SCHEDARIO

GERMANI
Scandinavi

MITI GERMANICI
Nío Heimar
Niflheimr
NIFLHEIMR
Nella cosmogonia scandinava, il mondo della nebbia e del gelo, localizzato a nord. Anche confuso con la dimora dei morti, nel profondo abisso sotterraneo.

* * *

 

MITOLOGIA
MITI
  • Nei tempi primordiali, il Ginnungagap è diviso in Niflheimr e Múspellsheimr.
  • Vi si trova la sorgente di Hvergelmir, da cui emergono i nove fiumi primordiali detti Élivágar e poi, si ritiene, tutti i fiumi cosmici.
  • È probabilmente uno dei nove mondi [nío heimar], rivolto a settentrione.
  • Vi provengono il gelo e tutte le cose temibili.
  • Viene dato in potestà a Hel, che vi pone la sua dimora. Come tale, viene confuso con il regno dei morti o Hel[heimr].
  • Il frassino Yggdrasill vi pianta una delle sue tre radici.
FILOLOGIA
ORTOGRAFIA

  ORTOGRAFIA
NORMALIZZATA
LEZIONE DEI
MANOSCRITTI

FONTI

Norreno Niflheimr Nifl heimr
Nifl heimvr
Nifl hæimr
Nyfl heim[r]
Nif heim[r]
Prose Edda
Anglosassone *Nifolham ]  
Tedesco Niebelheim r]  

ETIMOLOGIA

Niflheim, cosmonimo/toponimo.
«Mondo della nebbia».

  1. Nifl- | Il significato principale della radice nifl- è «nebbia». Dal protogermanico *nibulō/az (anglosassone neowol/nifol «oscuro, profondo», sassone neƀal, olandese nevel «nebbia»; antico alto tedesco nebul, medio alto tedesco nëbel, tedesco Nebel «nebbia»), a sua volta da una radice indoeuropea *NEBʰ- (ḫittita nēpiš «cielo»; sanscrito nabhas «cielo, atmosfera»; avestico nabah- «cielo»; greco néphos «nuvola, oscurità» e nephélē «nuvola», latino nebula «nuvola»; antico irlandese nem > neamh e gallese nef «cielo»; paleoslavo nebo «cielo»: polacco niebo, russo nebo). In norreno, tuttavia, la parola è già divenuta obsoleta in epoca preletteraria, ed è sopravvissuta in composti, soprattutto in mitologia, indicanti luoghi tenebrosi e inferi, quali il Niflheimr e il Niflhel. La stessa radice compare anche nel nome della stirpe eroica dei Niflungar, il «popolo della nebbia» (i Niebelungen dell'epica tedesca).
     
  2. -heim | Dal sostantivo maschile heimr, «casa, patria, mondo». Il termine deriva da un protogermanico *haimaz. Cfr. antico alto tedesco haim > tedesco Heim «casa» ed Heimat «patria»; olandese heem «casa»; anglosassone hām > inglese home «casa»; norreno heimr > danese e norvegese hjem «casa», svedese hem «casa». È lo stesso elemento che caratterizza i nomi di alcuni dei nove mondi della cosmologia norrena: Álfheimr. Niflheimr, Jǫtunheimr, Múspellsheimr, etc.
LETTERATURA

Il gelido mondo di Niflheimr non viene mai nominato nella Ljóða Edda. Per tale ragione, lo si ritiene un composto linguistico più recente, per quanto non vi sono dubbi che sottenda a una rappresentazione cosmologica più arcaica. È infatti attestato quasi unicamente nella Prose Edda di Snorri, nei cui primi capitoli viene definito come uno dei mondi primordiali che si distinsero dal Ginnungagap, agli inizi del tempo. In tale fonte, viene anche definito come il luogo in cui si trovava la sorgente di Hvergelmir:

Fyrr var þat mǫrgum ǫldum en jǫrð var skǫpuð, er Niflheimr var gǫrr, ok í honum miðjum liggr bruðr sá er Hvergelmir heitir, ok þaðan af falla þær ár er svá heita...

