sia lo stesso probabilmente per un trasferimento dell'anello di inn, per l'appunto fabbricato dai nani.

14f {20} Cfr. Vǫlusp [15-16], citazione ottenuta da Snorri congiungendo la seconda parte della strofa [15] della Vǫlusp con la prima parte della [16]. Potrebbe essersi trattato tanto di una scelta dello stesso Snorri, quanto del fatto che egli avesse sottomano una redazione diversa del poema.

15b Yggdrasill, letteralmente destriero di Yggr, dove Yggr uno dei nomi di inn secondo varie fonti (Vafrnisml [5] | Grmnisml [53-54]). Il consiglio che gli di devono tenere presso l'albero rappresenta probabilmente la difesa dell'ordine cosmico.

15dHvergelmir: caldaia ribollente, sorgente situata nel Niflheimr, dal cui fonte fuoriescono gli undici fiumi detti livgar. ― Nhǫggr: colpo d'ingiuria, mostruoso serpente o drago che si annida alle radici del frassino Yggdrasill. ― Gjallarhorn: il corno risonante, qui concepito come corno per bere, mentre in [27] lo stesso nome viene dato al corno di Heimdallr.

15e {21} Cfr. Vǫlusp [28].

15fUrarbrunnr, fonte del fato. ― I nomi dei cavalli degli sir risultano nell'ordine: Sleipnir scivolante, Glar gioioso o splendente, Gyllir dorato, Glenr colui che fissa, Skeibrimir corsiero veloce, Silfrintoppr dorso d'argento, Sinir raggio o strale, Gils prezioso o luminoso, Falhfnir zoccolo crinito, Gulltoppr dorso dorato, Lttfeti passo leggero. ― {22} Cfr. Grmnisml [29]. ― sbr: ponte degli sir, cio il ponte Bifrǫst.

15hUrr fato, Verandi presente, Skuld futuro. ― {23} Cfr. Ffnisml [13]

16bRatatoskr: dente che viaggia o dente che perfora, da rati viaggiatore (nel senso di colui che trova la via), e toskr zanna, dente lungo. Rati anche il nome del trapano usato da inn per perforare la montagna di Suttungr.

16c {24} Cfr. Grmnisml [35].

16d {25} Cfr. Grmnisml [34].

16e {26} Cfr. Vǫlusp [19]. Questi versi sono una variante rispetto a quanto si legge nel poema eddico, che riporta: So che un frassino s'erge | chiamato Yggdrasill, | alto albero asperso | di bianca argilla [Ask veit ek standa | heitir Yggdrasill, | hr bamr ausinn | hvta auri].

16f Hunangfall: pioggia di miele.

17b Ljslfar: gli elfi luminosi. Dkklfar: gli elfi scuri. Pi di un indizio sembra indicare che quest'ultimo sia un altro nome dato ai Dvergar, ma Snorri non fornisce indicazioni precise. ― Breiablik aperto splendore. Glitnir scintillante (probabilmente da glita luccicare, splendere). Himinbjǫrg rocca del cielo. ― Giml: da associare allo stesso significato di Glasheim e Vinglf, le dimore della gioia; probabilmente corradicale di gim gemma, gioiello.

17c {27} Cfr. Vǫlusp [64].

17eAndlangr esteso, ampio. Vblinn grande blu o grande oscurit.

18c {28} Cfr. Vafrnisml [37].

19bSumar estate. Vetr inverno. Vindlni ventoso. Vindsvalr vento freddo. Vsar bagnato, umido.

20d {29} Questa strofa risulta essere una combinazione tra tre diverse strofe del Lokasenna. Pi precisamente: {29a} corrisponde a Lokasenna [21a | 29a]; {29b-29c} tratto da Lokasenna [47b-47c]; e {29d-29f} viene da Lokasenna [29d-29f]. ― Loptr altro nome di Loki.

20e Allfǫr padre di tutti. Valfǫr padre dei caduti. ― Einherjar: i guerrieri caduti, prescelti per la battaglia finale. ― Hangagu, Haptagu e Farmagu: rispettivamente dio degli impiccati, dio degli di, dio dei mercanti navigatori. ― {30} Questi versi derivano dall'elenco dei nomi di inn, meno le parti discorsive, in Grmnisml [46-50 | 54].

21brr: letteralmente tuono, dal proto-germanico *ūnraz; runico *ūnrar; anglosassone: unor; antico alto tedesco Donar. ― Ǫkurr: probabilmente rr del carro o rr la guida. Ǫku potrebbe essere il genitivo del sostantivo *aka guida, carro di cui per non si hanno notizie, anche se in due codici, il Trajectinus [] e il Wormianus [], si trova anche la grafia Akarr. Secondo Snorri il termine deriverebbe dal verbo ka guidare. Il dizionario Cleasby-Vigfsson ipotizza che tale parola derivi invece da Ukko, dio dei finni, che per alcune popolazioni, come i Čudi, era anche dio del tuono (Cleasby-Vigfsson 1864). Quest'ipotesi risulta tuttavia debole, in quanto se da un lato un'influenza finnica nella mitologia nordica sia abbastanza plausibile, dall'altro le due forme fonologiche non sembrano corrispondere (Gordon 1927). ― rvangar campi della forza; toponimo che cmopare anche nella forma rheimr casa della forza (Grmnisml [4]). Bilskrnir lampo di luce.

