LE GENTI DI CESAIR
In Ériu ai tempi del Diluvio

MITOLOGIA CELTICA - Sommario

Tre uomini e cinquanta fanciulle, giungono in Ériu quaranta giorni prima del Diluvio, per poi tutti (o quasi) scomparire nei flutti del cataclisma. Racconto a lungo escluso dal Ciclo delle Invasioni, ne è invece parte integrante.

MITI
NARRATIVA
  1. Origini dell'idolatria
  2. Sbarco delle genti di Cesair in Ériu
  3. Spartizione delle donne
  4. I primi a morire
  5. Fintan nella «Collina dell'Onda»
  6. Fintan l'immortale
  7. I quattro sopravvissuti al Diluvio universale
    Fonti

SAGGI
SAGGISTICA
  1. Le genti di Cesair: un racconto accessorio al Ciclo delle Invasioni?
  2. Cesair: l'Irlanda che acquista un nome
  3. L'«incantevole compagnia»
  4. Fintan e la sua collina

1 - ORIGINI DELL'IDOLATRIA

a Bibbia narra dei tre figli di Nóe, progenitori di tutti i popoli del mondo: Sem, Cham e Iafeth. Tace invece di un quarto figlio, Bith, che era a capo di una grande tribù, destinata a scomparire senza lasciare alcuna discendenza.

La tribù di Bith non godeva di una buona reputazione. Alla vigilia del Diluvio, quando Bith chiese a Nóe figlio di Laimach di poter salire sull'arca insieme a sua figlia Cesair, venne cacciato via dal saggio patriarca, che dichiarò: - L'arca non dovrà diventare una nave di briganti, un nascondiglio di ladri!

La Bibbia tace anche di un fratello di Nóe, Bethach figlio di Láimach. Costui aveva avuto un figlio di nome Bóchra. Il figlio di questi, il saggio Fintan, era lo sposo di Cesair. Allorché a Bith venne negato un posto sull'arca, Fintan si recò da Nóe con la medesima richiesta, ma anch'egli ottenne un rifiuto.

Allora Bith e Fintan si riunirono in consulto per decidere sul da farsi. Con loro vi era Cesair.

- Seguirete il mio consiglio? - chiese Cesair al padre e al marito.
- Lo seguiremo - risposero Bith e Fintan.
- Allora per prima cosa abbandoniamo il dio di Nóe. Ci costruiremo un idolo tutto nostro e lo adoreremo.

Le genti di Bith costruirono un idolo e cominciarono ad adorarlo. E questa fu la prima volta nel mondo che qualcuno abbandonava la fede in Dio per rivolgersi a false divinità. A un certo punto l'idolo prese la parola e disse alla tribù di Bith di costruire delle navi e di metterle in mare, perché il Diluvio sarebbe giunto presto, anche se nessuno sapeva quando.

 

2 - SBARCO DELLE GENTI DI CESAIR IN ÉRIU

compagni di Cesair obbedirono al consiglio dell'idolo. Approntarono tre navi e la misero in mare, navigando da est verso ovest. Nel corso del lungo viaggio, che durò sette anni e un quarto, due delle tre navi affondarono e solo la terza continuò la navigazione. Su di essa vi erano Cesair, suo padre Bith, e suo marito Fintan figlio di Bóchra. Pilota della nave era Ladra, fratello di Cesair. Vi erano inoltre Barrfinn, moglie di Bith, e Balba, moglie di Ladra. Ma mentre gli uomini erano soltanto tre, le donne - comprese Cesair, Barrfinn e Balba - erano in numero di cinquanta. Questi erano i Muintir Cesrach, le «Genti di Cesair».

Così canta l'antico poeta:

Cesair venne via dall'est,
donna figlia di Bith.
Con lei cinquanta fanciulle,
e con lei tre uomini soltanto.

Essi presero terra a Dún na mBarc, nel Corco Duibne, nel Múmu occidentale. Era l'anno 2242 dopo la Creazione del Mondo [2956 a.C.]. Cesair e Fintan furono in assoluto i primi esseri umani a calcare il suolo di Ériu.

Fu là che essi sbarcarono
a Dún na mBarc, compagnia femminile,
in Cúil Cesrach, nella zona di Carn,
il quindicesimo giorno di luna, sabato.

Mancavano soltanto quaranta giorni al Diluvio:

Due volte venti di giorni prima del Diluvio
Cesair approdò e giunse in Ériu,
Bith, Fintan e il fiero Ladra,
con loro cinquanta meravigliose fanciulle.
 

3 - SPARTIZIONE DELLE DONNE

 

 

 

 

 

Cesair
Illustrazione di Jim Fitzpatrick

   

e genti di Cesair, approdate in Ériu con l'unica nave superstite, erano in tutto cinquanta donne e tre soli uomini.