Erano quei giorni antichi, prima che la terra avesse forma, quando fu creato il Niflheimr, al cui centro era una sorgente chiamata Hvergelmir da cui sgorgavano i fiumi che così si chiamano...

Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [4]

Subito dopo, però, Snorri afferma che esisteva un mondo ancora più antico, il Múspellsheimr, che colloca a sud. L'informazione, permette di disegnare un universo caratterizzato da una situazione dipolare, distinto nel rovente Múspellsheimr a meridione e il gelido Niflheimr collocato, per contrasto, a settentrione. Situazione chiarita dallo stesso Snorri:

Svá sem kalt stóð af Niflheimi ok allir hlutir grimmir, svá var þat er vissi námunda Muspelli heitt ok ljóst, en Ginnungagap var svá hlætt sem lopt vindlaust.

Così come il freddo proveniva da Niflheimr insieme a tutto ciò che è temibile, quanto si volgeva verso Múspell era caldo e luminoso e Ginnungagap era mite come aria priva di vento.

Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [5]

La definizione è significativa. Niflheimr è il luogo da cui viene il freddo, insieme a «tutto ciò che è temibile» [allir hlutir grimmir]. È dunque un mondo raggelato, ostile, sinistro. Il fatto che sia collocato a settentrione, lo caratterizza con le nozione di oscurità, nebbia e gelo. Nell'antico mondo scandinavo, il nord era la direzione da cui proveniva la cattiva sorte; si dice che la casa di Hel avesse le porte «che dànno a nord» [ok horfa í norðr dyrr] (Gylfaginning [52]), mentre gli edifici innalzati degli uomini avevano solitamente le porte rivolte a sud, direzione in cui volgeva il corso diurno del sole e da cui provenivano tutti gli influssi vitali e benigni.

Nonostante ciò, anzi, forse proprio a causa di ciò, è proprio nello spazio centrale del Ginnungagap, dove si mediano le opposte polarità di Niflheimr e Múspellsheimr, che si costituiscono le basi ambientali per lo scaturire della prima vita, e sorge il gigante primordiale Ymir (Gylfaginning [5]).

Per quanto Snorri abbia inizialmente definito il Niflheimr come uno dei due poli del Ginnungagap, egli torna in seguito a citare a questo luogo, estraendolo dai tempi primordiali e facendone uno dei mondi della cosmologia scandinava. Collocato a nord, ma anche nel profondo dell'abisso inferiore, il Niflheimr viene descritto come il luogo in cui si trova la sorgente di Hvergelmir e da cui si dipartono tutti i fiumi cosmici. Il frassino Yggdrasill, stando a Snorri, vi attinge una delle sue tre radici:

Þrjár rætr trésins halda því uppi ok standa afarbreitt. Ein er með ásum, en ǫnnur með hrímþursum, þar sem forðum var Ginnungagap. In þriðja stendr yfir Niflheimi, ok undir þeiri rót er Hvergelmir, en Níðhǫggr gnagar neðan rótina. Tre radici sostengono l'albero e si estendono per spazi incredibili: una va fra gli Æsir, mentre un'altra fra i giganti di brina, là dove prima c'era il Ginnungagap. La terza sta sotto Niflheimr; sotto questa radice si trova Hvergelmir, e Níðhǫggr la rosicchia da sotto.
Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [15]

Qui Snorri sta citando un passo tratto dal Grímnismál, dove in realtà leggiamo:

Þriár rætr
standa á þriá vega
undan aski Yggdrasils;
Hel býr undir einni,
annarri hrímþursar,
þriðio mennzkir menn.

Tre radici
si estendono in tre direzioni
sotto il frassino Yggdrasill;
Hel sotto l'una dimora,
sotto l'altra i giganti di brina,
sotto la terza gli esseri umani.

