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1 - ORIGINI DELL'IDOLATRIA
a Bibbia narra dei tre figli di Nóe, progenitori di
tutti i popoli del mondo: Sem, Cham e Iafeth. Tace invece di un
quarto figlio, Bith,
che era a capo di una grande tribù,
destinata a scomparire senza lasciare alcuna
discendenza.
La tribù di Bith
non godeva di una buona reputazione. Alla vigilia
del Diluvio, quando Bith
chiese a Nóe
figlio di Laimach di
poter salire sull'arca insieme a sua figlia Cesair,
venne cacciato via dal saggio patriarca, che
dichiarò: - L'arca non dovrà
diventare una nave di briganti, un nascondiglio di
ladri!
La Bibbia tace anche di un fratello di Nóe, Bethach figlio di Láimach. Costui aveva avuto
un figlio di nome
Bóchra. Il
figlio di questi, il saggio Fintan,
era lo sposo di Cesair.
Allorché a Bith
venne negato un posto sull'arca, Fintan
si recò da Nóe con la medesima
richiesta, ma anch'egli ottenne un rifiuto.
Allora Bith
e Fintan
si riunirono in consulto per decidere sul da farsi. Con loro
vi era Cesair.
- Seguirete il mio consiglio? - chiese Cesair
al padre e al marito.
- Lo seguiremo - risposero Bith
e Fintan.
- Allora per prima cosa abbandoniamo il dio di Nóe. Ci
costruiremo un idolo tutto nostro e lo adoreremo.
Le genti di Bith
costruirono un idolo e cominciarono ad adorarlo. E
questa fu la prima volta nel mondo che qualcuno
abbandonava la fede in Dio per rivolgersi a false
divinità. A un certo punto l'idolo prese la
parola e disse alla tribù di Bith
di costruire delle navi e di metterle in mare,
perché il Diluvio sarebbe giunto presto,
anche se nessuno sapeva quando.
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2 - SBARCO DELLE GENTI DI CESAIR IN
ÉRIU
compagni di Cesair
obbedirono al consiglio dell'idolo. Approntarono
tre navi e la misero in mare, navigando da est
verso ovest. Nel corso del lungo viaggio, che durò sette anni
e un quarto, due delle tre navi affondarono e solo la terza
continuò la navigazione. Su di essa vi erano Cesair,
suo padre Bith,
e suo marito Fintan
figlio di Bóchra.
Pilota della nave era Ladra,
fratello di Cesair.
Vi erano inoltre Barrfinn, moglie di Bith,
e
Balba, moglie di Ladra. Ma mentre gli uomini erano
soltanto tre, le donne - comprese Cesair, Barrfinn e
Balba
- erano in numero di cinquanta.
Questi erano i
Muintir Cesrach,
le «Genti
di Cesair».
Così
canta l'antico poeta:
-
Cesair venne via
dall'est,
- donna figlia di Bith.
-
Con lei cinquanta
fanciulle,
-
e con lei tre uomini
soltanto.
Essi presero terra a Dún na mBarc, nel
Corco Duibne, nel Múmu occidentale. Era
l'anno 2242 dopo la Creazione del Mondo [2956
a.C.]. Cesair
e Fintan
furono in assoluto i primi esseri umani a calcare
il suolo di Ériu.
- Fu là che essi
sbarcarono
-
a Dún na mBarc,
compagnia femminile,
-
in Cúil Cesrach,
nella zona di Carn,
-
il quindicesimo giorno di
luna, sabato.
Mancavano soltanto quaranta giorni al Diluvio:
- Due volte venti di giorni prima
del Diluvio
-
Cesair approdò e
giunse in Ériu,
-
Bith, Fintan e il fiero Ladra,
-
con loro cinquanta
meravigliose fanciulle.
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3 - SPARTIZIONE DELLE DONNE
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Cesair
Illustrazione di Jim Fitzpatrick |
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e
genti di Cesair, approdate in Ériu
con l'unica nave superstite, erano in tutto
cinquanta donne e tre soli uomini.
Dal luogo dello sbarco essi giunsero a Bun
Suaimne, dove si trova il luogo chiamato Cumar
na Tri nUisce «Confluenza delle tre
acque», perché tre fiumi vi mescolano
le loro acque: il Siuir, il Feorach e il Berba. Qui
i tre uomini si divisero tra loro le cinquanta
donne. Bith
prese con sé sua moglie Barrfinn e sedici fanciulle;
Fintan
prese sua moglie Cesair
e altre sedici fanciulle, Ladra
prese sua moglie Balba e le
rimanenti quindici fanciulle. Fu così che
alla fine della spartizione, Bith
e Fintan
avevano diciassette donne ciascuno, mentre Ladra
era rimasto scontento con le sue sedici.
Come avrebbe narrato in seguito Fintan:
- Una spartizione venne compiuta tra di noi, tra
me e Bith
e Ladra,
delle cinquanta magnifiche fanciulle. Diciassette
donne toccarono a me, inclusa Cesair.