Dal luogo dello sbarco essi giunsero a Bun Suaimne, dove si trova il luogo chiamato Cumar na Tri nUisce «Confluenza delle tre acque», perché tre fiumi vi mescolano le loro acque: il Siuir, il Feorach e il Berba. Qui i tre uomini si divisero tra loro le cinquanta donne. Bith prese con sé sua moglie Barrfinn e sedici fanciulle; Fintan prese sua moglie Cesair e altre sedici fanciulle, Ladra prese sua moglie Balba e le rimanenti quindici fanciulle. Fu così che alla fine della spartizione, Bith e Fintan avevano diciassette donne ciascuno, mentre Ladra era rimasto scontento con le sue sedici.

Come avrebbe narrato in seguito Fintan:

- Una spartizione venne compiuta tra di noi, tra me e Bith e Ladra, delle cinquanta magnifiche fanciulle. Diciassette donne toccarono a me, inclusa Cesair. Lot, Luam, Máil, Marr , Froechar, Femar, Faíble, Foroll, Cipir, Torrian, Tamall, Tam, Abba, Alla, Baichne, Sille. Questa è la storia che tratta di loro. Diciassette toccarono a Bith, inclusa Barrfinn. Sella, Della, Duib, Addeós, Fotra, Traige, Nera, Buana, Tamall, Tanna, Nathra, Leos, Fodarg, Rodarg, Dos, Clos. Meritano di essere ricordate, anch'esse facevano parte del nostro popolo. Sedici infine andarono con Ladra, inclusa Balba. Bona, Albor, Aíl, Gothiam, German, Aithne, Inde, Rodarg, Rinne, Iachor, Ain, Irrand, Espa, Sinn, Samoll. Questa era la nostra incantevole compagnia.

 

4 - I PRIMI A MORIRE

adra partì per il sud con le sue sedici donne, ma di là a poco morì, sembra, per abusi sessuali. Egli fu in assoluto il primo uomo a morire in Ériu e il primo a venirvi sepolto. Il luogo dov'egli giacque prese nome Árd Ladrann.

Le sedici donne di Ladra ritornarono indietro. Cesair le spedì segretamente a suo padre Bith, ma Bith ne informò Fintan e i due decisero di dividersi equamente le ragazze.

Bith si recò al nord con le sue donne e fu il secondo a morire. Fu seppellito sotto un carn, un tumulo di pietre, presso la montagna che da lui prese il nome di Slíab Betha.

Dopo la morte di Bith, le sue ragazze tornarono a Cumar na Tri nUisce per porsi sotto l'autorità dell'unico uomo rimasto. Ma come Fintan ebbe dinanzi tutte quelle donne, scappò via. Abbandonò Bun Suimne, varcò Slíab Cua e traversò il Siónnan. Cesair lo inseguì insieme alle compagne e nel Connacht il suo cuore, già duramente provato per la morte del fratello e del padre, e ora per la fuga del marito, si spezzò.

Il luogo dove Cesair morì ebbe nome Cúil Cesrach, e il tumulo sotto cui fu seppellita si chiamò Carn Cesrach.

Mancavano soltanto sei giorni al Diluvio.

Così trascorse il tempo stabilito,
con le loro morti e le loro azioni.
Non c'era che una settimana sola,
di quaranta giorni che rimanevano.

5 - FINTAN NELLA «COLLINA DELL'ONDA»

fuggendo all'inseguimento delle cinquanta fanciulle, Fintan giunse nel Duthaig Arad. Una collina sorgeva presso il Loch Dergdeirc. Fintan si arrampicò in cima a quella collina e si nascose in una caverna.

Fintan era ancora nascosto nella sua caverna quando giunse il Diluvio universale. Le acque straripanti sommersero Ériu, spazzando via tutte le donne accalcate alla base della collina. L'onda salì mugghiando verso la vetta. Fintan era ormai certo che sarebbe anch'egli perito nel Diluvio, ma Dio, pietoso, chiuse l'imboccatura della grotta in cui egli si trovava. Così quando l'immane onda sommerse completamente la collina, Fintan si trovava ormai al sicuro dentro la caverna.

Fintan rimase per un anno intero rinchiuso nella grotta in cima alla collina, la quale sarebbe stata conosciuta come Tul Tuinne, la «Collina dell'onda». Non aveva nulla da mangiare e da bere, ma Dio lo fece cadere in un sonno lungo e profondo. Per un anno intero Fintan rimase addormentato nella sua arca di pietra e soltanto quando le acque del Diluvio tornarono a defluire, egli si svegliò ed uscì dalla grotta.

Aveva ritrovato la vera fede.

 

 

 

Fintan mac Bóchra
Disegno di Giacinto Gaudenzi [
MUSEO]

6 - FINTAN L'IMMORTALE

eso immortale, Fintan trascorse i secoli prendendo di volta in volta la forma di un salmone, di un'aquila e di un falco, e fu testimone di tutte le successive invasioni che toccarono le sponde dell'Isola di Smeraldo. Favorito dalla sua vita lunghissima, Fintan poté così tramandare le memorie storiche delle Genti di Cesair e di coloro che vennero in seguito.

