I PARTOLONIANI
La prima invasione

MITOLOGIA CELTICA - Sommario

La prima vera invasione giunge in Ériu dopo il Diluvio, per lasciarvi un'impronta duratura e fondarvi le costumanze del vivere civile.

NARRATIVA
  1. L'arrivo di Partholón
  2. I Partoloniani
  3. Il primo tradimento coniugale in Ériu
  4. Morte di Fead
  5. Battaglia contro i Fomoriani
  6. Morte dei figli di Partholón
  7. Morte di Partholón
  8. I Partoloniani mutano l'assetto di Ériu
  9. La prima divisione di Ériu
  10. La fine dei Partoloniani
    Fonti

SAGGISTICA
  1. I Partoloniani
  2. Le versioni di Nennio e Goffredo di Monmouth

1 - L'ARRIVO DI PARTHOLÓN

opo il Diluvio, Ériu rimase pressoché disabitata per duecentosettantotto anni, finché giunsero le genti guidate da Partholón. Ciò accadde il quattordicesimo giorno di maggio nell'anno 2520 dalla Creazione del Mondo, ovvero 2578 anni prima della nascita di Cristo, quarant'anni dopo la nascita di Abramo. Naturalmente non tutti gli annalisti sono d'accordo con questo computo, ma sembra comunque assoldato che ciò avvenne all'incirca al tempo di Abramo. Come afferma il poeta:

Trecento anni dopo il Diluvio,

e questa è storia vera, come ho calcolato,

tutta la santa Irlanda era deserta

finché Partholón non vi giunse.

E questa è la genealogia di Partholón: Partholón figlio di Sera, figlio di Srú, figlio di Esrú, figlio di Fraimint, figlio di Fáthacht, figlio di Magog, figlio di Iafeth figlio di Noe.

Partholón era un uomo in fuga, colpevole di parricidio. Suo padre era re di Migdonia, la Piccola Grecia, ovvero la Scizia. Partholón lo aveva ucciso reclamando la sovranità per il fratello Starn. Dopo essere fuggiti da Migdonia ed essersi affidati alle onde con una piccola flotta, le genti guidate da Partholón avevano toccato la Grecia, indi la Sicilia, e tenendo sulla destra la Spagna, dopo un viaggio di due mesi e mezzo avevano raggiunto Ériu. Erano sbarcati in Inber Scéne, nella regione occidentale del Múmu.

 

2 - I PARTOLONIANI

artholón aveva con sé la moglie Delgnat e quattro capitani. Il primo dei capitani erano lui stesso, gli altri tre i suoi tre figli Slanga, Laiglinne e Rudraige. Con loro erano le mogli dei tre figli: Nerba, Cicba e Cerbnad.

Partholón aveva con sé dieci nobili figlie e dieci figli adottivi. Le figlie avevano nome: Aífe, Aine, l'eletta Adnad, Macha, Mucha, Melepard, Glas e Grenach, Auach e Achanach. I dieci figli adottivi si chiamavano: Aidbli, Bomnad e Ban, Caertin, Echtach, Athchosan, Lucraid, Ligair, Lugaid il guerriero e Gerber che mai diede invano la sua parola.

In quanto al suo seguito, difficile dire quanti fossero in tutto, ché le cronache sono contraddittorie. Alcuni dicono non vi fossero che Partholón, sua moglie, i suoi figli e le mogli dei suoi figli, otto persone in tutto, da cui in seguito sarebbe discesa una popolazione di quattromilacinquanta uomini e mille donne. Altre fonti affermano che l'intero gruppo fosse composto da ventiquattro uomini, ciascuno accompagnato dalla sua donna. Altri ancora dicono che Partholón arrivò in Ériu con un seguito di mille uomini. Difficile stabilire quale di queste versioni sia la più veritiera. La tradizione comunque ricorda i nomi di molti tra coloro che facevano parte del seguito di Partholón.

