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GERMANI
Scandinavi

MITI GERMANICI
Ásaheimr | Goðheimr
ÁSAHEIMR | GOÐHEIMR
«Mondo degli Æsir».
N
ella cosmologia scandinava, presumibilmente, il mondo celeste abitato dagli Æsir.
Nell'interpretazione evemeristica medievale, la terra anticamente abitata dagli Æsir, in Scizia o in Turchia, la cui capitale era Ásgarðr.

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MITOLOGIA
MITI
Tradizione mitologica
Tradizione pseudostorica
  • Ásaheimr o Ásaland è un regno a est del fiume Tanakvísl [Don], nella Svíþjóð inn mikla [Scizia]. È chiuso a est da una grande catena di monti.
  • Comprende molti territori (dodici), tra cu il Tyrkland [Turchia].
  • Si trova non lontano dal Vanaheimr.
  • La sua capitale è Ásgarðr, che alcuni dicono trovarsi al centro del mondo e la identificano con la Troia omerica.
  • Óðinn è il suo sovrano. Presiede un collegio di dodici sacerdoti predisposti al giudizio e al sacrificio (díar o dróttin).
  • Ai tempi dell'espansione di Roma, Óðinn lasciò l'Ásaheimr e guidò gli Æsir in nord Europa, dove fondò regni, istituì leggi e costumanze.
  • Il popolo cominciò ben presto a ritenere gli Æsir degli dèi e chiamò Goðheimr la terra che avevano lasciato, dandole una connotazione metafisica.
  • Alla morte di Óðinn, il popolo credette che fosse tornato nell'antica Ásgarðr, dove da quel giorno avrebbe accolto gli uomini caduti in battaglia.
DENOMINAZIONI
Ásaheimr
Ásaland
Goðheimr
«mondo degli Æsir»
«terra degli Æsir»
«mondo degli dèi»
FILOLOGIA
ORTOGRAFIA

  ORTOGRAFIA
NORMALIZZATA
 

FONTI

Norreno Ásaheimr
Ásaland
  Ynglinga saga

ETIMOLOGIA

Ásaheimr, toponimo. «Mondo degli dèi».
Ásaland
, toponimo. «Terra degli dèi».

  1. Ása- | Genitivo plurale di áss (pl. æsir). Per l'etimologia, si rimanda alla voce [Æsir]►
     
  2. heimr | In quanto alla seconda parte del nome, nella variante Ásaheimr, il sostantivo maschile heimr è «casa, patria, mondo». Il termine deriva da un protogermanico *haimaz. Cfr. antico alto tedesco haim > tedesco Heim «casa» ed Heimat «patria»; olandese heem «casa»; anglosassone hām > inglese home «casa»; norreno heimr > danese e norvegese hjem «casa», svedese hem «casa». È lo stesso elemento che caratterizza i nomi di alcuni dei nove mondi della cosmologia norrena: Álfheimr. Niflheimr, Jǫtunheimr, Múspellsheimr, etc.

    land | Nella variante Ásaland, il sostantivo neutro land vuol dire «terra». Da un protogermanico *landan, il termine è presente in tutte le lingue germaniche. Cfr. antico sassone land; antico alto tedesco lant > tedesco Land; olandese land; anglosassone land, lond > inglese land; frisone occidentale lân; norreno land > danese, svedese e norvegese land. L'italiano landa deriva dalle forme germaniche. La radice è derivata a sua volta da un indoeuropeo *LENDʰ- «terra». Cfr. protoceltico *landā > gallese llan «recinto», bretone lann, antico irlandese lann «recinto, abitazione».
LETTERATURA


Di un mondo degli Æsir, nel suo complesso, la letteratura mitologica non offre una denominazione precisa, anche se vengono dati molti ragguagli sulla sua struttura. Il Grímnismál è il poema che più di ogni altro descrive il mondo e le dimore divine. Esso esordisce trattando però non di una città, ma di una terra abitata dagli Æsir, pur senza fornirne un nome:

Land er heilagt
er ek liggja sé
ásom ok álfom nær...
Sacra è la terra
ch'io stendersi vedo
agli Æsir e agli elfi vicina..
Ljóða Edda > Grímnismál [4]

In seguito, il poema descrive il mondo degli Æsir, elencando ben tredici tra regni e fortezze, citati uno per uno dal testo (Grímnismál [4-17]).