Lot,
Luam,
Máil,
Marr
,
Froechar,
Femar,
Faíble,
Foroll,
Cipir,
Torrian,
Tamall,
Tam,
Abba,
Alla,
Baichne,
Sille. Questa è la
storia che tratta di loro. Diciassette toccarono a
Bith,
inclusa Barrfinn.
Sella,
Della,
Duib,
Addeós,
Fotra,
Traige,
Nera,
Buana,
Tamall,
Tanna,
Nathra,
Leos,
Fodarg,
Rodarg,
Dos,
Clos. Meritano di essere
ricordate, anch'esse facevano parte del nostro
popolo. Sedici infine andarono con
Ladra,
inclusa
Balba. Bona,
Albor,
Aíl,
Gothiam,
German,
Aithne,
Inde,
Rodarg,
Rinne,
Iachor,
Ain,
Irrand,
Espa,
Sinn,
Samoll. Questa era la nostra
incantevole compagnia.
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4 - I PRIMI A MORIRE
adra
partì per il sud con le sue sedici donne, ma
di là a poco morì, sembra, per abusi
sessuali. Egli fu in assoluto il primo uomo a
morire in Ériu e il primo a venirvi sepolto.
Il luogo dov'egli giacque prese nome Árd
Ladrann.
Le sedici donne di Ladra
ritornarono indietro. Cesair
le spedì segretamente a suo padre Bith,
ma Bith
ne informò Fintan
e i due decisero di dividersi equamente le ragazze.
Bith
si recò al nord con le sue donne e fu il
secondo a morire. Fu seppellito sotto un carn, un tumulo di pietre,
presso la montagna che da lui prese il nome di
Slíab Betha.
Dopo la morte di Bith,
le sue ragazze tornarono a Cumar na Tri nUisce per
porsi sotto l'autorità dell'unico uomo
rimasto. Ma come Fintan
ebbe dinanzi tutte quelle donne, scappò via.
Abbandonò Bun Suimne, varcò
Slíab Cua e traversò il
Siónnan. Cesair
lo inseguì insieme alle compagne e nel Connacht il suo cuore, già duramente provato
per la morte del fratello e del padre, e ora per
la fuga del marito, si spezzò.
Il luogo dove Cesair
morì ebbe nome Cúil Cesrach, e
il tumulo sotto cui fu seppellita si chiamò
Carn Cesrach.
Mancavano soltanto sei giorni al Diluvio.
- Così trascorse il
tempo stabilito,
-
con le loro morti e le loro
azioni.
- Non c'era che una settimana
sola,
- di quaranta giorni che
rimanevano.
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5 - FINTAN NELLA «COLLINA
DELL'ONDA»
fuggendo
all'inseguimento delle cinquanta fanciulle, Fintan
giunse nel Duthaig Arad. Una collina sorgeva presso
il Loch Dergdeirc. Fintan
si arrampicò in cima a quella collina e si
nascose in una caverna.
Fintan
era ancora nascosto nella sua caverna quando giunse il Diluvio
universale. Le acque straripanti sommersero Ériu, spazzando
via tutte le donne accalcate alla base della collina. L'onda
salì mugghiando verso la vetta. Fintan
era ormai certo che sarebbe anch'egli perito nel
Diluvio, ma Dio, pietoso, chiuse l'imboccatura
della grotta in cui egli si trovava. Così
quando l'immane onda sommerse completamente la
collina, Fintan
si trovava ormai al sicuro dentro la caverna.
Fintan
rimase per un anno intero rinchiuso nella grotta in
cima alla collina, la quale sarebbe stata
conosciuta come Tul Tuinne, la «Collina
dell'onda». Non aveva nulla da
mangiare e da bere, ma Dio lo fece cadere in un
sonno lungo e profondo. Per un anno intero Fintan
rimase addormentato nella sua arca di pietra e
soltanto quando le acque del Diluvio tornarono a defluire, egli si svegliò ed
uscì dalla
grotta.
Aveva ritrovato la vera fede.
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Fintan mac Bóchra
Disegno di Giacinto Gaudenzi [MUSEO] |
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6 - FINTAN L'IMMORTALE
eso immortale, Fintan
trascorse i secoli prendendo di volta in volta la
forma di un salmone, di un'aquila e di un falco, e
fu testimone di tutte le successive invasioni che
toccarono le sponde dell'Isola di Smeraldo.
Favorito dalla sua vita lunghissima, Fintan
poté così tramandare le memorie
storiche delle
Genti
di Cesair e di
coloro che vennero in seguito.
Sembra che Fintan
figlio di Bóchra vivesse ancora
nel settimo anno del regno di Diarmaid mac Cerbaill (551
ca.), allorché fu interrogato dal poeta di
corte, Amargin mac
Amlaí, che, per costringerlo a
rivelargli i suoi ricordi, digiunò per tre
giorni e tre notti innanzi a lui e alla presenza
degli uomini e delle donne di Temáir. Da
questi racconti sarebbero nate le Storie toponomastiche.
