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L'autore e l'opera
Nato a Cordova nel 39, Marco
Anneo Lucano fu un romantico
ante-litteram, sia per
l'appassionata carica dei suoi
versi, sia per l'impeto che
animò la sua breve vita.
Discepolo e nipote di Seneca, fu
costretto a uccidersi a soli
ventisei anni per aver aderito
alla congiura dei Pisoni.
Narrando, nel suo poema
incompiuto, la
Farsalia,
la funesta guerra civile tra
Cesare e Pompeo, Lucano si
contrappone di proposito a
Virgilio, scegliendo un argomento
storico e rifuggendo di proposito
qualsiasi elemento leggendario o
meraviglioso. All'estro poetico
del poema non manca una carica
ideologica, ché egli fu
fieramente filo-repubblicano,
come è del resto evidente
nel poema spesso, dove le
simpatie dell'autore vanno
chiaramente a Pompeo.
L'importanza della
Farsalia
per gli studiosi di mitologia
celtica è limitata a soli
tre versi [444-446], i quali ci tramandano
i nomi celtici di tre
divinità dei Galli,
Esus,
Toutatis
e
Taranis,
che Lucano cita senza dubbio per
gusto di esotismo.
Assai popolare fino al
Rinascimento, la
Farsalia
venne nel corso dei secoli
studiata e chiosata. È il
caso degli scolii dei
Commenti Bernesi
a Lucano, risalenti
agli ultimi secoli del I
Millennio, a cui dobbiamo delle
notizie, confuse ma preziose,
sulle divinità galliche
citate da Lucano.
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