Iconografia del
«dio col mazzuolo»
Circa duecento immagini gallo-romane sono dedicate
al cosiddetto
«dio col mazzuolo».
Ha l'aspetto di un uomo maturo, con barba e capigliatura
riccioluta. L'atteggiamento è maestoso, con una leggera
ponderatio. È solitamente vestito alla maniera gallica,
con una tunica manicata, trattenuta in vita e sui fianchi, e
un mantello. Spesso indossa bracae e calzature. A volte è
invece abbigliato con una sinistra pelle di lupo, il cui
cranio è posato sul suo capo a mo' di elmo. Gli attributi costanti sono un
mazzuolo dal lungo manico, più simile a uno scettro,
che impugna nella sinistra, e nella destra un vaso tipo
olla, in alcuni casi sostituito da una patera. In
certe aree geografiche, invece del vaso compare un tino.
Raramente il dio impugna una falx. Su una stele
proveniente da Séguret (Vaucluse, Francia) ha,
eccezionalmente, una siringa.
Le statuette bronzee, circa un centinaio,
sono diffuse soprattutto alla foce del Rhône e nelle valli
del Rhône e della Saône, tra Lyon e Dijon (Francia), nella
zona di Besançon (Francia) e del lago Léman (Svizzera).
Stilisticamente, presentano una fattura assai accurata. Il dio può essere
raffigurato abbigliato alla maniera gallica, o con una corta tunica, o nudo. Le
immagini in pietra, una settantina circa, hanno una
diffusione maggiore sul territorio rispetto alle statuine in
bronzo: sono state ritrovate lungo il corso del Rhône, della
Saône, nel territorio degli Hedui; nella zona della Moselle,
del Rhin/Rhein, del Main e della Saar. In Gallia Narbonensis
quasi tutte le immagini ritrovate sono pertinenti ad altari,
mentre nella Gallia Lugdunensis e Belgica e in Germania
Superior si tratta, a parte qualche eccezione, di steli a
rilievo. Sono assai meno raffinate rispetti ai bronzi:
i tratti somatici sono semplificati, i panneggi rudimentali,
le proporzioni sovente sbagliate. Le statuette di
terracotta, invece, sono state
trovate all'interno delle aree sacre a Dhronecken e a
Hochscheid (Rheinland-Pfalz, Germania). Una quarta statuetta di terracotta proviene da
Vichy (Allier, Francia).
Nella valle del Rhône – a Vichy, a Orange e
a Sainte-Colombe-lès-Vienne (Francia) – sono stati rinvenuti frammenti di
tre
medaglioni di applicazione recanti l'immagine del
«dio col mazzuolo»;
un quarto viene invece da Samobriva (Gallia Belgica) ⇒
Amiens (Somme, Francia).
Spesso, il
«dio col mazzuolo» è
accompagnato da un cane. Su un altare rinvenuto a Vacquerolles, vicino Nîmes (Gard, Francia), il dio è ritratto
con un gallo. In due immagini è associato a un
serpente: su un frammento di altare in calcare trovato
nella chiesa di Saint-Thomas de Coloures, ancora presso Nîmes,
dove l'animale è attorcigliato al manico del mazzuolo, e su una
statuina di terracotta rinvenuta a Hochwald (Solothurn, Svizzera). In tredici immagini, il
«dio col mazzuolo» è
raffigurato insieme a una
divinità femminile. In alcune figurazioni compaiono i soli attributi: mazzuolo e
olla.
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MONVMENTA ARTIS
ROMANAE |
SUCELLOS,
IL «DIO COL MAZZUOLO» |
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Sucellos e
Nantosuelta. Altare di Sarrebourg Rilievo su un
altare trovato nei pressi del mitreo di
Pons Saravi (Gallia Belgica) ⇒ Sarrebourg (dip. Moselle, Francia), nel
territorio dei Mediomatrici, raffigurante una
coppia divina formata dal
«dio col mazzuolo»
e dalla sua paredra, ritratti con aspetto
maestoso e regale. Il reperto, datato tra la
fine del I e l'inizio
del II secolo d.C., è
particolarmente importante in quanto riporta,
oltre alle immagini, anche i
nomi delle due divinità, rispettivamente
Sucellos
e
Nantosuelta. Alla base dell'altare
compare, enigmatica, l'immagine di un corvo.
