L'ISOLA INFORME
Ériu dopo il Diluvio

MITOLOGIA CELTICA - Sommario

Dopo il Diluvio, una strana Irlanda silenziosa e coperta di boschi, aspetta che giungano uomini a popolarla. Un popoli di esseri deformi vi arriva dal mare per sfuggire una maledizione, un giovane vi sbarca per strapparvi un ciuffo d'erba.

NARRATIVA

  1. Ériu dopo il Diluvio
  2. L'arrivo dei Fomoriani
  3. La più breve occupazione di Ériu
    Fonti

SAGGISTICA
  1. L'Irlanda «informe e vuota»
  2. Adna, il discendente di Bél
  3. I Fomoriani

1 - ÉRIU DOPO IL DILUVIO

"Signore del Cielo" - Illustrazione di Jim Fitzpatrickuando il Diluvio ebbe spazzato via l'umanità, l'isola di Ériu rimase disabitata per molto tempo. Dapprima essa si riempì completamente di boschi, tranne un'unica pianura, spianata e dissodata dalle mani stesse di Dio creatore, che rimase completamente spoglia, senza nemmeno un albero o un filo d'erba.

Questa prima remota pianura sarebbe stata chiamata Senmág, «Pianura Antica», in Edar, ma in seguito anche Mág Élta, «Pianura degli stormi», perché tutti gli uccelli di Ériu vi scendevano per crogiolarsi al sole.

Nelle verde e silenziosa Ériu non vi erano, a quel tempo, che soltanto tre laghi e dieci fiumi. Né gli uni né gli altri a quell'epoca avevano ancora un nome, ma i tre laghi erano quelli che in seguito sarebbero stati chiamati così:

  • Loch Luimnech nel Des-Múmu [Desmond];

  • Loch Fordremuin a Tráig-lí, presso Sliab Mis, nel Múmu;

  • Finn Loch Cera in Irrus Uí Fiachrach (o Irrus Domnann), nel Connacht.

Come dice il poeta:

Tre laghi di meravigliosa limpidezza
oltre a nove meravigliosi fiumi,
Loch Fordremuin, Loch Luimnech,
Finn Loch oltre il confine di Irrus.

I dieci fiumi invece erano

  • il Buas tra Dál nAraide e Dál Riada (oppure il Rúta)

  • il Ruirthach (o l'Abann Lifé), tra il territorio dei Uí Néill e gli uomini del Laigin

  • il Berba nel Laigin

  • il Laoi nel Múmu, attraverso Muscraide verso Corcaig [Cork]

  • il Samaoir tra Uí Fiachrach e Cineal Conaill

  • il Mogurn in Tír Éogain

  • il Finn, tra Cinéal Éogain e Cinéal Conaill

  • il Banna, tra Lí ed Elle, nell'Ulaid

  • il Muaid nel Connacht, da Uí Fiachrach verso il nord;

  • lo Sligech nel Connacht

Il conto dei fiumi tuttavia non è sicuro. Alcuni dicono fossero nove e non dieci, ed eliminano dal conteggio il Ruirthach o il Berba. Altri ancora contano il Rúta al posto del Buas o l'Abann Lifé al posto del Ruirthach.

Come dice il poeta:

Laoi, Buas, Banna, Berba,
Samaoir, Sligech, Mogurn, Muaid,
e
Lifé nel Laigin insieme ad essi
questi sono gli antichi fiumi.
 

2 - L'ARRIVO DEI FOMORIANI

na settantina d'anni dopo il Diluvio, in Ériu giunsero i Fomoriani. Erano una razza di uomini, discendenti di Cham figlio di Nóe. Legati al mare e di statura gigantesca, dotati di un solo braccio e di una sola gamba, in seguito vennero confusi con i dèmoni o con i giganti.

I Fomoriani erano originari dell'Africa, dalla quale erano partiti a bordo di una flotta che essi stessi avevano costruito, al solo scopo di separarsi dalla discendenza di Cham, che era stato maledetto da Nóe, per paura di ricadere anch'essi nella stessa maledizione. I Fomoriani se n'erano anche andati per paura che la stirpe di Sem prevalesse su di loro, poiché Nóe aveva dato autorità a Sem sopra a Cham.

La flotta fomoriani era formata di sei navi, e su ciascuna nave avevano imbarcato cinquanta uomini e cinquanta donne. Dopo una lunga navigazione, i Fomoriani erano giunti in Ériu, approdando nella baia di Inbir Domnann Cícal.

Essi rimasero per più di due secoli in Ériu, dove sopravvissero cacciando gli uccelli e pescando. Il loro capo era Cícal Crígencosach, dal «Piede avvizzito», figlio di Nél (o Goll), figlio di Garb, figlio di Ugmór. Sua madre era Lot Luimnech.

Dice il poeta:

L'ulteriore invasione che fece preda
delle vaste pianure d'Irlanda
era guidata da Cícal Crígencosach,
sceso a terra in Inbir Domnann.
Di trecento uomini, numerose le sue schiere,
che vennero dalle regioni di
Ugmór.
Finché tutti furono dispersi
nel giro di una sola settimana...