Vi erano innanzitutto sette aratori chiamati Tóthacht, Tarba [Tréun], Eochair [Iomas], Aithechbél, Cúaille, Dorcha e Dam. In tutto possedevano due vomeri e quattro buoi; i nomi dei buoi erano: Liac, Lecmag, Imar ed Etrigi: questi per primi ararono il suolo di Ériu. Brega mac Senboth fu colui che per primo costruì una casa, con un calderone sul fuoco. Costui fu anche quello che per primo stabilì i duelli in Ériu. Samailiath non solo introdusse la tecnica di fabbricazione della birra, ma fu il primo in Ériu a offrirsi come garante. Bacorb Ladra era un grande sapiente: fu lui il prima a dare ospitalità nell'isola di Ériu. Ma fu Beoir coluì che costruì il primo ostello dove i viandanti venivano accolti e rifocillati gratuitamente. Fiss, Eolas e Eochmarc erano i nomi dei tre druidi. Milchu, Meran e Muicnechán erano i tre campioni. Bibal e Bebal i due mercanti, i quali introdussero in Ériu la tecnica del baratto; il primo scambiava oro, il secondo bestiame.

 

3 - IL PRIMO TRADIMENTO CONIUGALE IN ÉRIU

quel tempo non c'erano case o fattorie e i Partoloniani si erano accampati su un lembo di terra nel mezzo dell'Érne. Non vi erano molti modi per procurarsi il cibo, e si praticavano perlopiù la caccia e la pesca e la cattura degli uccelli.

Quando Partholón partiva per la caccia o la pesca, era solito lasciare la moglie Delgnat e il servitore Tódga a guardia del campo. Un giorno la donna invitò il servo a giacere con lei. Tódga rifiutò e si sentì dire che era un inetto; per non subire l'onta finì per cedere. Poi, presi da sete smisurata e colpevole per l'indecenza e la follia dell'azione commessa, bevvero entrambi da tutti i vasi di Partholón.

Tornato alla fine della giornata, Partholón fece per bere, ma avvertì nei vasi che portò alle labbra il sapore delle bocche di Delgnat e di Tódga, e capì di essere stato tradito. Ma Delgnat non si mostrò affatto contrita e scaricò sul marito la colpa del misfatto: - Dunque pensavi che fosse possibile mettere vicini una donna e un vaso di miele, latte appena munto e un bambino, cibo e una persona affamata, carne fresca e un gatto, degli strumenti e un operaio, oppure un uomo e una donna in privato, senza che non avvenga una qualche cosa tra loro?

E citò questi versi:

- Guarda gli armenti del colore del fuoco: sentono il desiderio nelle viscere.
Guarda le pecore dal manto bianco: anelano a un proprio padrone.
Guarda le placide mandrie ove  tu voglia: cercano il toro contro ogni ragione.
Guarda le agnelline in calore: accettano l'autorità del primo montone.
Al vitello non s'impongono vincoli perché non segua la mucca da latte;
si pongono steccati innanzi alle pecore, perché l'agnello cresciuto non succhi;
il latte schiumoso della vacca cornuta si affida forse al macellaio?

Quando Partholón udì queste parole, fu preso da un impeto di gelosia così forte che colpì il cagnolino della moglie, che si trovava lì accanto, uccidendolo. L'animale si chiamava Saimér e diede nome all'isolotto dove morì: Inis Saimér. Come dice il poeta:

Il re colpì il cane della donna
con la sua mano (non è triste che così sia andata?)
e il cane morì.
Ecco, questa fu la prima gelosia di Ériu.

Partholón fu il primo marito tradito in Ériu, e la sua fu la prima gelosia che si conobbe sull'Isola di Smeraldo.

 

4 - MORTE DI FEAD

ette anni dopo la conquista dell'isola, il primo uomo della stirpe di Partholón morì. Era Fead figlio di Torton figlio di Sru, cugino di Partholón, e la piana in cui fu sepolto, Mág Feada, prese nome da lui. Il luogo dove fu seppellito si chiamò Dolraí Máig Feada.