L'iscrizione dedicatoria rivela che l'altare
fu stato commissionato, quale ex voto,
da un certo Bellausus, figlio di Massa.
Deo Sucello
Nantosuelt(a)e
Bellausus Mas-
s(a)e filius v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito) |
CIL [xiii:
4542] |
Primo piano del rilievo: [immagine]✦
Primo piano dell'iscrizione: [immagine]✦ |
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Musée de Metz, Metz (Moselle, Francia) |
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Sucellos. Medaglioni
ornamentali su olla Frammento di olla, con applicato un
medaglione ornamentale raffigurante il
«dio col mazzuolo».
Il reperto, risalente al primo quarto del
III sec. d.C., è stato
rivenuto a Samobriva (Gallia Belgica) ⇒
od. Amiens (dip. Somme, Francia). La parte
dell'iscrizione pervenuta permette di
leggere soltanto:
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Musée de Picardie, Amiens (dip. Somme, Francia).
Fotografia: Vassil. Wikimedia Common. |
Medaglioni simili sono stati tuttavia rinvenuti in
altri siti gallici. In uno proveniente
da Vienna (Gallia Narbonensis) ⇒ Sainte-Colombe-lès-Vienne (dip. Rhône,
Francia), qui riprodotto in disegno,
l'immagine appare più completa; il dio è
accompagnato da un cane e l'iscrizione suggerisce il
nome di
Sucellos.
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Disegno: Enciclopedia delle
religioni (6 voll.). Vallecchi, Firenze 1970. |
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Il
«dio col mazzuolo». Bronzo di
Fourvière
Questa statuetta in bronzo del
«dio col mazzuolo»,
di cui non conosciamo l'età e la provenienza,
è caratterizzata da un curioso abito a
maniche lunghe ornato da disegni a forma di
croce,
interpretati come simboli astrali, oppure legati a qualche
aspetto ctonio del dio (Lambrecht 1942
| Duval 1957). I capelli, arricciolati in boccoli,
cadono abbondanti sulla nuca e sulle spalle.
Il mazzuolo è andato perduto. |
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Musée gallo-romain de Fourvière, Lyon (Rhône, Francia) |
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Il
«dio col mazzuolo». Bronzo di Lausanne
Statuetta in bronzo del
«dio col mazzuolo»,
rinvenuta a Lausanne (Vaud,
Svizzera), alta 17,6 cm. La forma del volta
e la regale postura sono reminiscenti
dell'iconografia classica di
Iuppiter.
Entrambi gli attribuiti, l'olla e il
mazzuolo, sono purtroppo andati perduti. |
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Musée cantonal d’art et d’histoire, Lausanne (Vaud, Svizzera).
© Fotografia: Fibbi-Aeppli. |
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Il
«dio col mazzuolo». Bronzo di Vienne
Splendida statuetta in bronzo del
«dio col mazzuolo»
rinvenuta nel 1866 nel lararium di
un'abitazione romana presso Vienne (Isère, Francia).
Risalente al I
sec. d.C. e alta 32 cm, contando la base, è
senza dubbio la più raffinata immagine del
«dio col mazzuolo»
a oggi rinvenuta. Lo stile
rimanda all'iconografia classica di
Hēraklês. Il dio è nudo, a parte una pelle di lupo
drappeggiata sull'òmero sinistro, con il
cranio sul capo e le zampe anteriori
annodate intorno al collo. Tiene l'olla
nella mano destra e nella sinistra impugnava
originariamente il mazzuolo, oggi perduto.
