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ETIMOLOGIA Vetr vuol dire «inverno» (dal protogermanico *wintra-, cfr. anglosassone
winter, inglese winter;
antico alto tedesco wintar, tedesco Winter, olandese winter; danese, svedese
e norvegese vinter; feringio summar; Ulfila rende col gotico
wintrus il greco cheimṓn
«inverno» ed étos «anno»). |
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LETTURA Delle due stirpi dei giganti stagionali, tratta
un passo del
Vafţrúđnismál, dove leggiamo:
«...Hvađan vetr um kom
eđa varmt sumar
fyrst međ fróđ regin?» |
«...Da dove l'inverno č venuto,
e la calda estate,
in principio tra gli dči sapienti?» |
«Vindsvalr heitir,
hann er Vetrar fađir,
en Svásuđr sumars». |
«Vindsvalr si chiama,
colui che fu il padre di
Vetr,
e
Svásuđr
di
Sumar». |
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Edda poetica
>
Vafţrúđnismál
[26-27] |
La strofa [27] del poema č difettiva, costando di
soli tre semiversi, e potrebbe dunque essere mutila. Snorri, nell'utilizzare
questo materiale, aggiunge un nome alternativo del padre di Vetr, che
dunque si chiamerebbe
Vindsvalr o
Vindlóni, e il nome del
padre di costui, Vásađr. Snorri aggiunge
inoltre alcune osservazioni inerenti il temperamento «freddo» o «caldo» di
questi giganti stagionali.
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Svásuđr heitir sá er fađir Sumars
er, ok er hann sćllífr, svá at af
hans heiti er ţat kallat svásligt
er blítt er. En fađir Vetrar er ýmist
kallađr Vindlóni eđa Vindsvalr.
Hann er Vásađarson, ok váru ţeir
áttungar grimmir ok svalbrjóstađir,
ok hefir Vetr ţeira skaplyndi. |
Svásuđr si chiama il padre di
Sumar ed egli č cosě gioioso che dal suo nome viene chiamato
svásligt tutto ciň che č piacevole. Invece il padre di
Vetr č alternativamente chiamato
Vindlóni o
Vindsvalr. Egli č figlio di
Vásađr;
sono una famiglia crudele e dal cuore gelido, e Vetr possiede il loro stesso temperamento. |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa >
Gylfaginning
[19] |
Miti: [L'estate
e l'inverno]► |