Così cantò Fintan:
- In Ériu, qualunque
cosa mi domandiate, io so la risposta,
-
tutto ciò che vi
accadde dal principio del melodioso
mondo.
- Cesair venne da est, la donna figlia di
Bith
-
con le sue cinquanta
fanciulle, e tre uomini.
-
Il Diluvio coprì
Bith sulla sua montagna, non è un
segreto;
- Ladra in Árd Ladrann, Cesair nel suo cantuccio.
-
Ma in quanto a me, mi
seppellì Iddio stesso,
-
mi seppellì in alto
rispetto ai miei compagni;
-
in Tul Tuinne, Egli mi fece scampare il
Diluvio.
- Rimasi un anno sotto le
acque diluviali nella possente collina,
-
non avevo niente per
nutrirmi, meglio mi fu un sonno senza
risveglio.
-
Rimasi qui in Ériu,
il mio viaggio era eterno, quando
-
vi arrivò
Partholón dall'est, dalla terra dei
Greci.
-
Io ero qui in Ériu,
ed Ériu era deserta, quando
-
vi arrivò il figlio
di Agnoman,
Nemed, fulgido il suo aspetto.
-
E vennero i
Fir
Bólg ed i
Fir
Galeoin, fu molto
tempo fa,
- e con loro i
Fir
Domnann, che
approdarono ad ovest.
-
Quindi giunsero i
Túatha
Dé, nelle loro
nuvole di fumo,
-
ci fu nutrimento per me in
quella che fu una lunga esistenza.
-
I Milesi vennero dalla Spagna, dal sud, ed io
potei
-
nutrirmi alle loro mani,
benché fossero forti in battaglia.
-
Una lunga vita mi fu data in
sorte, non lo nasconderò,
-
finché il Re del
Cielo non mi prenderà dalle sue
nuvole.
- Io sono Fintan il Bianco, il figlio di Bóchra, non lo nasconderò,
-
dopo il Diluvio qui sono
nobile e grande tra i più saggi.
Secondo un'altra tradizione, Fintan
sarebbe morto intorno al III sec. d.C.,
allorché, in forma di salmone, fu catturato
e messo in graticola da Finn
mac Cumaill, il futuro capo dei Fíanna.
Allora Finn
era solo un ragazzo, ma, scottandosi un dito mentre
cuoceva il salmone, portò il dito alla bocca
ed ebbe di colpo l'antica sapienza di Fintan. |
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7 - I QUATTRO SOPRAVVISSUTI AL DILUVIO UNIVERSALE
he Fintan
sia o meno sopravvissuto al Diluvio è
questione controversa, in
quanto le Scritture affermano chiaramente che
nessun essere vivente tranne gli otto che si
trovavano sull'Arca scamparono al Diluvio. E
cioè soltanto
Nóe, sua moglie, i suoi tre
figli e le mogli dei tre figli. Nessun altro, stando alla
Bibbia,
poté salvarsi.
Tuttavia alcuni studiosi di racconti
tradizionali affermano che Dio permise a quattro
uomini di sfuggire al Diluvio e ciascuno dei
quattro si trovava a uno dei quattro angoli
della Terra. Essi furono
Fintan
ad ovest,
Ferón a nord,
Fors ad est,
Andoid a sud. La
questione è tuttavia fortemente dibattuta
perché, come si è detto, questa
tradizione è contraria alle Sacre Scritture.
Come giustamente ha ricordato un antico poeta:
- I nomi dei quattro assolti
dalla giustizia
-
che Dio lasciò vivere
attraverso il Diluvio,
-
Fintan,
Ferón,
Fors
gentile
- e
Andoid
mac Ethóir.
-
Fors
nelle terre d'oriente, a est, fu
graziato.
-
Ferón
nel gelo del nord, bisognoso di
vestiti.
-
Fintan dolcemente nell'estremo
occidente.
-
E
Andoid
nel meridione della Terra.
-
Questo registrano gli amanti
di cose antiche
-
ma le Scritture non
ricordano persone
-
tranne Nóe che era nell'arca e i suoi
figli
- e le mogli di tutti loro,
che ottennero la salvezza della vita.
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Fonti
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I - LE GENTI DI CESAIR: UN
RACCONTO ACCESSORIO AL CICLO DELLE INVASIONI?
Nel ciclo delle invasioni di
Ériu, l'episodio delle genti di Cesair
[Muintir
Cesrach]
sembra non trovare buona accoglienza, ragion per cui anche nei
migliori libri di mitologia celtica viene spesso ignorato, o
rimosso. Questo è strano, perché il racconto è presente in
alcune delle più importanti compilazioni antico irlandesi,
quali, tra le altre, il
Libro delle invasioni
d'Irlanda,
compilato tra l'XI e il XII secolo,
e la
Cronaca degli Scoti,
risalente con ogni probabilità al XII secolo.