21c {31} Cfr. Grmnisml [23]. ― La difficolt del calcolo del numero delle stanze di Bilskrnir che hndru in norreno significava originariamente centoventi e solo in seguito questa parola venne usata per cento. Dunque, se si intende l'hndru di centoventi, seicentoquaranta sono le porte di Bilskrnir; se si intende l'hndru di cento, le porte diventano cinquecentoquaranta. Si veda al riguardo il conto del numero delle porte della sala di Valhǫll citate nella strofa successiva del poema eddico (Grmnisml [24]), di cui Snorri tratta invece molto pi avanti, quando racconta del ragnarkkr (Gylfaginning [40]).

21dTanngnjstr e Tanngrisnir digrigna-denti e trita-denti. ― Mjǫllnir: probabile derivazione da mala o mola frantumare, o anche dal gotico milhma nuvola; cfr. svedese mol, danese mulm (Cleasby-Vigfsson 1864). ― Megingjarar: cintura del potere.

22b ― La pianta cui si fa qui riferimento la Matricaria perforata, oppure la Anthemis cotula, erbacee dai fiori bianchi molto simili alle margherite comuni, ancor oggi detta Baldrsbr in Islanda o Baldeyebrow in Inghilterra. ― {32} Cfr. Grmnisml [12].

23b-23c {33-34} Questo scambio di battute tra Njǫrr e Skai, dove il primo afferma di non sopportare le montagne tanto care alla sua sposa e la seconda di detestare la vita marinaresca del marito, appartengono evidentemente a un carme andato perduto, di cui sono rimaste soltanto queste due strofe, citate da Snorri ①. Per quanto null'altro sia sopravvissuto di questa composizione, ne ritroviamo l'identico motivo in due strofe citate da Saxo Grammaticus nella sua opera, dove i due coniugi sono l'eroe danese Hadingus, amante del mare e delle imprese marinaresche, e la sua sposa Rognilda, innamorata delle montagne:

Cumque sublato iam mulo complures annos per summam armorum desuetudinem rerum agitatione vacuus exegisset, tandem diutinum ruris cultum nimiamque maritimarum rerum abstinentiam causatus et quasi bellum pace iucundius ratus talibus se ipsum culpare desidi modis aggreditur:

Hadingus, una volta ucciso il rivale, trascorse molti anni nell'inazione pi completa, lontano dalla pratica militare. Fin per darne la colpa al molto tempo dedicato alla coltivazione della terra e alla troppo lunga rinuncia alle imprese marinaresche; e, come se la guerra fosse per lui pi piacevole della pace, se la prese con s stesso per quest'ozio, dicendo cos:

Quid moror in latebris opacis,
collibus implicitus scruposis,
nec mare more sequor priori?
Eripit ex oculis quietem
agminis increpitans lupini
stridor et usque polum levatus
questus inutilium ferarum
impatiensque rigor leonum.
Tristia sunt iuga vastitasque
pectoribus truciora fisis.
Officiunt scopuli rigentes
difficilisque situs locorum
mentibus quor amare suetis.
Nam freta remigiis probare,
mercibus ac spoliis ovare,
ra aliena sequi locello,
quoreis inhiare lucris
officii potioris esset
quam salebras nemorumque flexus
et steriles habitare saltus.

Perch m'attardo in queste tane buie,
stretto in mezzo a montagne aspre, e non seguo pi,
come ho sempre fatto, il mare? Agli occhi
mi strappa, minaccioso, ogni riposo
l'urlo dei lupi in branco, e fino al cielo
s'alza feroce il grido delle belve,
la crudele impazienza dei leoni.
Tristi sono i deserti delle vette,
e pi orribili a cuori risoluti.
Rocce dure, paesaggi ostili affliggono
le menti innamorate dell'oceano.
Sperimentare con i remi i flutti,
esultare dei frutti del saccheggio,
inseguire per s il denaro d'altri,
smaniare per guadagni tolti al mare
sarebbe una missione pi attraente
che abitare meandri e precipizi
delle foreste, e sterili montagne.

Cuius uxor ruralis vit studio maritimarum avium matutinos pertsa concentus, quantum in silvestrium locorum usu voluptatis reponeret, hac voce detexit:

Sua moglie [Rognilda], che amava la vita rurale, era infastidita dal canto mattutino degli uccelli marini. Con questi versi rivel il suo piacere nel frequentare le foreste:

Me canorus angit ales immorantem litori
et soporis indigentem garriendo concitat.
Hinc sonorus stuosa motionis impetus
ex ocello dormientis mite demit otium,
nec sinit pausare noctu mergus alte garrulus,
auribus fastidiosa delicatis inserens,
nec volentem decubare recreari sustinet,
tristiore flexione dir vocis obstrepens.
Tutius silvis fruendum dulciusque censeo.
Quis minor quietis usus luce, nocte carpitur
quam marinis immorari fluctuando motibus?

