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MITI CELTICI
LEBOR GABÁLA ÉRENN
POEMA
XXXIII
«Sechtmad gabáil rodusgab»
«Arrivò la settima invasione»
LEBOR GABÁLA ÉRENN
Lebor Gabála Érenn. Saggio
1. Dalla creazione del mondo...
2. Origine dei Gaeli
3. Muintir Cessrach
► 4. Muintir Parthóloi
Poemi:   XXX XXXI XXXII
    XXXIII XXXIV XXXV
    XXXVI XXXVII XXXVIII
      XXXIX XL
5. Clanna Nemid
6. Fir Bolg
7. Túatha Dé Danann
8. Meic Míled
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POEMA XXXIII - Saggio
POEMA XXXIII - Testo
Note
Bibliografia
LEBOR GABÁLA ÉRENN
XXXIII
«Sechtmad gabáil rodusgab»
«Arrivò la settima invasione»

Il poema XXXIII del Lebor Gabála Érenn è una composizione mitologica incentrata sull'arrivo dei Fomóraig in Ériu, qui definito la «settima invasione». Il testo, breve ma interessante, riporta la genealogia di Cichol Gricenchos, con qualche varianti rispetto al Lebor Gabála e ad altre fonti, dà un raccapricciante ritratto di sua madre Loth Lúamnach e fornisce alcuni interessanti dettagli sulla loro provenienza. Per il resto, la composizione è del tutto priva di annotazioni temporali: non si dice in che epoca i Fomóraig giunsero in Ériu né contro chi scesero in guerra, sebbene altre fonti ci informano che fu contro Partholón che essi si batterono.

Míchél Ó Cléirigh, nella versione Rk, riporta le quartine 2-6, aggiungendovi quartine da altre fonti.
Seathrún Céitinn, riporta le quartine 1 e 7, con minime variazioni (Foras feasa ar Éirinn [I: , 2]).

Il metro è il debide scáilte.

In: Lebor Gabála Érenn R2 R3 [IV: 21]. V 4 δ  | D 7 δ  | E 3 γ  | R 77 γ  (*) | B 13 β 6 | M 273 β 

(*) in R: solo primo verso

LEBOR GABÁLA ÉRENN
XXXIII
«Sechtmad gabáil rodusgab»
«Arrivò la settima invasione»
     
1 Sechtmad gabáil rodusgab
airer Érenn na n-árd-mag,
la Cichul Gricenchos ngand,
úas aichthib Inbir Domnann.
Arrivò la settima invasione
sulla costa di Ériu dalle nobili pianure,
[guidata] dal misero Cícul nGricenchos,
sul suolo erboso di Inber Domnann.
2 Cichul mac Guill, gairm co nem,
mac Gairb, meic Túathmair tendtiġ,
meic Gúmóir dar muir anair,
ón ainmnigter Fomoraig.
Cícul figlio di Goll, un richiamo velenoso,
figlio di Garb, figlio dell'ardente Túathmar,
figlio di Gúmór, da est sul mare
che diede nome ai Fomóraig.
 
3 Luth Luamnach a mathair mass
a Sléib Chucais credal-mass:
assa bruinnib a beóil buirr,
ceitheóra súili assa druim.
Loth Lúamnach, la sua madre avvenente,
dal sacro, splendido Slíab Chaucas:
sopra i suoi seni le labbra rigonfie,
quattro occhi dietro la nuca.
4 Is aire tánic Loth lór
anair, a tírib Émóir,
lia mac, míad rotgeall,
do chossnoṁ indse hÉrenn.
Per questo venne la pesante Loth
da est, dalle terre di Émór,
con lei il figlio, onorevole presenza,
per contendere l'isola di Ériu.
5 Fir co n-óen-chosaib ána,
is co n-áen-lámaib lána;
fortho ro brissed cath cáin
is for Cichal d'Fomorchaib.
Uomini con una sola nobile gamba,
e con un solo ampio braccio,
contro si ebbe una dolce battaglia,
e contro Cícul dei Fomóraig.
 
6 Do comnart Lot lín a slóiġ,
mathair Chicail uí Gúmóir:
ingen do Neir garb grendach,
a sléib Chucais corr-bendach.
Loth eguagliava in forza le sue truppe,
la madre di Cícul nipote di Gúmór:
figlia di Ner, rude e irsuta,
da Slíab Chaucas dalla cima aguzza.
 
7 Trí chét fer a lín in tslóig
tánic a híathaib Émóir:
do roscarat sund íarsain
is ro slechta re sechtmain.
Di trecento uomini, numerose le schiere,
che vennero dalle terre di Émór:
subito dopo furono tutti dispersi,
e falciati in una settimana.
 