Sembra che Fintan figlio di Bóchra vivesse ancora nel settimo anno del regno di Diarmaid mac Cerbaill (551 ca.), allorché fu interrogato dal poeta di corte, Amargin mac Amlaí, che, per costringerlo a rivelargli i suoi ricordi, digiunò per tre giorni e tre notti innanzi a lui e alla presenza degli uomini e delle donne di Temáir. Da questi racconti sarebbero nate le Storie toponomastiche.

Così cantò Fintan:

In Ériu, qualunque cosa mi domandiate, io so la risposta,
tutto ciò che vi accadde dal principio del melodioso mondo.
Cesair venne da est, la donna figlia di Bith
con le sue cinquanta fanciulle, e tre uomini.
Il Diluvio coprì Bith sulla sua montagna, non è un segreto;
Ladra in Árd Ladrann, Cesair nel suo cantuccio.
Ma in quanto a me, mi seppellì Iddio stesso,
mi seppellì in alto rispetto ai miei compagni;
in Tul Tuinne, Egli mi fece scampare il Diluvio.
Rimasi un anno sotto le acque diluviali nella possente collina,
non avevo niente per nutrirmi, meglio mi fu un sonno senza risveglio.
Rimasi qui in Ériu, il mio viaggio era eterno, quando
vi arrivò Partholón dall'est, dalla terra dei Greci.
Io ero qui in Ériu, ed Ériu era deserta, quando
vi arrivò il figlio di Agnoman, Nemed, fulgido il suo aspetto.
E vennero i Fir Bólg ed i Fir Galeoin, fu molto tempo fa,
e con loro i Fir Domnann, che approdarono ad ovest.
Quindi giunsero i Túatha Dé, nelle loro nuvole di fumo,
ci fu nutrimento per me in quella che fu una lunga esistenza.
I Milesi vennero dalla Spagna, dal sud, ed io potei
nutrirmi alle loro mani, benché fossero forti in battaglia.
Una lunga vita mi fu data in sorte, non lo nasconderò,
finché il Re del Cielo non mi prenderà dalle sue nuvole.
Io sono Fintan il Bianco, il figlio di Bóchra, non lo nasconderò,
dopo il Diluvio qui sono nobile e grande tra i più saggi.

Secondo un'altra tradizione, Fintan sarebbe morto intorno al III sec. d.C., allorché, in forma di salmone, fu catturato e messo in graticola da Finn mac Cumaill, il futuro capo dei Fíanna. Allora Finn era solo un ragazzo, ma, scottandosi un dito mentre cuoceva il salmone, portò il dito alla bocca ed ebbe di colpo l'antica sapienza di Fintan.

 

7 - I QUATTRO SOPRAVVISSUTI AL DILUVIO UNIVERSALE

he Fintan sia o meno sopravvissuto al Diluvio è questione controversa, in quanto le Scritture affermano chiaramente che nessun essere vivente tranne gli otto che si trovavano sull'Arca scamparono al Diluvio. E cioè soltanto Nóe, sua moglie, i suoi tre figli e le mogli dei tre figli. Nessun altro, stando alla Bibbia, poté salvarsi.

Tuttavia alcuni studiosi di racconti tradizionali affermano che Dio permise a quattro uomini di sfuggire al Diluvio e ciascuno dei quattro si trovava a uno dei quattro angoli della Terra. Essi furono Fintan ad ovest, Ferón a nord, Fors ad est, Andoid a sud. La questione è tuttavia fortemente dibattuta perché, come si è detto, questa tradizione è contraria alle Sacre Scritture.

Come giustamente ha ricordato un antico poeta:

I nomi dei quattro assolti dalla giustizia
che Dio lasciò vivere attraverso il Diluvio,
Fintan, Ferón, Fors gentile
e Andoid mac Ethóir.
Fors nelle terre d'oriente, a est, fu graziato.
Ferón nel gelo del nord, bisognoso di vestiti.
Fintan dolcemente nell'estremo occidente.
E Andoid nel meridione della Terra.
Questo registrano gli amanti di cose antiche
ma le Scritture non ricordano persone
tranne Nóe che era nell'arca e i suoi figli
e le mogli di tutti loro, che ottennero la salvezza della vita.
 

Fonti

1-7

I - LE GENTI DI CESAIR: UN RACCONTO ACCESSORIO AL CICLO DELLE INVASIONI?

Nel ciclo delle invasioni di Ériu, l'episodio delle genti di Cesair [Muintir Cesrach] sembra non trovare buona accoglienza, ragion per cui anche nei migliori libri di mitologia celtica viene spesso ignorato, o rimosso. Questo è strano, perché il racconto è presente in alcune delle più importanti compilazioni antico irlandesi, quali, tra le altre, il Libro delle invasioni d'Irlanda, compilato tra l'XI e il XII secolo, e la Cronaca degli Scoti, risalente con ogni probabilità al XII secolo. Tuttavia, parallelamente, esistono altri antichi testi che avviano la narrazione del ciclo degli invasioni con la stirpe dei Partoloniani, ignorando le genti di Cesair. Nella Storia di Túan mac Cairill, ad esempio, si afferma categoricamente:

Ci furono cinque invasioni, nessuna prima del Diluvio. E dopo il Diluvio nessuno giunse se non dopo trecento e dodici anni. Fu allora che Partholón mac Sera si stabilì in Ériu.

