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GERMANI
Scandinavi

MITI GERMANICI
Askr ~ Embla
 
ASKR ~ EMBLA
Nel mito antropogonico scandinavo, il primo uomo e la prima donna, creati dagli dèi a partire rispettivamente dal tronco di un frassino e da quello di un olmo.

* * *

 
MITOLOGIA
MITI
  • Mito antropogonico. Il primo uomo Askr e la prima donna Embla vengono creati sulla riva del mare, a partire rispettivamente dal tronco di un frassino e da quello di olmo, dai tre figli di Borr (Óðinn, Vili e ), oppure da una triade di divinità formata da Óðinn, Hœnir e Lóðurr.
RELAZIONI
Uomo:
Donna:
  Askr
Embla
FILOLOGIA
VARIANTI ORTOGRAFICHE

Norreno Askr Ascr
Askr
Edda poetica | Edda in prosa
 
Norreno Enbla Embla Edda poetica | Edda in prosa

ETIMOLOGIA

In norreno askr è il «frassino» (cfr. tedesco Esche, inglese ash) ed embla è l'«olmo» (cfr. tedesco Ulme, inglese elm).

LETTURA

Il mito della creazione di Askr ed Embla è tramandato in due fonti: nel poema eddico Völuspá e da Snorri nella sua Edda in prosa, con significative differenze tra i due testi.

La Völuspá afferma che la creazione dell'uomo fu opera di tre dèi, i quali, tornando a casa, trovarono in terra un tronco di frassino e uno di olmo, e da essi trassero rispettivamente il primo uomo e la prima donna. I nomi delle tre divinità compaiono durante l'atto creativo, e sono: Óðinn, Hœnir e Lóðurr.

Unz þrír kómu
ór því liði
öflgir ok ástkir
æsir at húsi,
fundu á landi
lítt megandi
Ask ok Emblu
örlöglausa.

Finalmente tre vennero
da quella stirpe,
potenti e belli,
æsir, a casa.
Trovarono in terra,
senza forze,
Askr ed Embla,
privi di destino.

Önd þau né áttu,
óð þau né höfðu,
lá né læti
né litlu góða
önd gaf Óðinn,
óð gaf Hænir,
lá gaf Lóðurr
ok litu góða.

Non possedevano respiro
né avevano anima,
non calore vitale, non gesti
né colorito.
Il respiro dette Óðinn,
l'anima dette Hœnir,
il calore vitale dette Lóðurr
e il colorito.

Edda poetica > Völuspá  [17-18]

Il testo di Snorri dipende probabilmente dalla Völuspá, ma vi è una differenza significativa sull'identità delle divinità implicate nell'operazione antropogonica, che qui sono i «figli di Borr» (cioè, per Snorri, Óðinn, Vili e ).

Þá er þeir gengu með sævarströndu Bors synir, fundu þeir tré tvau ok tóku upp trén ok sköpuðu af menn. Gaf inn fyrsti önd ok líf, annarr vit ok hræring, þriði ásjónu, mál ok heyrn ok sjón, gáfu þeim klæði ok nöfn. Hét karlmaðrinn Askr en konan Embla, ok ólst þaðan af mannkindin, sú er byggðin var gefinn undir Miðgarði.

Mentre i figli di Borr andavano lungo la riva del mare trovarono due alberi, li raccolsero e li mutarono in uomini. Il primo diede loro respiro e vita, il secondo ragione e movimento, il terzo aspetto, parola, udito e vista. Gli diedero poi vesti e nomi. Il maschio si chiamò Askr, la femmina Embla e nacque allora l'umanità, a cui fu data dimora entro Miðgarðr.

Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [9]

Nell'ambito della Völuspá non è chiaro se la triade divina responsabile della creazione dell'uomo sia da identificare con i «figli di Borr» precedentemente citati, nello stesso testo, quali creatori dell'universo. Tale identificazione sembra accettata però da Snorri che ascrive appunto ai «figli di Borr» (Óðinn, Vili e ) la creazione degli uomini.

FONTI PRINCIPALI

Edda poetica > Völuspá [17-18]
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Gylfaginning [9]

RIFERIMENTI
IMMAGINI
   
Ask och Embla
Stig Blomberg
(1948)
Creazione di Askr ed Embla
Giovanni Caselli
(1978)
Askr ed Embla
Autore sconosciuto
   
INDICE
La profezia della veggente - Alle origini della conoscenza
Un frassino e un olmo - Creazione degli uomini

Creazione pagina: 01.01.2009
Ultima modifica: 11.08.2010

 
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