Gli uccelli, cantando, mi straziano ogni volta che vivo sul mare,
mi scuote il loro garrito, se appena provo a dormire.
La furia, e l'urlo violento della marea che si frange
strappano il dolce abbandono agli occhi assonnati, e il gabbiano
a forza di grida incessanti la notte mi toglie la pace
trafiggendo di odioso fracasso le orecchie sensibili,
e appena mi stendo sul letto non lascia che trovi riposo
l'orribile voce che strepita in toni sempre pi lugubri.
Di giorno e di notte, chi coglie una messe di pace pi scarsa
di chi sia costretto ad abitare il riflusso dei moti marini?

Saxo Grammaticus: Gesta Danorum [I: viii: 18-19]

Georges Dumzil, che ha dedicato ad Hadingus un lungo studio, mostra molti punti di contatto tra Hadingus e Njǫrr e, analogamente tra Rognilda e Skai, e conclude che si tratta di due esiti diversi degli stessi personaggi (Dumzil 1970). Snorri si sarebbe affidato, per il ritratto che qui fa alle due divinit, a un poema perduto (di cui forse una parafrasi in prosa presente nello Skldskaparml). Saxo Grammaticus avrebbe invece usato in maniera massiccia il metodo evemeristico cucendo le gesta delle antiche divinit addosso a re ed eroi danesi.

23dǪndurgo o ǫndurds: dea degli sci o fanciulla degli sci. ― {35} Cfr. Grmnisml [11].

24a {36} Cfr. Grmnisml [14].

24b Flkvangr: campo della battaglia. Sessrmnir: spazio per i seggi. ― Freyjur: signore, da freyja (cfr. tedesco Frau e Frulein e islandese fr). Il Codex Traiectinus [T] riporta la forma freyjur, che abbiamo preferito per coerenza col nome della dea, mentre gli altri manoscritti riportano frvur [Rs] o frr [W | U], che comunque sono varianti contratte di freyja, attestate sin dai tempi antichi (Cleasby ~ Vigfsson 1874).

25bTrhraust: intrepido come Tr. Tspakr: saggio come Tr. ― lflir: giuntura del lupo; polso in islandese.

26aBragr karla e bragr kvinna: bragr significa poesia, ma anche il migliore, il pi importante. Quindi questi appellativi valgono sia poeta o poetessa, che il migliore o la migliore.

27aHallinski: palo [ski] inclinato [hallin], che sarebbe una kenning per ariete, di cui il nome Heimdallr un sinonimo (Cleasby ~ Vigfsson 1874 | De Santillana ~ Von Dechend 1969). Secondo un'interpretazione astronomica, l'ss bianco sarebbe una divinit dell'asse celeste, rappresentato come un palo inclinato, che sorveglia e misura il punto vernale, ovvero l'intersezione fra eclittica ed equatore celeste all'equinozio di primavera, che difatti noto anche come punto d'Ariete (punto che nella nostra epoca si trova in corrispondenza dei Pesci, per effetto della precessione degli equinozi). ― Le nove madri di Heimdallr rimandano alle nove fanciulle, figlie di gir e di Rn e personificazione delle onde, che macinano la farina di Amli, ovvero la sabbia del mare. ― Gullintanni: denti d'oro.

27b {37} Cfr. Grmnisml [13].

27c {38} L'Heimdallargaldr, l'Incantesimo di Heimdallr, andato perduto, tranne i due versi qui citati da Snorri insieme al titolo.

28a ― L'intervento funesto cui si fa cenno a proposito di Hǫr la sua inconsapevole uccisione di Baldr a causa di un inganno perpetrato da Loki, in [ 49].

29a ― La scarpa di Varr pesante perch viene fabbricata nel corso di tutte le epoche con i ritagli di pelle che i calzolai tagliano dalla punta o dal tacco. Grazie a questa scarpa Varr potr uccidere il lupo Fenrir e vendicare inn durante il ragnarkkr. Cfr. [ 51].

32b {39} Cfr. Grmnisml [15].

34a Il termine Fenrislfr originariamente significava il lupo disceso da Fenrir (Gordon, 1927), come viene attestato nell'Helgakvia Hundingsbana in fyrri [42].

Fair varattu
fenrislfa
ǫllum ellri,
sv at ek muna,
sz ik geldu
fyr Gnpalundi
ursa meyjar
rsnesi.
Padre non fosti
dei lupi di Fenrir
di tutti pi antico,
questo io ricordo:
tu fosti evirato
avanti Gnpalundr
dalle gigantesse
presso rsnes.

Lja Edda > Helgakvia Hundingsbana in fyrri [42]

In seguito, scaldi come Eyvindr Skaldaspillir e altri iniziarono a usare Fenrislfr come nome proprio significante lupo Fenrir; anche Snorri adott questa accezione dell'antico appellativo del lupo.

34bljnir: bagnato dalla pioggia. Hungr: fame. Sultr: carestia. Ganglati: pigro. Ganglǫt: pigra o trasandata. Fallandafora: passo traballante. Kǫr: lettiga, letto di malattia. Blkiandabǫl: luminosa sventura. Vn: speranza.

