SCHEDARIO

GERMANI
Scandinavi

MITI GERMANICI
Ölvaldi / Allvaldi
ÖLVALDI / ALLVALDI
Gigante delle montagne, padre di Þjazi. Si dice fosse molto ricco.

* * *

 
MITOLOGIA
MITI
  • Alla sua morte, i suoi figli Þjazi, Iði e Gangr si dividono l'eredità e misurano l'oro portandolo alla bocca.
RELAZIONI
Amante:
Figli:
Nipoti:
Greip
Þjazi ~ Iði ~ Gangr.
Mörn ~ Skaði
FILOLOGIA
ORTOGRAFIA

  ORTOGRAFIA
NORMALIZZATA
LEZIONE DEI
MANOSCRITTI

FONTI

Norreno Allualdi Allvaldi ) Alvalda [gen.] Edda poetica
Ǫlvaldi Ölvaldi ) A˩lvaldi
Ǫlvaldi
Edda in prosa

ETIMOLOGIA

Il nome del personaggio è attestato in due forme: Allvaldi nell'Edda poetica, Ölvaldi nell'Edda in prosa. Nel primo caso il significato è «[colui che] ha potere su tutto», nel secondo è «[colui che] ha potere sulla birra», in entrambi i casi da un verbo valda «essere in grado di» (cfr. anglosassone wealda, inglese to wield «esercitare»; antico alto tedesco waltan, tedesco walten «regnare, dominare»; nel gotico di Ulfila abbiamo waldan, ga-waldan «regnare»).

Difficile tuttavia dire quale sia la forma originale del nome, se Allvaldi (da allr «tutto») e Ölvaldi (da öl «birra»). Le grafie, nei codici, sono Alvaldi e A/lvaldi, lezioni che suggeriscono la possibilità di un lapsus calami in entrambe le direzioni.

LETTURA

Di Ölvaldi e dei suoi figli tratta Snorri nello Skáldskaparmál. «Davvero grande mi pare fosse Þjazi», commenta Ægir, «ma a quale stirpe apparteneva?». E questa è la risposta di Bragi:

Ölvaldi hét faðir hans [...]. Hann var mjök gullauðigr, en er hann dó ok synir hans skyldu skipta arfi, þá höfðu þeir mæling at gullinu er þeir skiptu at hverr skyldi taka munnfylli sína ok allir jafnmargar. Einn þeira var Þjazi, annarr Iði, þriði Gangr. En þat höfum vér orðtak nú með oss at kalla gullit munntal þessa jötna, en vér felum í rúnum eða í skáldskap svá at vér köllum þat mál eða orðtak, tal þessa jötna. Ölvaldi si chiamava suo padre [...]. Egli possedeva molto oro. Quando dunque morì e i suoi figli dovevano spartirsi l'eredità, per stabilire la misura di oro da dividersi decisero che ciascuno ne avrebbe preso a turno una boccata e tutti in egual misura. Il primo fra loro fu Þjazi, il secondo Iði e il terzo Gangr. Difatti adesso noi quale metafora per indicare l'oro diciamo «conto a bocca» di questi giganti, mentre nel formulare le rune e nell'arte poetica lo chiamiamo «discorso», «parola» o «conto» di questi giganti.
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Skáldskaparmál [4]

Nell'Edda poetica il gigante è citato quale padre di Þjazi, ma il nome è ora scritto nella forma Allvaldi:

Ek drap Þjaza,
inn þrúðmóðga jötun,
upp ek varp augum
Allvalda sonar
á þann inn heiða himin...

Io uccisi Þjazi,
quell'impavido gigante,
scagliai in alto gli occhi
del figlio di Allvaldi
lassù nel ciel sereno...

Edda poetica > Hárbarðsljóð  [19]

Il nome non è presente nelle þulur.

FONTI PRINCIPALI

Edda poetica > Hárbarðsljóð [19]
Snorri Sturluson: Edda in prosa > Skáldskaparmál [4]

BIBLIOGRAFIA
RIFERIMENTI
PAGINE
IL RAPIMENTO DI IÐUNN - I giganti e l'immortalità
Creazione pagina: 01.03.2010
Ultima modifica: 23.08.2010
 
POSTA
© BIFRÖST
Tutti i diritti riservati