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LETTERATURA
► Fonti norrene
Di una terra abitata dagli Álfar tratta innanzitutto il
Grímnismál, che introduce il novero
delle dodici dimore degli Æsir
[4-7] con questo laconico helmingr, da cui
sembra di capire che il mondo degli elfi non fosse lontano da quello abitato
dagli dèi:
Land er heilagt
er ek liggja sé
ásom ok álfom nær... |
Sacra è la terra
ch'io stendersi vedo
agli
Æsir e agli
Álfar vicina...
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Ljóða Edda
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Grímnismál [4] |
Ma l'Álfheimr è citato con il suo nome nella strofa successiva del
poema, dove viene elencato come una delle dodici dimore degli
Æsir e, come tale, viene attribuito a
Freyr:
La festa del primo dente [tannfé] veniva celebrata allorché a un neonato
spuntava il primo dentino. Ben fortunato può dunque dirsi
Freyr, ad aver ricevuto un così magnifico dono quando ancora era nella
culla. Di tale leggenda, però, come di un legame di
Freyr con Álfheimr, non abbiamo altre notizie in tutta la letteratura.
Per avere notizie più dettagliate sul mondo di Álfheimr dobbiamo rifarci
al solito Snorri. Alla domanda di Gylfi, su
quali luoghi vi siano in cielo,
Hár tratta innanzitutto di Álfheimr e afferma fosse abitato da una
specifica categoria di álfar, i
Ljósálfar «elfi chiari». Al
proposito, Snorri traccia un contrasto con i
Døkkálfar «elfi scuri», che vivevano invece sotto terra.
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Margir staðir eru þar göfugligir. Sá er einn staðr þar
er kallaðr er Álfheimr. Þar byggir
fólk þat er Ljósálfar heita, en
Døkkálfar búa niðri í jörðu, ok
eru þeir ólíkir sýnum ok miklu
ólíkari reyndum. Ljósálfar eru
fegri en sól sýnum, en Døkkálfar
eru svartari biki. |
Molti gloriosi posti esistono [in cielo]. Vi è un luogo chiamato
Álfheimr, dove abita quel popolo detto dei
Ljósálfar; sotto terra
abitano invece i Døkkálfar,
che sono dissimili dai primi nell'apparenza, ma ancor più nella realtà. I
Ljósálfar sono più belli
d'aspetto del sole, mentre i
Døkkálfar sono più neri della pece. |
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Snorri
Sturluson:
Prose Edda
>
Gylfaginning
[17] |
Tale descrizione – un mondo celeste abitato dai
Ljósálfar – può essere messa
in relazione con un'ulteriore notizia, sempre riferita da Snorri, su un terzo
cielo, chiamato
Víðbláinn, anch'esso dimora degli
«elfi chiari».
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Svá er sagt at annarr
himinn sé suðr ok upp frá þessum
himni, ok heitir sá himinn
Andlangr, en hinn þriði himinn sé
enn upp frá þeim, ok heitir sá
Víðbláinn, ok á þeim himni hyggjum
vér þenna stað vera. En Ljósálfar
einir hyggjum vér at nú byggvi þá
staði. |
Così è detto, che un altro cielo si trovi a sud, al di sopra di questo, chiamato
Andlangr; ma ancora sopra a questi c'è il terzo cielo, che si chiama
Víðbláinn. In questo cielo noi
crediamo che si trovi quella dimora, ma solo i
Ljósálfar, noi pensiamo,
fino a ora vi abitano. |
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Snorri
Sturluson:
Prose Edda
>
Gylfaginning
[17] |
Non ne sappiamo abbastanza, purtroppo, per
identificare Álfheimr con
Víðbláinn.
► Fonti medio-inglesi
In diverse ballate popolari in medio inglese, perlopiù provenienti dal nord
dell'Inghilterra o dalla Scozia, compare una regina degli esseri soprannaturali,
definita Queen of Elphame. Questo termine, che si ritiene derivato da un
anglosassone *Ælfham, è il mondo incantato delle creature fatate e
soprannaturali, ragion per cui viene tradotto in inglese corrente con Elfland
(Elvenland) o addirittura Fairyland. Leggiamo nella ballata
Thomas the Rhymer:
«Hail to thee Mary, Queen of Heaven!
For thy peer on earth could never be.»
«O no, O no, Thomas» she said,
«That name does not belang to me;
I am but the queen o' fair Elfland,
That am hither come to visit thee». |
«Salve a te, Maria, Regina del Cielo!
Pari a te non c'è sulla Terra!»
«No, no, Thomas» disse ella,
«quel nome non mi appartiene;
io sono la regina del fatato Elfland,
e sono venuta a farti visita».
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Child's Ballads > [37] Thomas the Rhymer |
Anche in alcune fiabe inglesi viene citato questo mondo degli elfi. In
Childe Rowland, ad esempio, l'Elfland
viene descritto in maniera piuttosto oscura e sinistra (Jacob
1890). |