35cSkkvabekkr: panche sommerse (cfr. Grmnisml [7]) ①.

Skkvabekr heitir enn fjri,
en ar svalar knego
unnir yfir glymja;
ar au inn ok Sga
drekka um alla daga
glǫ or gullnom kerom.
Skkvabekkr si chiama la quarta,
l dove possono gelide
onde sopra scrosciare.
L inn e Sga
bevono tutti i giorni,
lieti, in coppe d'oro.
Lja Edda > Grmnisml [7]

35e ― Non sicuro che la Gefjun apparsa in [1] sia da identificare con la dea qui citata, nonostante anche della prima era detto fosse della stirpe degli sir [var ein af sa tt]. Giorgio Dolfini sostiene che questa Gefjun nulla abbia a che fare con quella del primo capitolo (Dolfini 1975).

35g ― Difficile trovare un'interpretazione per i quattro epiteti di Freyja qui citati, anche se se ne intuisce l'associazione con la fecondit e la sensualit: Mardǫll qualcosa di associato al mare, forse splendore del mare (Isnardi 1991); Hǫrn forse velo (?); Gefn pu derivare dal verbo gefa dare, donare, quindi dono, ma pu anche essere una forma poetica per donna, soprattutto nel composto hǫrgefn; quindi da associare al precedente Hǫrn; Sr: scrofa. ― Hnoss: preziosa. ― La misteriosa collana dei Brsingar [Brsingamen] e la sua importanza per Freyja vengono riportati anche nel rymskvia [53].

Rei var Freyja
ok fnasai,
allr sa salr
undir bifisk,
stǫkk at it mikla
men Brsinga.
Furiosa divenne Freyja
ansava per la rabbia,
la sala tutta degli sir
da sotto rimbombava:
nel nulla era sparita
dei Brsingar la collana.
Lja Edda > rymskvia [53]

E.V. Gordon fa notare che i Brsingar, che fabbricarono la collana, dovevano essere nani o elfi del fuoco. Una traccia del loro nome associato al fuoco rimarrebbe anche nel termine antico norvegese brsingr fuoco e dal norvegese moderno brising fiamma (Gordon 1927). Nel Sǫrla ttr si racconta che un giorno Freyja giunse presso una grande pietra dove abitavano quattro nani chiamati lfrigg, Dvalinn, Berlingr e Grrr. L'entrata era aperta e cos vide che stavano fabbricando una meravigliosa collana, mentre, dal canto loro, i nani si invaghirono subito della dea. Quando Freyja offr loro ori e altre ricchezze per comprare il gioiello, i nani risposero che avrebbero acconsentito a cedergliela solo se lei avesse giaciuto per una notte con ciascuno di essi. Pur di ottenere la collana, la dea acconsent. Il Brsingamen si associa dunque fin dagli inizi come simbolo di vita sensuale e di fecondit, aspetti dell'esistenza che pertengono a Freyja. Il prezioso monile verr in seguito rubato dal nemico dell'ordine naturale Loki, come racconta lo scaldo Ulfr Uggasson nella Hsdrpa, e sar restituito da Heimdallr, il guardiano cosmico, dopo che i due si saranno affrontati a Singasteinn in un duello in cui assumono la forma di foche. Anche nel Bēowulf il monile di Freyja viene chiamato Brōsinga mene, nominato quando l'eroe Hama (Heimir in norreno) lo sottrae a Eormenric (norreno Jǫrmunrekr). La storia di Hama/Heimir potrebbe essere una traslazione successiva del pi antico episodio di Heimdallr e Loki.

35hSjǫfn: il nome di questa dea dell'amore viene citato una sola volta nella Prose Edda di Snorri, mentre non si trova mai nella Lja Edda. Nella poesia scaldica si trova in rarissime occasioni come generico epiteto di dea o di donna, forse derivato da sefi affetto, amore. Potrebbe anche trattarsi di un ulteriore nome di Freyja, sconosciuto a Snorri.

35i ― Nel testo islandese c' un sottile gioco di parole, difficile da rendere in italiano, fra il nome della dea Lofn, il sostantivo lof permesso, concessione (ma anche preghiera) e il participio lofu, pregata, lodata.

35j Vrar: voti, giuramenti.

35k Vǫr: cosciente (cfr. antico inglese wr patto, accordo e inglese ware consapevole).

35l Syn: rifiuto, protesta, smentita.

35mHleinir: da hleina proteggersi.

35nSnotr: saggio.

35oHfvarpnir: lancia-zoccoli.

35sSl e Bil: si veda [11].

36b {42} Cfr. Grmnisml [36].

36cValkirja: lett. colei che sceglie i caduti, da valr, caduto, ucciso e kjsa, scegliere.

37d Barrey: il nome di questo luogo sembra indicare l'isola di Barra, nelle Ebridi, da una precedente forma Barra-ey isola di Barra (cfr. aggettivo Barreyskr dell'isola di Barra), anche se nello Skrnisml lo stesso nome, nella grafia alternativa di Barri, viene dato a un boschetto:

Barri heitir,
er vit bi vitom,
lundr lognfara;
en ept ntr no
ar mun Njarar syni
Gerr unna gamans.
Barri si chiama
quel che noi due conosciamo,
bosco di silenti sentieri.
E fra nove notti
l col figlio di Njǫrr,
Gerr scambier passione d'amore.
Lja Edda > Skrnisml [39]

{43} Cfr. Skrnisml [42].