Alle sue spalle, un enorme oggetto
cilindrico termina
in una corona composta da cinque cilindri
più piccoli. La natura di questi cilindri
non è chiara: potrebbero essere tanto dei
mazzuoli quanto delle botti, ma sono state
proposte altre congetture. Si noti che
esistono altri cinque oggetti simili,
provenienti forse dalla valle del Rhône,
ritrovati senza le statuine a cui dovevano
originariamente appartenere.
Primo piano del volto: [immagine]✦
Vista posteriore: [immagine]✦ |
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Walters Art Gallery, Walters Museum, Baltimore (Maryland, USA).
Fotografia: Walters Art Museum, licenza Creative Commons. |
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Il
«dio col mazzuolo». Bronzo di Ebruyères
Statuetta in bronzo del
«dio col mazzuolo»,
alta 15,8 cm e
proveniente da Ebruyères (dip. Côte-d'Or,
Francia). Il suo abbigliamento è assai poco
celtico. La clamide gettata su una corta
tunica (visibile di lato) e l'assenza di
pantaloni, come pure la dettagliata
acconciatura a riccioli della barba e dei
capelli, indica un influsso tardo-classico.
Il mazzuolo, impugnato con la destra, è
andato perduto.
Vista laterale: [immagine]✦ |
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Musée de France d'Opale Sud, Berck-sur-Mer (Pas-de-Calais, Francia)
Fotografia: © Georges Dilly. |
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Il
«dio col mazzuolo» come Hercules. Bronzo di Vienne
Una delle due statuette in bronzo del
«dio col mazzuolo»
rinvenuta nel 1866 a Vienne (dip. Isère,
Francia). L'immagine, datata tra il I e il
III sec. d.C., è di fattura piuttosto
raffinata ed elegante. Il dio vi è
raffigurato come un uomo maturo, dal corpo
snello e aggraziato. Il volto barbuto,
sproporzionato, mostra un'espressione
benevola. Il dio indossa abiti contadini e
porta, eccezionalmente, una pelle di leone.
Questa identificazione con
Hercules/Hēraklês
enfatizza forse il suo ruolo quale
protettore del territorio. Porge l'olla
nella mano destra, e il mazzuolo,
perduto, doveva essere probabilmente
inclinato in avanti. |
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British Museum, London (Regno Unito) |
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Musée d’archéologie nationale, Saint-Germain-en-Laye (Yvelines, Francia).
Fotografia: PHGCOM, Wikimedia Commons. |
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Il
«dio col mazzuolo».
Bronzo
di Prémeaux
Statuetta in bronzo
ritrovata presso il villaggio di
Prémeaux-Prissey (dép. Côte-d'Or,
Francia). L'immagine non si distacca dalla
tipica iconografia del
«dio col mazzuolo».
Il personaggio indossa una tunica ornata da
disegni a forma di croce che gli lascia nude
le gambe; i capelli sono abbondanti sulle
spalle, con un boccolo ritto sulla fronte, e
la barba è ben sagomata. L'asta, impugnata
con la sinistra appena sotto la testa del
mazzuolo, appare sproporzionatamente sottile
per la grandezza del maglio.
Un disegno tratto dallo stesso bronzo: [immagine]✦ |
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Musée des Beaux-Arts, Beaune (Côte-d'Or, Francia). |
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Il
«dio col mazzuolo»
e la sua paredra
Rilievo di Grünwinkel
Altorilievo del
«dio col mazzuolo»
accompagnato dalla sua paredra, proveniente
da Grünwinkel, in Karlsruhe (Baden-Württemberg,
Germania).
