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MITI GERMANICI
Emil Doepler der Jüngere

WALHALL

UR-GERMANEN
Introduzione
WALHALL - UR-GERMANEN
Bibliografia
Autore Emil Doepler der Jüngere (1855-1922)
Genere Illustrazioni
Luogo Germania
Epoca 1905
Emil Doepler
Ritratto di Christian Wilhelm Allers (1887)

Introduzione

Emil Doepler der Jüngere, il «giovane», era figlio di un altro famoso illustratore tedesco, Carl Emil Doepler der Ältere, il «vecchio», anch'esso presente nel nostro museo, e che gli fece da primo maestro. Pittore e illustratore, pratico in diverse tecniche, Doepler portò l'Art nouveau nel mondo della mitologia germanica allorché fu chiamato a illustrare un libro di mitologia germanica, Walhall, die Götterwelt der Germanen, di Wilhelm Ranisch. Compito che Doepler eseguì con gusto superbo, com'è evidente nelle immagini che rappresentiamo in queste pagine. La ricerca grafica è sempre ai massimi livelli: più filologica nelle illustrazioni sugli antichi Germani, può però assumere un carattere «wagneriano» nelle scenografie scandinave, con quegli elmi alati e quelle valchirie che paiono sul punto di mettersi a cantare. Il colore predominante è l'oro tanto caro all'estetica art-deco, che vediamo scintillare nel cielo e nella natura, nelle armature dei guerrieri e nei capelli delle donne. Sfuma in colori più tiepidi, nel celeste e nel verdazzurro, nelle scene di maggiore intimità, per ardere nel rosso fuoco nelle furiose scene del Götterdämmerung. I disegni sono bordati da motivi liberty che s'inseguono attraverso le pagine – alcune potete vederle ingrandendo le immagini – e da didascalie a caratteri tondeggianti. L'effetto è veramente pregevole.

Dividiamo la galleria di Emil Doepler in tre parti:

  1. Ur-Germanen

  2. Die Götterwelt

  3. Götterdämmerung

Emil Doepler der Jüngere

WALHALL

Ur-Germanen

La divinazione

Un'antica tribù germanica, nel I sec. della nostra èra. Un vecchio sta tirando le sorti secondo un procedimento ben descritto da Tacito: «Tagliano un rametto di albero fruttifero in piccoli pezzi, li contraddistinguono con certi segni e li buttano a caso su una veste bianca. Dopo di che il sacerdote [...], invocati gli dèi e lo sguardo rivolto al cielo, ne raccoglie tre pezzi, uno per volta, e li interpreta secondo il segno impresso» (Germania [9]).

Losungen, 1905.

Nerthus

Del culto di Nerthus, diffuso presso i popoli della Svevia, tratta sempre Tacito. «Nerthus, la madre terra, interviene nelle vicende umane e scende su un carro in mezzo ai popoli» scrive lo storico, utilizzando un nome maschile e un terra mater femminile (Germania [40]). Doepler, come si vede, fa assidere sul carro la figura di una dea. Tra poco la statua verrà purificata in un lago, e degli schiavi le verranno sacrificati...

Nerthus, 1905.

Il bosco dei Semnoni

Ancora una volta è Tacito la fonte d'ispirazione di tale illustrazione. Egli scrive, che i membri della tribù dei Semnoni, «in una data precisa, convergono in una foresta, sacra per i riti degli avi e il secolare timore, e là, ucciso un uomo a nome della comunità, dànno inizio all'orrendo rito barbarico...» (Germania [39]). Tanto basta per creare questa cupa immagine, rifulgente del color oro tanto caro all'Art-deco.

Semnonen Hain, 1905.
Le idisi

L'ispirazione, questa volta, è il primo dei due Incantesimi di Merseburgo, in cui le savie idisi liberano i prigionieri di guerra, spezzando corde e catene.

«Sorgi dai ceppi! sfuggi ai nemici!»

Idise, 1905.
Wōtan guarisce il puledro di Balder

Nel secondo dei due Incantesimi di Merseburgo, Wōtan guarisce il cavallo di Balderda una slogatura, dopo che le dee Sunna, Frīja e Volla non sono riuscite a fare altrettanto.

«Osso a osso,
sangue a sangue,
membro a membro,
così tornino uniti».

Wodan Heilt Balders Pferd, 1905.
Godan e Frea alla finestra del cielo

La fonte d'ispirazione di questa splendida illustrazione, è l'Historia Langobardorum di Paolo Diacono. Affacciato alla finestra della sua dimora celeste, Godan ha promesso che concederà la vittoria ai primi guerrieri che vedrà schierarsi all'orizzonte.

Nel lato inferiore della pagina compaiono le donne dei Winnili che, avvertite da Frea, si presentano all'alba, i capelli tirati sul mento a simulare le barbe, e ottengono così la vittoria per i loro uomini. Da loro, prenderanno nome i Longobardi... ovvero, «coloro che hanno una lunga barba».

 
Wodan Frea Himmelsfenster, 1905.
San Bonifacio

Siamo ormai nella prima metà dell'VIII secolo. San Bonifacio, l'evangelizzatore dei Germani, benedice la tribù dei Chatti dopo aver abbattuto la quercia sacra a Donner.

Bonifacius, 1905.
Bibliografia
  • RANISCH, Wilhelm: Walhall, die Götterwelt der Germanen. Martin Oldenbourg, Berlin 1905.
Intersezione: Sezioni - Alianora
Sezione: Museo - Līlīth
Area: Germanica - Brynhilldr
Annotazioni di Eleonora Dispetti.
Creazione pagina: 11.03.2010
Ultima modifica: 26.03.2010
 
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