37e ― Beli: non si hanno molte notizie di questo personaggio n del mito dell'uccisione di Beli. Sopravvive solo un riferimento nella kenning uccisore di Beli riferita a Freyr. Si detto si tratti del fratello di Gerr, la quale afferma, nel momento che Skrnir arriva alla sua porta, di temere per la morte del fratello (Skrnisml [16]). L'interpretazione crea alcune difficolt: Skrnir fuori della porta e non Freyr. Inoltre la morte di Beli non ancora avvenuta, in quanto Freyr ha appena ceduto la sua spada.

Inn bi hann ganga
okkarn sal
ok drekka inn mra mjǫd;
ek hitt umk
at hr ti s
minn brurbani.
Dunque pregalo di entrare
nella nostra sala
e di bere il miglior idromele;
anche se ho timore
che qui fuori attenda
l'assassino di mio fratello.
Lja Edda > Skrnisml [16]

38c {44} Cfr. Grmnisml [18]. Shrmnir, Andhrmnir ed Eldhrmnir sono composti di hrmnir, derivato da hrm fuliggine, quindi possono valere rispettivamente: bestia fuligginosa, [colui che ] esposto alla fuliggine e fuligginoso [a causa del] fuoco. ― Einherjar: sono i guerrieri caduti che formano l'esercito di inn e che combatteranno al suo fianco durante il ragnarkkr. Dubbia l'etimologia di questo nome, che pu significare unico esercito, in riferimento alla battaglia finale.

38f {45} Cfr. Grmnisml [19]. Geri: predone. Freki: goloso. Herjafǫr: padre degli eserciti, epiteto di inn.

38g Dǫgurarmli: lett. ora del pasto diurno, il momento della colazione, che veniva consumata al dagml, ovvero alle nove del mattino. Probabilmente era il pasto principale della giornata (Zoga, 1910). Hrafnagu: dio dei corvi, epiteto di inn. Huginn: pensiero. Muninn: memoria. ― {46} Cfr. Grmnisml [20].

39c Lrar: Giorgio Dolfini riporta che secondo alcuni commentatori non un albero a s, ma la parte superiore di Yggdrasill (Dolfini 1975).

40c {47} Cfr. Grmnisml [23].

41b {48} Cfr. Vafrnisml [41].

41c {49} Cfr. Grmnisml [44].

42c rim misserum: in tre stagioni. Si noti che presso i Germani l'anno era diviso in due stagioni semestrali o misseri: inverno ed estate. Le tre stagioni di cui qui si parla corrispondono dunque a un anno e mezzo. Fyrsta vetrardag: il primo giorno d'inverno, solitamente un sabato [laugardagr], che cadeva fra il 10 e il 16 ottobre e dava inizio al primo mese invernale, detto gormnar.

42h {50-51} Cfr. Vǫlusp [25-26].

42f Jǫtunmr furia dei giganti, stato di furore incontrollabile e devastante cui vanno soggetti i giganti e altri esseri soprannaturali.

44 Hr egir rii: non chiaro a cosa si riferisca questo titoletto o glossa che si trova, come gli altri, sul Codex Uppsaliensis [U] Traducendo alla lettera, significa qui rii tace, poich il verbo egja tacere, mantenere il silenzio, essere silenzioso, sembra essere esclusivamente intransitivo. La frase si riferisce forse al fatto che nella versione del Codex Uppsaliensis di questo capitolo dnno risposta a Gangleri solo Hr e Jafnhr, ma non rii, il quale comunque nei capitoli successivi riprender ancora la parola. Negli altri tre manoscritti, invece, proprio rii che risponde per ultimo a Gangleri e inizia a raccontare la saga di rr e tgaraloki, non prima di averlo ammonito con queste parole: ora per dovrai tacere [En r er at egja], per cui abbiamo preferito tradurre il titoletto Qui interviene rii, interpretando pi liberamente il titolo e adattandolo al contesto.

44f jlfi e Rǫskva: i due figli del fattore probabilmente appartenevano in origine al mondo divino o soprannaturale. Il nome jlfi, che contiene infatti la radice lf- elfo, pu valere elfo ladro; nel capitolo successivo viene infatti detto il pi veloce fra gli uomini. Il nome di Rǫskva pu essere corradicale del verbo rǫskvast crescere, svilupparsi, quindi poteva essere una figura legata alla fertilit e alla fecondit. tta: l'ultima parte della notte.

45d Skrmir: corradicale di skr ornamento, addobbo, quindi l'adorno, nell'accezione di travestito, sotto mentite spoglie, come risulter pi chiaro in seguito.

45j tgaraloki Loki di tgarr, diverso dal Loki degli sir che accompagna rr. Forse in origine chi accompagnava rr in questo episodio era un altro personaggio, che poi successivamente stato identificato con lo stesso Loki, per cui assistiamo in qui a uno sdoppiamento della personificazione e della funzione di Loki: da un lato l'aspetto malvagio e ingannatore che si fa beffe degli sir nella forma di tgaraloki, dall'altro il Loki esperto di stratagemmi, ma salvifico, amico e alleato di rr.

