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I - IL RAPIMENTO DI LINDA E IL COMPLESSO
DI DAFNE
Il racconto della
fanciulla che sfugge al giovane - o al dio - ben
deciso ad amarla, trasformandosi in roccia, in un
albero, in acqua, o comunque in un elemento naturale
o del paesaggio, è un motivo diffuso nei miti di
tutto il mondo. L'esempio più classico è il mito
greco di
Apóllōn e
Dáphnē, in cui la
ninfa, sfugge al tentativo di seduzione (ma
potremmo anche dire di stupro) del dio,
trasformandosi in una pianta di alloro. Da questo
racconto gli psicologi hanno coniato un «complesso di
Dafne» per definire il timore del coito da parte
delle fanciulle.
Il racconto estone di
Tuuslar e
Linda,
presente nel Kalevipoeg,
fa parte certamente di questo mitologema, anche se qui non si
tratta di una fanciulla ma di una donna già avanti con gli anni,
madre di molti figli, ben decisa a rimanere fedele alla
memoria del marito. Ignoro quali fonti siano state
adoperate da Kreutzwald nel lavoro di stesura dell'epopea e
come - e quanto - egli le abbia piegate alle esigenze
narrative. Ricordiamo che il
Kalevipoeg non è un autentico testo mitologico, ma
una tarda rielaborazione letteraria. L'antica sapienza
finnica, qualunque essa sia stata, vi è molto diluita e letta
in chiave romantica.
Ma che questo
racconto sia l'esito di una storia ancora più antica, sembra confermato dal fatto che
vi è un episodio nel Kalevala
finlandese che ricorda, da lontano, la vicenda estone. Qui è il cantore
Väinämöinen
a forzare la giovane
Aino
cercando di indurla a
sposarlo, ma non volendo unirsi a un vecchio, la ragazza si
getta in acqua da uno scoglio, annegandosi. In seguito
Väinämöinen
la ripesca in forma di pesce e gli rivela di essere
Aino,
dopodiché scompare per sempre.
Väinämöinen non è certamente un personaggio omologo a
Tuuslar,
anche se sono detti entrambi grandi maghi e incantatori;
ugualmente
Aino
non rassomiglia certo a
Linda, l'una una giovane
vergine, l'altra la madre dell'eroe, mentre per certi versi (ad
esempio le modalità del suicidio) pare avvicinarsi piuttosto a
Saarepiiga, la
fanciulla dell'isola amata da
Kalevipoeg.
Tuttavia rimane il motivo del ratto - o stupro - da parte di
un mago ai danni di una fanciulla, la quale si sottrae alle
grinfie del suo aggressore trasformandosi in un elemento
naturale e confondendosi con il paesaggio.
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