Tuttavia,
parallelamente, esistono altri antichi testi che avviano la
narrazione
del ciclo degli
invasioni con la stirpe dei Partoloniani, ignorando le genti di Cesair.
Nella Storia di Túan mac Cairill,
ad esempio, si
afferma categoricamente:
|
Ci furono cinque
invasioni, nessuna prima del Diluvio. E dopo il
Diluvio nessuno giunse se non dopo trecento e dodici
anni. Fu allora che
Partholón mac
Sera si stabilì in
Ériu.
Storia di Túan mac Cairill |
Questa
divergenza nei testi antichi fa pensare che in epoca
medievale, allorché le antiche storie tradizionali venivano
messe per iscritto, vi dovesse essere una polemica riguardo la
possibilità di un'invasione antidiluviana di Ériu, polemica nei riguardi della
quale l'ignoto compilatore della
Storia di Túan mac Cairill,
appellandosi all'autorità dell'immortale testimone di tutte le
invasioni irlandesi, prende posizione negando che prima del
Diluvio qualcuno sia giunto in Irlanda.
In effetti, se una simile
tradizione fosse effettivamente esistita, è
evidente che l'autore del testo, compilato
in ambiente monastico, abbia avvertito la
contraddizione con quanto raccontato nelle
Scritture. Se la Bibbia afferma categoricamente che
nessuno, tranne Noè e coloro
che si trovavano con lui a bordo dell'arca,
scampò al Diluvio, come poter ammettere che Fintan invece sia sopravvissuto al cataclisma nella
lontana Irlanda? Ma accordandosi alle Scritture, e
supponendo che anche Fintan fosse
perito nel Diluvio, si poneva un nuovo dilemma:
come era stata tramandata la memoria dell'arrivo in Ériu
delle genti di
Cesair? L'unica risposta possibile
era che non vi fosse stata alcuna invasione in
Irlanda prima del Diluvio e che la storia di Cesair fosse soltanto un'elaborata menzogna, ragione per cui
il compilatore della
Storia di Túan mac Cairill deve
aver deciso di ignorare l'intera tradizione.
Mezzo millennio più
tardi, tuttavia, la tradizione dell'arrivo di Cesair in
Ériu era ancora ben conosciuta, tant'è vero che
Geoffrey Keating, nei suoi
Fondamenti della conoscenza
d'Irlanda, ne cita
diverse versioni. In una di esse l'eroina che
guidò le sue genti in Irlanda prima del
Diluvio era identificata con Banba, la dea
eponima di Ériu. Keating cita alcuni versi
del
Salterio di
Caisel di Cormac mac Cuileannáin, oggi
perduto:
Trí
hingheana
Cháin
chain,
Maraon
re Seth mac
Ádhaimh,
Adchonnairc
an m-Banbha ar
dtús:
Is
meamhair liom a
n-iomthús. |
Furono le tre
vergini figlie di
Caino
con Seth figlio
di Adamo
che per prime
videro
Banba
[Ériu].
Ricordo la loro
avventura. |
|
Cormac
mac Cuileannáin:
Salterio di
Caisel
> Geoffrey
Keating:
Fondamenti della conoscenza
d'Irlanda [II:
5] |
|
Dopo aver narrato la storia di Cesair, compresa
la scena di Fintan che scampa
al Diluvio nella sua collina, Keating si sente
tuttavia in dovere di esternare le sue
perplessità, le medesime dei suoi
predecessori. Egli scrive:
|
Bíodh a fhios agat, a léaghthóir, nach mor stáir
fhírinnigh chuirim an gabháil seo síos, ná aon ghabháil d'ár luaidheamar go ró
so; acht do bhrígh go bhfuaras scríobhtha i sein-leabhraibh iad. Agus fós ní
thuigim cionnus fuaradar na seanchadha sceula na ndrong adeirid do theacht i
n-Éirinn ria n-dílinn, acht munab iad na deamhain aerdha do bhíodh 'na
leannánaibh sídhe aca re linn a mbeith págánta tug dóibh iad: nó munab i
leacaibh cloch fuairsiod scríobhtha iad iar dtrághadh na dílinne, dámadh fíor an
sceul; óir ní ionráidh gurab é an Fionntain úd do bhaoi rés an dílinn do
mhairfeadh d'á héis, do bhrígh go bhfuil an Scrioptúir 'na aghaidh, mar a
n-abair nach deachaidh do'n droing daonna gan báthadh, acht ochtar na háirce
amháin, agus is follus ná'r dhíobh sin éisean.