Storia di Túan mac Cairill

Questa divergenza nei testi antichi fa pensare che in epoca medievale, allorché le antiche storie tradizionali venivano messe per iscritto, vi dovesse essere una polemica riguardo la possibilità di un'invasione antidiluviana di Ériu, polemica nei riguardi della quale l'ignoto compilatore della Storia di Túan mac Cairill, appellandosi all'autorità dell'immortale testimone di tutte le invasioni irlandesi, prende posizione negando che prima del Diluvio qualcuno sia giunto in Irlanda.

In effetti, se una simile tradizione fosse effettivamente esistita, è evidente che l'autore del testo, compilato in ambiente monastico, abbia avvertito la contraddizione con quanto raccontato nelle Scritture. Se la Bibbia afferma categoricamente che nessuno, tranne Noè e coloro che si trovavano con lui a bordo dell'arca, scampò al Diluvio, come poter ammettere che Fintan invece sia sopravvissuto al cataclisma nella lontana Irlanda? Ma accordandosi alle Scritture, e supponendo che anche Fintan fosse perito nel Diluvio, si poneva un nuovo dilemma: come era stata tramandata la memoria dell'arrivo in Ériu delle genti di Cesair? L'unica risposta possibile era che non vi fosse stata alcuna invasione in Irlanda prima del Diluvio e che la storia di Cesair fosse soltanto un'elaborata menzogna, ragione per cui il compilatore della Storia di Túan mac Cairill deve aver deciso di ignorare l'intera tradizione.

Mezzo millennio più tardi, tuttavia, la tradizione dell'arrivo di Cesair in Ériu era ancora ben conosciuta, tant'è vero che Geoffrey Keating, nei suoi Fondamenti della conoscenza d'Irlanda, ne cita diverse versioni. In una di esse l'eroina che guidò le sue genti in Irlanda prima del Diluvio era identificata con Banba, la dea eponima di Ériu. Keating cita alcuni versi del Salterio di Caisel di Cormac mac Cuileannáin, oggi perduto:

Trí hingheana Cháin chain,
Maraon re Seth mac Ádhaimh,
Adchonnairc an m-Banbha ar dtús:
Is meamhair liom a n-iomthús.
Furono le tre vergini figlie di Caino
con Seth figlio di Adamo
che per prime videro Banba [Ériu].
Ricordo la loro avventura.

Cormac mac Cuileannáin: Salterio di Caisel
> Geoffrey Keating:
Fondamenti della conoscenza d'Irlanda [II: 5]

Dopo aver narrato la storia di Cesair, compresa la scena di Fintan che scampa al Diluvio nella sua collina, Keating si sente tuttavia in dovere di esternare le sue perplessità, le medesime dei suoi predecessori. Egli scrive:

Bíodh a fhios agat, a léaghthóir, nach mor stáir fhírinnigh chuirim an gabháil seo síos, ná aon ghabháil d'ár luaidheamar go ró so; acht do bhrígh go bhfuaras scríobhtha i sein-leabhraibh iad. Agus fós ní thuigim cionnus fuaradar na seanchadha sceula na ndrong adeirid do theacht i n-Éirinn ria n-dílinn, acht munab iad na deamhain aerdha do bhíodh 'na leannánaibh sídhe aca re linn a mbeith págánta tug dóibh iad: nó munab i leacaibh cloch fuairsiod scríobhtha iad iar dtrághadh na dílinne, dámadh fíor an sceul; óir ní ionráidh gurab é an Fionntain úd do bhaoi rés an dílinn do mhairfeadh d'á héis, do bhrígh go bhfuil an Scrioptúir 'na aghaidh, mar a n-abair nach deachaidh do'n droing daonna gan báthadh, acht ochtar na háirce amháin, agus is follus ná'r dhíobh sin éisean.

Che tu sappia, o lettore, che ho raccontato la storia di questa invasione - o delle altre di cui ho trattato prima di questa - non perché la ritenga autentica, ma solo perché l'ho trovata scritta negli antichi libri. Non capisco come gli antichi autori abbiano potuto ottenere notizie di persone che asseriscono essere giunte in Irlanda prima del Diluvio, a meno che essi non siano stati informati da quegli esseri soprannaturali, che furono loro amanti nei tempi pagani; o che non abbiano trovato iscrizioni incise sulle pietre emerse dopo il Diluvio, sempre che la storia sia veritiera. Comunque sia, affermare che Fintan, vissuto prima del diluvio, avrebbe potuto sopravvivere ad esso, è contrario alle Scritture, dove si afferma che nessun individuo della razza umana sfuggì al destino di essere sommerso, tranne le otto persone che si trovavano sull'arca, ed è evidente che Fintan non era tra loro.