Ljóða Edda > Grímnismál [31]

Il confronto tra i due brani è significativo perché ci permette di associare il regno di Hel al Niflheimr, o per lo meno ci suggerisce che, all'epoca di Snorri, i due luoghi fossero in qualche modo confusi tra loro. Se nei capitoli [4-5] della sua Edda, il Niflheimr veniva genericamente collocato a nord (o per meglio dire, veniva opposto al Múspellsheimr, il quale si trovava a sud), non ci stupiamo di trovarlo ora assegnato all'abisso sotterraneo e in qualche modo identificato con il mondo dei morti. Poco dopo, Snorri dice esplicitamente che la dea dell'oltretomba avesse la propria dimora nel Niflheimr:

Hel kastaði hann í Niflheim ok gaf henni vald yfir níu heimum, at hon skyldi skipta ǫllum vistum með þeim er til hennar váru sendir, en þat eru sóttdauðir menn ok ellidauðir. Hon á þar mikla bólstaði ok eru garðar hennar forkunnar hávir ok grindr stórar. [Óðinn] gettò quindi Hel nel Niflheimr e le diede il potere sopra i Nove Mondi, affinché ripartisse tutte le dimore fra coloro che venivano da lei mandati, i quali sono gli uomini morti per malattia o di vecchiaia. Laggiù ella dispone di un vasto territorio, le sue mura sono altissime e i suoi cancelli enormi.
Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [34]

Questo punto sembra confermato dalla notizia secondo la quale la strada per Hel[heimr] era orientata verso settentrione, dunque nella direzione in cui dovrebbe trovarsi Niflheimr, ma anche nella direzione infera. «In basso e nord si trovano i cancelli di Hel» [en niðr ok norðr liggr Helvegr] spiega Móðguðr a Hermóðr, quando questi si reca a recuperare Baldr dal regno dei morti (Gylfaginning [49]). In una sola frase si fondono entrambe le nozioni: il mondo dei morti si trova dunque «in basso e a nord». Esso coincide con il corso notturno del sole, che diventa così il sole dei morti. Niflheimr ed Hel[heimr] tendono dunque a sfumare l'uno nell'altro.

Alla base vi è probabilmente una nozione che pare riassumerli entrambe i mondi: il Niflhel, l'inferno nebbioso. Al contrario del Niflheimr, che non compare mai nei canti mitologici della Ljóða Edda, il Niflhel è citato in Vafþrúðnismál [43], dove viene definito come la dimora dei morti ed è posto nell'abisso inferiore. È probabile che costituisca una più antica rappresentazione dello stesso Niflheimr.

Oltre che in Snorri, il Niflheimr viene anche citato nel Rafnagaldr Óðins, un poema piuttosto tardo (Bugge pensa risalga al XVII secolo), redatto in stile eddico.

Riso raknar,
rann álfraudull,
nordr at niflheim
nióla sótti.
Sorgono le potenze
nella dimora di Álfrǫðull,
verso nord, in Niflheimr
ha cacciato la notte.
Ljóða Edda > Rafnagaldr Óðins[26]

Álfrǫðull «gloria degli elfi» è uno dei nome poetici del sole. Il passo – piuttosto dibattuto – sembra indicare il cammino notturno del sole che, passando in basso e a nord, illumina il Niflheimr.

FONTI

Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [4-5 | 15 | 34] (42)
Ljóða Edda [minora] > Rafnagaldr Óðins [26]

BIBLIOGRAFIA
RIFERIMENTI
IMMAGINI
     
Niflheimr
© Óðindís
Niflheimr
Autore sconosciuto
(2010)
     
PAGINE
Ymir e i suoi figli - Cosmogonia nordica
Il tempo e gli elementi - Lupi che corrono in cielo
I nove mondi - Cosmologia nordica

Creazione pagina: 01.01.2009
Ultima modifica: 16.05.2012

 
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