|
1 - ÉRIU DOPO IL
DILUVIO
 uando il Diluvio ebbe spazzato via
l'umanità, l'isola di Ériu rimase
disabitata per molto tempo. Dapprima essa
si riempì completamente di boschi, tranne
un'unica pianura, spianata e dissodata dalle mani
stesse di Dio creatore, che rimase completamente
spoglia, senza nemmeno un albero o un filo d'erba.
Questa prima remota pianura sarebbe stata chiamata
Senmág, «Pianura Antica»,
in Edar, ma in seguito anche Mág
Élta, «Pianura degli stormi»,
perché tutti gli uccelli di Ériu
vi scendevano per crogiolarsi al sole.
Nelle verde e silenziosa Ériu non vi
erano, a quel tempo, che soltanto tre laghi e dieci
fiumi. Né gli uni né gli altri a quell'epoca avevano ancora un nome, ma i tre laghi
erano quelli che in seguito sarebbero stati
chiamati così:
-
Loch Luimnech nel Des-Múmu
[Desmond];
-
Loch Fordremuin a
Tráig-lí, presso Sliab Mis, nel
Múmu;
-
Finn Loch Cera in Irrus Uí
Fiachrach (o Irrus Domnann), nel Connacht.
Come dice il poeta:
Tre laghi di meravigliosa
limpidezza
oltre a nove meravigliosi fiumi,
Loch
Fordremuin, Loch
Luimnech,
Finn Loch oltre il confine di Irrus.
I dieci fiumi invece erano
-
il Buas tra Dál nAraide e
Dál Riada (oppure il Rúta) -
il Ruirthach (o l'Abann Lifé),
tra il territorio dei Uí Néill e
gli uomini del Laigin -
il Berba nel Laigin -
il Laoi nel Múmu, attraverso
Muscraide verso Corcaig [Cork] -
il Samaoir tra Uí Fiachrach e
Cineal Conaill -
il Mogurn in Tír Éogain -
il Finn, tra Cinéal
Éogain e Cinéal Conaill -
il Banna, tra Lí ed Elle,
nell'Ulaid -
il Muaid nel Connacht, da Uí
Fiachrach verso il nord; -
lo Sligech nel Connacht
Il conto dei fiumi tuttavia non è sicuro.
Alcuni dicono fossero nove e non dieci, ed
eliminano dal conteggio il Ruirthach o il
Berba. Altri ancora contano il
Rúta al posto del Buas o
l'Abann Lifé al posto del
Ruirthach.
Come dice il poeta:
Laoi, Buas,
Banna, Berba,
Samaoir, Sligech,
Mogurn, Muaid,
e Lifé
nel Laigin insieme ad essi
questi sono gli antichi
fiumi.
|
|
2 - L'ARRIVO DEI FOMORIANI
na settantina d'anni dopo il Diluvio, in
Ériu giunsero i
Fomoriani.
Erano una razza di uomini, discendenti di Cham figlio di Nóe. Legati al mare e
di statura gigantesca, dotati di un solo braccio e
di una sola gamba, in seguito vennero confusi con i
dèmoni o con i giganti.
I
Fomoriani
erano originari dell'Africa, dalla quale erano
partiti a bordo di una flotta che essi stessi
avevano costruito, al solo scopo di separarsi dalla
discendenza di Cham,
che era stato maledetto da Nóe, per paura di
ricadere anch'essi nella stessa maledizione. I
Fomoriani
se n'erano anche andati per paura che la stirpe di
Sem prevalesse su di
loro, poiché Nóe aveva dato autorità
a Sem sopra a Cham.
La flotta fomoriani era formata di sei navi, e
su ciascuna nave avevano imbarcato cinquanta uomini
e cinquanta donne. Dopo una lunga navigazione, i
Fomoriani
erano giunti in Ériu, approdando nella baia
di Inbir Domnann Cícal.
Essi rimasero per più di due secoli in
Ériu, dove sopravvissero cacciando gli
uccelli e pescando. Il loro capo era
Cícal
Crígencosach, dal «Piede
avvizzito», figlio di Nél (o Goll), figlio di Garb, figlio di Ugmór. Sua madre era
Lot Luimnech.
Dice il poeta:
L'ulteriore invasione che
fece preda
delle vaste pianure
d'Irlanda
era guidata da Cícal
Crígencosach,
sceso a terra in Inbir
Domnann.
Di trecento uomini, numerose
le sue schiere,
che vennero dalle regioni di Ugmór.
Finché tutti furono
dispersi
nel giro di una sola
settimana...
|
|
3 - LA PIÙ BREVE OCCUPAZIONE DI
ÉRIU
i dice che che centoquaranta anni dopo il
Diluvio, venisse nell'ancora deserta Ériu un giovane
che discendeva da Nin mac Béil, che era stato imperatore
del mondo dopo il crollo della torre di Babele. Il nome di
questo giovane era
Adna
figlio di
Bith.
Egli non rimase a lungo in Ériu. fece un rapido
sopralluogo e poi tornò indietro,
raccontando alla sua gente della sua scoperta, e
portando loro un ciuffo d'erba strappato dal suolo.