Geoffrey Keating: Fondamenti della conoscenza d'Irlanda [II: 5]

Notando la presenza di alcuni antichi scritti dove si dichiarava che nessuno fosse sopravvissuto al Diluvio, Keating riflette anche sul fatto che tale racconto sia sconosciuto fuori dall'Irlanda:

Is tuigthe as sin nach ceudfaidh choitcheann do na seanchadhaibh uile aon díobh so do mharthain d'éis dílinne: gidheadh, dá n-abradh aon tseanchaidhe, mar chaomhna ar chlaonadh an chreidimh, gur báitheadh Fionntain fear mar chách fó'n dílinn, agus gur haithbheodhuigheadh é le Dia, d'á éis sin, do chaomhna agus do choiméad imtheachta na sean, go n-a sceulaibh, go haimsir Phádraic, agus iar sin go haimsir Fhinnéin Maighe Bile; ní thuigim cionnus budh féidir a choimh-iongantach so do nídh do ceilt ar feadh na h-Eorpa, agus a mhionca, re linn Fhinnéin, agus ó sin i leith, do chuadar dronga dearsgnuighthe do dhiadhairibh agus d'fheallsamhnaibh, agus mórán do dhaoinibh eolcha eagnuidhe eile a h-Éirinn fo chríochaibh oirrdhearca Eorpa do mhúnadh cléire agus coimhtonól, agus do theagasg scol gcoitcheann: agus a rádh nach biadh ar a lorg deisciobal éigin le' bhfúigfidhe laoidh nó litir i n-a mbiadh luadh nó iomradh ar Fhionntain, agus a mhionca do scríobhadar neithe eile atá re n-a bhfaicsin indiu; agus fós nach faicim iomradh air i bprímhleabhraibh barántamhla; agus saolim, d'á réir sin, nach fuil acht finnsceul filidheachta i san stáir d'fhaisnéidhfeadh Fionntain do mharthain ria ndílinn, agus 'na diaidh.

Da qui si capisce che non sia opinione di tutti gli antiquari che qualcun altro sia sopravvissuto al Diluvio: ma se i nostri storici avessero sempre detto, in salvaguardia della fede, che Fintan, un uomo come gli altri, fu sommerso dal Diluvio per essere poi riportato in vita da Dio, affinché potesse trasmettere le gesta della sua gente fino all'epoca di San Patrizio e oltre, fino al tempo di Finnian di Mág Bíle, ebbene, non capisco allora come sia stato possibile nascondere da un capo all'altro dell'Europa un fatto meraviglioso come questo, vista, durante il tempo di Finnian, la gran quantità di teologi e filosofi, di persone istruite e sagge che si mossero dall'Irlanda nei principali paesi d'Europa per istruire il clero e le loro congreghe e per insegnare nelle pubbliche scuole, senza che nessuno dei loro discepoli abbia mai scritto una poesia o una lettera in cui si faccia menzione di Fintan, [considerando] la gran quantità di scritti che essi hanno lasciato riguardo ad ogni altro argomento. Io non ho mai vista alcun racconto su Fintan nei loro libri, pertanto penso che non sia altro che una finzione poetica, il racconto che riguarda Fintan e il modo in cui sia sopravvissuto al Diluvio e dopo di esso.

Geoffrey Keating: Fondamenti della conoscenza d'Irlanda [II: 5]

Keating raggiunge dunque la conclusione che il racconto di Fintan fosse finzione poetica e non avesse alcun valore storico, al contrario degli altri racconti sulle invasioni d'Irlanda, che per Keating erano memorie di avvenimenti reali. Vi sono tuttavia molti elementi per ritenere che la storia di Cesair e Fintan non solo fosse antichissima, ma in origine facesse parte integrante del ciclo delle invasioni, da cui ne sarebbe stata espulsa semplicemente per la sua incompatibilità col mito biblico.

Delle ragioni per cui l'episodio delle genti di Cesair è un elemento importante nell'economia del ciclo delle invasioni, abbiamo già parlato nei saggi generali riguardo al ciclo stesso [VEDI]. Raffronti con altri miti, tra cui quello indiano della formazione delle caste, mostrano una stretta analogia, segno probabile di un'origine comune ai primordi della diaspora indoeuropea. Una cosa ci sembra certa: il mito di Cesair e di Fintan non è un racconto accessorio al ciclo delle invasioni, ma ne è parte integrante.

 

II - CESAIR: L'IRLANDA CHE ACQUISTA UN NOME

Pur ignorata in molte versioni del ciclo delle invasioni, Cesair è ben più di un personaggio accessorio, essendo essa stessa, prima persona in assoluto a poggiare il piede sul suolo d'Irlanda, in un certo senso l'eroina eponima dell'intera isola. Secondo il Libro di Dróma Snechta (XI secolo) era Banba il nome della donna che giunse in Irlanda prima del Diluvio [VEDI], in un racconto che è un evidente doppione a quello di Cesair. E Banba, Ériu e Fódla erano le tre regine dánann che diedero il proprio nome all'isola.

