|
Jim Fitzpatrick
Considerato uno dei più
interessanti e originali artisti
irlandesi, Jim Fitzpatrick
è nato a Dublino dove ancora oggi
vive e lavora. Dotato di un talento
personalissimo e di uno stile
imbevuto del più autentico
spirito celtico, Fitzpatrick ha raggiunto
fama mondiale con
illustrazioni e disegni legati
alla mitologia irlandese. I suoi
lavori sono stati esibiti nelle
maggiori città
dell'Irlanda e del Regno Unito,
nonché in alcuni dei
più prestigiosi musei,
tra cui il Victoria and Albert Museum a Londra.
Nei suoi libri
The Book of
Conquest
(1978) e
The
Silver Arm (1981),
Fitzpatrick non si limita a illustrare i
racconti del Ciclo delle
Invasioni, ma li rinarra egli stesso con
amore e fantasia, spesso aggiungendo
vicende e intrecci non presenti sui testi
originali ma riuscendo a catturare
mirabilmente la
magia e la potenza del mito
irlandese, lo spirito dell'antica
terra di Ériu, l'eroismo e
la nobiltà dei suoi
campioni, le gesta degli antichi
guerrieri, il fascino delle loro donne. I disegni sono eseguiti
con tratto preciso,
attento ai particolari. I corpi
vibrano potenza, furore, eroismo; gli eroi
brandiscono spade e scudi, asce e lance,
mentre intorno a loro si dispiegano scenari
naturali ricchissimi, costellati di menhir
e pietre ogamiche; le
spirali di nebbia seguono i
contorni delle rocce e dei corpi, i
mantelli sono battuti dal vento e
ali si librano alte nel cielo. I disegni
– ed anzi, le stesse
pagine dei libri – sono
sempre incorniciati dai complessi motivi
intrecciati tipici dell'arte
celtica, anch'essi eseguiti con
un'attenzione e un amore incredibili.
Se un appunto si può
muovere alle opere di Jim
Fitzpatrick, è che
il tratto
«eroico» risulta un po'
esagerato, i suoi campioni
irlandesi finiscono per ricordare
gli eroi di un certo tipo di
heroic fantasy. Sono le
immagini che ci aspetteremo di
trovare sulle copertine di un
romanzo di Robert Howard, non
certo tra le pagine del
Libro delle
invasioni! Così
come i suoi ritratti femminili
hanno gli sguardi languidi e
le labbra sensuali di un certo
tipo di modelle americane. Ma
queste sono scelte estetiche, non necessariamente dei
difetti, e a noi nuoce senz'altro
il nostro sguardo troppo
«filologico». Come si scriveva in un articolo pubblicato
dal dipartimento irlandese degli
affari esteri,
«In Irlanda non abbiamo mai
avuto un Wagner a mettere i
nostri miti in musica, ma in Fitzpatrick abbiamo un artista
che per illustrarli non è
secondo a nessuno».
|