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ETIMOLOGIA Il nome di Viðfinnr
ha senso non chiaro. In norreno, viðr vuol dire
«albero, bosco» (cfr. anglosassone wudu, inglese wood; danese
ved, svedese väd). Invece, finnr
è «finno, finnico». Il senso
generale sembra essere «finno dei boschi» ma, essendo i finni rinomati come
maghi e stregoni, si potrebbe intendere con «mago del bosco»
(Isnardi 1991). |
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LETTURA Viðfinnr
è citato, quale padre di
Bil e
Hjúki, unicamente nel racconto di
Snorri:
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Hann tók tvau börn af jörðunni er
svá heita: Bil ok Hjúki, er þau
gengu frá brunni þeim er Byrgir
heitir ok báru á öxlum sér sá er
heitir Sǿgr, en stöngin Símul.
Viðfinnr er nefndr faðir þeira.
Þessi börn fylgja Mána, svá sem
sjá má af jörðu. |
[Máni] prese dalla terra due fanciulli, chiamati
Bil e
Hjúki, mentre si allontanavano dalla
fonte chiamata Byrgir e portavano sulle loro spalle il secchio chiamato
Sægr e il bastone
Simul. Viðfinnr si chiama il
loro padre. Questi fanciulli seguono
Máni, come si può vedere dalla terra. |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa >
Gylfaginning [11] |
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