45k ― ...gli sir non gli augurassero buona fortuna [eigi er ess getit at sirnir bi heila hittask]: questa allusione diverr pi chiara in seguito, quando verr svelata la relazione fra Skrmir e tgaraloki.

46kVtishorn: letteralmente corno della punizione. Quando gli appartenenti alla drtt, la corte di un sovrano nordico, non rispettavano le leggi o le consuetudini del gruppo, potevano subire punizioni di vario tipo, fra cui c'era anche quella della bevuta tutta d'un fiato da un corno che solitamente veniva riservato per tale scopo, detto per l'appunto vtishorn.

47cGrsjrn: parola dal dubbio significato, ma che probabilmente si riferisce a un oggetto di ferro con propriet magiche. Dei due termini che la compongono, si ritiene che il primo sia un prestito dall'antico irlandese grs arte, opera d'arte, mentre jrn la parola norrena per ferro, da cui la scelta di tradurre fil di ferro incantato, condivisa anche da altri traduttori come Antony Faulkes e Giorgio Dolfini (Dolfini 1975 | Faulkes 2005). Altri studiosi fra cui Vigfsson, Brodeur e Anderson rimangono pi generici, traducendo semplicemente con ferro o filo di ferro.

47d ― I nomi propri dei personaggi chiamati da tgaraloki creano un immediato gioco semantico con le facolt di cui sono dotati. In particolare Logi significa fiamma e infatti viene descritto come vilieldr fuoco selvaggio.

47e ― Hugi sinonimo di hugr mente, pensiero.

47g ― Questo inciso eziologico non fa parte del discorso di tgaraloki. Sono parole di rii, o anche di Snorri, che interrompono per un attimo la tensione drammatica della narrazione.

47i ― Elli significa infine vecchiaia.

48b ― Questo Hymir non lo stesso Ymir descritto nei primi capitoli del Gylfaginning, anche se la grafia nel testo nordico identica. Dei quattro manoscritti, l'unico che differenzi seppur di poco il nome di questo gigante da quello del macroantropo Ymir il Codex Uppsaliensis [U] dove viene chiamato Eymir. Nel testo nordico abbiamo preferito lasciare la grafia pi frequente, ovvero Ymir, ma per maggiore chiarezza nella traduzione utilizziamo la forma Hymir, che generalmente quella pi usata per questo personaggio, in analogia anche con l'Hymiskvia, l'Hrbarslj e il Lokasenna, in cui viene nominato questo gigante. Anche la normalizzazione del Gylfaginning di Anthony Faulkes adotta questo principio (Faulkes 2005).

48d ― Himinhrjr: muggito celeste? (Brodeur 1916). ― Nǫkkvi: una piccola imbarcazione a remi.

49 ― In questo capitolo vengono illustrati alcuni dettagli del funerale nordico: il morto veniva posto sulla propria nave, su cui veniva allestita una pira per il rogo funebre. Insieme al defunto venivano poste una o pi fanciulle (serve che si offrivano volontarie) e i suoi beni pi preziosi, fra cui il suo cavallo. Fra gli astanti, chi voleva aggiungeva alla pira un proprio tributo: spesso un monile prezioso, armi, cibo o altri beni. Il rito del funerale nordico viene riportato in maniera molto simile dal viaggiatore arabo Ahmad ibn Faḍlān nel suo Kitāb ilā malik al-Saqāliba, Libro sul re dei Saqāliba, in cui narra del proprio incontro con i Variaghi o Rus', popolazione scandinava stanziata lungo il corso del Dnepr e del Volga (Prtner 1972).

49cing: assemblea degli uomini liberi e, per estensione, qualunque forma di assemblea riunita per motivi politici, giudiziari o consultivi. In Islanda, in epoca vichinga, fu costituita un'assemblea generale di tutta l'isola, l'Aling, che pu essere considerata la prima forma di parlamento democratico in Europa.

49eVpn ea viir: letteralmente arma o albero. Qui si preferito rendere arma o legno, nel senso di armi da taglio e da lancio, che solitamente erano di legno. In questo caso per viir volutamente ambiguo in quanto anticipa il ruolo che un ramo di vischio avr in seguito per la morte di Baldr.

49qGjallarbr: ponte sul fiume Gjǫll.

49y {52} Karls sonar: figlio del karl. Karl in norreno sta per uomo libero, proprietario terriero, brav'uomo. Poich si parla di Baldr, sembra evidente che karl sia riferito a inn, anche se questa classe sociale generalmente associata a rr. Probabilmente, questa strofa pronunciata da ǫkk, attestata solamente in Snorri, apparteneva a un antico poema perduto sulla morte di Baldr.