|
Che tu sappia, o lettore, che ho
raccontato la storia di questa
invasione - o delle altre di cui ho
trattato prima di questa - non perché la
ritenga autentica, ma solo perché l'ho trovata scritta
negli
antichi libri. Non capisco come gli antichi autori abbiano potuto ottenere notizie di persone che asseriscono essere giunte in Irlanda
prima del Diluvio, a meno che essi non siano stati
informati da quegli esseri soprannaturali, che furono
loro amanti nei tempi pagani; o che
non abbiano trovato iscrizioni
incise sulle
pietre emerse dopo il Diluvio, sempre che la storia
sia veritiera. Comunque sia, affermare che Fintan, vissuto prima del diluvio, avrebbe potuto
sopravvivere ad esso, è contrario alle Scritture, dove si afferma che
nessun individuo della razza umana sfuggì al destino di
essere sommerso, tranne le otto persone
che si trovavano sull'arca, ed è evidente
che Fintan non era tra loro. |
|
Geoffrey
Keating:
Fondamenti della conoscenza
d'Irlanda [II:
5] |
|
Notando
la presenza di alcuni antichi scritti dove si dichiarava che
nessuno fosse sopravvissuto al Diluvio, Keating riflette anche sul fatto
che tale racconto sia sconosciuto fuori
dall'Irlanda:
|
Is tuigthe as sin nach ceudfaidh choitcheann do na seanchadhaibh uile aon
díobh so do mharthain d'éis dílinne: gidheadh, dá n-abradh aon tseanchaidhe, mar
chaomhna ar chlaonadh an chreidimh, gur báitheadh Fionntain fear mar chách fó'n
dílinn, agus gur haithbheodhuigheadh é le Dia, d'á éis sin, do chaomhna agus do
choiméad imtheachta na sean, go n-a sceulaibh, go haimsir Phádraic, agus iar sin
go haimsir Fhinnéin Maighe Bile; ní thuigim cionnus budh féidir a
choimh-iongantach so do nídh do ceilt ar feadh na h-Eorpa, agus a mhionca, re
linn Fhinnéin, agus ó sin i leith, do chuadar dronga dearsgnuighthe do
dhiadhairibh agus d'fheallsamhnaibh, agus mórán do dhaoinibh eolcha eagnuidhe
eile a h-Éirinn fo chríochaibh oirrdhearca Eorpa do mhúnadh cléire agus
coimhtonól, agus do theagasg scol gcoitcheann: agus a rádh nach biadh ar a lorg
deisciobal éigin le' bhfúigfidhe laoidh nó litir i n-a mbiadh luadh nó iomradh
ar Fhionntain, agus a mhionca do scríobhadar neithe eile atá re n-a bhfaicsin
indiu; agus fós nach faicim iomradh air i bprímhleabhraibh barántamhla; agus
saolim, d'á réir sin, nach fuil acht finnsceul filidheachta i san stáir d'fhaisnéidhfeadh
Fionntain do mharthain ria ndílinn, agus 'na diaidh.
|
Da qui si capisce che
non sia opinione di tutti gli
antiquari che qualcun altro sia
sopravvissuto al Diluvio:
ma se i nostri
storici avessero sempre detto, in salvaguardia della
fede, che Fintan, un uomo
come gli altri, fu sommerso dal Diluvio per essere
poi riportato in vita da Dio, affinché
potesse trasmettere le gesta della sua gente fino
all'epoca di San Patrizio e oltre, fino al tempo di Finnian di
Mág Bíle, ebbene, non
capisco allora come sia stato possibile nascondere
da un capo all'altro dell'Europa un fatto meraviglioso come questo, vista,
durante il tempo di Finnian, la gran
quantità di teologi e filosofi, di persone
istruite e sagge che si mossero
dall'Irlanda nei principali paesi d'Europa per
istruire il clero e le loro congreghe e per
insegnare nelle pubbliche scuole, senza che nessuno
dei loro discepoli abbia mai scritto una poesia o
una lettera in cui si faccia menzione di Fintan, [considerando] la gran quantità di scritti che
essi hanno lasciato riguardo ad ogni altro
argomento. Io non ho mai vista alcun racconto su Fintan nei loro
libri, pertanto penso che non sia altro che una finzione poetica, il racconto che riguarda Fintan e il modo in cui sia sopravvissuto al
Diluvio e dopo di esso. |
|
Geoffrey
Keating:
Fondamenti della conoscenza
d'Irlanda [II:
5] |
|
Keating
raggiunge dunque la conclusione che il racconto di Fintan fosse
finzione poetica e non avesse alcun valore storico, al contrario
degli altri racconti sulle invasioni d'Irlanda, che per
Keating erano memorie di avvenimenti reali. Vi sono tuttavia
molti elementi per ritenere che la storia di Cesair e Fintan non solo
fosse antichissima, ma in origine facesse parte
integrante del ciclo delle invasioni, da cui ne
sarebbe stata espulsa semplicemente per la sua
incompatibilità col mito biblico.