Eccezionalmente, il
«dio col mazzuolo»
impugna il suo scettro con la mano destra e
non regge l'olla. Alla base del
manico si vede un curioso motivo a forma di
doppia ascia. La sua compagna è parimenti
diversa dalla tipica iconografia di
Nantosuelta:
anch'ella è priva di scettro. L'uno e
l'altra sono ritratti in posa regale, con
vesti e mantelli ornati da eleganti
panneggi, il capo ornato da una tiara o
corona. |
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Badisches Landesmuseum, Karlsruhe (Baden-Württemberg, Germania). Altezza: 85 cm. |
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Il
«dio col mazzuolo». Rilievo di Oberseebach
Bassorilievo da un altare del
III secolo, rinvenuto a Oberseebach (Bas-Rhin, Francia).
Originariamente il
«dio col mazzuolo» compariva
a fianco della propria paredra, e accanto a
loro si trovava un piccolo cane a tre teste.
L'immagine è andata parzialmente distrutta
nel 1870. |
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Musée archéologique de Strasbourg, Strasbourg (Bas-Rhin, Francia).
Fotografia: Ji-Elle, Wikimedia Commons. |
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GREEN
Miranda J.:
Dizionario di mitologia
celtica, Rusconi 2000. |
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GREEN
Miranda J.:
Dizionario di mitologia
celtica, Rusconi 2000. |
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Silvanus. Rilievo di Eisenberg
In questo interessante rilievo proveniente
da
Eisenberg (Rheinland-Pfalz, Germania), gli attributi del
«dio col mazzuolo»
vengono diluiti a vantaggio dell'immagine
romana del dio
Silvanus. Manca l'olla e il
mazzuolo sembra sostituito da una zappa. Due
animali, forse cani, sono disposti ai due
lati della figura. L'iscrizione dice:
D(eo) Silvano
Lucios [sic] Cinonis
v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito) |
CIL [xiii: 6146] |
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Altare con gli attributi
di Iuppiter e Silvanus
A volte compaiono soltanto gli attributi del
«dio col mazzuolo»,
pur senza la figura divina. In questo altare
co-dedicato a Iuppiter
e Silvanus,
rinvenuto a Saint-Laurent-d'Aigouze (dip.
Gard, Francia), sono presenti gli attributi
delle due divinità celtiche: il fulmine e la
ruota dello Iuppiter
gallico e il mazzuolo e l'olla di
Sucellos, a cui si aggiunge la zappa,
che rimanda all'identificazione di quest'ultimo
come Silvanus.
L'iscrizione dice: |
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Musée archéologique de Nîmes (dip. Gard, Francia). |
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Musée archéologique, Nîmes (Gard, Francia).
Fotografia: Hervé Champollion / AKG-images |
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Il
«dio col
mazzuolo». Rilievo dalla Maison de
Sucellus
Altorilievo del
«dio col mazzuolo»,
proveniente dalla cosiddetta Maison de Sucellus,
un'abitazione gallo-romana sita a
Saint-Romain-en-Gal (Rhône, Francia) e
datata al 180 d.C. Il dio regge olla
e mazzuolo; un cane è accovacciato ai suoi
piedi. L'iscrizione alla base è con ogni
probabilità quella del dedicatario
dell'immagine:
Atticus Sarcitor |
AE [1968: 294] |
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Musée gallo-romain de Saint-Romain-en-Gal (Rhône, Francia).
Fotografia: Vassil, 2011. Wikimedia Commons |
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Il
«dio
col tino»
Statuetta rinvenuta a Mediolanum (Gallia Belgica / Germania Superior)
⇒
Mâlain (Côte-d'Or, Francia). Il
personaggio raffigurato accanto a un tino
(definito dieu au tonneau) è
generalmente considerato una variante del
«dio col mazzuolo».
Il bastone che la figura sorregge nella
sinistra potrebbe essere effettivamente
quanto resta del mazzuolo. |
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Musée archéologique, Dijon (Côte-d'Or, Francia).
Fotografia: Siannan, 2013. Wikimedia Commons |
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Nantosuelta.
Secondo altare di Sarrebourg
A Pons Saravi (Gallia Belgica) ⇒ Sarrebourg (dip. Moselle,
Francia), insieme al famoso altare
riportante le immagini e i nomi di Sucellos e
Nantosuelta
(CIL [xiii:
4542]), che però
mostra soltanto la dea.