Le tre spose «canoniche» dei tre uomini dei Muintir Cesrach, e cioè Cesair moglie di Fintan, Barrfinn moglie di Bith, e Balba moglie di Ladra, riecheggiano ancora una volta la medesima triade di dee eponime d'Irlanda. Il nome Balba/Berba è un evidente doppione di Banba, una delle tre regine che diede nome all'Irlanda, mentre Barrfinn «Punta lucente» sembra essere un altro termine poetico per indicare l'Irlanda stessa. Abbiamo qui diverse varianti di un medesimo mito, di cui un'altra versione è quella delle tre figlie di Caino [VEDI]. Un'altra versione di questo mito la troviamo nella Cronaca degli Scoti (metà del XII sec.) dove si parla esplicitamente della prima donna giunta in Irlanda, a cui vengono attribuiti tutti e tre i nomi: Ériu e Banba e Cesair.

Kl u. f. l. x. im.lxcix. anno mundi.

Kal. v. f. l. 10. Anno Mundi 1599.

In hoc anno uenit félia alicuius de Grecis ad Hiberniam cui nomen erat Heru no Berba no Cesair et .l. filiae et iii uiri cum ea. Ladhra gubernator eorum fuit qui primus in Hibernia tumulatus est. Hoc non narrant antiquari Scotorum. Quest'anno la figlia di uno dei Greci venne in Hibernia [Irlanda]; il suo nome era Ériu o Banba o Cesair, e cinquanta fanciulle e tre uomini erano con lei. Ladra era il loro pilota, che fu il primo uomo ad essere seppellito in Hibernia. Questo, le antiche fonti degli Scoti non lo riportano.

Cronaca degli Scoti

Mettendo dunque a confronti i vari rami di questa tradizione:

Salterio di Caisil

Prima del diluvio, giungono in Ériu le tre figlie del malvagio Caino: una delle tre ha nome Banba. Con loro è Seth figlio di Adamo.

Libro di Dróma Snechta Prima del diluvio giunge in Ériu Banba, con tre volte cinquanta fanciulle. Con esse è Ladra, il primo uomo a morire sul suolo irlandese.
Libro delle invasioni d'Irlanda Prima del diluvio giunge in Ériu una compagnia di tre uomini e cinquanta donne. Gli uomini sono Fintan, Bith e Ladra, il pilota della nave; le loro mogli sono rispettivamente Cesair, Barrfinn e Balba [Banba].
Cronaca degli Scoti Prima del diluvio giunge in Ériu una compagnia di tre uomini e cinquanta donne. La guida una donna chiamata Ériu [Heru], Banba [Berba] o Cesair, figlia di «uno dei Greci». Con loro è Ladra, il pilota della nave.

Libro delle invasioni d'Irlanda
Versione «canonica»

Dopo il diluvio, nel corso dell'ultima invasione, i Milesi dànno all'Irlanda i nomi delle tre regine dei Túatha Dé Dánann: Banba, Ériu e Fódla.

Si tratta ovviamente di diverse versioni di un unico, antico mito, nel quale tre donne, o un'unica donna di triplice aspetto o con tre nomi, giunge per prima in Ériu, imponendo il proprio nome (i propri nomi) all'isola, stabilendone il principio di identità e di regalità. I nomi più ricorrenti in questa tradizione sono Ériu, Banba e Cesair. Difficile dire se si tratta di un solo personaggio o di tre personaggi distinti: forse la questione non ha molta importanza, anche considerando l'indefinitezza di certe figure divine, ma l'idea - sottolineata dalla Cronaca degli Scoti - di un solo personaggio con molti nomi, sia più significativa.

Dopo Cesair, i successivi invasori d'Irlanda, daranno nome alle regioni, alle pianure, alle montagne, ai laghi, ai fiumi, alle baie, completando via via tutta l'orografia dell'Isola di Smeraldo. Ma Cesair, la prima persona a mettere piede in Irlanda, è colei che col suo arrivo «crea» l'isola. Non sono corretti quegli studiosi che hanno visto in lei una delle tante donne simbolo di regalità dei miti irlandesi; Cesair non è la prima regina d'Irlanda, anzi, non è nemmeno una regina (la regalità è un'istituzione che giungerà in Ériu soltanto con i Fir Bólg), bensì è, in un certo senso, la stessa Irlanda che acquista un nome, una forma, un'identità.

 

III - L'«INCANTEVOLE COMPAGNIA»

Si ritiene che il racconto dell'invasione di Cesair sia quanto rimane di un antico mito cosmogonico, i cui personaggi rappresenterebbero elementi primordiali (es. Bóchra «oceano», Bith «mondo», Cesair «grandine»). Dietro questi nomi si nascondono forse delle antiche correlazioni cosmogoniche, ormai irrimediabilmente perdute, impossibili da decifrare. Da quanto punto di vista sono indicativi anche i nomi delle cinquanta fanciulle che componevano i Muintir Cesrach, quella che Fintan chiama galantemente «la nostra incantevole compagnia».