51aRagnark[k]r la forma utilizzata nell'Edda di Snorri e significa letteralmente crepuscolo degli di. Il termine regin in poesia come in prosa spesso assume il significato di poteri, potenti per indicare gli di, i quali a loro volta rappresentano le forze che sorreggono e ordinano l'universo. Per estensione, regin arriva talvolta a designare tutto il mondo, per cui anche corretta l'interpretazione pi popolare di ragnarkr come fine del mondo. Rk[k]r significa infatti crepuscolo, fine. Nella Lja Edda si ritrova invece la forma ragnarǫk, di analoga grafia ma, almeno in origine, di diverso significato: il secondo termine del composto, rǫk, vuol dire principalmente origine, ragione, ma pu anche essere inteso come segno, portento, cosa o fatto meraviglioso. L'espressione ragnarǫk aveva dunque probabilmente il significato originale di storia degli di e del mondo (Cleasby ~ Vigfsson 1874), forse inteso come totalit della sapienza mitologica, anche se il termine si specializz assai presto in senso escatologico, in riferimento alla fine del mondo. L'espressione utilizzata da Snorri, ragnarkr, ormai specifica in quest'ultima sfera di significato.

51bFimbulvetr: inverno prodigioso. Secondo alcuni, il mito dell'inverno innaturalmente lungo e maligno potrebbe essere un lontano ricordo, estremizzato e amplificato, di una stagione particolarmente rigida, magari una fase climatica fredda o una vera e propria glaciazione. In effetti l'ultima glaciazione, quella di Wrm, termin attorno all'anno 8200 a.C. e in seguito a essa si ebbero altri periodi di raffreddamento globale del pianeta. Tuttavia si parla di un inverno escatologico anche in altre culture indoeuropee, come nella tradizione iraniana. ― Come spiegato alla nota 42c, le stagioni [misseri] del calendario nordico erano semestrali; dunque tre stagioni [rr saman] corrispondono a un anno e mezzo, che inizia con un inverno, si chiude con un inverno, e al centro non ha estate.

51c {53} Cfr. Vǫlusp [45]. ― Hart er me hǫlum: il quinto verso identico in tutti i manoscritti, a eccezione del Codex Uppsaliensis [] ove si ritrova la variante [har]t er heimi, ovvero dura prova per il mondo anzich per gli uomini. Il termine hǫlr riportato nelle fonti pi antiche anche come harlr, da cui si evince che la inflessiva e non radicale. Questa parola ha in realt un'accezione specifica in campo amministrativo e legale: indicava infatti una classe di proprietari terrieri dotati di speciali diritti. In poesia hǫlr diviene sinonimo di uomo.

51j Gnipahellir, caverna della vetta, il luogo dove legato il cane Garmr, come affermato nel cupo ritornello che si ripete per ben quattro volte in Vǫlusp [44 | 49 | 54 | 58]. Il toponimo viene riportato in questa forma in tre dei quattro codici dell'Edda di Snorri [s | | ], i quali riportano che Garmr legato davanti a Gnipahellir [fyrir Gnipahelli]. Il Codex Uppsaliensis [] scrive invece in Gnipalundr [fr Gnipalundi]. Il toponimo Gnipalundr, bosco della vetta, attestato in un poema eddico come il luogo dello sbarco della flotta dell'eroe Helgi (Helgakvia Hundingsbana in fyrri [30 | 34 | 40 | 50), e sembra trattarsi di un luogo geograficamente situato sulle coste del Baltico, per quanto non identificabile con certezza. Al contrario, Gnipahellir pare appartenere alla geografia mitica. Ci si pu dunque chiedere per quale motivo il codice [] sostituisca Gnipahellir con Gnipalundr: si tratta di una confusione tra due toponimi col nome affine, oppure c' una relazione di qualche tipo?

51o {54-62} Cfr. Vǫlusp [45-57]. ― {57} Bleistr: fratello di Loki, cfr. [33]. ― {58} Questa strofa era gi stata citata da Snorri in [4f: vi]. {59} Hln: qui sembrano confondersi le figure di Hln e Frigg, oppure Hln in questo caso da intendersi come epiteto di Frigg: il secondo lutto infatti la morte di inn, mentre il primo probabilmente la morte di Baldr. ― {60} Hverungr: apparentemente un altro nome di Loki (ma l'epiteto anche attribuito a inn). ― {61} Hlǫyn (o Hlyn): nome di Jǫr, madre di rr.

51p {63} Cfr. Vafrnisml [18].

52b Brimir: nome dal significato incerto, ma probabilmente spumosa, in riferimento alla buone bevande (come la birra) che qui i giusti troveranno. Pi che il nome della sala, potrebbe anche essere quello del suo possessore, in particolare potrebbe trattarsi di un altro dei nomi di Ymir. Effettivamente, nella Vǫlusp viene espressamente ricordata una...

...bjrsalr jǫtuns,
en s Brimir heitir.

...sala da birra del gigante
che chiamato Brimir.

Lja Edda > Vǫlusp [37]

Nel Codex Uppsaliensis [] la sala viene chiamata Briml, in probabile analogia con Giml. Nel Codex Wormianus, inoltre, al posto della frase hann stendr ok himni anch'essa sta in cielo, si trova hann stendr klni essa si trova in klnir, nome di luogo non meglio precisato, che significa mai freddo e che viene citato anche in Vǫlusp [37]. ― Niafjǫll: letteralmente monti della luna calante; da ni luna calante e fjǫll monti. ― Sindri: nello Skldskaparml il nome di un nano, mentre in Vǫlusp [37] il nome dell'antenato degli abitanti della sala.