       

NOTE

1 (a) In genere l'arrivo dei Fomoraig in Ériu non è contato nel novero delle invasioni, che sono solitamente dette essere cinque, sebbene a conti fatti siano sei (Muintir Cesrach, Muintir Partholóin, Clanna Nemid, Fir Bolg, Túatha Dé Danann e Maic Míled), lasciando fuori o i Muintir Cesrach, che spesso non sono considerati una vera e propria invasione, o i Maic Míled, in quanto antenati dei Gaeli. La redazione R1 del Lebor Gabála Érenn porta però, a un certo punto, il novero a sette invasioni, con la distinzione dei Fir Bolg nelle tre schiere che li compongono, i Fir Bolg propriamente detti, i Fir Domnann e i Galeóin, trattati come popoli invasori distinti (R1 [III: 1]). R2 emenda il passo tornando a cinque invasioni (R2 [III: 1]), R3 accoglie la versione con sette (R3 [III: 1]). Questa è probabilmente la base per cui si arrivi a contemplare nel novero anche l'arrivo dei Fomoraig. Diversi criteri di conteggio possono giustificare il fatto che il loro arrivo possa essere considerato una  «settima invasione».

3 — Míchél Ó Cléirigh, nella redazione Rk, aggiunge a questa quartina un distico mai attestato nei codici precedenti: «ba luaċda doiġerda a dreċ / an fuaṫ doi-dealbda duiḃseaċ» («È brillante e fiero il suo sembiante, / un'apparizione malvagia nell'aspetto e spaventosa»). — Slíab Chaucas è il monte Caucaso. Nel Tenga Bith-nua, dove si elenca la lista dei mostri discesi da Ádam, il Caucaso ricompare come luogo di origine di una razza di esseri chiamati le Túatha Ithier, i quali rassomigliano in modo sospetto a Loth Lúamnach e, in più, sono di aspetto ammaliante:

Túatha Ithier tuath Ṡlebi Caucaist. A mbeoil ina mbruinniḃ: cetheora suile ina ndruimniḃ. Elscoth ⁊ rothes ina corpaiḃ conach rod aim nach cenél aile.

Le Túatha Ithier a nord di Slíab Chaucas. Le bocche nei seni; quattro occhi sulla nuca. Lussuria e sensualità nei loro corpi, nessun [uomo] di un altro popolo può resistere loro.
Tenga Bith-nua [100]

Il nome «Ithier» non compare altrove: Macalister lo riconosce nel nome di Túathmar (Macalister 1940); in realtà ricorda Mag nÍtha, luogo della battaglia contro i Muintir Partholóin.

4 — (b) Tír Émóir, la «terra di Émór» (Slíab Émóir, la «montagna di Émór», in Lebor Gabála Érenn R2 [IV: 17]), non è stata identificata con certezza. Macalister propone al riguardo il monte Ḥermôn  (Macalister 1938). Seathrún Céitinn, che riporta la quartina, corregge Tír Émóir con Tír Uġṁóir, «terra di Ugmór», cioè Gúmór, antenato di Cícul nGricenchos.

Bibliografia

  • CATALDI Melita, Antiche storie e fiabe irlandesi. Torino 1985.
  • COMYN David ~ DINEEN Patrick S. [traduzione]: CÉITINN Seathrún (KEATING Geoffrey), The History of Ireland. London 1902-1908.
  • GINZBERG Louis, The Legend of the Jews, vol. 1. Philadelphia 1909 (?). → ID., Le leggende degli Ebrei, vol. 1. Adelphi. Milano 1995.
  • GRAVES Robert ~ PATAÏ Raphael, The Hebrew Myths. New York 1963. → ID., I miti ebraici. Longanesi, Milano 1980.
  • MACALISTER R.A. Stewart [traduzione]. Lebor Gabála Érenn: The Book of the Taking of Ireland, 3. Irish Texts Society, Vol. XXXIX. Londra 1940 [1993].
  • MacCULLOCH John A., The Religion of Ancient Celts. Edimburgh 1911. → ID., La religione degli antichi Celti. Vicenza 1998.
  • MORGANTI Adolfo [cura]: Nennius (Nennio). La storia di re Artù e dei Britanni. Il Cerchio, Rimini 2003.
BIBLIOGRAFIA
  Lebor Gabála Érenn - Poema XXXII
«PARTHOLÓN, DA DOVE GIUNSE»
    Lebor Gabála Érenn - Poema XXXIV
«QUATTRO FIGLI, DALLA VOCE DI FALCO»
 
Biblioteca - Guglielmo da Baskerville.
Area Celtica - Óengus Óc.
Traduzione e note della Redazione Bifröst.
Si ringrazia Matteo Vesa Piludu.
Creazione pagina: 22.01.2014
Ultima modifica: 28.10.2015
 
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