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ETIMOLOGIA Jörð è né più né meno che la
parola norrena per «terra». Derivante da un protogermanico *erþo-, è
radice comune a tutte le lingue germaniche (cfr. gotico airþa;
anglosassone eorde/eorþe, inglese earth, angloscozzese yearthe
> yerd; antico sassone ertha; antico alto tedesco erda,
tedesco Erde, olandese aarde, frisone irth; danese e
svedese jord). |
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LETTURA Jörð è
citata nell'Edda in prosa
di Snorri, nel passo dove si fornisce la genealogia e la
discendenza di Nótt, come figlia che costei ebbe
da
Annarr:
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Nörfi eða Narfi hét jötunn er
bygði í Jötunheimum. Hann átti
dóttur er Nótt hét. Hon var svört
ok døkk sem hon átti ætt til. Hon
var gipt þeim manni er Naglfari
hét. Þeira sonr hét Uðr. Því næst
var hon gipt þeim er Annarr hét.
Jörð hét þeira dóttir. Síðarst
átti hana Dellingr, var hann Ása
ættar. Var þeira sonr Dagr. Var
hann ljóss ok fagr eptir faðerni
sínu. |
Nörfi o
Narfi si chiamava un gigante che abitava in
Jötunheimr. Egli aveva una figlia,
che si chiamava
Nótt, la quale era scura di carnagione e
nera di capelli, come si addiceva alla sua stirpe. Ella era moglie di un uomo
chiamato
Naglfari. Loro figlio fu
Auðr. In seguito fu sposata a uno che si
chiamava
Annarr. La loro figlia si chiamò
Jörð. Infine ebbe
Dellingr, che era della stirpe degli
Æsir. Loro figlio fu
Dagr. Egli era luminoso e bello come suo padre. |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa > Gylfaginning [10] |
Altrove, Snorri afferma che la terra [Jörð] sia figlia e moglie di
Óðinn (il quale viene dunque identificato con
Annarr), e che da questa unione sia nato
il dio del tuono Þórr.
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Ok fyrir því má
hann heita Allföðr at hann er
faðir allra goðanna ok manna ok
alls þess er af honum ok hans
krapti var fullt gert. Jörðin var
dóttir hans ok kona hans. Af henni
gerði hann hinn fyrsta soninn, en
þat er Ásaþórr. Honum fylgði afl
ok sterkleikr, þar af sigrar hann
öll kvikvendi. |
Per questo [Óðinn] deve essere chiamato
Allföðr, perché egli è padre di tutti gli dèi, degli uomini e di tutto ciò
che grazie a lui e alla sua potenza fu compiuto. La terra [Jörð] fu sua figlia e
sua moglie. Da essa ebbe il primo figlio, che è
Ásaþórr: lo accompagnano virtù e forza, e
per questo egli vince su tutti gli altri esseri viventi. |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa > Gylfaginning [9] |
D'altra parte, nello
Skáldskaparmál, Snorri
dichiara esplicitamente «figlio di Jörð» [son Jarðar] una regolare
kenning poetica per indicare Þórr,
di cui egli fornisce peraltro diversi esempi.
Che Jörð fosse madre di Þórr,
viene suggerito in molte altre fonti, dove il dio del tuono viene appunto
chiamato «figlio di Jörð». Così ad esempio esordisce la
Þrymskviða:
Vreiðr var þá Vingþórr
er hann vaknaði
ok síns hamars
of saknati,
skegg nam at hrista,
skör nam at dýja,
réð Jarðar burr
um at þreifask. |
Irato era Vingþórr
al suo risveglio:
del suo martello
avvertì la mancanza.
Si tormentava la barba,
scuoteva il capelli:
il figlio di Jörð
si tastò intorno. |
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Edda poetica
> Þrymskviða
[1] |
E nel Lokasenna parimenti si
legge:
Jarðar burr
er hér nú inn kominn;
hví þrasir þú svá, Þórr?
en þá þorir þú ekki
er þú skalt við úlfinn vega,
ok svelgr hann allan Sigföður. |
Il figlio di Jörð
ecco è giunto;
perché te la prendi, Þórr?
Non sei altrettanto gagliardo
quando devi combattere col lupo
che intero divora .Sigföðr. |
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Edda poetica
> Lokasenna
[58] |
Tali kenning non ci forniscono però ulteriori informazioni su Jörð.
Ella viene ancora citata da Snorri in un rapido passo, dove si chiarisce la sua
natura divina:
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Jörð, móðir Þórs, ok Rindr, móðir
Vála, eru talðar með ásynjum. |
Jörð, madre di
Þórr, e Rindr, la madre di
Váli, sono annoverate fra le ásyniur. |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa > Gylfaginning [9] |
Snorri si riferisce qui all'elenco delle dee [Ásynja heiti] delle
þulur, dove Jörð compare insieme a tutte le altre ásyniur. La
dea compare anche, significativamente, nell'elenco dei «nomi della terra» [Jarðar
heiti] delle þulur. La traduzione di questo passo è ardua in quanto
si tratta di una serie di sinonimi e quasi-sinonimi della terra, del suolo, del
campo, etc., le cui sfumature di significato – quando conosciute – sono ardue da
riprodurre in italiano. Tra i vari termini compaiono anche due importanti
epiteti di Jörð:
Hlóðyn
e Fjörgyn.
Jörð, fjörn, rofa,
eskja ok hlöðyn,
gyma, sif, fjörgyn,
grund, hauðr ok rönd,
fold, vangr ok fíf,
frón, hjarl ok barmr,
land, bjöð, þruma,
láð ok merski. |
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Þulur > Jarðar
heiti
[1] |
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