Il testo descrive poi, con dovizia di dettagli, la Valhǫll e le meraviglie che vi si trovano; aggiunge il nome del palazzo posseduto da Þórr, Bilskírnir; enumera i fiumi cosmici, descrive la fauna del frassino Yggdrasill, elenca le valchirie e i nomi di Óðinn. Il testo cita anche il ponte arcobaleno Bifrǫst, che Þórr non può attraversare perché brucerebbe sotto i suoi passi. L'impressione generale è che i regni divini si trovino in cielo, in un mondo lontano e inaccessibile agli esseri umani.

Snorri, nella sua Prose Edda, tratta lungamente dei regni celesti, descrivendo molte delle fortezze già citate dal Grímnismál, e fornisce un nome alla principale rocca divina: Ásgarðr. Afferma che vi si trovi Glaðsheimr, qui trasformato nel tempio consacrato a tutti gli dèi, e il salone di Valhǫll. Ma, di nuovo, non viene fornito un termine che indichi il regno divino nel suo complesso.

Questo, per quanto possa sembrare strano, compare invece nelle fonti pseudostoriche, come l'Ynglinga saga e il Prologo dell'Edda. In questi testi, il mito viene evemerizzato: le divinità pagane sono trasformate in sovrani ed eroi del passato, e i loro regni e dimore vengono collocati geograficamente.

Nell'Ynglinga saga, Snorri esordisce con un resoconto geografico, proiettando il lettore nelle desolate distese della «Grande Svezia» [Svíþjóð inn mikla], che altri non è che la Russia. A sud di essa si trova il Mar Nero [Svartahaf]. Questo, e il suo tributario, il fiume Don [Tanais o Tanakvísl], dividono l'Europa dall'Asia. Ed è appunto giocando sulla paraetimologia Æsir/Ásíá, che Snorri localizza la sede originaria degli dèi sulle sponde orientali del Don, ed è lì, nell'antica Scizia, al confine tra l'attuale Ucraina e il Caucaso russo, che egli colloca il loro regno, qui chiamato Ásaland o Ásaheimr, e la loro capitale, Ásgarðr.

Fyrir austan Tanakvísl í Asía var kallat Ásaland eða Ásaheimr, en hǫfuðborgin, er var í landinu, kǫlluðu þeir Ásgarð. En í borginni var hǫfðingi sá, er Óðinn var kallaðr... La terra ad oriente del fiume Don, in Asia, era detta Ásaland o Ásaheimr, e la capitale del paese fu detta Ásgarðr. Nella fortezza c'era un capo che si chiamava Óðinn...
Snorri Sturluson: Ynglinga saga [2]

Possiamo chiederci da dove Snorri abbia tratto i termini Ásaland e Ásaheimr. Li ha coniati lui per l'occasione, o li ha desunti dalla mitologia? E in quest'ultimo caso, perché i due termini non vengono mai citati, non solo nella Ljóða Edda, ma nemmeno dallo stesso Snorri nella Prose Edda? L'impressione è che lo scrittore islandese abbia introdotto questi due termini solo nel momento in cui ne ha avuto la necessità. Saremmo del tutto giustificati, quindi, se togliessimo a termini come Ásaland e Ásaheimr qualsiasi fondamento mitologico. Il fatto sospetto, però, sta in questa curiosa duplicazione del termine in due sinonimi o quasi-sinonimi: Ásaland eða Ásaheimr, come se Snorri avesse avuto uno scrupolo nell'utilizzare un termine desunto dalla cosmologia pagana e abbia cercato di edulcorarlo aggiungendone un altro più pertinente. L'impressione, in effetti, è che Ásaheimr «mondo degli Æsir» abbia un'origine mitologica, essendo un termine in -heimr, come altri forniti dalla cosmologia vichinga. Al contrario, Ásaland «terra degli Æsir» sembra essere la dizione storicizzata che Snorri sovrappone a quella mitica, come per rassicurare il lettore che il mitico Ásaheimr fosse soltanto un Ásaland; in altre parole, che il mondo celeste degli Æsir, di cui favoleggiavano le leggende pre-cristiane, fosse stato nella realtà storica il regno terreno di un popolo dallo stesso nome, per quanto formato da esseri umani.

