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GERMANI
Scandinavi

MITI GERMANICI
Glaðsheimr
GLAÐSHEIMR
Il santuario dorato degli dèi, in Ásgarðr, il cui principale salone è Valhöll. Vi si trovano i dodici seggi degli Æsir, più l'alto trono di Óðinn.

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MITOLOGIA
MITI
  • È una delle dimore divine, posta in cielo.
  • È il primo edificio costruito dagli dèi nella rocca di Ásgarðr.
  • È il migliore e più grande edificio mai costruito, tutto d'oro puro.
  • Vi si trovano i dodici seggi degli Æsir, più l'alto trono di Óðinn.
  • Vi si trova il salone di Valhöll.
FILOLOGIA
ORTOGRAFIA

  ORTOGRAFIA
NORMALIZZATA
LEZIONE DEI
MANOSCRITTI

FONTI

Norreno Glaþsheimr Glaðsheimr) Glaðs heimr
Glað heimr
Glads heimr
Edda poetica | Edda in prosa

ETIMOLOGIA

Glaðsheimr vuol dire «casa della gioia». Alternativamente, «casa del chiarore celeste».

  1. glaðs- | Genitivo maschile dell'aggettivo glaðr ~ glöð ~ glatt «felice, gioioso». Alternativamente, significa anche «terso, brillante», riferito al cielo. Da un protogermanico *glađaz. Cfr. antico alto tedesco glat «brillante» > tedesco glatt «liscio» e glänzend «brillante»: antico sassone glad «felice» > anglosassone glæd > inglese glad «felice»; norreno glaðr > islandese e feringio glaður «felice», norvegese, danese e svedese glad «felice».
     
  2. -heimr | Il sostantivo maschile heimr è «casa, patria, mondo». Il termine deriva da un protogermanico *haimaz. Cfr. antico alto tedesco haim > tedesco Heim «casa» ed Heimat «patria»; olandese heem «casa»; anglosassone hām > inglese home «casa»; norreno heimr > danese e norvegese hjem «casa», svedese hem «casa». È lo stesso elemento che caratterizza i nomi di alcuni dei nove mondi della cosmologia norrena: Ásaheimr, Álfheimr. Niflheimr, Jötunheimr, Múspellsheimr, etc. In questo caso, nell'ipotesi che Glaðsheimr si riferisca a un edificio (Gylfaginning [14]) e non a un territorio (Grímnismál [8]), il significato da prediligere è certamente «casa».
LETTURA

Di un toponimo chiamato Glaðsheimr tratta innanzitutto nel Grímnismál, dov'è detto essere la quinta delle dodici – in realtà tredici – dimore celesti che compongono il mondo degli Æsir:

Glaðsheimr heitir enn fimti,
þars en gullbjarta
Valhöll við of þrumir;
en þar Hroptr
kýss hverjan dag
vápndauða vera.
Glaðsheimr si chiama la quinta
in cui splendente d'oro
la vasta Valhöll si trova;
e là Hroptr
sceglie ogni giorno
gli uomini caduti nella mischia.
Edda poetica > Grímnismál [8]

Il testo si limita a definire Glaðsheimr come il luogo in cui si trova la sala di Valhöll (a cui sono dedicate le strofe Grímnismál [9-10]). È difficile, se ci limitiamo all'ermeneutica di quest'unica strofa, capire cosa sia esattamente Glaðsheimr Il secondo termine del composto, -heimr «mondo, patria, casa» sembra definirlo come un territorio cosmologico, un mondo, forse una sorta di paradiso celeste; in tal caso, Valhöll avrebbe potuto essere un intero edificio, più che una sala interna. E non è detto che in origine le cose non stessero proprio in questo modo.

È Snorri ad affermare che Glaðsheimr sia un edificio, di fatto il primo costruito dagli dèi nella rocca [borg] di Ásgarðr, affinché servisse da loro santuario e tempio.

