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Manoscritti Eddici |
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ILLUSTRAZIONI DI
ÓLAFUR BRYNJÚLFSSON |
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Frontespizio
Frontespizio di
un manoscritto dell'Edda
in prosa di
Snorri, dai disegni riconducib ili a quelli
di Ólafur Brynjúlfsson, oggi custodito
alla Biblioteca Nazionale d'Islanda, a
Raykjavík. Si riconosce
in alto il volto sornione di
Óðinn,
affiancato dai suoi due corvi Huginn e
Muninn.
Intorno, in senso orario, il trapano
Rati,
la vacca
Auðhumla, il lupo
Fenrir,
l'edificio di Valhöll, il cavallo
Sleipnir,
Heimdallr col corno in bocca e il martello
Mjöllnir
impugnato da
Þórr. |
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Ms. ÍB 299 (XVIII sec.)
Biblioteca
Nazionale d'Islanda [Landsbókasafn
Íslands]
Reykjavík (Islanda). |
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Frontespizio
Frontespizio
del manoscritto della Sæmundar og Snorra
Edda, splendidamente
illustrato da Ólafur Brynjúlfsson. Questo
prezioso testo è oggi custodito nella
Biblioteca Reale di Copenhagen, in
Danimarca. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
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Gangleri
Re
Gylfi,
nei panni del viandante
Gangleri,
interroga
Hár,
Iafnhár e
Þriði sulle cose
profonde e remote del mondo. La
strana posizione delle gambe di
Gangleri fa pensare a una forma di zoppìa: anche
il bastone a cui si appoggia sembra in
realtà una gruccia. Forse, nelle intenzioni
dell'artista, re
Gylfi
è travestito più che da viandante, da
mendicante.
Si noti il medaglione a forma di sole che
Þriði
porta al collo: lo ritroveremo indossato da
Óðinn.
Il dettaglio rivela quel che ogni esperto di
mitologia ben sa: è lo stesso
Óðinn
che si nasconde dietro il triplice
mascheramento di
Hár,
Iafnhár e
Þriði. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Auðhumla
libera Búri
Ha un'espressione spiritata, questa vacca
Auðhumla, protesa a lambire con la sua
lunga lingua la testa di
Búri,
appena emersa dal ghiaccio primordiale.
Dalle sue mammelle scorrono i fiumi di latte
che daranno nutrimento a
Ymir. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Óðinn
Curiosa immagine di
Óðinn:
il
padre degli dèi del nord, orbo
all'occhio destro, sembra avere una curiosa
espressione maligna. Impugna nella mano
destra una spada, mentre la lancia
Gungnir è tenuta
nella sinistra quasi fosse uno scettro, la
punta verso il basso. Sulle sue spalle i due
corvi del dio:
Huginn e
Muninn. Al collo del dio compare il
medaglione a forma di sole già indossato da
Þriði
nell'immagine precedente. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Þórr
Il dio del tuono
Þórr
fa la sua apparizione in questa immagine,
con cappellaccio e giacca, curiosi calzoni
seicenteschi a sbuffo e calze al polpaccio.
Nell'immagine a sinistra regge nella mano destra il suo guanto di
ferro, nella sinistra il martello
Mjöllnir, simile a
un arnese da calzolaio. Nell'altra
immagine il martello è impugnato nella
destra e regge nella sinistra uno scettro. Al collo, oltre allo stesso
medaglione a forma di sole indossato già da
Óðinn,
appare qualcosa che rassomiglia alla testa
del serpente
Jörmungandr.
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Heimdallr
Heimdallr, la scolta di
Ásgarðr,
suona nel corno
Gjallarhörn. Nell'immagine a sinistra,
impugna una spada che porta in alto una piccola testa: è
noto infatti il dettaglio, citato dalle
fonti e non ben compreso, secondo il quale
«la spada di
Heimdallr era una testa». Nell'immagine
a destra la spada è sostituita da uno
scettro. Si noti la posizione della mano che
regge il corno, errata nella seconda figura. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Loki
La proverbiale malvagità di
Loki è
tradita dai tratti grifagni del volto. Il
dio regge una rete da pesca: è infatti noto
che fu lui a inventarla per donarla agli
uomini. Con la stessa rete fu poi catturato. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Ullr
Simpatico ritratto di
Ullr,
il dio arciere, che si muove su un paio di
sci, incoccando un po'
goffamente una freccia. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Óðinn cavalca Sleipnir
Abbigliato in una specie di abito
seicentesco,
Óðinn
cavalca
Sleipnir.
Nell'immagine di sinistra il dio e il
cavallo guardano avanti a loro, mentre si
voltano all'indietro nell'immagine di
destra.
Óðinn
non impugna la sua lancia, ma regge una
sciabola nella prima figurazione e nella
seconda un tridente che ricorda
l'iconografia classica del fulmine.