Adna
chiamò Isola dei Boschi [Inis na Fidbad] la terra che aveva
scoperto.
Cormac canta sul suo
Salterio [BRANO]:
Adna figlio di Bith, con spirito profetico,
guerriero della stirpe di Nin
figlio di Bél,
venne in Ériu per
esplorarla
e strappò un ciuffo
d'erba nell'isola dei boschi.
Portò con lui un
pugno di quest'erba
e tornando riferì la
grande notizia:
fu chiaramente la sua
completa invasione,
la più breve in
durata tra coloro che occuparono
Ériu.
Ériu rimase disabitata ancora per
lungo tempo, finché, duecentosettantotto
anni dopo il Diluvio, giunsero i Partoloniani. |
|
Fonti
|
|
|
I - L'IRLANDA
«INFORME E VUOTA»
Come abbiamo già detto,
il ciclo delle invasioni d'Irlanda è ben
più di una cronaca sull'arrivo nell'Isola di
Smeraldo di antiche popolazioni preistoriche.
È un vero e proprio mito cosmogonico. Non
solo vi si narra l'origine delle istituzioni civile
e sociali, i precedenti morali e giuridici, ma
anche, nei dettagli della progressiva formazione
orografica e topografica di Ériu, una
sintesi della creazione del mondo.
Gli scarsi elementi che ci sono
pervenuti sono purtroppo ormai irrimediabilmente
trasformati, dalla globalità del cosmo si
è passati al paesaggio di un'isola, e non
è possibile delineare possibili analogie con
altri miti cosmogonici. Naturalmente nella visione
dell'isola spoglia e deserta, dove alla mancanza di
una popolazione che dia nomi agli elementi del
paesaggio fa conseguenza la totale assenza di una
topografia, c'è un eco lontano del
tōhû wa
bōhû biblico,
della terra «informe e vuota» di cui si
tratta nel secondo versetto della Bibbia (Genesi [I: 2]). [STUDI]
I nove fiumi originali (o dieci
a seconda delle fonti) sono senza dubbio un
riflesso dei fiumi creatori presenti in molti
antichi miti. Sono i fiumi che escono
da
Ōkeanós nel mito
greco per fecondare la terra, o gli analoghi fiumi
primordiali presenti nel mito iranico. L'esempio
più calzante lo troviamo
nell'Edda
in prosa di Snorri, dove
si dice che all'inizio del mondo, dalla sorgente di
Hvergelmir,
scaturirono i nove fiumi detti complessivamente
Elivágar, i quali primi trasportarono lontano il
germe della vita e furono all'origine della
creazione del primo uomo. |
|
II - ADNA, IL DISCENDENTE DI
BÉL
Ci sfugge il senso della rapida
puntata in Ériu che questo Adna figlio di Bith avrebbe compiuto centoquarant'anni dopo
il Diluvio. Il racconto è riferito da
Keating nei suoi
Fondamenti della conoscenza
d'Irlanda, il quale a
sua volta lo avrebbe desunto dal
Salterio di Cashel
di Cormac mac Cuileannáin.
Adhna
mac Beatha go
gcéill,
Laoch
do mhuinntir Nin mic
Béil,
Táinig
i n-Éirinn
d'á
fiss,
Gur
bhean fér i
bh-Fidh-inis:
Rug
leis lán a
dhuirn d'á
fér,
Téid
for gcúl
d'innisin
sgél,
Is
í sin
gabháil ghlan
ghrinn,
Is
girre seal fuair
Éirinn. |
Adna
mac Betha,
spirito profetico,
guerriero della
stirpe di
Nin
mac Béil,
venne in
Ériu per
esplorarla.
Erba
strappò
nell'Isola dei
Boschi:
un ciuffo ne
portò via nel
pugno
e tornando
riferì la
lieta notizia.
Fu la sua una vera
invasione,
la più breve tra
quanti invasero Ériu. |
|
Cormac
mac Cuileannáin:
Salterio di Cashel
> Geoffrey
Keating:
Fondamenti della conoscenza
d'Irlanda [II: 6] [BRANO] |
|
Lo
stesso Keating riferisce che non si può
parlare, in questo caso, di una vera e propria
invasione di Ériu, ma è evidente che
riferisce l'episodio all'inizio del capitolo che
poi dedicherà a Partholón, per amore di completezza, senza che
nemmeno lui ne comprenda il senso.
Di nuovo sembra di trovare i
resti di un antichissimo mito cosmogonico. Questo
padre di Adna, Bith «mondo», sembra lo stesso
personaggio del mito di Cesair. Il suo antenato,
Nin mac Beil,
altri non è che quel re assiro Ninus,
marito di Semiramis, che in
alcune tradizioni era detto essere signore delle quattro
regioni del mondo dopo il crollo
della torre di Babele. È interessante
notare che nella leggenda irlandese questo
Nin/Ninus
viene detto figlio di
Bél.