Delle ragioni per cui l'episodio
delle
genti di Cesair
è un elemento importante nell'economia del
ciclo delle invasioni, abbiamo già parlato
nei saggi generali riguardo al ciclo stesso
[VEDI]. Raffronti con altri miti, tra cui
quello indiano della formazione delle caste,
mostrano una stretta analogia, segno probabile di
un'origine comune ai primordi della diaspora
indoeuropea. Una cosa ci sembra certa: il mito di Cesair e di Fintan non
è un racconto accessorio al ciclo delle
invasioni, ma ne è parte integrante. |
|
II - CESAIR: L'IRLANDA CHE
ACQUISTA UN NOME
Pur ignorata in molte versioni
del ciclo delle invasioni, Cesair è
ben più di un personaggio accessorio,
essendo essa stessa, prima persona in assoluto a
poggiare il piede sul suolo d'Irlanda, in un certo
senso l'eroina eponima dell'intera isola. Secondo
il Libro
di Dróma Snechta
(XI secolo) era Banba il nome
della donna che giunse in Irlanda prima del
Diluvio
[VEDI], in un racconto che è un evidente
doppione a quello di Cesair. E Banba, Ériu e Fódla
erano le tre regine dánann che diedero il
proprio nome all'isola.
Le tre
spose «canoniche» dei tre uomini dei
Muintir
Cesrach,
e cioè Cesair moglie di
Fintan,
Barrfinn
moglie di Bith, e
Balba
moglie di
Ladra, riecheggiano
ancora una volta la medesima triade di dee eponime d'Irlanda.
Il nome Balba/Berba è un evidente doppione di
Banba, una delle tre regine che diede nome
all'Irlanda, mentre
Barrfinn
«Punta
lucente» sembra essere un altro termine poetico per indicare
l'Irlanda stessa. Abbiamo qui diverse varianti di un medesimo
mito, di cui un'altra versione è quella delle tre figlie di
Caino
[VEDI].
Un'altra versione di questo mito la troviamo nella
Cronaca
degli Scoti (metà
del XII sec.) dove si parla esplicitamente della prima
donna giunta in Irlanda, a cui vengono attribuiti tutti e tre
i nomi: Ériu e Banba e Cesair.
|
Kl u. f.
l. x. im.lxcix. anno
mundi.
|
Kal. v. f. l. 10.
Anno Mundi 1599.
|
|
In hoc
anno uenit félia
alicuius de Grecis ad
Hiberniam cui nomen erat
Heru no Berba no Cesair
et .l. filiae et iii
uiri cum ea. Ladhra
gubernator eorum fuit
qui primus in Hibernia
tumulatus est. Hoc non
narrant antiquari
Scotorum. |
Quest'anno la figlia
di uno dei Greci venne
in Hibernia [Irlanda];
il suo nome era
Ériu
o
Banba
o
Cesair,
e cinquanta fanciulle e
tre uomini erano con
lei.
Ladra
era il loro pilota, che
fu il primo uomo ad
essere seppellito in
Hibernia. Questo, le
antiche fonti degli
Scoti non lo riportano. |
|
Cronaca
degli Scoti |
|
Mettendo
dunque a confronti i vari rami di questa tradizione:
|
Salterio di Caisil
|
Prima del diluvio, giungono in Ériu
le tre figlie del malvagio Caino:
una delle tre ha nome
Banba.
Con loro è Seth figlio di Adamo.
|
|
Libro di Dróma Snechta |
Prima del diluvio giunge in Ériu
Banba,
con tre volte cinquanta fanciulle.
Con esse è
Ladra, il primo uomo a
morire sul suolo irlandese. |
|
Libro delle invasioni
d'Irlanda |
Prima del diluvio giunge in Ériu
una compagnia di tre uomini e
cinquanta donne. Gli uomini sono Fintan, Bith e
Ladra, il pilota della
nave; le loro mogli sono
rispettivamente Cesair,
Barrfinn
e
Balba
[Banba]. |
|
Cronaca
degli Scoti |
Prima del diluvio giunge in Ériu
una compagnia di tre uomini e
cinquanta donne. La guida una donna
chiamata
Ériu
[Heru],
Banba
[Berba] o Cesair, figlia di «uno dei Greci». Con loro è
Ladra, il pilota della
nave. |
|
Libro delle invasioni
d'Irlanda
Versione «canonica» |
Dopo il diluvio, nel corso
dell'ultima invasione, i Milesi
dànno all'Irlanda i nomi delle tre
regine dei
Túatha
Dé Dánann: Banba,
Ériu
e Fódla. |
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Si tratta
ovviamente di diverse versioni di un unico, antico mito, nel
quale tre donne, o un'unica donna di triplice aspetto o con
tre nomi, giunge per prima in Ériu, imponendo il proprio nome
(i propri nomi) all'isola, stabilendone il principio di
identità e di regalità. I nomi più ricorrenti in questa
tradizione sono
Ériu,
Banba
e Cesair. Difficile dire se si tratta di un solo
personaggio o di tre personaggi distinti: forse la questione
non ha molta importanza, anche considerando l'indefinitezza di
certe figure divine, ma l'idea - sottolineata dalla
Cronaca
degli Scoti
-
di un
solo personaggio con molti nomi, sia più significativa.
