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LETTURA
Della gigantessa Angrboða tratta innanzitutto l'Hyndluljóð,
un poema degli Eddica minora. Nella strofa
[38], dove si parla della stirpe di
Loki, si dice che Angrboða fosse la madre del «lupo», cioè
Fenrir. Più problematica la strofa
[39], nel quale è scritto che
Loki abbia trovato nella cenere il cuore mezzo arrostito di una donna,
sicuramente la stessa Angrboða, e sia stato messo
«incinto» dopo averlo divorato.
Ól úlf Loki
vid Angurbodu,
en Sleipni gat
vid Svaðilfara;
eitt þótti skass
allra feiknast,
það var bródur frá
Býleistri komit. |
Il lupo generò Loki
con Angrboða
e
Sleipnir partorì
con Svaðilfǿri.
Il peggior mostro
parve quello
che dal fratello
venne di Býleistr. |
Loki af hjarta
lindi brenndu,
fann hann hálfsviðinn
hugstein konu;
varð Loptr kviðugr
af konu illri;
þaðan er a foldu
flagð hvert komit. |
Loki divorò il cuore
che giaceva nella cenere:
mezzo cotta della donna
era la pietra dell'anima.
Pregno fu Loptr
della donna malvagia;
da lui sulla terra
venne la stirpe dei mostri. |
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Edda poetica
> Hyndluljóð
[38-39] |
Non conosciamo, purtroppo, il mito che è dietro quest'ultimo racconto, anche se
ha scatenato tra gli studiosi una ridda di ipotesi, di cui discutiamo alla
pagina apposita.
Nell'Edda in prosa, Snorri
cita Angrboða quale madre di
Fenrir,
Jörmungandr ed
Hel.
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Angrboða heitir gýgr í Jötunheimum. Við henni gat Loki þrjú börn. Eitt var
Fenrisúlfr, annat Jörmungandr (þat er Miðgarðsormr), þriðja er Hel. |
Angrboða si chiama una gigantessa dello
Jötunheimr
con cui Loki ebbe tre figli. Uno fu il lupo
Fenrir, il secondo
Jörmungandr (che è il
Miðgarðsormr), la terza è
Hel. |
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En er goðin vissu til at þessi þrjú systkin fǿddusk upp í Jötunheimum ok
goðin rökðu til spádóma at af systkinum þessum mundi þeim mikit mein ok óhapp
standa, ok þótti öllum mikils ills af væni, fyrst af móðerni ok enn verra af
faðerni... |
Gli dèi però seppero che questi tre fratelli venivano allevati nello
Jötunheimr e scoprirono grazie a un
vaticinio che da essi sarebbero giunti per loro gravi danni e sventure. A tutti
sembrava in arrivo un grande male, per primo dalla madre, ma ancora peggio dal
padre... |
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Snorri Sturluson:
Edda in prosa >
Gylfaginning [34] |
Non c'è tuttavia traccia del mito riferito in Hyndluljóð
[39], e ci si può domandare se Snorri lo conoscesse. Lo scrittore
islandese cita la strofa Hyndluljóð
[33] =
Gylfaginning
{7}, dando alla composizione il titolo
di Völuspá inn skamma, «Breve profezia della Veggente».
È dunque possibile che Snorri conoscesse soltanto una parte del poema, o meglio,
conoscesse una composizione minore poi confluita nell'Hyndluljóð.
Questo ovviamente non ci dice se fosse a conoscenza anche delle strofe
[38-39] o conoscesse o meno il mito del cuore
divorato da Loki.
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