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GERMANI
Scandinavi

MITI GERMANICI
Nǫrfi / Narfi
NǪRFI / NARFI
Personaggio appartenente alle più remote generazioni nella cosmogonia scandinava, gigante padre di Nótt.

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MITOLOGIA
MITI
RELAZIONI
Figlia:
Genero (1):
Nipote:
Genero (2):
Nipote:
Genero (3):
Nipote:
Nótt
Naglfari
Auðr
Annarr
Jǫrð
Dellingr
Dagr
FILOLOGIA
ORTOGRAFIA

  ORTOGRAFIA
NORMALIZZATA
LEZIONE DEI
MANOSCRITTI

FONTI

Norreno

Nǫrfi norm. Nǫrfi

Na/rvi Ljóða Edda
Norfi
Norvi
Nori
Prose Edda

Narfi

Narfi
Narvi
Prose Edda

ETIMOLOGIA

Nǫrfi, cosmonimo.

Il nome di questo personaggio viene presentato nei manoscritti in diverse lezioni, sopra elencate. La forma principale sembra essere Nǫrfi. Le lezioni Nꜷrvi, fornita nella Ljóða Edda, e Norvi, fornita in alcuni manoscritti della Prose Edda, sono da intendere come diverse ortografie della forma Nǫrfi e non come un'ulteriore variante del nome. Infatti, il nesso – fusione delle lettere au – è l'antica grafia per la vocale [ɔ], in seguito segnata nei manoscritti come ǫ (e oggi sovente normalizzata in ö); inoltre la pronuncia di f intervocalica è in norreno [v], ragion per cui i segni f e v sono spesso interscambiabili nei manoscritti.

Il Codex Uppsaliensis della Prose Edda è l'unico manoscritto a tramandare la lezione Nori, da intendere probabilmente come una cacografia.

Più ardua la doppia variante del nome esplicitamente presentata nella Prose Edda: Nǫrfi o Narfi [Nǫrfi eða Narfi]. È forse possibile che Snorri si confonda col nome di Narfi figlio di Loki, anche se la relazione di quest'ultimo con Nǫrfi è lungi dall'essere stata chiarita. Si tenga presente che, nel corso della declinazione dei sostantivi, una a [a] radicale può spesso mutarsi in ǫ [ɔ] per il fenomeno della metafonia labiale.

L'etimologia è comunque poco chiara e anche il dizionario antico-islandese si limita a riportare, alla voce Narfi, la laconica dicitura «nome proprio», peraltro attestato in alcuni toponimi, come Narfa-eyrr in Islanda (Cleasby ~ Vigfússon 1874).

LETTERATURA

Il nome di questo personaggio è citato innanzitutto nel Vafþrúðnismál, laddove si dà un rapido ragguaglio delle genealogie cosmico-primordiali, e il nostro Nǫrfi vi compare come padre di Nótt, la notte:

Dellingr heitir,
hann er Dags faðir,
en Nótt var Nǫrvi borin;
ný ok nið
skópo nýt regin
ǫldom at ártali.
Dellingr si chiama
colui che fu il padre di Dagr,
e Nótt da Nǫrfi nacque;
luna piena e luna nuova
crearono gli dèi propizi
per segnare agli uomini il tempo.
Ljóða Edda > Vafþrúðnismál [25]

Nella stessa accezione, il personaggio è citato in un passo del Alvíssmál, dove si dice:

Segðu mér þat, Alvíss,
ǫll of rǫk fira
vǫrumk, dvergr,at vitir,
hvé sú nótt heitir,
in Nǫrvi kennda,
heimi hverjum í?
Rispondimi, Alvíss,
ogni cosa conosci,
tu nano, del destino degli uomini:
come chiama la notte,
la figlia di Nǫrfi,
in ogni mondo?
Ljóða Edda > Alvíssmál [29]

Ma è Snorri, come al solito, a fornire la versione più estesa e dettagliata del mito della nascita di Nótt, peraltro fornendoci il nome del padre in due forme alternative: Nǫrfi o Narfi:

Nǫrfi eða Narfi hét jǫtunn er bygði í Jǫtunheimum. Hann átti dóttur er Nótt hét. Hon var svǫrt ok døkk sem hon átti ætt til. Hon var gipt þeim manni er Naglfari hét. Þeira sonr hét Auðr. Því næst var hon gipt þeim er Annarr hét. Jǫrð hét þeira dóttir. Síðarst átti hana Dellingr, var hann Ása ættar. Var þeira sonr Dagr. Nǫrfi o Narfi si chiamava un gigante che abitava in Jǫtunheimr. Egli aveva una figlia, che si chiamava Nótt, la quale era scura di carnagione e nera di capelli, come si addiceva alla sua stirpe. Ella era moglie di un uomo chiamato Naglfari. Loro figlio fu Auðr. In seguito fu sposata a uno che si chiamava Annarr. La loro figlia si chiamò Jǫrð. Infine ebbe Dellingr, che era della stirpe degli Æsir. Loro figlio fu Dagr. Egli era luminoso e bello come suo padre.
Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [10]

Viktor Rydberg, nel suo studio sul personaggio, riconduce molti altri nomi simili nel dossier di Nǫrfi, di fatto dilatando il numero di lezioni possibili (Rydberg 1886). Tuttavia, molte delle ricorrenze da lui citate, si riferiscono a Narfi figlio di Loki, il cui rapporto di onomimia con Nǫrfi è forse soltanto un refuso di Snorri. Anche il Narfi citato da Egill Skallagrímsson nell'ultima strofa del Sonatorrek è il figlio di Loki (l'espressione «sorella di Narfi» [Njǫrva nipt] indica infatti la dea Hel, al cui regno il poeta si sente irresistibilmente attratto). Infine, il Neri che l'Helgakviða Hundingsbana in fyrri [4] cita quale «congiunto» delle Nornir, non ha probabilmente nulla a che vedere con Nǫrfi.

FONTI

Ljóða Edda > Vafþrúðnismál [25]
Ljóða Edda > Discorso di Álviss [29]
Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [10]

BIBLIOGRAFIA
RIFERIMENTI
PAGINE
Il tempo e gli elementi - Lupi che corrono in cielo

Creazione pagina: 01.01.2009
Ultima modifica: 16.05.2012

 
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