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MITI GERMANICI
Nóatún
NÓATÚN
La fortezza delle navi, dimora di Njörðr.

* * *

 
MITOLOGIA
MITI
  • È la residenza che Njörðr ha costruito per sé.
  • Pur trovandosi in cielo, è battuta dalle onde.
  • Vi sono sacri templi, sui quali presiede Njörðr.
  • I gabbiani vi volano sopra al mattino, provenendo dal mare.
  • Dopo il loro matrimonio, Njörðr e Skaði decidono di abitare per nove giorni a Nóatún e nove a Þrymheimr, ma lui odia i monti e lei non sopporta il mare, così divorziano.
  • Vi nascono i figli di Njörðr, Freyr e Freyja.
FILOLOGIA
ORTOGRAFIA

  ORTOGRAFIA
NORMALIZZATA
LEZIONE DEI
MANOSCRITTI

FONTI

Norreno Nóatún Nóatvn Edda poetica
    Noatvn
Noa tvn
Edda in prosa

ETIMOLOGIA

Nóatún vuol dire «fortezza delle navi».

  1. nóa- | Genitivo plurale del sostantivo maschile nór «nave. Si tratta di una radice assente nelle lingue germaniche, che in islandese è probabilmente derivata dal latino navis. L'origine è da un protoindoeuropeo *NĀW- (cfr. sanscrito nau; greco nēûs/naûs; latino navis)
     
  2. -tún | Il sostantivo neutro tún, vuol dire «recinto» e quindi, per estensione, «fortezza, villaggio». Da un protogermanico *tunaz «recinto», è termine conosciuto in tutte le lingue germaniche, tranne che in gotico. Cfr. antico alto tedesco zûn > tedesco Zaun «recinto»; olandese tuin «giardino»; anglosassone tūn > inglese town «città». Si ritiene che la parola sia giunta nel germanico dal mondo celtico (cfr gallico dunon «collina fortificata»> gallese din «collina», irlandese dún «fortezza»).
LETTURA

Di Nóatún, residenza di Njörðr, tratta innanzitutto il Grímnismál, dov'è detto essere l'undicesimo dei dodici – in realtà tredici – regni celesti che compongono il mondo degli Æsir:

Nóatún ero en ellipto,
en þar Njörðr hefir
sér um görva sali,
manna þengill
enn meins vani
hátimbroðonm hörgi ræðr.
Nóatún è l'undicesima
là dove Njörðr ha
per sé innalzato una corte.
Degli uomini sovrano
il vanr immacolato
su imponenti templi regna.
Edda poetica > Grímnismál [16]

Il testo non fornisce molti dettagli su Nóatún. Njörðr stesso vi avrebbe innalzato una sua corte [salr]. È evidentemente un luogo sacro, dato che vi sono templi imponenti, presieduti dal dio. Per sapere qualcosa in più, dobbiamo rifarci al solito Snorri e alla sua Edda in prosa.

Nel presentare Njörðr, Snorri scrive:

Hinn þriði áss er sá er kallaðr er Njörðr, hann býr á himni þar sem heitir Nóatún. Hann ræðr fyrir göngu vinds ok stillir sjá ok eld. Á hann skal heita til sæfara ok til veiða. Hann er svá auðigr ok fésæll at hann má gefa þeim auð landa eða lausafjár er á hann heita til þess. Il terzo áss è chiamato Njörðr. Egli abita in cielo, nel luogo chiamato Nóatún. Governa il corso dei venti e placa il mare e il fuoco. È lui che si deve invocare per navigare e per cacciare. Egli è così opulento e prosperoso che può ampiamente donare a loro terre e armenti ed è lui che si deve invocare per queste cose.
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [23]

Il fatto che Nóatún, la «fortezza delle navi», si trovi in cielo, non le vieta – con la tipica polisemia delle immagini mitiche – di trovarsi anche presso il mare, considerato che Njörðr governa le onde, il vento e la navigazione. Infatti, c'informa Snorri, allorché Njörðr e Skaði si sposarono (Skáldskaparmál [3]), decisero di andare ad abitare per nove giorni a Þrymheimr, nella fortezza montana che ella aveva ereditato dal padre Þjazi, e per nove giorni a Nóatún. Tuttavia, Njörðr, amante del mare, mal sopportava i monti e odiava l'ululato dei lupi, mentre Skaði, creature delle montagne, così si lamentava del suo soggiorno a Nóatún:

Sofa ek ne máttak
sævar beðjum á
fugls jarmi fyrir.
Sá mik vekr
er af víði kømr
morgun hverjan már.
Dormire non posso
su guanciali di mare
per lo stridor d'uccelli;
sveglia mi tiene
chi da lungi vola,
il gabbiano, ogni mattino.
Edda poetica [fragmenta] > II [2] = Gylfaginning {34}

Fu così che i due si separarono e tornarono ciascuno nella propria dimora. E Snorri aggiunge, senza accorgersi di una piccola contraddizione cronologica:

Njörðr í Nóatúnum gat síðan tvau börn, hét sonr Freyr en dóttir Freyja. Dopo di ciò, Njörðr a Nóatún generò due figli. Il maschio si chiamò Freyr, la femmina Freyja.
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [24]

Il toponimo è Nóatún infine citato come nome della residenza che Óðinn avrebbe concesso a Njörðr allorché gli Æsir si stabilirono in Svezia, nel resoconto storicistico dell'Ynglinga saga:

Óðinn tók sér bústað við Löginn, þar sem nú eru kallaðar fornu Sigtúnir, ok gerði þar mikit hof ok blót eptir siðvenju Ásanna. Hann eignaðist þar lönd svá vítt sem hann lét heita Sigtúnir. Hann gaf bústaði hofgoðunum: Njörðr bjó í Nóatúnum, en Freyr at Uppsölum, Heimdallr at Himinbjörgum, Þórr á Þrúðvangi, Baldr á Breiðabliki; öllum fékk hann þeim góða bólstaði. Óðinn stabilì la residenza presso [il lago] Lögrinn, nella località ora detta antica Sigtúnir, vi eresse un gran tempio e sacrificò all'uso degli Æsir. S'appropriò di un territorio molto vasto che chiamò Sigtúnir e diede dimora ai sacerdoti del tempio: Njörðr abitò a Nóatún, Freyr a Uppsalir, Heimdallr a Himinbjörg, Þórr a Þrúðvangr, Baldr a Breiðablik: a tutti elargì ottime dimore.
Snorri Sturluson: Ynglinga saga [5]

Nonostante questa scena si svolga in Svezia e citi località veramente esistenti (come Sigtuna o Uppsala) accanto ad altre del tutto mitologiche (Nóatún, Himinbjörg, Þrúðvangr, Breiðablik), queste ultime vengono semplicemente poste da Snorri in uno scenario geografico reale, ma senza alcun tentativo di identificazione con luoghi effettivi.

FONTI

Edda poetica > Grímnismál [16]
Cfr. Edda poetica [fragmenta] > II [2] = Gylfaginning {34}
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [23 | 24]
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Skáldskaparmál [3]

BIBLIOGRAFIA
RIFERIMENTI
IMMAGINI
     
Njörðr di Nóatún
Giovanni Caselli
(1978)
Hliðskjálf
Óðindís
     
PAGINE
L'Ásgarðr - E le dimore del cielo

Creazione pagina: 01.01.2009
Ultima modifica: 08.10.2010

 
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