52c Nstrandir: spiagge dei cadaveri, da nr cadavere e strǫnd spiaggia.

52d {64-65} Cfr. Vǫlusp [38-39].

52e {66} Cfr. Vǫlusp [39].

53bRnar snar, le loro rune. Il termine rn significava in origine segreto o mistero (cfr. norreno rna fare discorsi segreti, tedesco raunen sussurrare), e quindi, per estensione sapienza magica. Solo successivamente il termine si spostato dal mondo dell'oralit a quello della parola scritta, indicando quindi i segni dell'alfabeto runico [fuark], ai quali venne peraltro attribuito un carattere magico, com' evidente dalle iscrizioni rimaste su amuleti, pietre, armi e ossa. ― Le pedine dorate [gulltǫflur]: pezzi di un gioco da tavolo come la dama o gli scacchi. Nella Vǫlusp si racconta che gli di durante l'et dell'oro, caratterizzata da abbondanza e spensieratezza, passavano il loro tempo alla scacchiera e compare il verbo tefla giocare al tavolo oppure giocare a scacchi.

Teflu tni,
teitir vru...

Nel cortile giocavano a scacchi;
erano ricchi...

Lja Edda > Vǫlusp [8]

Il ritrovamento da parte degli di sopravvissuti delle pedine d'oro simboleggia l'inizio di una nuova et dell'oro, poich il cosmo ha ritrovato un nuovo ordine. Seguendo l'interpretazione astronomica di De Santillana, lo si pu interpretare come l'inizio di un nuovo ciclo cosmico che viene segnato dallo spostamento del centro di rotazione celeste a seguito della precessione degli equinozi. Le pedine dorate potrebbe quindi essere una metafora per indicare le stelle, ritrovate perch disposte in un nuovo ordinamento celeste. (De Santillana ~ Von Dechend 1969) Sicuramente il gioco a cui qui si fa riferimento era qualcosa di diverso dai nostri scacchi. Un frammento di una scacchiera, rinvenuto a Wimose (Danimarca) in una tomba risalente al 400 d.C., rivela un tavoliere di diciotto caselle per lato, senza distinzione di colore. I pezzi erano simili a quelli della dama e sembra si muovessero sulle intersezione tra le linee. Il gioco consisteva in una sorta di assedio: le pedine bianche, schierate sul perimetro della scacchiera, dovevano conquistare il re, inizialmente posto al centro della tavola e difeso dalle pedine nere. Forse si faceva uso anche di un dado. Nella gara di sapienza fra Gestumblindi (inn) e re Heirekr si accenna per ben tre volte a questo gioco, che viene chiamato Hnettafl o Hnefatafl (Hervǫrs saga [10]). La parola tafl (cfr. latino tabula) indica il tavolo, il piano di gioco, la scacchiera in s, e quindi, come verbo, il giocare generico. Hnefi era il pezzo principale della scacchiera, che aveva pi o meno un'analoga funzione al re negli scacchi moderni. Gli scacchi come li conosciamo noi arrivarono in Scandinavia in epoca pi tarda e soppiantarono il Hnefatafl solo intorno al XVI secolo.

53c {67} Cfr. Vafrnisml [51]Vingnir: nome che si ritrova per indicare sia rr che inn in diverse fonti. In questo caso, dato il contesto, un nome di rr. Tuttavia in Skldskaparml [11] lo stesso rr viene detto fstri Vingnis, ovvero figlio adottivo di Vingnir, per cui il medesimo nome sembra riferirsi ad inn. jlfr r Hvni nel suo Haustlǫng riportato in Skldskaparml [25], usa Vingnir per riferirsi a un gigante, che per potrebbe essere sempre rr. Se ne noti inoltre l'analogia col nome Vingrr.

53d ― Hoddmmir: probabilmente il nome di un gigante della prosperit (da hodd tesoro), oppure un nome alternativo del gigante Mmir (Faulkes 2005). Potrebbe anche trattarsi di un semplice toponimo che allude a prosperit e abbondanza. ― Lf e Leifrasir: rispettivamente vita e ostinazione di vita.

53e {68} Cfr. Vafrnisml [45].

53fHon lei e mur sinnar sua madre sono riferiti al sole, che nel nordico come nelle altre lingue germaniche di genere femminile. Nella nostra traduzione si preferito lasciare i riferimenti femminili del sole, anche per non perdere il nesso con i versi successivi.

53g {69} Cfr. Vafrnisml [47]. ― lfrǫul: composto di rǫull, aura, gloria e, in poesia, sole (cfr. nota 1b). Si tratta di un altro nome poetico del sole, letteralmente luce degli elfi.

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BIBLIOGRAFIA
Archivio: Biblioteca - Guglielmo da Baskerville
Area: Germanica - Brynhilldr
Traduzione e note di Stefano Mazza.
Creazione pagina: 21.10.2006
Ultima modifica: 23.04.2015
 
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