Lo stesso oggetto tricuspide è legato
dietro al fianco del
destriero e compare ancora sul
cappello del dio.
Sleipnir ha, invece delle caratteristiche otto zampe,
quattro zampe che si biforcano all'altezza
dei ginocchi; le doppie giunture sono legate alle
caviglie (forse per
permettere al cavallo di procedere con
regolare andatura di quadrupede?). Al collo
di
Óðinn, di nuovo il
medaglione a forma di sole. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Heiðrún
Ritta sul tetto di
Valhöll,
la capra
Heiðrún bruca le fronde dell'albero
Léraðr
(forse il frassino
Yggdrasill).
Sull'architrave sopra la porta
della
Valhöll,
nell'immagine a sinistra, compare ancora una
volta
il tridente simbolo del
fulmine, affiancato in basso da due soli: come si ricorderà, tali simboli
rimandano all'iconografia che, in questa
serie di tavole, è associata a
Óðinn. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Bölverkr e Baugi
Lo sciocco
gigante
Baugi sta forando, col trapano chiamato
Rati,
la parete della casa di suo fratello
Suttungr. Lo incita, alle sue spalle, il
perfido
Bölverkr: che noi riconosciamo,
tuttavia, in quanto cieco da un occhio: così
travestito
Óðinn
mira a rubare l'idromele della poesia... |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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L'idromele della poesia
Trasformato in uccello,
Óðinn
fugge, dopo aver rubato l'idromele della
poesia. Lo insegue, in forma di rapace,
Suttungr,
ben deciso a riprendersi quanto gli
appartiene. Alcune gocce di quell'idromele,
come si vede, cadono sulla terra. Il resto
verrà messo in un vaso che
Óðinn
conserverà per i suoi scopi. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
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La trappola di Þjazi
Sostando dopo un lungo
cammino,
Óðinn,
Loki ed
Hœnir
attendono pazientemente che la cena sia
cotta (l'enorme calderone è del tutto
incoerente con il tipo di cucina campestre a
cui alludono i testi). Dall'alto di un
albero, trasformato in aquila, il gigante
Þjazi
sta preparando una trappola ai tre
malcapitati. Subito dopo,
Loki
colpisce
Þjazi
con un bastone, ma questo si appiccica alle
penne dell'aquila e l'incauto dio sarà
trascinato suo malgrado fino alla dimora del
gigante.
Si noti che i due manoscritti illustrano due
momenti diversi del racconto. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
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Reale [Det Kongelige Bibliotek]
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L'incatenamento di Fenrir
Il coraggioso
Týr, in
verità assai poco soddisfatto, leva la spada
come a minacciare il lupo
Fenrir.
Questo ha le zampe legate dal magico laccio
Gleipnir e tiene tra le fauci la mano di
Týr, che
gli ha appena strappato. Un filo di sangue
cola dal polso reciso del dio. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
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Reale [Det Kongelige Bibliotek]
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Þórr pesca Jörmungandr
In questa scena, tratta dall'Hymskvíða,
ma ripresa anche da Snorri nella sua
Edda,
vediamo un irato
Þórr
sollevare il suo
Mjöllnir dopo aver preso all'amo il
serpente
Jörmungandr. Accanto al dio del tuono,
il gigante
Hymir
appare poco convinto dell'opportunità
dell'impresa. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
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Copenhagen (Danimarca). |
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Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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L'uccisione di Baldr
La drammatica scena dell'uccisione di
Baldr,
colta nell'attimo stesso del suo compiersi.
Baldr si piega lentamente all'indietro; la sua
posa leggera contrasta con l'orribile
squarcio causato dalla lancia. Il
cieco
Höðr
è ancora inconsapevole del
delitto che ha appena commesso. Gli unici occhi
spalancati, coscienti, colpevoli, sono
quelli di
Loki,
ancora intento a suggerire ad
Höðr
in quale direzione scagliare la lancia. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
Biblioteca
Reale [Det Kongelige Bibliotek]
Copenhagen (Danimarca). |
Ms. SÁM 66 (1765-1766)
Istituto Árni Magnússon [Stofnum Árna Magnússonar],
Reykjavík (Islanda). |
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Hermóðr ai cancelli di Hel
Vediamo qui una delle scene più
emozionanti dell'Edda
di Snorri. In groppa a
Sleipnir,
Hermóðr
il veloce, spada in pugno e fare minaccioso,
scende ai cancelli della casa dei morti
per liberare
Baldr.
Il destriero sta per spiccare il possente
balzo che lo porterà all'interno dei recinti
della dimora di
Hel,
dove, con poche speranze, attende
Baldr. Si notino la livida dea dei morti,
con le mani protese ad artiglio, e i teschi sparsi alla base della sua dimora. |
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Ms. NKS 1867 4° (1760)
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Reale [Det Kongelige Bibliotek]
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Ms. SÁM 66 (1765-1766)
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