Í upphafi setti hann stjórnarmenn í sæti ok beiddi þá at dǿma með sér ørlög manna ok ráða um skipun borgarinnar. Þat var þar sem heitir Iðavöllr í miðri borginni. Var þat hit fyrsta þeira verk at göra hof þat er sæti þeira standa í, tólf önnur en hásætit þat Allföðr á. Þat hús er bezt gört á jörðu ok mest, allt er þat innan ok útan svá sem gull eitt. Í þeim stað kalla menn Glaðsheim. All'inizio [Óðinn] stabilì i seggi dei governatori e ordinò loro di decretare il destino degli uomini e di deliberare sulle disposizioni della rocca. Questo accadde nel campo chiamato Iðavöllr, nel mezzo della città [Ásgarðr]. La loro prima opera fu la costruzione di quella corte ove stanno i loro dodici seggi insieme all'altro, l'alto seggio che appartiene ad Allföðr. Questo edificio è il migliore costruito sulla terra e il più grande. Qui tutto, dentro e fuori, appare come oro puro. Questo posto gli uomini lo chiamano Glaðsheimr.
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [14]

Curiosamente, Snorri afferma inizialmente che i seggi degli dèi siano stati innalzati nel campo di Iðavöllr, nel bel mezzo della rocca di Ásgarðr, per poi affermare che si trovavano in realtà in Glaðsheimr. La seconda affermazione potrebbe in realtà essere una spiegazione dettagliata della prima: Snorri afferma subito che gli dèi innalzarono i loro seggi, per poi raccontare la costruzione dell'edificio in cui questo era avvenuto. La Völuspá – che qui sembra essere la fonte principale di Snorri – afferma infatti che la pianura di Iðavöllr fosse stata il luogo del primo raduno degli Æsir, ma non che essi vi abbiano posto i loro troni:

Hittusk æsir
á Iðavelli,
þeirs hörg ok hof
há timbruðu...
Convennero gli Æsir
in Iðavöllr,
loro che altari e templi
alti innalzarono...
Edda poetica > Völuspá [7]

In verità, di un edificio dedicato a tutti gli dèi, Snorri tratta, anche se in chiave evemeristica, nella Ynglinga saga. Qui non viene fatto il nome dell'edificio, che si identifica tuttavia con l'Ásgarðr tout-court:

Fyrir austan Tanakvísl í Asía var kallat Ásaland eða Ásaheimr, en höfuðborgin, er var í landinu, kölluðu þeir Ásgarð. En í borginni var höfðingi sá, er Óðinn var kallaðr; þar var blótstaðr mikill. Þat var þar siðr, at tólf hofgoðar váru œztir; skyldu þeir ráða fyrir blótum ok dómum manna í milli. Þat eru díar kallaðir eða dróttnar; þeim skyldi þjónostu veita ok lotning alt fólk. La terra ad oriente del fiume Don, in Asia, era detta Ásaland o Ásaheimr, e la capitale del paese fu detta Ásgarðr. Nella fortezza c'era un capo che si chiamava Óðinn. Era quello luogo di solenni sacrifici. Era la regola che dodici sacerdoti del tempio fossero i capi preminenti che prendevano le decisioni circa i sacrifici e i giudizi fra gli uomini; essi erano detti díar o drótnar. A loro tutto il popolo doveva tributare servizio e venerazione.
Snorri Sturluson: Ynglinga saga [2]
FONTI

Edda poetica > Grímnismál [8]
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [14]
Cfr. Snorri Sturluson: Ynglinga saga [2]

BIBLIOGRAFIA
RIFERIMENTI
IMMAGINI
     
Glaðsheimr
© Óðindís
La Valhöll
Giovanni Caselli
(1978)
     
PAGINE
L'Ásgarðr - E le dimore del cielo

Creazione pagina: 01.01.2009
Ultima modifica: 08.10.2010

 
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