 

5 - BATTAGLIA CONTRO I FOMORIANI

uando la stirpe di Partholón era giunta in Ériu, i Fomoriani vi risiedevano già da duecento anni, dove vivevano, in maniera non dissimile dai Partoloniani, cacciando gli uccelli e pescando. Non è chiaro se all'epoca di cui stiamo narrando i fatti, capo dei Fomoriani fosse ancora Cícal Crígencosach.

Quando i Partoloniani li incontrarono, i Fomoriani erano in numero di circa ottocento e tra loro le donne erano più numerose degli uomini. Avevano tutti un solo occhio, un solo braccio e una sola gamba. Per diciassette anni, in Ériu, i Partoloniani vissero in pace con i Fomoriani, poi i due popoli dovettero confrontarsi per decidere a chi dei due dovesse appartenere l'isola.

Per questa ragione, Partoloniani e Fomoriani si confrontarono in una battaglia nella piana di Mág Ítha, e tutti i guerrieri dei Partoloniani scesero in campo con un occhio bendato, un braccio legato dietro la schiena ed un piede legato alla coscia. Il combattimento fu strano e sinistro: non morì nemmeno un uomo, perché vennero usate arti magiche. I Fomoriani vennero sconfitti. Alcuni dicono che vennero tutti quanti uccisi, altri che vennero cacciati da Ériu e andarono ad abitare in isole lontane nell'oceano o in terre fatate poste sotto il mare.

Ma non rinunciarono mai alla verde Ériu e in seguito sarebbero ritornati per riconquistarla.

 

6 - MORTE DEI FIGLI DI PARTHOLÓN

ei tre figli di Partholón, valenti capitani di Ériu, il primo a morire fu Slanga, una ventina di anni dopo lo sbarco. Fu sepolto sotto un carn, un tumulo di pietre, sul monte che da lui prese nome Sliab Slanga.

Il secondo figlio, Laiglinne, morì l'anno successivo, e mentre si scavava la sua tomba a Ua-mac-Uais Breg, l'acqua sgorgò dallo scavo e si formò il Loch Laiglinne Il lago ebbe questo nome in suo onore.

L'anno successivo, morì anche il terzo figlio, Rudraige. Il Loch Rudraige eruppe sotto i suoi piedi ed egli vi annegò. Il lago prese nome da lui.

 

7 - MORTE DI PARTHOLÓN

artholón morì nell'antica pianura di Senmág Élta di Edar, trent'anni dopo lo sbarco del suo popolo in Ériu, e in quel luogo fu seppellito.

 

8 - I PARTOLONIANI MUTANO L'ASSETTO DI ÉRIU

urante la loro permanenza in Ériu, i Partoloniani si moltiplicarono e riempirono l'isola. Essi istituirono molti mestieri e arti per la prima volta e per primi stabilirono leggi. Erano prevalentemente agricoltori. Praticavano tecniche come il baratto, la molitura, la cottura delle carni, la preparazione della birra e la costruzione di case per gli ospiti.

Quando Partholón era sbarcato in Ériu, la topografia dell'isola era diversa da quella odierna: non esistevano che tre laghi, dieci (o nove) fiumi e l'unica antica pianura di Senmág Elta di Edar, che si diceva spianata dalle mani di Dio creatore ed in cui non cresceva né un albero né un filo d'erba.

Ma durante la loro permanenza, i Partoloniani dissodarono altre quattro pianure: Mág nEthrige nel Connacht (ma altri dicono fosse Mág Tuired), Mág Ítha nel Laigin, Mág Lí in Uí Mac Uais, e Mág Latharna nel Dál nÁraide.

Analogamente, oltre ai tre antichi laghi presenti in Ériu, altri sette si formarono nel periodo in cui i Partoloniani rimasero nell'isola. Il Loch Con si formò tre anni dopo la battaglia di Mág Ítha, e Mág Cró si chiamava la pianura dove esso eruppe. All'incirca nello stesso periodo si sarebbero formati anche il Loch Deichet e il Loch Mesc. Il Loch Laiglinne, come abbiamo visto, sgorgò dalla terra mentre si stava scavando una fossa per Laiglinne figlio di Partholón. Un anno dopo si formò il Loch Echtra, tra Sliab Mudairn e Sliab Fúait, in Orghialla. In seguito si formò il Loch Rudraige, che sgorgò sotto i piedi di Rudraige figlio di Partholón, e il lago fu così battezzato in suo onore. Nello stesso anno il mare inondò la zona di Brena e si formò così il settimo lago, Loch Cúan.