Alcuni di questi nomi presentano indicazioni che rimandano ai vari aspetti del territorio, come Rinne «promontorio», Tam «terreno disboscato» (cfr. irlandese tamnach), Fodarg «terra arata», Rodarg «terra profondamente arata», Aíl «rupe, roccia» (cfr. irlandese aill «scogliera») o addirittura Tamall «spazio, distanza» ed Irrand «terra, mondo».

Vi sono naturalmente degli aggettivi che si riferiscono forse alle qualità della ragazza stessa, come Froechar «selvaggia», Duib «bruna», Femar «oziosa» e - con logica opposizione - Faíble «alacre, operosa». E via dicendo.

Altri nomi rimandano a varie località etno-geografiche. Gothiam rimanda ai Goti, German ai Germani, Traige alla Tracia, Espa alla Spagna [Espáine], Torrian ai Tirreni (gli Etruschi), Aithne agli Ateniesi, Cipir a Ciproe forse Inde alla lontana India. Altri sono più difficili da decifrare, come Iachor che potrebbe avere a che fare con l'Icaria o con l'Italia [Iccail], Marr che potrebbe essere legato alla Mauritania [Muirid] o all'Armenia [Mairmen], e via interpretando. Forse, in una forma anteriore del mito, queste donne erano le mitiche antenate dei vari popoli della terra, e qui non si può fare a meno di pensare al «catalogo dei popoli» della Genesi. Lot e Luam potrebbero rimandare a Lot Luimnech, madre di Cícal Crigencosach, forse intesa come un'antenata del mitico popolo dei Fomoriani.

Riportiamo il significato dei nomi delle cinquanta donne, secondo Gerry Tobin. Si tenga presente che per la maggior parte dei casi si tratta di ipotesi molto fragili, basate sulla pura assonanza (Tobin 2000).

Le donne di Fintan:

Lot e Luim - Forse da identificare congiuntamente con Lot Luimnech, madre di Cícal Crigencosach, dunque un'antenata dei Fomoriani.
Máil - (?)
Marr - Mauritania [Muirid] o Armenia [Mairmen]?
Froechar - «Feroce, selvaggia».
Femar - «Oziosa».
Faíble/Failbi - «Alacre, operosa».
Foroll/Forall - «Regione ricca di rupi o scogliere»?
Cipir/Ciper - Cipro
Torrian - Tirreni (Etruschi)
Tamall - «Spazio, distanza».
Tam/Tama - «Terreno disboscato» (cfr. irlandese tamnach )? O il fiume Tamigi?
Abba/Aba - «Fiume» (cfr. protoceltico *abonā- «fiume»)?
Alla/Ella - Alani? Elvezia?
Baichne - (?)
Sille - Sicilia?

Le donne di Bith:

Sella/Selba < «Possedimento, proprietà» (cfr. irlandese seilbh)?
Della/Delba - «[Cha ha] bell'aspetto» (cfr. irlandese deilbh «apparenza, figura»)? Oppure dal nome dell'isola di Delo?
Duib/Duba - «Bruna» (cfr. irlandese dubh «scuro, nero»? O forse mitica antenata degli africani?
Addeós - Etiopia? Egeo? Oppure Edessa in Armenia?
Fotra/Fothar - Partia? Persia?
Traige - Tracia.
Nera - (?)
Buana - «Eterna» (cfr. irlandese buan «durevole, stabile»). Alternativamente, dea eponima del fiume Boyne [Bóann].
Tamall - «Spazio, distanza»
Tanna - Dea eponima del fiume Don [Tanais]?
Nathra - «[Terra con] serpi» (cfr. irlandese nathair «serpente»)?
Leos - «Luce»
Fodarg - «Terra arata».
Rodarg/Rogairg - «Terra profondamente arata».
Clos - «Campo, recinto».

Le donne di Ladra:

Bona - «Eterna» (cfr. irlandese buan «durevole, stabile»). Alternativamente, dea eponima del fiume Boyne [Bóann].
Albor - Scozia [Alba]?
Aíl - «Rupe, roccia» (cfr. irlandese aill «scogliera»)?
Gothiam - Goti
German - Germani
Aithne - Atene
Inde - India (?)
Rodarg - (?)
Rinne - «Promontorio».
Iachor - Icaria? Italia [Iccail]?
Ain - Alani? Albania?
Irrand - «Terra, mondo».
Espa - Spagna [Espáine].
Sinn - Forse, dea eponima del fiume Shannon [Sínann]
Samoll
- Samaria?