3 - LA PIÙ BREVE OCCUPAZIONE DI ÉRIU

i dice che che centoquaranta anni dopo il Diluvio, venisse nell'ancora deserta Ériu un giovane che discendeva da Nin mac Béil, che era stato imperatore del mondo dopo il crollo della torre di Babele. Il nome di questo giovane era Adna figlio di Bith. Egli non rimase a lungo in Ériu. fece un rapido sopralluogo e poi tornò indietro, raccontando alla sua gente della sua scoperta, e portando loro un ciuffo d'erba strappato dal suolo.

Adna chiamò Isola dei Boschi [Inis na Fidbad] la terra che aveva scoperto.

Cormac canta sul suo Salterio [BRANO]:

Adna figlio di Bith, con spirito profetico,
guerriero della stirpe di
Nin figlio di Bél,
venne in
Ériu per esplorarla
e strappò un ciuffo d'erba nell'isola dei boschi.
Portò con lui un pugno di quest'erba
e tornando riferì la grande notizia:
fu chiaramente la sua completa invasione,
la più breve in durata tra coloro che occuparono Ériu.

Ériu rimase disabitata ancora per lungo tempo, finché, duecentosettantotto anni dopo il Diluvio, giunsero i Partoloniani.

 

Fonti

I - L'IRLANDA «INFORME E VUOTA»

Come abbiamo già detto, il ciclo delle invasioni d'Irlanda è ben più di una cronaca sull'arrivo nell'Isola di Smeraldo di antiche popolazioni preistoriche. È un vero e proprio mito cosmogonico. Non solo vi si narra l'origine delle istituzioni civile e sociali, i precedenti morali e giuridici, ma anche, nei dettagli della progressiva formazione orografica e topografica di Ériu, una sintesi della creazione del mondo.

Gli scarsi elementi che ci sono pervenuti sono purtroppo ormai irrimediabilmente trasformati, dalla globalità del cosmo si è passati al paesaggio di un'isola, e non è possibile delineare possibili analogie con altri miti cosmogonici. Naturalmente nella visione dell'isola spoglia e deserta, dove alla mancanza di una popolazione che dia nomi agli elementi del paesaggio fa conseguenza la totale assenza di una topografia, c'è un eco lontano del tōhû wa bōhû biblico, della terra «informe e vuota» di cui si tratta nel secondo versetto della Bibbia (Genesi [I: 2]). [STUDI]

I nove fiumi originali (o dieci a seconda delle fonti) sono senza dubbio un riflesso dei fiumi creatori presenti in molti antichi miti. Sono i fiumi che escono da Ōkeanós nel mito greco per fecondare la terra, o gli analoghi fiumi primordiali presenti nel mito iranico. L'esempio più calzante lo troviamo nell'Edda in prosa di Snorri, dove si dice che all'inizio del mondo, dalla sorgente di Hvergelmir, scaturirono i nove fiumi detti complessivamente Elivágar, i quali primi trasportarono lontano il germe della vita e furono all'origine della creazione del primo uomo.

 

II - ADNA, IL DISCENDENTE DI BÉL

Ci sfugge il senso della rapida puntata in Ériu che questo Adna figlio di Bith avrebbe compiuto centoquarant'anni dopo il Diluvio. Il racconto è riferito da Keating nei suoi Fondamenti della conoscenza d'Irlanda, il quale a sua volta lo avrebbe desunto dal Salterio di Cashel di Cormac mac Cuileannáin.

Adhna mac Beatha go gcéill,
Laoch do mhuinntir Nin mic Béil,
Táinig i n-Éirinn d'á fiss,
Gur bhean fér i bh-Fidh-inis:
Rug leis lán a dhuirn d'á fér,
Téid for gcúl d'innisin sgél,
Is í sin gabháil ghlan ghrinn,
Is girre seal fuair Éirinn.
Adna mac Betha, spirito profetico,
guerriero della stirpe di Nin mac Béil,
venne in Ériu per esplorarla.
Erba strappò nell'Isola dei Boschi:
un ciuffo ne portò via nel pugno
e tornando riferì la lieta notizia.
Fu la sua una vera invasione,
la più breve tra quanti invasero Ériu.

Cormac mac Cuileannáin: Salterio di Cashel
> Geoffrey Keating:
Fondamenti della conoscenza d'Irlanda [II: 6] [BRANO]

Lo stesso Keating riferisce che non si può parlare, in questo caso, di una vera e propria invasione di Ériu, ma è evidente che riferisce l'episodio all'inizio del capitolo che poi dedicherà a Partholón, per amore di completezza, senza che nemmeno lui ne comprenda il senso.