Anche in questo caso ella regge in mano un'asta con
in cima un'edicola, mentre con l'altra
mano tiene qualcosa che si crede possa essere un
alveare sul quale è appollaiato, ancora una
volta, un uccello, forse un corvo. Alla sua sinistra si trovano
ammucchiati tre oggetti, interpretati
generalmente come favi.
L'iscrizione riporta:
n
h(ono)r(em) d(omus) d(ivinae)
M(arcus) Tignuarius
v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito) |
CIL [xiii:
4543] |
Immagine contrastata del rilievo: [immagine]✦ |
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Musée de Metz, Metz (Moselle, Francia) |
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Nantosuelta.
Rilievo di Speyer
Bassorilievo rinvenuto, forse, a Speyer (Rheinland-Pfalz,
Germania). Gli attribuiti sono quelli di
Nantosuelta: l'asta con il fanum e l'uccello. Nel
timpano fa mostra di sé un volto solare. |
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Historisches Museum der Pfalz, Speyer (Rheinland-Pfalz, Germania) |
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Stele funeraria con possibile
identificazione del defunto con il «dio col mazzuolo»
Altorilievo su una
stele funeraria in calcare, del
II sec. d.C.,
rinvenuta a Intaranum (Gallia Lugudunensis)
⇒ Entrains sur Nohain (Nièvre, Francia).
L'immagine è probabilmente quella del
defunto, Apinosus Iclius,
come risulta
dall'iscrizione, dedicata ai
Dii Manes:
D(is) |
Apinosus Iclius |
M(anibus) |
CIL [xiii:
2911] |
La figura regge il
mazzuolo e l'olla, caratteristici
strumenti del
«dio col mazzuolo»,
forse visto nel suo aspetto di
signore dei morti e, come tale, identificato
con il defunto. Altri ritengono tuttavia che
il martello indichi in realtà la professione
di Apinosus (fabbro, calzolaio, artigiano) e
che l'olla contenga il pasto funebre.
Ai piedi del personaggio si riconoscono
un cane e un gallo; il primo – spesso
presente nelle immagini del
«dio col mazzuolo»
– ha forse il compito di scortare il defunto
nel regno dei morti, il secondo è stato
probabilmente offerto in sacrificio dai
parenti di Apinosus.
Altra fotografia del reperto: [immagine]✦ |
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Musée d’archéologie nationale, Saint-Germain-en-Laye (Yvelines, Francia). |
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Dis
Pater ed Aericura. Altare di Sulzbach
Sculture acefale di
Dis
Pater e della sua compagna Aericura
su un altare rivenuto nel 1812 in una
caverna a Sulzbach presso
Karlsruhe (Baden-Württemberg, Germania).
L'iscrizione riporta:
I(n) h(onorem) d(omus) d(ivinae) d(eae) s(anctae)
Aericur(ae) et Diti Pat(ri)
Veter(ius) Paternus et Adi(?) Pater(na) |
CIL [xiii: 6322] |
La figurazione è lontana dalla tipica
iconografia del
«dio col mazzuolo»:
mancano infatti il mazzuolo, l'olla,
il cane, la patera. La figura
maschile regge quello che sembra un rotolo
di pergamena. Tale scultura è
una possibile indicazione a sfavore
dell'indicazione del
«dio col mazzuolo»
con
Dis
Pater cesariano. Vi è però
anche la possibilità che le immagini non
rappresentino le divinità, ma Veterius Paternus e Adi(?)
Paterna, i quali sono forse i due defunti
affidati alla benevolenza degli dèi degli
inferi. |
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Aericura.
Rilievi di Bad Cannstatt
Due rilievi raffiguranti Aericura
provengono da Bad Cannstatt presso Stuttgart (Baden-Württemberg,
Germania). Nel primo, la dea è seduta,
abbigliata con una lunga tunica e i capelli
acconciati in uno chignon; tiene in grembo un cesto di frutta.