 

9 - LA PRIMA DIVISIONE DI ÉRIU

a prima divisione di Ériu, a quanto dicono i poeti irlandesi, venne attuata durante la permanenza dei Partoloniani. Tale divisione venne stipulata da quattro figli di Partholón, nati, si dice, dopo il suo arrivo in Ériu, e chiamati rispettivamente Er, Orba, Ferón e Fergna. C'è però da dire che questa tradizione ha suscitato la perplessità degli storici, in quanto i nomi di questi quattro figli di Partholón corrispondono ai nomi di quattro capi del popolo dei Milesi, sicché si potrebbe anche pensare a una confusione del racconto, senonché alcuni dei più attenti storici ci assicurano che si trattò davvero di un caso di omonimia.

Ai tempi in cui i Partoloniani dimoravano in Ériu, vi era tra gli uomini onestà, rispetto dei patti e della proprietà, e ciascuno sapeva sicuri i tesori che teneva nelle proprie abitazioni. A quest'epoca, i quattro figli di Partholón, Er, Orba, Ferón e Fergna divisero Ériu tra loro in quattro parti, e nessuno rimase insoddisfatto della propria porzione o minacciò minacciò la parte toccata al fratello.

  • Da Aileach Néid nel nord fino ad Áth Clíath nel Laigin, la porzione di Er.
  • Da Áth Clíath ad Oiléan Árda Nemid [poi Oiléan Mór an Barraig], la porzione di Orba.
  • Da Oiléan Mór a Medraide presso Gaillim, la porzione di Ferón.
  • Da Áth Clíath Medraide a Medraide Néit, la porzione di Feargna.

Eochaid úa Fláinn, il più grande dei poeti del suo tempo, cantò questi versi:

Quattro figli, dalla voce fiera,
ebbe quale nobile schiatta
Partholón:
essi si spartirono tra loro il governo
delle tribù di Ériu senza alcuna obiezione.
Non era facile per i capi stabilire le loro divisioni:
l'isola di Ériu era un unico bosco,
e le ricchezze al sicuro nelle case, a quel tempo;
ogni uomo sapeva ciò che gli spettava.

Er, il fratello maggiore, gioiva felice:
buona porzione gli era toccata, senza dubbio,
da Ailech Néit, terra senza insidie,
ad Áth Clíath nel potente Laigin.
Da Áth Clíath che dà sul mare
ad Oiléan Árda Nemid,
senza miseria e debolezza la sua condotta,
era la porzione di
Orba della terra della sua razza.
Dal guado di Oiléan Árda Nemid
a Medraide dai grandi distretti,
motivo di soddisfazione senza fine,
la porzione di
Ferón, diceva il trattato.
Da Medraide, stesso trattato,
ad Ailech Néit, terra di buoni costumi,
se noi seguiamo le linee di confine,
Fergna aveva ricevuto in base al patto.
Nella stessa Ériu, nessuna menzogna,
nacquero i forti uomini che ho enumerato,
una nobile compagnia, dalla solida fama:
gentili e cavallereschi furono questi quattro.

10 - LA FINE DEI PARTOLONIANI

Partoloniani abitarono per trecento anni in Ériu, finché furono colpiti da una pestilenza che scoppiò il giorno di Beltaine e durò da una domenica alla successiva. Si dice che Dio avesse mandato tale pestilenza per punire Partholón del parricidio da lui commesso attraverso l'estinzione della sua stirpe. Tutta la popolazione di Ériu venne spazzata via. Novemila persone: cinquemila uomini e quattromila donne. Morirono nella pianura di Senmág, la stessa dove aveva trovato la morte lo stesso Partholón, e quel luogo venne chiamato Tamlacht Muintire Partholóin «Epidemia della gente di Partholón» o Tamlacht Fer nÉrenn «Cimitero degli uomini di Ériu». Tutti morirono e sembra sopravvisse uno solo, certo Tuan mac Cairill, il quale, vivendo nei secoli in varie forme animali e poi rinascendo in epoca cristiana, avrebbe tramandato la memoria dell'invasione dei Partoloniani [VEDI].