Dopo Cesair, i successivi
invasori d'Irlanda, daranno nome alle regioni, alle pianure,
alle montagne, ai laghi, ai fiumi, alle baie,
completando via via tutta l'orografia dell'Isola di
Smeraldo. Ma Cesair, la prima persona a mettere piede in
Irlanda, è colei che col suo arrivo «crea» l'isola. Non sono
corretti quegli studiosi che hanno visto in lei una delle
tante donne simbolo di regalità dei miti irlandesi; Cesair non
è la prima regina d'Irlanda, anzi, non è
nemmeno una regina (la regalità è
un'istituzione che giungerà in Ériu
soltanto con i Fir Bólg),
bensì è, in un certo senso, la stessa
Irlanda che acquista un nome, una forma,
un'identità.
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III - L'«INCANTEVOLE COMPAGNIA»
Si
ritiene che il racconto dell'invasione di Cesair sia quanto rimane di un antico mito
cosmogonico, i cui personaggi rappresenterebbero elementi
primordiali (es. Bóchra
«oceano», Bith
«mondo», Cesair «grandine»). Dietro
questi nomi si nascondono forse delle antiche
correlazioni cosmogoniche, ormai irrimediabilmente perdute,
impossibili da decifrare. Da quanto punto di vista sono
indicativi anche i nomi delle cinquanta fanciulle che
componevano i
Muintir Cesrach, quella che Fintan chiama galantemente
«la nostra incantevole compagnia».
Alcuni di
questi nomi presentano indicazioni che rimandano ai vari
aspetti del territorio, come Rinne
«promontorio»,
Tam
«terreno disboscato»
(cfr. irlandese tamnach),
Fodarg
«terra
arata»,
Rodarg
«terra profondamente arata»,
Aíl
«rupe, roccia» (cfr. irlandese
aill «scogliera») o addirittura
Tamall «spazio,
distanza» ed
Irrand
«terra, mondo».
Vi sono
naturalmente degli aggettivi che si riferiscono forse alle
qualità della
ragazza stessa, come
Froechar
«selvaggia»,
Duib
«bruna»,
Femar
«oziosa»
e - con logica opposizione -
Faíble
«alacre, operosa». E via
dicendo.
Altri
nomi rimandano a varie località etno-geografiche.
Gothiam
rimanda ai Goti,
German
ai Germani,
Traige
alla Tracia,
Espa
alla Spagna [Espáine],
Torrian
ai Tirreni (gli
Etruschi),
Aithne
agli Ateniesi,
Cipir
a
Ciproe forse
Inde
alla lontana India. Altri sono più difficili da decifrare,
come
Iachor
che potrebbe avere a che fare con l'Icaria
o con l'Italia [Iccail],
Marr che potrebbe essere legato alla Mauritania [Muirid] o
all'Armenia [Mairmen], e via interpretando. Forse, in una forma anteriore
del mito, queste donne erano le mitiche antenate dei vari
popoli della terra, e qui non si può fare a meno di pensare al
«catalogo dei popoli» della Genesi.
Lot e
Luam
potrebbero rimandare a
Lot Luimnech, madre di
Cícal
Crigencosach, forse intesa come un'antenata del
mitico popolo dei
Fomoriani.
Riportiamo il significato dei nomi delle cinquanta donne,
secondo Gerry Tobin. Si tenga presente che per la maggior
parte dei casi si tratta di ipotesi molto fragili, basate
sulla pura assonanza (Tobin 2000).
Le donne
di Fintan:
Lot
e
Luim - Forse da
identificare congiuntamente con
Lot Luimnech, madre di
Cícal Crigencosach,
dunque un'antenata dei Fomoriani.
Máil -
(?)
Marr
- Mauritania [Muirid]
o Armenia [Mairmen]?
Froechar - «Feroce, selvaggia».
Femar - «Oziosa».
Faíble/Failbi -
«Alacre, operosa».
Foroll/Forall -
«Regione ricca di rupi o scogliere»?
Cipir/Ciper -
Cipro
Torrian
-
Tirreni (Etruschi)
Tamall
- «Spazio, distanza».
Tam/Tama
- «Terreno disboscato»
(cfr. irlandese tamnach )? O il fiume Tamigi?
Abba/Aba - «Fiume» (cfr. protoceltico *abonā-
«fiume»)?
Alla/Ella - Alani? Elvezia?
Baichne -
(?)
Sille - Sicilia?
Le donne
di Bith:
Sella/Selba <
«Possedimento, proprietà» (cfr. irlandese seilbh)?
Della/Delba
- «[Cha ha] bell'aspetto» (cfr. irlandese deilbh
«apparenza, figura»)? Oppure dal nome dell'isola di Delo?