L'iscrizione riporta:
[Herec]ur(a)e sig(num) Val(erius)
...†] v(otum) s(olvit) l(ibens) l(aetus) m(erito) |
CIL [xiii: 6322] |
Il secondo altorilievo, è purtroppo mutilo
della parte superiore, ma si riconosce il cesto di frutta,
poggiato sulle ginocchia tra gli eleganti panneggi della
veste.
Herecur(a)e Cottus
G[all]i (?) ex voto suscept[o]
posuit v(otum) s(olvit) l(ibens) l(aetus)
m(erito) |
CIL [xiii: 6438] |
Seconda immagine: [immagine]✦ |
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«Hänsel» e «Gretel» di Sengscheid
Nella foresta di Sengscheid, non lontano da
Sankt Ingbert, presso Saarpfalz-Kreis
(Saarland, Germania), si possono ammirare
due incisioni rupestri sagomate sulla parete
meridionale di un enorme macigno. Le
immagini, scolpite all'interno di due lievi
nicchie, raffigurano un uomo e una donna,
ritratti quasi a grandezza naturale e
popolarmente conosciuti con gli affettuosi
nomignoli di «Hänsel» e «Gretel».
Entrambe le figure sono ritratte
frontalmente. L'uomo è senza barba e porta
una tunica lunga fino alle ginocchia. Il
braccio destro è sollevato, con
l'avambraccio ad angolo retto, ma non è
chiaro cosa sostenesse in origine. La sua
compagna è abbigliata con una lunga tunica e
porta nella mano sinistra quello che sembra
un cesto di frutta. Gli occhi e la bocca
sono suggeriti da semplici depressioni.
Le incisioni rupestri risalgono al
II o
III secolo d.C. e si ritiene
facessero parte, in origine, di un
nemeton celtico, un luogo di culto a
cielo aperto, posto in un bosco sacro. La
parte inferiore della roccia, orizzontale,
poteva forse servire da altare. Le due
figure sono di solito identificate con
Sucellos
e
Nantosuelta, tuttavia, la cattiva conservazione delle
figure rende arduo dare un'interpretazione
univoca. Il sito è esposto agli agenti
atmosferici e alle intemperie, rendendo
assai difficoltosa la conservazione del
monumento.
Fotografia frontale: [immagine]✦
Fotografia frontale: [immagine]✦ |
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Foresta di Sengscheider, Sankt Ingbert (Saarland, Germania).
Fotografia: Epei, Wikimedia Commons. |
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Il «viandante»
di Carpene
Tra le numerose incisioni rupestri della Val
Camonica, alcune si è tentato di ricondurle
a motivi celtici. È il caso del cosiddetto
«viandante», inciso – tra ben oltre
settecento altre raffigurazioni – sulla
Roccia Grande di Carpene, nel Parco Comunale
Archeologico e Minerario di Sellero
(Brescia). L'immagine è datata tra la media
e la tarda età del Ferro (VI-I
sec. a.C.). È una figura di grandi
dimensioni. Il corpo è un rettangolo, dai
cui angoli si diramano quattro arti
monolinei, con mani e piedi risolti con dei
circoletti. La testa, sproporzionatamente
piccola, si sorregge sopra un curioso scollo
a V. Il pene è indicato da una breve linea
tra le gambe. La figura impugna nella destra
un oggetto che potrebbe ricordare, appunto,
il maglio impugnato dal
«dio col mazzuolo».
Altri hanno invece pensato all'ascia
impugnata da
Esus. Stante
lo stile estremamente rudimentale, potrebbe trattarsi di qualsiasi strumento. |
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Roccia Grande di Carpene (r. 2-3). Parco comunale Archeologico e Minerario di
Sellero (Brescia, Lombardia, Italia).
Foto: Luca Giarelli, Wikimedia Commons. |
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