SCHEDARIO

GERMANI
Scandinavi

MITI GERMANICI
Hrímfaxi ~ Skinfaxi
HRÍMFAXI ~ SKINFAXI
I destrieri, rispettivamente, di Nótt e Dagr, i quali tirano i carri su cui madre e figlia portano la notte e il giorno su tutta la terra.

* * *

 
MITOLOGIA
MITI
  • Allföðr pone Nótt e Dagr nel cielo, e dà loro due cavalli e due carri, affinché cavalchino ogni dodici ore attorno alla terra.
  • Nótt corre per prima su quel cavallo che si chiama Hrímfaxi, «criniera di brina», e dalla schiuma del suo morso viene la rugiada che bagna la terra ogni mattino.
  • Dagr viene dopo di lei, sul cavallo chiamato Skinfaxi, «criniera lucente», che col suo manto illumina tutto il cielo e la terra.
FILOLOGIA
ORTOGRAFIA

  ORTOGRAFIA
NORMALIZZATA
LEZIONE DEI
MANOSCRITTI

FONTI

Norreno Hrímfaxi Rimfaxi
Hrimfaxí
Edda poetica | Edda in prosa
 
Norreno Skinfaxi Scinfaxi
Skinfaxi
Edda poetica | Edda in prosa

ETIMOLOGIA

I cavalli del giorno e della notte, Skinfaxi e Hrímfaxi, hanno nomi parlanti, il cui significato è rispettivamente «criniera lucente» (in quanto illumina il cielo e la terra con la luce sprigionata dal suo manto) e «criniera di brina» (in quanto dalla schiuma che gocciola dal suo morso si forma la rugiada che ogni mattina cade sulla terra).

Il secondo elemento di entrambi i nomi, faxi, vuol dire in norreno «criniera». È termine che caratterizza i nomi composti di alcuni destrieri mitologici.

Il sostantivo skin significa «lucentezza» (cfr. tedesco Schein), soprattutto quella degli astri. Tra i composti poetici troviamo sólskin «luce del sole», o tunglskin «chiarore lunare».

In norreno, hrím vuol dire «brina» (cfr. anglosassone hrīm, inglese rime; tedesco Reif, danese rim-frost). Troviamo il termine attestato in composti poetici come hrím-steinar «rocce brinate», hrím-frosinn «gelo brinato», hrím-kalkr «calice di brina», con riferimento alla schiuma della birra, o hrím-fextr «crestato di brina», intendendo in quest'ultimo caso le onde del mare, con espressione simile al nome del nostro destriero Hrímfaxi. I giganti sono spesso legati alla brina, intesa come ambiente ghiacciato e ostile in cui alcuni di essi dimorano, i cosiddetti hrímþursar, i «giganti di brina».

LETTURA

I due cavalli del giorno e della notte sono citati, separatamente, in due strofe del Vafþrúðnismál.

Di Skinfaxi dice:

Skinfaxi heitir,
er inn skíra dregr
dag um dróttmögu;
hesta beztr
þykkir hann með reiðgotom,
ey lýsir mön af mari.
Skinfaxi si chiama
chi il chiaro trascina
giorno [Dagr] per le schiere umane.
Dei destrieri lo si stima
il migliore tra i Reið-Goti.
Di quel cavallo risplende la criniera.
Edda poetica > Vafþrúðnismál [12]

E di Hrímfaxi:

Hrímfaxi heitir,
er hverja dregr
nótt of nýt regin;
méldropa fellir
hann morgin hvern;
þaðan kemr dögg um dala.
Hrímfaxi si chiama
chi una ad una trascina
la notte [Nótt] sugli dèi propizi.
La schiuma dai denti
gocciola al mattino,
da cui viene la rugiada sulle valli.
Edda poetica > Vafþrúðnismál [14]

Ma è Snorri che raccoglie le fila di questi due mitici cavalli, narrando:

Þá tók Allföðr Nótt ok Dag, son hennar, ok gaf þeim tvá hesta ok tvær kerrur ok setti þau upp á himin, at þau skulu ríða á hverjum tveim dǿgrum umhverfis jörðina. Ríðr Nótt fyrri þeim hesti er kallaðr er Hrímfaxi, ok at morni hverjum døggvir hann jörðina af méldropum sínum. Sá hestr er Dagr á heitir Skinfaxi, ok lýsir allt lopt ok jörðina af faxi hans. Quindi Allföðr prese Nótt e Dagr, figlio di lei, diede loro due cavalli e due carri e li mandò su in cielo, affinché cavalcassero ogni dodici ore attorno alla terra. Nótt corre per prima su quel cavallo che si chiama Hrímfaxi e ogni mattino esso bagna la terra con la schiuma del suo morso. Il cavallo che possiede Dagr si chiama Skinfaxi perché col suo manto illumina tutto il cielo e la terra.
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [10]

I due cavalli sono citati anche nell'elenco dei nomi dei destrieri divini, nelle þulur.

Viceversa, essi non vengono citati nell'elenco dei destrieri degli Æsir del Grímnismál [30], né nella versione in prosa di questa strofa che dà Snorri in Gylfaginning [15].

FONTI

Edda poetica > Vafþrúðnismál [12 | 14]
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [10]
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Skáldskaparmál [74]
Þulur > Hesta heiti [1 | 4]

BIBLIOGRAFIA
RIFERIMENTI
IMMAGINI
   
Nótt
Dipinto di Peter Nicolai Arbo
 [MUSEO]
Dagr
Dipinto di Peter Nicolai Arbo
 [MUSEO].
Nótt e Dagr
Illustrazione di autore sconosciuto
   
PAGINE
Il tempo e gli elementi - Lupi che corrono in cielo

Creazione pagina: 01.01.2009
Ultima modifica: 23.08.2010

 
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