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ETIMOLOGIA Álfheimr significa «casa
degli elfi», dalla parola álfr «elfo» (si veda per l'etimologia) e la
parola heimr «casa, patria, mondo» (da un protogermanico *haimaz;
cfr. antico alto tedesco haim, tedesco Heim «casa» ed
Heimat «patria», olandese heem «casa»; anglosassone hām,
inglese home «casa»; danese hjem, svedese hem, norvegese
hejm «villaggio»).
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LETTURA
Fonti norrene
Di una terra abitata dagli elfi tratta innanzitutto il
Grímnismál, che introduce il novero
delle dodici dimore degli Ćsir
[4-7] con questo laconico helmingr, da cui
sembra di capire che il mondo degli elfi non fosse lontano da quello abitato
dagli dči:
Land er heilagt
er ek liggja sé
ásom ok álfom nćr... |
Sacra č la terra
ch'io stendersi vedo
agli
Ćsir e agli
elfi vicina...
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Edda poetica
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Grímnismál [4] |
Ma l'Álfheimr č citato con il suo nome nella strofa successiva del
poema, dove viene elencato come una delle dodici dimore degli
Ćsir e, come tale, viene attribuito a
Freyr:
La festa del primo dente [tannfé] veniva celebrata allorché a un neonato
spuntava il primo dentino. Ben fortunato puň dunque dirsi
Freyr, ad aver ricevuto un cosě magnifico dono quando ancora era nella
culla. Di tale leggenda, perň, come di un legame di
Freyr con Álfheimr, non abbiamo altre notizie in tutta la letteratura.
Per avere notizie piů dettagliate sul mondo di Álfheimr dobbiamo rifarci
al solito Snorri. Alla domanda di Gylfi, su
quali luoghi vi siano in cielo,
Hár tratta innanzitutto di Álfheimr e afferma fosse abitato da una
specifica categoria di elfi, i
Ljósálfar «elfi chiari». Al
proposito, Snorri traccia un contrasto con i
Dřkkálfar «elfi scuri», che vivevano invece sotto terra.
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Margir stađir eru ţar göfugligir. Sá er einn stađr ţar
er kallađr er Álfheimr. Ţar byggir
fólk ţat er Ljósálfar heita, en
Dřkkálfar búa niđri í jörđu, ok
eru ţeir ólíkir sýnum ok miklu
ólíkari reyndum. Ljósálfar eru
fegri en sól sýnum, en Dřkkálfar
eru svartari biki. |
Molti gloriosi posti esistono [in cielo]. Vi č un luogo chiamato
Álfheimr, dove abita quel popolo detto dei
Ljósálfar; sotto terra
abitano invece i Dřkkálfar,
che sono dissimili dai primi nell'apparenza, ma ancor piů nella realtŕ. I
Ljósálfar sono piů belli
d'aspetto del sole, mentre i
Dřkkálfar sono piů neri della pece. |
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Snorri
Sturluson:
Edda in prosa
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Gylfaginning
[17] |
Tale descrizione – un mondo celeste abitato dai
Ljósálfar – puň essere messa
in relazione con un'ulteriore notizia, sempre riferita da Snorri, su un terzo
cielo, chiamato
Víđbláinn, anch'esso dimora degli
«elfi chiari».
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Svá er sagt at annarr
himinn sé suđr ok upp frá ţessum
himni, ok heitir sá himinn
Andlangr, en hinn ţriđi himinn sé
enn upp frá ţeim, ok heitir sá
Víđbláinn, ok á ţeim himni hyggjum
vér ţenna stađ vera. En Ljósálfar
einir hyggjum vér at nú byggvi ţá
stađi. |
Cosě č detto, che un altro cielo si trovi a sud, al di sopra di questo, chiamato
Andlangr; ma ancora sopra a questi c'č il terzo cielo, che si chiama
Víđbláinn. In questo cielo noi
crediamo che si trovi quella dimora, ma solo i
Ljósálfar, noi pensiamo,
fino a ora vi abitano. |
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Snorri
Sturluson:
Edda in prosa
>
Gylfaginning
[17] |
Non ne sappiamo abbastanza, purtroppo, per
identificare Álfheimr con
Víđbláinn.
Fonti medio-inglesi
In diverse ballate popolari in medio inglese, perlopiů provenienti dal nord
dell'Inghilterra o dalla Scozia, compare una regina degli esseri soprannaturali,
definita Queen of Elphame. Questo termine, che si ritiene derivato da un
anglosassone *Ćlfham, č il mondo incantato delle creature fatate e
soprannaturali, ragion per cui viene tradotto in inglese corrente con Elfland
(Elvenland) o addirittura Fairyland. Leggiamo nella ballata
Thomas the Rhymer:
«Hail to thee Mary, Queen of Heaven!
For thy peer on earth could never be.»
«O no, O no, Thomas» she said,
«That name does not belang to me;
I am but the queen o' fair Elfland,
That am hither come to visit thee». |
«Salve a te, Maria, Regina del Cielo!
Pari a te non c'č sulla Terra!»
«No, no, Thomas» disse ella,
«quel nome non mi appartiene;
io sono la regina del fatato Elfland,
e sono venuta a farti visita».
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Child's Ballads > [37] Thomas the Rhymer |
Anche in alcune fiabe inglesi viene citato questo mondo degli elfi. In
Childe Rowland, ad esempio, l'Elfland
viene descritto in maniera piuttosto oscura e sinistra (Jacob
1890). |