IV - FINTAN E LA SUA COLLINA

Gli studiosi hanno cercato invano di analizzare la figura di Fintan, ma i tardi racconti mitologici non permettono di analizzarne a fondo la personalità. Poiché il suo enigmatico genitore aveva nome Bóchra, cioè «Oceano», c'è stato chi ha voluto vedere in Fintan i caratteri di un'antica divinità marina, ma mi pare che nulla nel personaggio mostri una qualsiasi relazione col mare. Inoltre, per qualche motivo, la figura di Fintan mac Bóchra ha finito per sovrapporsi a quella di Tuan mac Cairill: entrambi i personaggi sono gli unici a sopravvivere alla totale distruzione del loro popolo (rispettivamente le genti di Cesair e i Partoloniani), e, trasformati in animali, assistettero alle susseguenti invasioni dell'Irlanda. Entrambi infine sono pescati e uccisi in forma di salmone. A questo punto non è importante sapere quale dei due personaggi sia derivato dall'altro o se entrambi a loro volta derivino da un archetipo comune. Il cuore di entrambi i miti è la stupenda sequela di trasformazioni che i due personaggi subiscono attraverso i secoli.

Rispetto a Tuan, tuttavia, Fintan mostra qualche dettaglio in più degli antichi racconti cosmogonici che in origine facevano perno sulla sua figura. Nelle successive riscritture del mito, tali dettagli furono irrimediabilmente trasformati e riadattati al punto di vista della nuova fede, arrivando alla quasi totale cancellazione.

La fuga di Fintan che sulla cima alla Collina dell'Onda [Tul Tuinne] riesce a sfuggire al Diluvio, è particolarmente suggestiva. Nel mondo germanico è attestato un mito, già ricordato da Snorri Sturluson nella sua Edda in prosa, ma a sua volta presente in uno dei più bei canti dell'Edda poetica, il Discorso di Vafþrúðnir. Qui si narra di come il gigante Bergelmir, nel tentativo di sfuggire al diluvio di sangue destinato ad annegare la sua razza, si fosse arrampicato in cima a un mulino, riuscendo così a scampare al cataclisma. Tale mulino è sicuramente un'immagine del grande frassino Yggdrasill, l'asse cosmico intorno a cui ruota tutto l'universo. È troppo lungo in questa sede enumerare l'immensa mole di lavori riguardanti l'asse cosmico, ed i pochi versi che citano Bergelmir pongono più problemi di quanti in realtà ne risolvano (De Santillana & Von Dechend 1969) [VEDI].

Il mito di Fintan è certamente più degradato rispetto a quello eddico, ma si tratta sicuramente dell'esito irlandese di un medesimo antichissimo racconto di matrice indoeuropea.

 

Bibliografia

  • AGRATI Gabriella - MAGINI Maria Letizia: Saghe e racconti dell'antica Irlanda, vol. I. Mondadori, Milano 1993.

  • BOTHEROYD Sylvia & BOTHEROYD Paul: Lexikon der Keltischen Mythologie. Eugen Diederichs Verlag, Monaco 1992, 1996. ~ Mitologia Celtica: Lessico su miti, dèi ed eroi. Keltia, Aosta 2000.

  • CÉITINN Seathrún (Geoffrey Keating): Foras Feasa ar Éirinn, vol. 1. Dublino 1982.

  • CONELLAN Owen: The Annals of Ireland, translated from the original Irish of the Four Masters [dal 1171 al 1616]. Dublino, 1846.

  • DE SANTILLANA Giorgio • VON DECHEND Herta: Hamlet's Mill. An essay on myth and the frame of time. Boston 1969.  ~ Il mulino di Amleto. Saggio sul mito e sulla struttura del tempo. Adelphi, Milano 1983, 2000.

  • DE VRIES Jan: Keltische Religion < «Schröder. Die Religionen der Menschheit». Kohlhammer, Stoccarda 1961. ~ DE VRIES Jan: I Celti: Etnia, religiosità, visione del mondo. Jaca Book, Milano 1981.
  • HENNESSY W.M. [cura e traduzione]: Chronicon Scotorum. Londra, 1886. Wiesbaden 1964.
  • GREEN Miranda Jane: Dictionary of Celtic Myth and Legend. Londra 1992. ~ Dizionario di mitologia celtica. 1999.

  • MacALISTER R.A.S. (cura): Lebor Gabála Érenn. Irish Texts Society. Dublino 1941, 1956.

  • REES Alwyn • REES Brinsley: Celtic Heritage. Londra 1961. ~ L'eredità celtica. Roma 2000.

  • REES Brinley: Origini: il popolamento mitico dell'Irlanda < BONNEFOY Yves [cura]: «Dictionnaire des Mythologies». Parigi 1981. ~ «Dizionario delle mitologie e delle religioni», 3. Milano 1989.

  • TOBIN Gerry: Ath thógáil: an miotas caillte ceilteach cruthaithe (ar nós Indó-Eorpach agus bunaithe ar «Gabháil Cheasrach»). ~ A Reconstruction: The lost Celtic Creation Myth (In Indo-European style based on «Ceasair’s Taking»). Scoil Ġaeilge 2000.

[BIBLIOGRAFIA CELTICA COMPLETA]

Sezione Miti - Holger Danske.
Area Celtica -
Óengus Óc.

Creazione pagina: 15.12.2003
Ultima modifica: 24.02.2010

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