Il seguito della narrazione di Ynglinga saga narra della guerra tra Æsir e i Vanir, il cui territorio di Vanaheimr viene collocato da Snorri sempre lungo il Don, probabilmente ad ovest dell'Ásaheimr. Conclusa la guerra, Óðinn abbandona la sua terra e, per sfuggire all'espansione romana, conduce gli Æsir verso il nord Europa: in Danimarca e poi in Svezia. Qui, Óðinn fonda dei regni, crea un sistema di leggi e, dopo aver equamente diviso il potere tra i suoi dodici capi (Baldr, Njǫrðr, Freyr, Heimdallr, Þórr...), istituisce il suo stesso culto. In questo contesto ricompaiono anche le mitiche dimore divine, assegnate da Óðinn ai principali degli Æsir, allorché si stabilirono in Svezia. È uno strano elenco in cui località veramente esistenti (come Sigtuna o Uppsala) sono poste accanto ad altre del tutto mitologiche (Nóatún, Himinbjǫrg, Þrúðvangr, Breiðablik) in uno scenario geografico reale, pur senza alcun tentativo di identificazione di queste ultime con luoghi effettivi.

Óðinn tók sér bústað við Lǫginn, þar sem nú eru kallaðar fornu Sigtúnir, ok gerði þar mikit hof ok blót eptir siðvenju Ásanna. Hann eignaðist þar lǫnd svá vítt sem hann lét heita Sigtúnir. Hann gaf bústaði hofgoðunum: Njǫrðr bjó í Nóatúnum, en Freyr at Uppsǫlum, Heimdallr at Himinbjǫrgum, Þórr á Þrúðvangi, Baldr á Breiðabliki; ǫllum fékk hann þeim góða bólstaði. Óðinn stabilì la residenza presso [il lago] Lǫgrinn, nella località ora detta antica Sigtúnir, vi eresse un gran tempio e sacrificò all'uso degli Æsir. S'appropriò di un territorio molto vasto che chiamò Sigtúnir e diede dimora ai sacerdoti del tempio: Njǫrðr abitò a Nóatún, Freyr a Uppsalir, Heimdallr a Himinbjǫrg, Þórr a Þrúðvangr, Baldr a Breiðablik: a tutti elargì ottime dimore.
Snorri Sturluson: Ynglinga saga [5]

A questo punto, Snorri spiega che gli uomini del nord cominciarono a distinguere tra un mondo umano e uno divino, tanto che presero a distinguere la Svezia dalla Grande Svezia chiamando l'una Mannheimr «mondo degli uomini» e l'altra Goðheimr «mondo degli dèi» (Ynglinga saga [8]), appunto perché gli Æsir erano arrivati da laggiù. Il dettaglio è necessaria perché, nell'ottica del testo, gli Æsir sono un popolo terreno e l'Ásaheimr è semplicemente il paese da cui provengono. Il passaggio da Ásaheimr a Goðheimr sancisce, nelle intenzioni di Snorri, la trasformazione di un dato prettamente storico in una verità mitologica. L'autore aggiunge:

Óðinn varð sóttdauðr í Svíþjóð; ok er hann var at kominn bana, lét hann marka sik geirsoddi ok eignaði sér alla vápndauða menn; sagði hann sik mundu fara í Goðheim ok fagna þar vinum sínum. Nú hugðu Svíar, at hann væri kominn í hinn forna Ásgarð, ok mundi þar lifa at eilífu. Hófst þá at nýju átrúnaðr við Óðin ok áheit. Óðinn morì di malattia in Svezia. Quando fu vicino alla morte, si fece segnare con la punta della spada e dichiarò suoi tutti gli uomini uccisi dalle armi, poi disse che sarebbe andato in Goðheimr per accogliervi i suoi amici. Così gli Svedi pensarono che egli fosse tornato nell'antico Ásgarðr per vivervi in eterno. Si accrebbe allora la fede in Óðinn e l'invocazione a lui.
Snorri Sturluson: Ynglinga saga [9]

Giustificando in questo modo la nascita del paganesimo scandinavo, Snorri intende spiegare qui come l'Ásaheimr – il territorio storico da cui sarebbero venuti gli Æsir – si fosse trasformato, nella coscienza dei popoli del nord, nel Goðheimr «mondo degli dèi» (Ynglinga saga [8]), trasformandosi in mito. In realtà, Snorri ci fornisce una precisa indicazione mitologica che ci permette di dare una connotazione cosmologica al mondo divino degli antichi Scandinavi, suggerendo la concezione di un mondo divino o Ásaheimr.

FONTI

Cfr. Ljóða Edda > Grímnismál [4]
Snorri Sturluson: Ynglinga saga [1 | 9]

BIBLIOGRAFIA ►
RIFERIMENTI
PAGINE
I Nove Mondi - Cosmologia nordica
Æsir e Vanir - Le due stirpi divine
L'Ásgarðr - E le dimore del cielo

Creazione pagina: 01.01.2009
Ultima modifica: 15.05.2012

 
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