Era l'anno 2820 dalla Creazione del Mondo.

 

Fonti

I - I PARTOLONIANI

Con l'arrivo in Ériu della compagnia di Partholón [muintir Partholóin] inizia la narrazione del Libro delle invasioni d'Irlanda.

Ognuno dei vari popoli che invasero e colonizzarono l'Irlanda, testimoniò la loro presenza contribuendo in qualche modo nella formazione geografica, politica e culturale dell'Irlanda. Le genti di Partholón istituirono molti mestieri ed arti per la prima volta, e per primi stabilirono leggi. Furono dunque degli eroi culturali. Uno degli epiteti attribuiti a Partholón sembra fosse «maestro di tutte le tecniche», titolo che ricorda da vicino il Samildánach in seguito attribuito a Lúg.

La stirpe di Partholón sembra legata soprattutto alla provincia del Múmu. I nomi dei suoi quattro figli, Er, Orba, Ferón e Fergna, sono gli stessi dei quattro figli di Éber al tempo dei Milesi, e molti dei nomi di persona che le fonti ci forniscono riguardo a queste genti preistoriche, permettono di ricondurli a nomi locali del Múmu.

 

II - LE VERSIONI DI NENNIO E GOFFREDO DI MONMOUTH

Ritroviamo il personaggio di Partholón nella Storia dei Bretoni di Nennio, un passo che Goffredo di Monmouth ha ripreso nel III libro delle sue Storie dei re di Britannia.

Nennio si limita a citare un Partholomus che sarebbe giunto per primo in Irlanda con mille persone tra uomini e donne; essi crebbero fino a diventare quattromila, ma poi morirono tutti nel giro di una settimana senza che nessuno scampasse. Goffredo dà una versione un po' diversa: un antico re di Britannia, Garguint Barbedruc, tornava in patria dopo lunghe guerre contro i Dani; passando per le Orcadi trovò là trenta navi piene di uomini e donne. Volle sapere il motivo di quella spedizione, ed il loro capo Partholomus gli narrò che era stato espulso dalla Spagna e che vagava per i mari cercando un luogo dove potesse stabilirsi, e chiese a re Garguint di offrirgli un piccolo lembo di terra in Britannia. Garguint non oppose diniego alla sua richiesta, e gli concesse di abitare, non la Britannia, ma l'Hibernia [l'Irlanda], che era rimasta intatta da presenza umana, e gli diede delle guide perché lo conducessero là. Partholomus e i suoi giunsero dunque in Irlanda e trovarono una terra ottima, ricca di fiumi e di boschi e di ogni ben di Dio. Subito costruirono le loro abitazioni e coltivarono il suolo, e crebbero e si moltiplicarono fino ad oggi.

Pur prendendo il punto di vista dei Britanni, la versione di Goffredo non contraddice quanto riferito dal Libro delle invasioni. In entrambi i testi, Partholón fugge dalla sua patria a causa di un delitto (che Goffredo non specifica), ed al seguito delle sue genti arriva in un'Irlanda ancora disabitata. Qui le genti di Partholón si dànno da fare per colonizzare la loro nuova terra. L'unica differenza tra le due versioni è che secondo Goffredo, la stirpe di Partholomi non venne spazzata via: i suoi discendenti abitano ancora l'Irlanda.

Ci troviamo di fronte ai rimasugli di un'antichissima tradizione celtica sulla colonizzazione d'Irlanda. Che poi i primi abitanti dell'Irlanda venissero davvero dalla Spagna, come afferma recisamente Nennio, e Goffredo riprende, sembra essere un'ipotesi confermata dall'archeologia.

 

Sezione Miti - Holger Danske.
Area Celtica -
Óengus Óc.

Creazione pagina: 15.12.2003
Ultima modifica: 17.01.2006

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