Di nuovo sembra di trovare i resti di un antichissimo mito cosmogonico. Questo padre di Adna, Bith «mondo», sembra lo stesso personaggio del mito di Cesair. Il suo antenato, Nin mac Beil, altri non è che quel re assiro Ninus, marito di Semiramis, che in alcune tradizioni era detto essere signore delle quattro regioni del mondo dopo il crollo della torre di Babele. È interessante notare che nella leggenda irlandese questo Nin/Ninus viene detto figlio di Bél. Inizialmente questo nome veniva interpretato come una versione celtica del Bêl babilonese, il dio esecrato nella Bibbia. È stato sempre detto che non esisteva, nel mito irlandese, un personaggio omologo a Belenos, dio gallico della luce. La radice tale nome era presente nella festa di Beltane (1° maggio), senza che si conoscesse il nome di una divinità preposta. L'unica indicazione esistente, in tutta la letteratura mitologica irlandese, sembra essere proprio questo antico Bél, padre dell'imperatore del mondo, e che si trova all'origine della genealogia di Adna. Chi sia, o quale mito un tempo nascondesse, non sappiamo.

 

III - I FOMORIANI

In gaelico Fomórach (plurale Fomóraig), da cui l'inglese Fomorians. Il sostantivo si trova anche nella forma Fomóir (plurale Fomóire). L'etimologia del nome di questo mitico popolo di deformi giganti è incerta. Forse da derivare fo- «sotto» più muir «mare», con riferimento al loro carattere sottomarino. Altre etimologie proposte riconnetterebbero il sostantivo fomórach alla radice foaur- «gigante», o anche al sassone mara «fantasma», «incubo».

Presentati come la discendenza di Cham (o Cáin), i Fomoriani furono gli antagonisti per eccellenza di tutte le popolazioni che una dopo l'altra vennero ad occupare l'Irlanda. Pirati, spesso descritti come mostruosi giganti, fortemente associati al mare, i Fomoriani sembrano essere stati una razza a dominante femminile che, durante la storia mitica d'Irlanda comparve più volte per sovvertire l'ordine costituito.

Al loro apparire sulla scena, i Fomoriani sono talora descritti come esseri giganteschi e deformi, legati al tema del mezzo-uomo, che nel folklore scozzese darà origine all'immagine del Fáchan. Nell'episodio della battaglia contro i Partoloniani, i Fomoriani appaiono con solo braccio, una sola gamba e un solo occhio, tanto che, quando i Partoloniani scesero in battaglia con loro a Mág Ítha [VEDI], si legarono un braccio dietro la schiena e una gamba al fianco e si bendarono un occhio. Il nome di Cícal Crígencosach «piede avvizzito», loro capo a quel tempo, sembra un chiaro riferimento a questa particolare conformazione fisica dei Fomoriani. Alcuni studiosi, hanno addirittura interpretato la figura di Cícal «senza-piede» come un equivalente irlandese del serpente Vrtra della mitologia vedica, dando la stura a tutta una serie di comparazioni in realtà piuttosto deboli. Cícal aveva sicuramente un piede avvizzito, ma non per questo siamo autorizzati a vedervi un serpente.

C'è ancora da notare che questo avere una gamba, o un braccio, o un occhio, ha certamente alla base l'idea che i Fomoriani non fossero degli esseri completamente umani, ma qualcosa di primitivo, di non formato, di arcaico. Ma allo stesso tempo non dimentichiamo che certi tipi di handicap non pregiudicavano affatto la valenza o le capacità fisiche. Anzi, nei miti spesso accade tutto il contrario. Il fomoriano Balor, loro campione ai tempi della guerra contro i Túatha Dé Dánann, possedeva un occhio che aveva il potere di uccidere chiunque su cui soltanto posasse sguardo.

In seguito, al tempo dei Nemediani, i Fomoriani sembrano aver acquistato un aspetto umano. Sono un popolo di ferocissimi pirati che dalla loro fortezza di Tór Inis dominano ed opprimono l'Irlanda ed i suoi abitanti. Al tempo dei Túatha Dé Dánann, i Fomoriani vengono invece presentati come una stirpe di esseri potenti e di nobile aspetto. Gli antenati dei Túatha Dé li incontrano in Scandinavia [Lochlann] e stringono con loro unioni matrimoniali dando origine a una razza mista. Da questo punto in poi i Fomoriani dimorano in Scozia [Alba], nelle Orcadi [Gall] o comunque nelle isole circostanti l'Irlanda, o addirittura sotto il mare, o nei síde. Nelle tradizioni più tardive i Fomoriani vengono confusi con i Lochlannaig, i Vichinghi che tra l'VIII e il X secolo saccheggiarono a lungo e duramente le coste dell'isola.

I Fomoriani sembrano essere stati le divinità degli indigeni irlandesi prima dell'invasione gaelica (coloro che nell'epica sono i Fir Bólg), e quindi rappresentazioni delle forze numinose della fertilità e della fecondità. I Celti, in seguito, li omologarono ai poteri del caos e li inserirono come termine negativo in un conflitto dualistico fra l'estate e l'inverno, la luce e le tenebre, la crescita e l'inaridimento delle piante. Tale commistione, in cui le genti vinte e i loro dèi si trasformano in forze eversive, in rapporto alle forze positive portate dagli invasori, si prefigura analoga a quelle note anche in altre aree religiose (l'Irān, l'India antica, etc.).

 

Sezione Miti - Holger Danske.
Area Celtica -
Óengus Óc.

Creazione pagina: 15.12.2003
Ultima modifica: 24.02.2010

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