NASCITA DI VÄINÄMÖINEN
Salutare il sole e la luna

MITOLOGIA FINNICA - Sommario

Dopo essere rimasto settecento anni (nove vite di eroi) nel ventre materno, il vecchio vate Väinämöinen viene finalmente alla luce e, levandosi in piedi per la prima volta, saluta il sole e la luna.

NARRATIVA
  1. Nascita di Väinämöinen
    Fonti

SAGGISTICA
  1. Il vecchio vate Väinämöinen

1 - NASCITA DI VÄINÄMÖINEN

enerato dal vento e dalle onde, Väinämöinen giaceva rannicchiato nel seno di sua madre. Ilmatar aveva creato isole e scogli da riempire il mare, e la terra gią si stendeva coperta di campi e di boschi, eppure ella non era ancora riuscita a dare alla luce quel figlio che le gonfiava il ventre da pił di settecento anni. Väinämöinen era invecchiato nel ventre materno, ma non era ancora nato.

Ancora per trenta anni, Ilmatar galleggiņ sulle acque silenziose, cosparse di nebbie, e Väinämöinen si agitava sempre di pił, smaniando ormai di uscire dal suo piccolo nascondiglio per poter vedere, finalmente, la luce del sole e della luna. Allora stringendo i pugni mormorņ: - O voi, Sole e Luna, liberatemi da questo antro. Orsa Maggiore, spalanca queste strane porte, questi cancelli sconosciuti! Che io lasci questa dimora piccola e angusta e vada come uomo sulla terra, come uoma possa respirare l'aria viva, ammirare la luna in cielo e i raggi del sole, possa salutare l'Orsa e contemplare le stelle!

Ma poiché le sue preghiere non servivano a nulla, egli cominciņ ad avvertire un'insofferenza sempre pił viva e profonda. Esplorņ allora cautamente il pertugio con l'anulare, lo forzņ con le unghie e vi introdusse il piede sinistro. Quindi piegando il ginocchio, emerse dal suo buio antro e dopo un attimo eccolo tuffarsi nel mare infinito.

Per otto anni il vecchio neonato venne trascinato dai flutti, finché questi lo deposero nei pressi di un promontorio, prima propaggine di una terra desertica e desolata. Egli si arrampicņ sulle rocce con le mani ed i ginocchi e finalmente si levņ in piedi. Per la prima volta poté ammirare la luna e gioire dei raggi del sole, salutare l'Orsa e contemplare le stelle.

Cosģ nacque il vecchio vate Väinämöinen, l'eterno cantore delle terre di Kalevala.

"Väinämöinen crea la luce" - Disegno di R.W. Ekman (1859)

Fonti

  • Elias Lönnrot: Kalevala [I: 281-344] [ANTOLOGIA]

I - IL VECCHIO VATE VÄINÄMÖINEN

Vaka vanha Väinämöinen č un verso ben conosciuto da tutti i ragazzi finlandesi che si avvicinano al grande poema nazionale, č un po' il leit-motif del Kalevala. Potremmo tradurlo, liberamente, ma rispettando l'allitterazione, «il vecchio vate Väinämöinen». La traduzione non č comunque semplice: se vanha č «vecchio», vaka č una parola disusata in finlandese moderno, forse da correlare a vakaa «fermo, saldo, attento».

E Väinämöinen č in effetti il nucleo attorno a cui Lönnrot ha costruito il suo Kalevala.

Definire Väinämöinen un cantore o un bardo vuol dire muoversi soltanto ai bordi di questa figura complessa e potente. Väinämöinen č il depositario della sapienza delle cose primordiali. Nato vecchio all'inizio del mondo, egli conosce i nomi e le origini di tutte le cose, su cui puņ esercitare il potere tramite il suo canto. Significativamente, il poema si apre con la sua nascita e si chiude con la sua partenza, allorché la vergine Marjatta partorisce il figlio meraviglioso destinato a inaugurare una nuova etą del mondo. Väinämöinen č dunque anche il signore dell'antica etą, il testimone e l'anima dei tempi eroici. Pił volte nel Kalevala ci si lamenta che i tempi odierni non hanno la grandezza e di quelli antichi e che la sapienza a cui aveva accesso Väinämöinen.

La madre di Väinämöinen č la stessa Ilmatar e sembra di capire che il vecchio Väinö sia stato uno dei primi uomini (se non il primo in assoluto) a camminare sulla terra. Ma naturalmente questo secondo il Kalevala messo insieme dal Lönnrot: come abbiamo osservato nel capitolo precedente [VEDI] č probabile che nelle versioni pił antiche del mito finnico la gravidanza di Ilmatar avesse un significato affatto diverso. Il personaggio del «vecchio vate» ha certamente dei tratti primordiali, ma non ha esattamente i caratteri di un «primo uomo». D'altronde da dove vengano gli uomini, il Kalevala non lo dice: a partire dal terzo runo troviamo Väinämöinen immerso nella consueta civiltą umana, addirittura oggetto di scherno da parte dei giovani che sottovalutano la sua etą e la sua sapienza. D'altronde in seguito troveremo Väinämöinen rivolgersi al gigante Antero Vipunen, creatura evidentemente pił antica e pił saggia, per conoscere alcune parole magiche che gli sono ignote.

Sembra dunque logico che, in origine, Väinämöinen avesse altra discendenza. Forse faceva parte anch'egli del novero dei figli di Kaleva, di cui nel testo tutti quanti sembrano pił o meno essere discendenti. Tutte le tradizioni mitologiche del mondo, indistintamente, dąnno grande  importanza alle origini dei popoli e delle stirpi, ma da questo punto di vista il Kalevala fa eccezione. Il grande poema finnico non č affatto interessato alle questioni genealogiche. Questo probabilmente fa capire quanto siano corrotti i miti che ci tramanda e quanto siano stati rielaborati nel corso del tempo e quanto, sicuramente, siano stati alterati dallo stesso Lönnrot. Di nuovo non si puņ che aggiungere che il Kalevala, il meraviglioso poema della natura e del canto di magia, non puņ essere utilizzato come fonte mitica.

In quanto depositario della sapienza primordiale, Väinämöinen non č certo un personaggio unico nella letteratura mitologica: in altre tradizioni troviamo figure che possano essere avvicinate a lui: il greco Orpheśs, il norreno Bragi, il cčco Lumķr, il russo Sadko. Ma in confronto a tutti questi altri personaggi, il poema finnico ha la straordinaria caratteristica di porre Väinämöinen al centro della narrazione. Qui il cantore non č un personaggio di contorno ma l'effettivo protagonista. Il Kalevala, al confronto con le cruente epopee germaniche, non č epica di spada ma di magia; i suoi eroi non sono guerrieri, ma maghi, cantori, sapienti. Väinämöinen č probabilmente pił vicino ad Óšinn che agli altri mitici bardi che abbiamo citato sopra: e non si puņ tacere che gią gli studiosi hanno notato in Óšinn dei tratti sciamanici che lo avvicinano al mondo ugro-finnico. Se pensiamo che, a quanto affermano gli archeologi finlandesi, i territori interni della penisola scandinava furono a lungo disputati tra gli invasori germanici e gli autoctoni finni, possiamo sottilmente cominciare a capire come un'infinitą di motivi e tradizioni mitiche siano confluite dal mondo finnico a quello indoeuropeo. E renderci conto di come Väinämöinen sia una delle pił antiche figure mitiche d'Europa.
 

Sezione Miti - Holger Danske.
Area Ugrofinnica -
Vanha Väinö.

Creazione pagina: 07.02.2005
Ultima modifica:
26.03.2005

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