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La
Storia
naturale
Il comasco Gaio
Plinio Secondo fu ufficiale
dell'esercito romano, e visse in
Germania, in Gallia Narbonese e
in Gallia Belgica. Forse fu
proprio in questi viaggi che egli
acquistò quell'amore per
la cultura e il sapere che lo ha
reso famoso nei secoli, e che gli
avrebbe procurato la morte a
causa delle esalazioni di gas del
Vesuvio, che egli volle andare a
studiare da vicino nel corso
della famosa eruzione del 79. Con
i 37 libri della sua
Storia
Naturale, Plinio
regala all'umanità una
grandiosa enciclopedia, frutto di
un immenso lavoro iniziato sotto
Nerone e continuato negli anni
successivi. Si diletta trattando
con ampiezza e precisione tutte
le branche del sapere del suo
tempo: cosmologia, geografia,
etnografia, fisiologia,
antropologia, zoologia, botanica,
farmacologia, mineralogia,
metallurgia e storia dell'arte.
Il lavoro di Plinio è
essenzialmente un'opera di
compilazione: le notizie sono
tratte da altre opere e non
verificate, anche se l'autore al
principio dell'opera enumera
tutte le sue fonti e gli occorre
un intero libro per elencare i
150 scrittori latini e i 327
greci che gli hanno fornito i
circa duemila volumi di materiale
da lui consultati! Plinio non
dimostra molto senso critico,
raccogliendo notizie fantastiche
insieme ad altre più
fondate, ma la sua opera rimane
importantissima in quanto ci
permette di analizzare la natura
e la qualità dello scibile
del mondo antico.
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