Duib/Duba
- «Bruna» (cfr. irlandese dubh «scuro, nero»? O forse
mitica antenata degli africani?
Addeós - Etiopia? Egeo?
Oppure Edessa in Armenia?
Fotra/Fothar - Partia? Persia?
Traige
- Tracia.
Nera - (?)
Buana - «Eterna» (cfr.
irlandese buan «durevole, stabile»). Alternativamente,
dea eponima del fiume Boyne [Bóann].
Tamall - «Spazio,
distanza»
Tanna
- Dea eponima del fiume
Don [Tanais]?
Nathra - «[Terra con]
serpi» (cfr. irlandese nathair «serpente»)?
Leos - «Luce»
Fodarg - «Terra arata».
Rodarg/Rogairg
- «Terra profondamente arata».
Clos - «Campo, recinto».
Le donne
di
Ladra:
Bona - «Eterna» (cfr.
irlandese buan «durevole, stabile»). Alternativamente,
dea eponima del fiume Boyne [Bóann].
Albor - Scozia [Alba]?
Aíl
- «Rupe, roccia» (cfr. irlandese aill «scogliera»)?
Gothiam
-
Goti
German
-
Germani
Aithne
- Atene
Inde
- India (?)
Rodarg
- (?)
Rinne
- «Promontorio».
Iachor
-
Icaria? Italia [Iccail]?
Ain
- Alani? Albania?
Irrand
- «Terra, mondo».
Espa
- Spagna
[Espáine].
Sinn -
Forse, dea eponima del
fiume Shannon [Sínann]
Samoll - Samaria?
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IV - FINTAN E LA SUA
COLLINA
Gli studiosi hanno cercato invano
di analizzare la figura di Fintan, ma i
tardi racconti mitologici non permettono di
analizzarne a fondo la personalità.
Poiché il suo enigmatico genitore aveva nome Bóchra, cioè «Oceano»,
c'è stato chi ha voluto vedere in Fintan i
caratteri di un'antica divinità marina, ma
mi pare che nulla nel personaggio mostri una
qualsiasi relazione col mare. Inoltre, per qualche
motivo, la figura di Fintan mac Bóchra ha finito per sovrapporsi a quella di Tuan mac Cairill:
entrambi i personaggi sono gli unici a sopravvivere
alla totale distruzione del loro popolo
(rispettivamente le
genti di Cesair e
i Partoloniani), e,
trasformati in animali, assistettero alle
susseguenti invasioni dell'Irlanda. Entrambi infine
sono pescati e uccisi in forma di salmone. A questo
punto non è importante sapere quale dei due
personaggi sia derivato dall'altro o se entrambi a
loro volta derivino da un archetipo comune. Il
cuore di entrambi i miti è la stupenda
sequela di trasformazioni che i due personaggi
subiscono attraverso i secoli.
Rispetto a Tuan, tuttavia, Fintan mostra
qualche dettaglio in più degli antichi
racconti cosmogonici che in origine facevano perno
sulla sua figura. Nelle successive riscritture del
mito, tali dettagli furono irrimediabilmente
trasformati e riadattati al punto di vista della
nuova fede, arrivando alla quasi totale
cancellazione.
La fuga di Fintan che sulla
cima alla Collina dell'Onda [Tul Tuinne]
riesce a sfuggire al Diluvio, è
particolarmente suggestiva. Nel mondo germanico
è attestato un mito, già ricordato da
Snorri Sturluson nella sua
Edda in
prosa, ma a sua volta
presente in uno dei più bei canti
dell'Edda
poetica,
il
Discorso di Vafþrúðnir. Qui si narra di come il gigante
Bergelmir, nel tentativo di sfuggire al diluvio di
sangue destinato ad annegare la sua razza, si fosse
arrampicato in cima a un mulino, riuscendo
così a scampare al cataclisma. Tale mulino
è sicuramente un'immagine del grande
frassino Yggdrasill, l'asse cosmico intorno a cui ruota
tutto l'universo. È troppo lungo in questa
sede enumerare l'immensa mole di lavori riguardanti
l'asse cosmico, ed i pochi versi che citano
Bergelmir pongono più problemi di quanti in
realtà ne risolvano (De Santillana & Von Dechend 1969) [VEDI].
Il mito di Fintan è
certamente più degradato rispetto a quello
eddico, ma si tratta sicuramente dell'esito
irlandese di un medesimo antichissimo racconto di
matrice indoeuropea. |
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Bibliografia
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Ath thógáil: an miotas caillte ceilteach cruthaithe
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nós Indó-Eorpach agus bunaithe ar «Gabháil Cheasrach»).
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A Reconstruction: The
lost Celtic Creation Myth (In Indo-European style based on
«Ceasair’s
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Scoil Ġaeilge
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[BIBLIOGRAFIA
CELTICA COMPLETA] |
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