Inizialmente questo nome veniva interpretato come una versione celtica del Bêl
babilonese, il dio esecrato nella Bibbia. È stato sempre detto che
non esisteva, nel mito irlandese, un personaggio
omologo a
Belenos, dio gallico della luce. La radice tale
nome era presente nella festa di
Beltane (1° maggio), senza che si
conoscesse il nome di una divinità preposta.
L'unica indicazione esistente, in tutta la
letteratura mitologica irlandese, sembra essere proprio
questo antico
Bél,
padre dell'imperatore del mondo, e che si trova all'origine della
genealogia di Adna. Chi sia, o quale mito un tempo
nascondesse, non sappiamo.
|
|
III - I FOMORIANI
In gaelico
Fomórach (plurale
Fomóraig), da cui l'inglese
Fomorians. Il sostantivo si trova anche nella
forma
Fomóir (plurale
Fomóire). L'etimologia del nome di questo mitico
popolo di deformi giganti è incerta. Forse
da derivare
fo- «sotto» più
muir
«mare», con riferimento al loro carattere
sottomarino. Altre etimologie proposte
riconnetterebbero il sostantivo
fomórach alla radice
foaur-
«gigante», o anche al sassone
mara
«fantasma», «incubo».
Presentati come la discendenza
di
Cham (o
Cáin), i Fomoriani
furono gli antagonisti per eccellenza di tutte le popolazioni
che una dopo l'altra vennero ad occupare l'Irlanda. Pirati, spesso descritti come mostruosi giganti, fortemente associati al mare,
i Fomoriani
sembrano essere stati una
razza a dominante femminile che, durante la storia
mitica d'Irlanda comparve più volte per
sovvertire l'ordine costituito.
Al loro apparire sulla
scena, i Fomoriani sono
talora descritti come esseri giganteschi e
deformi, legati al tema del mezzo-uomo, che nel
folklore scozzese darà origine all'immagine
del
Fáchan. Nell'episodio della battaglia contro i
Partoloniani, i Fomoriani
appaiono con solo
braccio, una sola gamba e un solo occhio, tanto che, quando i
Partoloniani scesero in battaglia con loro a
Mág Ítha [VEDI], si legarono un braccio dietro la
schiena e una gamba al fianco e si bendarono un occhio. Il
nome di Cícal
Crígencosach «piede avvizzito», loro capo a quel tempo, sembra un chiaro
riferimento a questa particolare conformazione
fisica dei Fomoriani. Alcuni studiosi, hanno addirittura
interpretato la figura di Cícal «senza-piede» come un
equivalente irlandese del serpente
Vrtra della mitologia vedica, dando la stura a
tutta una serie di comparazioni in realtà
piuttosto deboli. Cícal aveva sicuramente un piede avvizzito, ma
non per questo siamo autorizzati a vedervi un
serpente.
C'è ancora da notare che
questo avere una gamba, o un braccio, o un occhio,
ha certamente alla base l'idea che i Fomoriani non fossero degli esseri completamente
umani, ma qualcosa di primitivo, di non formato, di
arcaico. Ma allo stesso tempo non dimentichiamo che
certi tipi di handicap non pregiudicavano affatto
la valenza o le capacità fisiche. Anzi, nei
miti spesso accade tutto il contrario. Il fomoriano
Balor, loro
campione ai tempi della guerra contro i
Túatha
Dé Dánann,
possedeva un occhio che aveva il potere di uccidere
chiunque su cui soltanto posasse sguardo.
In seguito, al tempo dei
Nemediani,
i Fomoriani
sembrano aver acquistato un aspetto umano. Sono un popolo di
ferocissimi pirati che dalla loro fortezza di Tór
Inis dominano ed opprimono l'Irlanda ed i suoi abitanti. Al
tempo dei
Túatha
Dé Dánann, i Fomoriani
vengono invece presentati come una stirpe di esseri potenti e
di nobile aspetto. Gli antenati dei
Túatha
Dé li incontrano in
Scandinavia [Lochlann] e stringono
con loro unioni matrimoniali dando origine a una razza mista.
Da questo punto in poi i Fomoriani
dimorano in Scozia [Alba], nelle Orcadi [Gall] o comunque nelle
isole circostanti l'Irlanda, o addirittura sotto il mare, o
nei
síde. Nelle tradizioni più tardive i Fomoriani vengono confusi con i
Lochlannaig, i Vichinghi che tra l'VIII e il X
secolo saccheggiarono a lungo e duramente le coste
dell'isola.
I Fomoriani sembrano essere stati le divinità
degli indigeni irlandesi prima dell'invasione
gaelica (coloro che nell'epica sono i
Fir
Bólg), e quindi
rappresentazioni delle forze numinose della
fertilità e della fecondità. I Celti,
in seguito, li omologarono ai poteri del caos e li
inserirono come termine negativo in un conflitto
dualistico fra l'estate e l'inverno, la luce e le
tenebre, la crescita e l'inaridimento delle piante.
Tale commistione, in cui le genti vinte e i loro
dèi si trasformano in forze eversive, in
rapporto alle forze positive portate dagli
invasori, si prefigura analoga a quelle note anche
in altre aree religiose (l'Irān, l'India
antica, etc.).
|
|