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MITI GERMANICI
Angrboða
ANGRBOÐA
Gigantessa, madre di Fenrir, Jǫrmungandr ed Hel. Sembra che Loki abbia divorato il suo cuore, rimanendo pregno dei tre mostri.

* * *

 
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Amante:
└ Figli:
Loki
Fenrir ~ Hel ~ Jǫrmungandr
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ORTOGRAFIA

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FONTI

Norreno

Angrboþa norm. Angrboða

Angrboþa
Angrboða
Angrboda

Ljóða Edda | Prose Edda

ETIMOLOGIA

Angroboða, gigantonimo.
«Annunciatrice di tristezza».

  1. Angr- | Sostantivo norreno angr «tristezza, angoscia»
     
  2. -boða | Sostantivo norreno boði «araldo, messaggero».
LETTURA


Della gigantessa Angrboða tratta innanzitutto l'Hyndluljóð, un poema degli Eddica minora. Nella strofa [38], dove si parla della stirpe di Loki, si dice che Angrboða fosse la madre del «lupo», cioè Fenrir. Più problematica la strofa [39], nel quale è scritto che Loki abbia trovato nella cenere il cuore mezzo arrostito di una donna, sicuramente la stessa Angrboða, e sia stato messo «incinto» dopo averlo divorato.

Ól úlf Loki
vid Angurbodu,
en Sleipni gat
vid Svaðilfara;
eitt þótti skass
allra feiknast,
það var bródur frá
Býleistri komit.
Il lupo generò Loki
con Angrboða
e Sleipnir partorì
con Svaðilfǿri.
Il peggior mostro
parve quello
che dal fratello
venne di Býleistr.
Loki af hjarta
lindi brenndu,
fann hann hálfsviðinn
hugstein konu;
varð Loptr kviðugr
af konu illri;
þaðan er a foldu
flagð hvert komit.
Loki divorò il cuore
che giaceva nella cenere:
mezzo cotta della donna
era la pietra dell'anima.
Pregno fu Loptr
della donna malvagia;
da lui sulla terra
venne la stirpe dei mostri.
Ljóða Edda > Hyndluljóð [38-39]

Non conosciamo, purtroppo, il mito che è dietro quest'ultimo racconto, anche se ha scatenato tra gli studiosi una ridda di ipotesi, di cui discutiamo alla pagina apposita.

Nella Prose Edda, Snorri cita Angrboða quale madre di Fenrir, Jǫrmungandr ed Hel.

Angrboða heitir gýgr í Jǫtunheimum. Við henni gat Loki þrjú bǫrn. Eitt var Fenrisúlfr, annat Jǫrmungandr (þat er Miðgarðsormr), þriðja er Hel. Angrboða si chiama una gigantessa dello Jǫtunheimr con cui Loki ebbe tre figli. Uno fu il lupo Fenrir, il secondo Jǫrmungandr (che è il Miðgarðsormr), la terza è Hel.
En er goðin vissu til at þessi þrjú systkin fǿddusk upp í Jǫtunheimum ok goðin rǫkðu til spádóma at af systkinum þessum mundi þeim mikit mein ok óhapp standa, ok þótti ǫllum mikils ills af væni, fyrst af móðerni ok enn verra af faðerni... Gli dèi però seppero che questi tre fratelli venivano allevati nello Jǫtunheimr e scoprirono grazie a un vaticinio che da essi sarebbero giunti per loro gravi danni e sventure. A tutti sembrava in arrivo un grande male, per primo dalla madre, ma ancora peggio dal padre...
Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [34]

Non c'è tuttavia traccia del mito riferito in Hyndluljóð [39], e ci si può domandare se Snorri lo conoscesse. Lo scrittore islandese cita la strofa Hyndluljóð [33] = Gylfaginning {7}, dando alla composizione il titolo di Vǫluspá inn skamma, «Breve profezia della Veggente». È dunque possibile che Snorri conoscesse soltanto una parte del poema, o meglio, conoscesse una composizione minore poi confluita nell'Hyndluljóð. Questo ovviamente non ci dice se fosse a conoscenza anche delle strofe [38-39] o conoscesse o meno il mito del cuore divorato da Loki.

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FONTI

Ljóða Edda [minora] > Hynðluljóð [38-39]
Snorri Sturluson: Prose Edda > Gylfaginning [34]

BIBLIOGRAFIA
RIFERIMENTI
PAGINE
I figli di Loki - L'incatenamento di Fenrir

Creazione pagina: 16.03.2010
Ultima modifica: 23.05.2012

 
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